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mercoledì 27 febbraio 2013

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 23 maggio 1997 - Quarta parte

Segue dalla terza parte.

P.M.: C'è qualcosa da dire in più, qualche teste in più sul riscontro della personalità di Lotti? Sì, ce ne sono altre; oltre che su fatti oggettivi, ci sono sulla personalità. Le spiegazioni oggettive, cioè attraverso testimoni, di quella che è la personalità che Lotti porta in questo processo; della sua difficoltà sessuale; dei suoi rapporti omosessuali. Ci sono testi che dicono di essere al corrente di questo. Io non so se valga qualcosa, in questo processo; ma siccome è stato citato - il Pacciani - non da me, ci sono delle interviste a giornali, che io offro come documento, in cui lo stesso Pacciani dice di sapere che Lotti era un omosessuale. Per quel che serve... Non è questa la prova che mi interessa. Ma c'è riscontro ulteriore su questi fatti e sulla personalità di Lotti. Ci sono persone che raccontano questa personalità, soprattutto la nipote di Vanni, in un contesto che questi uscivano insieme in tre, nel '95, Lotti, Vanni e questa nipote di Vanni - questa ragazza Bartalesi - particolare, vedremo, non è questo il momento per parlarne. Però cosa dice questa ragazza, illustrando la personalità di Lotti? Due, tre cose che sono fondamentali, cioè sono la fotocopia di come abbiamo conosciuto noi il Lotti. Questa ragazza dice: "È chiaro che aveva un segreto. Non riusciva a parlarne, aveva difficoltà. Io cercavo di scalzarlo”. È la nipote di Vanni che fa questo tipo di racconti: lui aveva un segreto, non riusciva a parlare. "Aveva difficoltà ad avere rapporti sessuali. Addirittura mi portò nella piazzola degli Scopeti; conosceva perfettamente il luogo, comprese le radici degli alberi." - dove c'è stato l'omicidio - "Mi portò lì un giorno d'estate e conosceva talmente bene le radici, che io, che ho qualche difficoltà a camminare, fui aiutata da lui perché aveva paura che cadessi". Signori, ma Lotti ha sempre detto di esserci stato, in quella piazzola. In più, aggiunge: "Non voleva, non so perché, che io - nipote - stessi da sola con Mario Vanni". Non so cosa volesse dire, ce lo facciamo spiegare meglio. Allora, vedete che la personalità di Lotti, oltre tutto quello che abbiamo detto in punto di riscontri oggettivi, ha una possibilità di essere chiarita completamente in questo dibattimento. Noi vi abbiamo dato, come indagine, una mano? cioè abbiamo nominato, il P.M., un consulente tecnico per vedere se era possibile riscontrare qualcosa sulla personalità di Lotti, e anche di Pucci ai fini del 196. Cosa ha concluso il medico psichiatra che ha valutato questa personalità, o meglio se fosse affetto da patologie di tipo sessuale o meno? questo era l'oggetto della domanda. Ha detto una cosa che noi scopriamo in modo diverso da come la scopre il medico. La prima cosa che dice, dice: "In estrema sintesi, la realtà clinica del Lotti può essere identificata in quella di un uomo apparentemente immune da patologie somatiche e psichiatriche di rilievo, ma orientato in senso omosessuale". Non sapendo nulla delle sue dichiarazioni, che Lotti farà mesi dopo, già emerge nell'esame dal punto di vista del medico questo carattere 'orientato in senso omosessuale' "connotato da forti istanze di carattere perverso". E cosa ci ha spiegato, poi, questo? 'Io andavo lì, mi ci portava'. Una volta in un interrogatorio ha detto 'a noi piaceva'. Ecco la perversione. "Sicuramente tali, queste perversioni, da essere parte della sua personalità, delle sue scelte e della sua stessa interazione con l'esterno". Ecco che, se serviva la scienza per darci un'indicazione sulle patologie di Lotti, abbiamo anche questo elemento. Una considerazione in più su quello che riguarda la testimonianza di Pucci. C'è un articolo del Codice che dice che il Giudice può valutare la capacità a testimoniare, è l'articolo 196. Il P.M. ha fatto anche questo, perché si è accorto che Pucci è persona semplice, troppo