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venerdì 5 aprile 2013

Michele Giuttari - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 25 giugno 1997 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

M.G.: Posso andare avanti?
Presidente: Sì, sì.
M.G.: Stavo dicendo che, a proposito di questo rinvenimento, ritengo utile richiamare una testimonianza che per me è significativa di tale Ennio De Pace, un pensionato del '24, classe '24, che il 5 marzo del 1996, l'anno scorso, spontaneamente si presenta in Questura. E ci racconta un episodio capitatogli nel mese di settembre del 1985 proprio agli Scopeti, nel bosco degli Scopeti. Il racconto che ci fa è questo. Dice: 'una mattina presto, stavo andando a funghi nella zona degli Scopeti, proprio nel bosco degli Scopeti. Erano circa le sei di mattina, avevo lasciato la macchina, entrando da Chiesanuova, in una casa colonica che si trova lì nel bosco' - e che poi vedremo nel rilievo fotografico - 'stavo scendendo giù verso il vallone per poi risalirlo ed andare quindi verso la piazzola dove poi si è verificato il delitto, quando ad un certo punto, sento prima un fruscio di arbusti proprio a pochi metri di distanza da me. E subito dopo vedo sbucare fuori una persona da me successivamente riconosciuta con certezza per Pacciani Pietro. Questa persona mi colpì in modo particolare, sia per il suo camminare molto furtivo e sia per il fatto che teneva qualcosa sicuramente sotto l'ascella, in quanto aveva il braccio destro che comprimeva forte verso il corpo per tenere nascosto, fermo qualcosa, e non rispose al mio saluto'. Dice: 'io, per una forma di cortesia, incontrandolo, anche in una situazione così sospetta che mi mise un po' paura, lo salutai. Non mi rispose. Mi guardò un attimo e poi di corsa andò via. Questa persona proveniva dall'altro lato del vallone dove io stavo per salire, e quindi dalla piazzola dove si era verificato ilo delitto'. A questo punto è chiaro che la domanda, la prima domanda spontanea che è venuta da fare al signor De Pace, è: 'ma scusi, lei perché viene qui a distanza di tanti anni, se ha registrato, se è stato testimone di un episodio così strano, così anomalo, così curioso, proprio nel mese di settembre quando si è verificato il duplice omicidio lì, agli Scopeti?' E il De Pace risponde, dice: 'sì, avete ragione, però io avevo visto che gli inquirenti avevano identificato il Pacciani. Prima non lo conoscevo, io lo riconobbi quando lo vidi in televisione il Pacciani, riconobbi che si trattava di quella persona. Non mi feci avanti perché pensai: tanto lo hanno identificato. vedendo però che è stato assolto, allora ho sentito il dovere civico di venire a raccontarvi questo episodio.
Presidente: È stato dopo la sentenza di appello?
M.G.: Dopo la sentenza di Appello, perché la sentenza di Appello è del 13 febbraio del 1996; il signor De Pace si presenta spontaneamente. Nessuno lo conosceva il signor De Pace. Si presenta spontaneamente nei nostri uffici il 5 marzo 1996, il 5 marzo. E dice: 'vengo adesso, perché per me, io prima, sul momento, quel giorno non l'ho riconosciuto, non lo conoscevo. L'ho visto poi in televisione, sui giornali. Ho detto: va be', sì, è collegabile l' episodio strano di cui io sono stato testimone, però lo hanno identificato, è sotto processo, la mia testimonianza me la tengo per me', questo è... Quando ha visto che è stato assolto, ha prevalso il senso civico di questa persona anziana, di questo, pensionato del '24 e trova la forza per venire lì da noi a rendere la sua testimonianza. Un'altra cosa che è venuta spontanea chiedere al signor De Pace: 'ma scusi, lei come fa a dire che questo episodio si è verificato proprio nel settembre dell'85? A distanza di anni, come può essere così preciso sulla data?' E il De Pace, con molta sicurezza, dice: 'no, guardi, le posso dire con certezza che era settembre, perché c'era il frutto tipico di settembre, c'era il frutto, un albero di sorbe, tipico frutto settembrino - dice - me lo ricordo benissimo. E poi comunque ancora, alla data di quell'incontro, non si era verificato l'incendio che successivamente ha interessato quella zona boscosa degli Scopeti. Quindi, da questo limite entro il quale comunque si era verificato l'episodio dell'incontro. Facciamo gli accertamenti sull'incendio di questa zona del bosco. Ebbene, questo incendio è avvenuto il 20 ottobre del 1985. Quindi il signor De Pace ha fornito due elementi di riferimento temporali: uno, la presenza di un albero di frutta tipico di settembre; e l'altro che comunque non si era ancora verificato l'incendio di quella parte del bosco. Se possiamo far vedere adesso la foto dei posti che dà proprio l'immagine esatta dei luoghi in cui...
