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giovedì 4 aprile 2013

Michele Giuttari - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 25 giugno 1997 - Prima parte

Presidente: Allora, visto e considerato che... scusate il modo di presentarsi un po' brusco di questa mattina. Le telecamere mobili sono state vietate in aula. Non possono entrare le telecamere mobili in aula. Allora, è stato fatto presente che entravano senza riprendere nessuno; invece, un po' alla chetichella, entrano, fanno interviste, fanno... Io non ho concesso nessuna intervista esclusiva a nessuno. Mi fu domandato l'altro giorno se potevano fare tre chiacchiere, o quattro chiacchiere col Vanni. Il suo difensore, se lui è d'accordo lo potete fare. Ho autorizzato in questo senso il caposcorta. Il caposcorta dov'è? Ecco. No, non era lei, era un altro. 
(voce fuori microfono)
Presidente: Ecco. A questo punto niente interviste esclusive eccetera. Il Vanni, quando vuol parlare, parla con me. Poi non lo so. Quindi, le telecamere io non ho nessun problema per le telecamere mobili, però che siano ferme. Non facciano come la scorsa udienza che aggrediscono il Vanni, eccetera, mentre la Corte ancora sta per uscire. Non è giusto, non si può fare questo lavoro. Va bene, superato l'incidente. Allora, Vanni: Pepi, ci sono. C'è Bagattini Per Faggi. Lotti è presente, Bertini è presente. Zanobini? 
(voce fuori microfono)
Presidente: Come? Non capisco. 
Avvocato Gremigni: Avvocato Gremigni, sostituisce l'avvocato Zanobini.
Presidente: Bene. Prenda nota, signorina. Poi c'è Curandai. Per chi è lei, avvocato Curandai? Per tutti. Allora, Curandai. Poi c'è... Puliti, c'è Puliti? No. Lo sostituisce Curandai. Saldarelli, nemmeno. Sempre Curandai. Ciappi. C'è il professor... 
Avvocato Curandai: (voce fuori microfono)
Presidente: Bene. Colao, lo sostituisce Curandai. Pellegrini, Curandai. Santoni Franchetti dov'è? Diamolo a Curandai, va bene? In sostituzione anche di Santoni Franchetti. Tutte le parti civili. E Rosso, è lo stesso Curandai. Bene. Pubblico Ministero, possiamo riprendere.
P.M.: Io riprenderei con la testimonianza del dottor Giuttari, dirigente della Squadra Mobile per continuare la ricostruzione che stavamo facendo sulle indagini.
Presidente: Sì.
M.G.: Buongiorno.
Presidente: Buongiorno. Allora, Pubblico Ministero.
P.M.: Grazie, Presidente. Dottor Giuttari, dunque, nella scorsa udienza stavamo ricostruendo quello che era stata la sua attività e eravamo rimasti al punto in cui lei descriveva la sua attività relativa ai riscontri che erano stati a lei affidati, la ricerca dei riscontri in merito alle dichiarazioni fatte dal Lotti. Vogliamo riprendere da quel punto lì? Magari andando in ordine cronologico. Come sono stati a lei affidati questi riscontri. E, se non sbaglio, sui fatti dal delitto dell'85 andando indietro. Quindi riprendiamo da quel punto lì. Se magari fa una sintesi, vede lei, per riprendere il discorso. E riprendiamo da quel momento lì della scorsa udienza. Grazie.
