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mercoledì 3 aprile 2013

Michele Giuttari - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 23 giugno 1997 - Decima parte

Segue dalla nona parte.

Avvocato Pepi: Presidente, avvocato Pepi. Opposizione. Mi sembra il teste non possa riferire quello che un imputato ha detto nei vari interrogatori. Perché il Lotti, fino a prova contraria, è un imputato. Sta riferendo continuamente quello che il Lotti aveva detto.
Presidente: No, no. Prima che lui è stato sentito formalmente a verbale, si può fare. Dopo non più.
Avvocato Pepi: Bah...
Presidente: Ecco.
P.M.: Poi, se non sbaglio, ci sono gli atti di un incidente probatorio oramai già agli atti del dibattimento. Quindi sta, se non sbaglio, la domanda era...
Presidente: Va bene, va bene.
P.M.: ... i riscontri all'attività che ha...
Presidente: Sta parlando dei riscontri alle dichiarazioni. Non sta riferendo delle dichiarazioni del Lotti.
Avvocato Pepi: Non faccia i riscontri sui sopralluoghi, ma non può riferire quello che l'imputato gli ha detto.
P.M.: Eh, ma se deve riscontrare quello a cui...
Avvocato Pepi: Allora dica pure tutto quello che vuole. Noi ci si cheta e si va via.
P.M.: No, mi scusi
Presidente: No, calma, calma, calma...
P.M.: Avvocato...
Presidente: Prima di andar via a lei ce ne vuole ancora.
P.M.: No, via...
Presidente: Non riscaldiamoci, non è ancora il momento, non è ancora il momento per scaldarci.
P.M.: Ci ha detto il teste, se non sbaglio...
Presidente: In fondo...
P.M.: Prego, Presidente.
Presidente: Sì, sì, va bene, lo abbiamo già visto cosa dice il teste. Va bene?
P.M.: No, ecco, sta riferendo una attività di riscontro a lui delegata.
Presidente: Sì, sì.
P.M.: Se deve riscontrare dei fatti e va su un certo posto, come può raccontare?
Avvocato Pepi: (voce fuori microfono)
P.M.: No, se il dottore riesce a non riferire le parole esatte, ina ci dice il concetto di cosa lei ha ascoltato...
Presidente: Infatti, non vedo qual è il problema.
P.M.: A noi ci fa ugualmente l'effetto che vogliamo ottenere. Poi, Presidente, penso che...
Presidente: Può continuare, può continuare. Noi continuiamo fino alle due grossomodo e poi si smette.
P.M.: Magari cerchiamo di valutare...
Presidente: Non so se il teste se la sente di parlare ancora.
P.M.: Ecco, le forze del dottor...
Presidente: ... oppure se vuole interrompere.
M.G.: Va be', completiamo questo...
Presidente: Eh?
M.G.: Completiamo questo...
Presidente: Come?
M.G.: Completiamo questo.. .
Presidente: Completiamo questo discorso qui. Va bene, dottore.
Avvocato Pepi: Il pomeriggio che si fa, signor Presidente?
Presidente: No, al pomeriggio non si può lavorare, perché stanno montando le gabbie di là. Quindi...
P.M.: Ecco, allora completiamo questi riscontri con questi sopralluoghi e penso sia sufficiente per oggi.
Presidente: Bene, bene.
M.G.: Dunque, sulla... Cercherò, ecco, di non ripetere le stesse parole. Circa l'omicidio di Vicchio poi il Lotti - e questo in una successiva testimonianza dell'11 marzo - forniva dei dettagli ancora più precisi, più particolari. Spiegava di essere stato presente, di aver seguito ad insaputa di Pacciani e di Vanni, i due sulla macchina del Pacciani, di essere giunti in questa piazzola dove si era verificato il delitto, di aver visto che Pacciani aveva fermato la macchina ponendola di traverso davanti alla Panda della coppia, proprio per evitare una via di fuga; Poi aveva visto Pacciani prendere da sotto il sedile della macchina la pistola e sparare verso la Panda. Aveva visto Vanni mettere, indossare uno spolverino, prendere un coltello e dopo aver tirato fuori dalla macchina la ragazza, infierire in un campo lì vicino sul corpo della ragazza. Raccontava poi che, dopo il fatto, i due, Pacciani e Vanni si erano portati nel fiume lì vicino per lavarsi le mani e lavare il coltello. I riscontri su questa dinamica raccontata da Lotti : all'epoca - quindi siamo il giorno dopo la scoperta del delitto. Però di questo fatto non vi era traccia negli atti e io lo vengo a sapere, vengo informato dal signor-Rontini - un macellaio di Dicomano che era solito andare a lavare la macchina in quel fiume proprio di fronte alla piazzola dove si è verificato il delitto, nota alcune macchie di sangue su pietre proprio al margine del fiume. Il nome di questo signore che voglio riferire è Pasquini Pietro. Quindi il Pasquini che poi ho sentito, dice: 'si, andando là il giorno dopo l'omicidio, quindi, noto queste macchie di sangue. Incuriosito faccio un po' il percorso a ritroso e vedo che sulla strada asfaltata, la strada Provinciale 41, fino all'imbocco della deviazione che porta al luogo