semplice. È una persona che è bene che presentandosi a voi, nella sua semplicità, faccia il suo racconto così com'è. Ma per pura tranquillità, vediamo se la scienza ci può dare una mano; per vedere se questa sua semplicità può interferire sulla capacità di testimoniare. Cosa dice il consulente che io ho chiamato qua: "L'esame effettuato al Pucci ci consente di affermare con chiarezza che è capace di testimoniare e di fare racconti". Lo vedrete nei dettagli, quando sentiremo questi testi. Allora, io mi accingo un attimo a riassumere brevemente come andremo avanti nella seconda fase, e cerco di essere più schematico possibile; perché ho detto, nel momento in cui io riuscissi, o l'accusa riuscisse, a dimostrare che Lotti è attendibile, capite che è più facile, dal punto di vista dell'accusa, crederlo quando fa la chiamata di correo. Perché è il Codice, che ci chiede di verificare con riscontri obiettivi la chiamata di correo al 192. E io vi dico: guardate, l'attendibilità è tale, per cui possiamo essere tranquilli sulla confessione; verifichiamo se è attendibile quando fa la chiamata di correo. Seconda fase della illustrazione delle prove del P.M.. La seconda fase è ancora più semplice, non perché viene dopo, ma perché il primo riscontro alla chiamata di correo, Lotti nei confronti di Vanni, cioè che Lotti dice il vero quando parla di certi fatti di Vanni - che il Vanni ovviamente nega, ha fatto una scelta diversa dal Lotti, legittima, consentita, da valutare però da voi - perché la chiamata di correo sapete dove trova il primo riscontro? Nelle ammissioni - dico ammissioni - dello stesso Vanni, per il quale io chiedo l'esame. Cosa dice Vanni su fatti ovviamente che a lui sembrano non pericolosi, perché sono fatti che non hanno a che fare con gli omicidi. Dice due o tre cose. Che la dicono lunga sul rapporto Lotti-Vanni, perché riscontrano esattamente e puntualmente le dichiarazioni di Lotti. Sono tre argomenti, li vedremo. Lotti dice: "Avevo parlato con Vanni dell'esistenza di una coppia e di una Panda celeste a Vicchio", dice Lotti. "Ne avevo parlato con Vanni prima dell'omicidio". Vanni dice: “È vero, me ne parlò". A noi interpretare. Dà anche i particolari del come me ne parlò. Cioè, è vero che della Panda di Vicchio Vanni sapeva dal Lotti prima dell'omicidio. Lotti dice: "Mi avevano mandato, io avevo individuato la coppia, con Pucci e con la Nicoletta; io avevo individuato il posto e ne parlai a Vanni. Non so se, poi, Vanni ci andò a fare altri sopralluoghi insieme a Pacciani. Io andai con lui..." e fa tutto un racconto. Avevano seguito la ragazza, erano andati nel bar. Vediamo. Prima ammissione: è vero. Seconda ammissione...
Avvocato Filastò: Mi scusi, Presidente, mi scusi.
PRESIDENTE: Sì.
P.M.: Io non l'ho interrotta, avvocato.
Avvocato Filastò: No, no. Ma io...
P.M.: Poi lei la valuterà.
Avvocato Filastò: No...
P.M.: Mi perdoni.
Avvocato Filastò: No. . .
P.M.: Poi lei la valuterà, mi perdoni.
Avvocato Filastò: È una questione formale, Pubblico Ministero.
P.M.: No, non è...
Avvocato Filastò: Lei sta citando delle dichiarazioni di Vanni.
P.M.: Io cito delle ammissioni...
Avvocato Filastò: Le quali dichiarazioni di Vanni sono dichiarazioni che sono a verbale, e ha lei, e che la Corte potrebbe anche non conoscere, perché se Vanni...
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Come?
P.M.: L'ho indicato e ho chiesto l'esame, avvocato.
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Proprio perché lei ha chiesto l'esame.
P.M.: Se lo negasse, io glielo consento.
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Se l'imputato fa l'esame... Lei sta facendo l'arringa, la requisitoria finale... va bene. Questo è un altro discorso - questo è liberissimo di farlo.
P.M.: L'ha fatta lei, la faccio io.
Avvocato Filastò: Io, cosa ho fatto io?
Presidente: Avvocato, sta solamente indicando...
Avvocato Filastò: Presidente, scusi, è una questione di carattere formale. Se Vanni rende l'esame e il Pubblico Ministero non ha nulla da contestare...