Presidente: L'incendio interessò anche la zona della piazzola, per caso?
M.G.: Ma guardi, l'incendio interessò tutta quella zona. Dovrebbero esserci anche agli atti gli accertamenti che abbiamo fatto.
P.M.: Lo verifichiamo.
M.G.: Eh?
P.M.: Lo verifichiamo e...
M.G.: Sì. Interessò proprio quella zona boscosa di cui parlava il... E ci sono i documenti che abbiamo acquisito. Il 20 di ottobre, è stato l'incendio dell'85. Possiamo far vedere la foto? Foto che è stata fatta vedere al testimone, al signor De Pace e che De Pace ha indicato i luoghi, su questa foto, dove si trovava lui, dov'è avvenuto l'incontro. La lettera A, la casa colonica che si intravede sotto la lettera A, è la casa dove lui lasciò la macchina quella mattina per andare alla ricerca di funghi. Venendo da Chiesanuova, lui con la macchina arriva alla casa colonica contrassegnata dalla lettera A, lascia la macchina e a piedi procede verso il vallone sottostante. E quindi dove c'è la zona contrassegnata dalla lettera B, quindi siamo nel vallone, che è sottostante la casa colonica e sottostante la piazzola del delitto che è contrassegnata dalla lettera C. Quindi il De Pace, procedendo a piedi dalla A verso la C, si trovava nell'attimo in cui si è verificato l'incontro nella zona contrassegnata dalla lettera B. In quel posto avviene questo incontro mattutino, le sei di mattina con questa persona che proveniva dalla zona contrassegnata dalla lettera C, cioè dal luogo della piazzola del delitto. Ho citato questa testimonianza in riferimento alla buca, perché è strano che il Pacciani, riconosciuto...
Presidente: No, no, commenti no. Lei dia i fatti.
M.G.: Dunque, stando sempre limitatamente ai fatti, il De Pace, nell'individuare i luoghi esatti in cui aveva avuto questo incontro che lo aveva insospettito, faceva presente che altre volte era stato in quei posti, ma mai gli era capitato un caso simile. Dice: 'questa era stata l'unica volta in cui, andando a cercare funghi in quella zona', e andava in quella zona, specificava, perché, pur abitando a Firenze, aveva una figlia che abitava a San Casciano. Quindi, ecco, era per lui normale andare in quei posti. Mai, prima di quella volta, aveva avuto, aveva notato una circostanza così per lui strana, così per lui anomala.
Presidente: Che ora era?
M.G.: Prego?
Presidente: Ha riferito anche l'orario?
M.G.: Le sei di mattina.
Presidente: Le sei di mattina.
M.G.: Lui era appena arrivato al casolare, aveva lasciato la macchina, stava procedendo a piedi verso, nel vallone sottostante alla casa colonica per dirigersi dall'altro lato. Erano le sei, sei e un quarto di mattina ed ha questo incontro.
P.M.: Dottore, scusi.
M.G.: Prego.
P.M.: Circa la data di questo incontro è stato possibile approfondire niente di più del giorno, rispetto all'omicidio, al fatto che c'era stato un incendio il 20? Il De Pace ha detto niente di più concreto, lei ricorda?