del delitto, vi erano qui e là delle màcchie di sangue. La sera, andando a casa di Rontini, perché - dice - sono amico dei Rontini, per fare le condoglianze, racconto questo episodio, di aver notato queste macchie di sangue'. Vengono avvisati i Carabinieri. Lui dice li vede su alcune pietre al bordo, proprio al margine del fiume. E poi, facendo il percorso a ritroso fino alla piazzola, vede che sulla strada asfaltata vi erano a distanza di due-tre metri, delle gocce di sangue che si fermavano proprio all'ingresso di questa piazzola dove si è verificato il delitto. Cioè, questo fatto lo ha incuriosito. Quindi, andando a casa dei Rontini fa le condoglianze e riferisce questo particolare. Vengono avvisati i Carabinieri, lui racconta ai Carabinieri questo particolare e poi accompagna i Carabinieri sul posto. Insieme ad un altro amico di Rontini che è un bronzista, il signor Bartolini Luciano che ho sentito è ha confermato la circostanza di essersi portato anche lui sul posto, di aver notato queste macchie. Comunque all'epoca, ecco, sia il Pasquini che il Bartolini, non erano stati verbalizzati, però la testimonianza è molto precisa, lo hanno riferito a casa dei Rontini, sono intervenuti i Carabinieri, sono andati sul posto, hanno accompagnato sul posto i Carabinieri. Questo per me era un particolare completamente inedito, sconosciuto. Non c'è traccia negli atti del processo, negli atti processuali di tutti questi delitti, non c'è traccia. Quindi il Lotti, riferendo quel particolare di aver visto che i due erano andati a lavarsi là nel fiume, ha riferito un particolare veramente inedito. Altro riscontro: e qui...
Presidente: Perché, a suo tempo i Carabinieri non parlarono di questo fatto?
P.M.: Non lo hanno messo per iscritto, Presidente.
Presidente: Non lo hanno...
P.M.: E chi lo ha visto, è deceduto. Così hanno riferito i Carabinieri.
Presidente: Quindi, il Pasquini è deceduto, il...
M.G.: No, no...
P.M.: No, no, il Pasquini no. Il carabiniere che è andato...
Presidente: Ah, i Carabinieri dell'epoca. Va bene.
P.M.: Ci sono i due che hanno avvisato i Carabinieri. 
Presidente: No, no...
P.M.: No, sono nella lista testi, eh.
M.G.: Pasquini e Bartolini hanno confermato, non...
P.M.: Sono nella lista testi del P.M.
Presidente: Va bene.
M.G.: Altro riscontro alla circostanza del Lotti che, sempre nel corso della sua deposizione, del suo interrogatorio sul delitto di Vicchio, aveva riferito che lui, almeno lui, in una circostanza con il Vanni, aveva, si era portato sul posto con il Vanni, aveva visto la coppia in macchina sulla Panda, aveva seguito la Panda quando era uscita dalla piazzola, avevano visto che la Panda si era fermata nella piazza della Stazione di Vicchio, era. scesa la ragazza che era entrata nel bar. E il ragazzo era andato via. Quindi aveva riferito nell'interrogatorio di un inseguimento, pedinamento deila coppia che sarebbe stata - uccisa poi a distanza di qualche giorno da parte del Lotti stesso e del Vanni. E a proposito del modo di operare della coppia Vanni-Pacciani lui aveva riferito anche che i due erano soliti seguire le vittime predestinate. Questa attività di pedinamento della ragazza risulta anche, ed è riscontrata positivamente, da testimonianza. Testimonianza del Poggiali Mauro che è un operatore ecologico presso la Fiorentinambiente il quale è stato sentito a verbale il 16 febbraio '93.Il 16 febbraio '93 riferisce adesso la circostanza che racconterò. Però già all'epoca, quindi nell'immediatezza della scoperta del delitto, lo aveva riferito ad un appuntato dei Carabinieri. Non risultava però nessun atto. Io trovo quest'atto del 16 febbraio '93, mi sembra interessante che riscontra le dichiarazioni di Lotti e poi lo risento io. Il 16 di febbraio '93 aveva riferito che in almeno due circostanze, accompagnando a casa la Pia, Rontini dal luogo di lavoro dal bar della Stazione di Vicchio a casa, si era accorto, di essere stato seguito da una autovettura che era partita proprio dalla piazzola della Stazione di Vicchio. Dice: 'almeno in due occasioni, io ho visto bene questa macchina che è partita dopo che siamo andati via noi'. Il Poggiali era vicino di casa della vittima. All'epoca, due volte la settimana, il martedì e il giovedì veniva a Firenze perché era arbitro in una federazione sportiva. Quindi tornava tardi a casa, intorno alla mezzanotte. Allora si fermava al bar a bere qualcosa. All'orario di chiusura il titolare del bar lo pregava di dare un passaggio alla ragazza che lui conosceva e per altro era amico anche del fidanzato della ragazza. In due occasioni, proprio prima del delitto, si accorge che una macchina dopo che loro sono partiti