M.G.: Seguirò quindi un ordine cronologico decrescente. Parto dal delitto degli Scopeti, quindi del 9 settembre, 8 settembre 1985. Su delega sempre del Pubblico Ministero ho eseguito i riscontri alle dichiarazioni del Lotti Giancarlo. Riscontri che indicherò in maniera specifica in riferimento proprio a particolari, a dettagli, del racconto del Lotti in relazione a questo duplice omicidio. Il primo riscontro che indico è il rinvenimento di una buca nel bosco degli Scopeti in prossimità della tenda dei due turisti. Il Lotti, nel corso del sopralluogo e della sua successiva testimonianza, aveva riferito che la notte di quel duplice omicidio, dopo l'esecuzione materiale da parte di Pacciani e Vanni, dopo quindi l'uccisione dei due turisti francesi, aveva visto i due - Vanni e Pacciani - dirigersi verso i bosco di fronte proprio alla tenda dei francesi e fermarsi ad un certo punto sotto un albero abbassandosi. 'Tenevano in mano qualcosa - dice - un involto', chiama il Lotti, definisce questo qualcosa che tenevano in mano. Stanno un po' chinati in questo posto che indica. E poi dopo alcuni minuti, 10-15 minuti, li vede andare via, tornare indietro, attraversare la strada San Casciano-Firenze e prendere la macchina del Pacciani, che era posteggiata dietro un muretto. Quindi vengo delegato dall'ufficio del Pubblico Ministero alla ricerca, a bonificare innanzitutto, a perquisire bonificando questa zona del bosco indicata da Lotti per vedere se in quella zona ci fosse qualcosa che potesse far pensare ad una attività di occultamento da parte di Pacciani e Vanni, di qualcosa che tenevano in mano, dell'"involto" - per usare lo stesso termine di Lotti - che tenevano in mano. "Involto" che poi il Lotti aveva visto che non avevano più in mano quando erano usciti dal bosco. Bonificando questa zona. E devo dire che se non ci fosse stato proprio la ripulitura totale della zona, dei cespugli presenti in questa zona, non era stato possibile rilevare la presenza di questa buca che era completamente mimetizzata, coperta dalla fitta vegetazione, dopo aver bonificato la zona, dopo averla ripulita, ecco nel posto indicato dal Lotti troviamo questa buca che, se è possibile anche farla vedere...
P.M.: Vogliamo mostrarla, sì. Un attimo, dottore, grazie. Vediamo...
Presidente: Questo è stato fatto nel '96?
M.G.: Questo nel '96. Questo è stato fatto il 26 febbraio del 1996. Giorno in cui, su delega del P.M., ho eseguito la perquisizione di questa zona del terreno che è di proprietà di tale Corti Franco e che si trova nella località Salve Regina, proprio la località dove si è verificato il delitto. Questa buca - fornisco dei dati di riferimento - a seguito delle misurazioni effettuate proprio in quella occasione...
Presidente: (voce fuori microfono)
M.G.: Posso?
Presidente: Sì, sì. No, è col monitor che non corrisponde l’immagine. Va be', lei può continuare.
M.G.: A seguito delle misurazioni effettuate in quella occasione sul posto, questa buca si trovava a metri 7,70 dal bordo della piazzola. Ed era costituita da una cavità profonda circa centimetri 40 con diametro di centimetri 35,40, per 40. In pratica, dove noi vediamo nell'immagine il numero 1, il cartello col numero 1, il cartello col numero 1 sta ad indicare il margine della strada sterrata di fronte alla quale, sul lato quindi opposto al numero, vi era la tenda dei francesi, quindi questa è la zona prospiciente alla tenda verso il bosco. La distanza tra il bordo di questa strada, quindi contrassegnato dal numero 1, alla buca che è contrassegnata col numero 3, che io non riesco a leggere... Ecco, numero 3, è risultata 7 metri e 70. Se possiamo far vedere adesso la foto del particolare della buca, perché dà proprio l'immagine dello scavo effettuato. È proprio una vera e propria buca che sicuramente è stata utilizzata per mettere qualcosa dentro e che poi non è stata più ricoperta, una volta che non serviva più alla funzione a cui era stata destinata.
P.M.: Dottore, chiedo scusa.
M.G.: Prego.
P.M.: Per chiarire meglio alla Corte. Lei ha detto: prima della bonifica qui c'era un albero, c'era qualcosa intorno?
M.G.: Sì, era tutto pieno di cespugli. Cioè, non solo io, ma i miei collaboratori, c'erano anche i Vigili del Fuoco che ci hanno aiutati in questa attività di ripulitura della zona, non era possibile notare questa buca se non dopo. È stato possibile solo dopo aver pulito, aver tolto tutti i cespugli.
P.M.: Quindi...
M.G.: La buca era completamente coperta da questa vegetazione bassa, fittissima che esiste là in quella porzione di territorio.
P.M.: Quindi, se non ho capito male, durante il sopralluogo l'imputato Lotti vi ha indicato la zona. Poi...
M.G.: La zona. Ha indicato la zona. Ha detto: 'io, dopo il fatto, vidi Vanni e Pacciani dirigersi in quella direzione e fermarsi all'incirca in quel posto. C'era un albero là...', dice: 'li vidi abbassare e poi rimasero alcuni minuti, 10—15 minuti, circa 10 minuti. Poi si alzarono, vennero indietro, attraversarono la strada e...'. Quindi, Lotti indicò soltanto quella zona.