M.G.: Mah, qualche..: Sì, un particolare credo proprio che l'abbia detto, un particolare...
P.M.: Poi sentiremo lui, eh. Solo se lo ricorda lei.
M.G.: Sì. Sì, sì.
P.M.: Che lo metteva in...
M.G.: No, lo metteva in relazione,se non ricordo male, proprio all'omicidio.
P.M.: Al lunedì mattina dell'omicidio.
M.G.: Eh.
P.M.: E non ricorda attraverso quale meccanismo della memoria del De Pace ci arrivò a quella mattina? Se lo ricorda, eh, sennò...
M.G.: Questo, sinceramente... Però ricordo che diede...
P.M.: Anche lei ha...
M.G.: ... diede un riferimento suo personale con...
P.M.: Con la figlia o qualcosa del genere.
M.G.: Sì, fece una sua deduzione che lo collocava subito dopo l'omicidio.
P.M.: La mattina del...
M.G.: La mattina del...
P.M.: Va be', lo vedremo sentiremo lui, non c'è problema. Grazie. Vada pure avanti in merito ai riscontri.
M.G.: Sì, sì. Passo allora, passerei ad un altro riscontro oggettivo.
P.M.: Sì, grazie.
M.G.: Il Lotti, sempre in relazione a questo duplice omicidio, riferiva che Pacciani e Vanni, usciti dal bosco quindi vanno verso la strada, attraversano la strada...
Avvocato Pepi: Presidente, mi scusi, ma questa volta è formale l'opposizione come avevo già...
Presidente: Va bene. Lei riferisca quale cosa deve ricercare.
M.G.: Devo ricercare...
Presidente: Le dichiarazioni del Vanni, lo sappiamo, perché sono acquisite agli atti.
M.G.: Va bene. Non stavo riferendo io le dichiarazioni di di Vanni, di Lotti.
Presidente: No, no, del Lotti, del Lotti...
P.M.: C'è l'incidente probatorio, sono a disposizione di tutte le parti e della Corte. Quindi stiamo già riscontrando dichiarazioni fatte. Comunque non c'è problema.
M.G.: Il riscontro...
Avvocato Pepi: Capito, Presidente, perché sennò qui...
Presidente: Può dirlo indirettamente sul punto direttamente dove ha lasciato l'altro. Dai...
M.G.: È il riscontro, il punto della...
Presidente: Lo dice in forma indiretta, è uguale.
Avvocato Pepi: Le dichiarazioni non le può riferire. È dall'altra volta che riferisce le dichiarazioni di Lotti.
Presidente: Benissimo.
P.M.: Io non lo so... se il Presidente mi permette avere...
Avvocato Pepi: Purché il Pubblico Ministero mi lasci finire…
P.M.: Sì, certo.
Presidente: Ora facciamo parlare il Pubblico Ministero.
P.M.: Credevo avesse finito, mi scusi.
Avvocato Pepi: Perché l'articolo 62 testualmente dice...
Presidente: Grazie.
Avvocato Pepi: "Le dichiarazioni, comunque rese nel corso del procedimento" - quindi in qualsiasi fase, anche nelle indagini preliminari - " non possono essere testimonianza". Il teste ci deve riferire soltanto sulle sue attività investigative. Non può continuare a dirci quello che ha detto Lotti, poi magari tra poco quello che ha detto Vanni. Sennò io faccio formale eccezione di non utilizzabilità degli atti.
Presidente: Va bene. Avvocato, però non si inquieti, perché non c'è motivo di...
Avvocato Pepi: È già due volte. Eh, sennò...
Presidente: No, no...
Avvocato Pepi: ... se si va avanti in questo modo...
Presidente: ... alterandosi, non si risolve nulla. Si complica soltanto le cose. Ha capito il problema?
M.G.: Sì, sì.
Presidente: Allora...
P.M.: Presidente, mi scusi, potrei fare una osservazione?
Presidente: Dica, mi dica.