da questa, dal bar, parte dalla piazzetta del bar e li segue. Aveva riferito che si trattava di un'auto di media cilindrata che gli era sembrata di colore scuro. Quindi questo è il racconto che ho trovato di un verbale del 16 febbraio '93. Viene risentito il 17 aprile '96. Riferisce in questa occasione che, precisa meglio i giorni in cui ha visto questo inseguimento da parte di questa macchina. Dice: 'sicuramente era di martedì o di giovedì, perché erano gli unici due giorni in cui io mi portavo a Firenze e rientravo tarai'. Dice poi: 'la seconda volta, quindi l'ultimo giorno, la seconda volta, mi sono accorto bene di questo inseguimento, perché immettendomi dopo il bar sul vialone ebbi modo di vedere proprio bene questa macchina che partiva dalla piazza della Stazione, che ci è venuta dietro, che si manteneva a distanza di 200 metri, di 100 metri, talvolta anche di 50 metri e poi giunti proprio nei pressi dell'abitazione della Pia, era ancora dietro di noi e questo mi insospettì molto perché quella era una strada frequentata soltanto dagli abitanti di quella zona. E quindi, questa macchina, per me non apparteneva a persone che abitavano nella zona. E il fatto mi insospettì parecchio. Ripensandoci, in quella occasione, allora mi sono ricordato che anche giorni prima avevo avuto l'impressione di essere stato seguito sempre in questo itinerario serale, notturno, fatto per accompagnare la Pia a casa'. Raccontava di aver riferito questo racconto, di aver riferito questo racconto dell'inseguimento ad alcuni suoi amici, faceva il nome di questi amici, tra cui un certo Badii Fabio che sentii e ricordava - non era stato sentito prima, venne sentito adesso - confermava effettivamente che il Poggiali gli aveva manifestato questa sua sensazione di essere stato seguito in due occasioni insieme alla Pia. Gli descriveva questa macchina come una macchina che non era sicuramente di colore chiaro. Gli era sembrata di colore rosso ma non rosso vivo, spiegava. Gli veniva fatta vedere la foto della 128 coupé e a questa vista dice: 'sì, mi fa un certo effetto questa macchina. Mi sembra un po' più grande in fotografia di quella che io ho notato, però devo dire che mi fa un certo effetto. Soprattutto la parte posteriore, perché quando la vidi svoltare, vidi che non aveva il fanalino laterale come in effetti non ce l'ha questa macchina'. E poi dice: 'anche come modello mi fa un certo effetto. Nella foto - dice - mi sembra un po' più grande, dovrei vederla di presenza'. Ecco, ha questo effetto, "un certo effetto" proprio usa questa espressione, di quella macchina, e dice che la macchina era di colore rosso. Ma non nuovo, un rosso... Non rosso vivo. Il Poggiali inoltre mi forniva un riscontro anche alle dichiarazioni della Frigo, quella teste che ha visto quel movimento sulla strada che porta alla contrada La Rena. Perché mi diceva che su quella strada che porta alla fattoria La Rena vi era un... dopo aver percorso poche centinaia di metri, vi era tracciata una stradella, una strada in terra battuta, oggi non più visibile, ma all'epoca c'era, che consentiva di arrivare proprio a ridosso della piazzola dove si è verificato il delitto. E siamo su quella stradella di cui la Frigo parla, dove vide entrare l'autovettura di colore rosso. E che oggi non c'è più questa strada, come abbiamo visto nella foto. Ed il Poggiali che è della zona dice: 'no, all'epoca là c'era una strada che era percorribile dalle macchine e che consentiva di arrivare proprio sul luogo, sulla collina sovrastante il luogo della piazzola del delitto'. Il Badii Fabio, amico del Poggiali, sentito sempre nel mese di aprile del '96, confermava che il Poggiali a suo tempo gli aveva raccontato di questi inseguimenti, di questi pedinamenti almeno in due occasioni. Sentivo anche un altro amico di cui il Poggiali mi aveva fatto il nome, che ricordava che probabilmente gli aveva riferito la circostanza, un certo Innocenti Rossano. Il quale però non ricordava questo particolare, perché dice: 'è passato molto tempo, comunque non escludo che l'amico mi abbia potuto fare questo racconto'.
P.M.: Dottore, forse vogliamo interrompere, eh? Presidente, noi proponiamo di riprenderlo alla prossima udienza...
Presidente: Va bene. Domani...
P.M.: Anche perché obiettivamente si tratta di una serie di circostanze molto complesse, che poi...
Presidente: Domani mattina devono lavorare per le gabbie. Fra l'altro è festivo. Riprendiamo dopodomani, mercoledì, alle ore 09.00 in quest'aula. Va bene?
P.M.: Bene, grazie Presidente.
Presidente: Ordino la nuova traduzione dell'imputato. A dopodomani.

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