M.G.: Quel punto là.
P.M.: Bene, grazie.
M.G.: Dove poi, ecco, sul momento non è stato possibile vedere, trovarla, perché la zona era completamente coperta da questa vegetazione molto fitta. Una volta ripulito, ecco, è venuta fuori questa buca. All'interno della buca c'era a sua volta un'altra piccola cavità verosimilmente originata da un involucro inserito in quel posto della dimensione di 9 centimetri per 15 e profonda centimetri 24. Se possiamo vedere il particolare di questa piccola cavità... Eccola, che si trovava all'interno su una parete all'interno di questa buca più ampia. Nei pressi proprio della buca, poi, abbiamo trovato una bottiglia, una bottiglia di vetro di quelle che... della Granini, c'era scritto sotto Granini, di quelle tipo succo di frutta, abbastanza, nella parte centrale anche larga, non una bottiglia regolare, che era spezzata. Era spezzata e si trovava proprio ai margini, nei pressi di questa buca. A proposito di questa attività, quindi dell'esistenza di questa buca, del rinvenimento di questa buca in questa zona indicata da Lotti devo far riferimento ad altra testimonianza, molto significativa a mio giudizio, di certo Ennio De Pace.
Presidente: Aspetti, prima di passare oltre...
M.G.: Prego.
Presidente: ... questa buca era piena di vegetazione, foglie secche...
M.G.: Dentro la buca c'era... Dentro la buca non c'era nulla. Cioè, era scavato, quindi sulle pareti terra e basta. Tutt'intorno c'era vegetazione, quindi cespugli, che coprivano, che andavano a coprire l'apertura della buca. Quindi, se noi non avessimo pulito tutta la zona intorno, ad occhio nudo non era possibile poter vedere questa apertura. Che tutti i cespugli intorno...
Presidente: No, ma all'interno della buca che cosa c'era?
M.G.: C'era terra normale, non c'era nessun oggetto.
Presidente: Foglie secche?
M.G.: No, no, non c'era... Ci potevano essere ecco qualche traccia dei cespugli spezzati che magari il vento poi nel tempo aveva fatto cadere, non so, ecco. Della... Ma come oggetti...
Presidente: Sono passati 10 anni, 11 anni dalla buca...
M.G.: Sì...
Presidente: Stando al riferimento, sono passati 11 anni dall'ultimo delitto. Quindi questa buca, in qualche modo, si può essere riempita, sia pur parzialmente, di fogliame, erbacce, che so io. Tutto qui.
M.G.: Ma... Sì, probabilmente...
Presidente: ... come l'avete trovato voi.
M.G.: Probabilmente c'era fogliame. Possiamo vedere anche dei particolari. Ecco, io adesso esattamente non ricordo se c'erano fogliame... Ma sicuramente.. .
P.M.: C'è l'album fotografico.
M.G.: Sicuramente. Perché stando, anche se coperta, il vento, spezzando, portando le foglie, ecco qualche cosa dentro sarà sicuramente caduta. Però, come oggetti, ecco dico: contenitori, oggetti, non ce n'erano. C'era soltanto questa bottiglia un po' particolare, molto grossa nella parte centrale che era spezzata e che si trovava proprio al margine della buca. Posso...
P.M.: Presidente, chiedo scusa. Forse sarà opportuno - io chiedo che la Corte lo acquisisca, se non lo ha già - il fascicolo fotografico relativo a questo sopralluogo, perché comunque... Non so se...
Presidente: Mi sembra che non l'abbiamo trovato, questo...
P.M.: Non lo avete trovato. Ecco, il P.M. chiede di poterlo produrre come documento relativo al sopralluogo atto irripetibile, perché tutti i dubbi che lei ha avuto, o comunque le circostanze di fatto relative a questo rinvenimento, possono essere edotte o comunque visti da queste fotografie.
Presidente: Bene. Ce l'ha lei questo album?
P.M.: Sì, sì.
Presidente: Bene.
P.M.: Ce l'ha la Polizia Giudiziaria, lo mettiamo a disposizione delle parti e del...
M.G.: Sono stati fatti tanti rilievi fotografici in quell'occasione. Quindi, sicuramente i dati possono essere rilevabili dalle foto. 
La foto degli scavi a Scopeti è di Antonio Taddei.

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