P.M.: Io, mi sembra... Forse merita un attimo di attenzione questa opposizione formale. Mi sembra che, in questo caso, ci troviamo in una situazione particolare relativa alle dichiarazioni di questo imputato teste. Perché sono dichiarazioni, Presidente, che loro hanno già, perché sono acquisite al dibattimento in un incidente probatorio. Quindi è normale che loro ne abbiano già conoscenza in questo dibattimento. Allora, come loro sanno, il teste che riferisce cose a riscontro di altre già versate in dibattimento, ha tutto il diritto di dirle. O comunque, come nel caso specifico, ha diritto di raccontare quelli che sono i suoi riscontri. Quindi io ho qualche perplessità nel valutare l'opposizione dell'avvocato Pepi come pertinente a questo caso. Perché è vero ciò che dice l'avvocato Pepi, ma non tiene presente di una circostanza particolare di questo dibattimento in cui quella testimonianza che è anche di un imputato, nel dibattimento è già stata versata. Allora direi che ha tutti i diritti di dire quello che crede circa dichiarazioni fatte da Vanni, ma per quanto riguarda Lotti non c'è soltanto la circostanza che il teste, dottor Giuttari, riferisce solo riscontri, ma riferisce "cose relative a dichiarazioni che sono già versate nel dibattimento e che tutte le parti conoscono. Quindi mi sembra una situazione particolare rispetto...
Presidente: Io comunque conosco bene l'incidente probatorio. A volte non mi sembrano esatte le dichiarazioni del teste in base a quello che dice il Lotti.
P.M.: Sì, sì, Presidente.
Presidente: Quindi, stiamo cauti.
P.M.: Presidente...
Presidente: Allora
P.M.: No, no, Presidente, bene che ci sia la possibilità di verificarle, Presidente. Ma siamo qui proprio per verificare questo dato. Se non lo facciamo, la verifica rimane persa.
Presidente: Sì, SÌ.
P.M.: Io volevo dire che tutte le parti, non solo lei, Presidente, ma anche l'avvocato Pepi, le conosce quelle dichiarazioni. Quindi ha la possibilità poi di controinterrogare il teste.
Presidente: Ho capito il problema, ho capito il problema. In ogni modo...
P.M.: Bene? Quindi è... Se non tornano, benissimo, c'è il processo apposta.
Presidente: Non occorre le che lei mi riproduca fedelmente cosa ha detto a lei o all'incidente probatorio il Lotti, il Vanni chiunque sia. Basta che lei faccia riferimento alla circostanza nuda e cruda.
M.G.: Va bene.
Presidente: Noi sappiamo cosa ha detto, quindi non c'è problema.
M.G.: Cosa ha detto... Va bene.
Presidente: Cosa ha fatto lei e cosa ha riscontrato lei.
M.G.: Va bene. Altro riscontro quindi che ho trovato: la testimonianza della Stattman (Sharon Stepman n.d.r.) che aveva visto uscire una macchina di colore chiaro.
Presidente: Come si chiama questa donna?
M.G.: Stattman.
Presidente: Stattman.
M.G.: Testimonianza dell'epoca, avevo fatto cenno anche nell'udienza di avanti ieri, Sharon Stattman, che aveva visto uscire dalla stradina proprio dirimpetto alla piazzola del delitto una autovettura di colore bianco con a suo giudizio della teste, della Stattman, due persone. E che alla vista dei fari della propria autovettura improvvisamente aveva fatto marcia indietro, aveva spento le luci come per non farsi notare. E allora, su questo riscontro obiettivo di questo luogo in cui la Stattman, da cui la Stattman aveva visto avanzare verso la strada questa autovettura bianca e poi spegnere le luci e fare marcia indietro… Se possiamo far vedere la foto... Dunque...
P.M.: Sono foto aeree queste...
M.G.: Sì, sì.
P.M.: Le aveva... Ecco, le avevate fatte nell'occasione, o le avevate già queste?
M.G.: Queste erano già agli atti.
P.M.: Bene, grazie.
M.G.: Quindi si vede la piazzola del delitto sulla parte alta, sul lato destro della strada. La macchina vista dalla Stattman uscire, era da questo lato. Ecco, sul lato...
P.M.: Se ce la può indicare...
M.G.: Sul lato basso.
Presidente: Certo, quel monitor è un po' in una posizione infelice, eh. È lì, quello che stava lì.
M.G.: Ecco, la Stattman... Qua c'è San Casciano, da questo lato Firenze.
Presidente: Sì.
M.G.: La Stattman che procedeva così. Quindi, giunta qua in prossimità della piazzola, vede questa macchina che sta per uscire da qua, di colore bianco. Poi la vede subito dopo spegnere le luci e fare marcia indietro.
Avvocato: Scusi, signor Presidente, se il teste potesse andare a quell'arnese, riusciremmo a capire anche noi. Perché effettivamente non...
Presidente: Non so, io non vedo l'altro. Di lì loro, la difesa non riesce a vedere. Se può indicare di là.
M.G.: Sì.
P.M.: Se indica direttamente sulla foto con...
Presidente: Quella è la piazzola. Scusi, qual è la piazzola?
M.G.: La piazzola del delitto è questa che sto indicando in questo momento. Questa è la strada San Casciano-Firenze. Il luogo in cui si trovava la macchina notata dalla testimone Stattman, è questo.
Presidente: Che sta uscendo.
M.G.: Quindi la signora Stattman procedeva in questo senso di marcia, quella notte, intorno alla mezzanotte o un orario vicino alla mezzanotte. E, ad un certo punto, vede da questo luogo stava uscendo per immettersi sulla strada asfaltata questa autovettura di colore bianco. E che poi, al sopraggiungere della propria macchina, fa marcia indietro, spenge le luci e fa marcia indietro. Va bene?
P.M.: Bene, grazie.
Presidente: E che giorno era questo qui?
M.G.: Questo era la sera dell'8 settembre '85, la notte del delitto. La Stattman è andata subito a fare, a rendere questa testimonianza. C'è un verbale, credo, del giorno 9 o del giorno 10 settembre. Il 10 settembre '85. Passerei ad un altro riscontro.
Presidente: Ha riferito anche l'orario, grossomodo?
M.G.: Ha definito l'orario intorno... La Stattman era stata quel giorno con un suo amico, un certo Valeriano Raspollini ad una festa da amici nella zona di Perugia. Aveva appena lasciato a casa a San Casciano il Raspollini e stava rientrando a Firenze. E indica l'orario intorno alle 23.00-23.30 ma più vicino alla mezzanotte che alle 23.00. Ecco, dà questa indicazione di tempo. Il racconto della Stattmann poi sostanzialmente confermato anche dall'amico, da Valeriano Raspollini che dice: 'sì, effettivamente mi raccontò la mia amica questo particolare curioso che aveva notato tornando a casa a Firenze dopo avermi lasciato a San Casciano. E mi parlò che ebbe l'impressione, la macchina era bianca'. E sul colore era sicura, perché la Stattman svolge una attività, infatti sottolinea che sul colore della macchina è proprio certa perché è un tecnico nel settore della stampa. Cioè del colore proprio rapportato all'arte tipografica. Quindi, dice: 'io, sui colori, non posso sbagliarmi' dice la Stattman. E quindi, il colore, questa macchina era bianca. E il Raspollini, nel confermare questo racconto, nel dire che effettivamente l'amica gli aveva subito detto di questo incontro sospetto, gli aveva, gli fa presente, gli aveva riferito che a suo giudizio poteva trattarsi di una coppia di amanti che, ecco, avevano spento le luci, avevano fatto marcia indietro come per non farsi notare da macchine che sopraggiungevano. È chiaro che dopo il delitto la teste aveva, parlando anche con Raspollini, aveva ritenuto che fosse un particolare utile per gli investigatori ed era andata a riferire la circostanza. Vado avanti con...
Presidente: Sì.
P.M.: Si, grazie.

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