P.M.: Io ce l'ho da contestare, quindi è risolto il problema.
Avvocato Filastò: Bisogna vedere cosa dirà, no?
P.M.: Sì...
Presidente: Poi le contesterà, come no.
Avvocato Filastò: Quelli sono atti che la Corte non dovrebbe nemmeno conoscere.
Presidente:  Ma non vedo perché il Pubblico Ministero non le possa dire queste cose qui. Io non lo so, se sono con...
P.M.: Sanno benissimo, le parti, che sono vere, Presidente.
Presidente: Va bene, avvocato. Va bene, avvocato, abbiamo capito.
Avvocato Filastò: Io sto dicendo, Presidente, che sono atti che la Corte potrebbe, a termini di Codice, non conoscere e non dovere conoscere.
Presidente: Ma infatti non li conosciamo.
P.M.: Io li offro come prova.
Presidente: Noi non li conosciamo.
Avvocato Filastò: La mia obiezione è di carattere... Qui, il Pubblico Ministero li sta addirittura leggendo. Questa è la mia obiezione...
P.M.: No, no, guardi...
Avvocato Filastò: ... di carattere formale. È a verbale e mi basta. Poi fate voi.
Presidente: Scusi, scusi avvocato, non conosciamo per ora, come non conosciamo le altre cose che ha detto.
Avvocato Filastò: L'obiezione, Presidente, io l'ho fatta. Poi vedrete...
Presidente: Non sono prove ora, queste cose qui, però il Pubblico Ministero le può indicare.
Avvocato Filastò: Per carità. È una questione...
Presidente: Avanti, può continuare. Grazie.
Avvocato Filastò: Quando ho fatto la mia obiezione, io sono a posto.
Presidente: Pubblico Ministero, può continuare. Grazie.
P.M.: Grazie, Presidente. Volevo dire che, nello stesso identico modo, cioè attraverso l'esame dell'imputato Vanni, perché ha già reso dichiarazioni, mi riservo - e ho la possibilità tecnica di dimostrarvi e con la contestazione e, nel caso di eventuale negazione, con la produzione dei relativi verbali - che ha fatto, Vanni, determinate ammissioni. E siccome sono fonti, io credo di poterle citare.
Presidente: Sì, Sì.
P.M.: Ne farà l'utilizzazione che crede, la Corte. Dicevo che ammette altre cose; ammette di aver comprato la pistola, così come è emerso...
Avvocato Filastò: E questo non è vero, eh.
P.M.: Chiedo scusa, chiedo scusa: voluto comprare la pistola, mi perdoni. Voluto comprare la pistola. Io ho offerto un teste, sul punto, che è l'armiere di San Casciano, che ammette questa circostanza; e ho offerto una dovizia di testi circa il contenuto della lettera; lo stato di paura che aveva Vanni, a seguito di quella lettera di minacce che aveva ricevuto. Direi che è un argomento, questo, che è stato affrontato ieri quando parlavamo della lettera, guardando la posizione dell'avvocato Corsi, per la quale io non ho interesse a tornare sopra. Volevo solo mettere in evidenza come c'è la possibilità di dimostrare, attraverso ammissioni che entreranno direttamente su contestazione o attraverso i verbali nel processo, perché queste ammissioni ci sono state, cronologicamente. Poi vedremo il contenuto e vedremo come voi eventualmente le potete utilizzare. Ma, al di là delle ammissioni, dopo i riscontri su quello che riguarda la posizione propria di Lotti, ci sono una serie di riscontri univoci sulla chiamata di correo del Vanni. Qui sono veramente sintetico, perché oramai avete capito che la possibilità di prova testimoniale è massiccia, nel processo. E io vi dico che, oltre alle dichiarazioni di testi che dicono 'è vero, è la sua macchina l'abbiamo vista nell'84, nell'85', ci sono testi a dovizia indicati nella lista, per quanto riguarda la partecipazione di una seconda persona, indicata poi da Lotti come Vanni, e nel delitto dell'85 e nel delitto dell'84. Per quanto riguarda l'85, io, a questo punto, solo per sintesi ne cito alcuni. Ci sono due testi...
Presidente: Sintesi? Ah, ne cita due.
P.M.: Ne cito alcuni. Ci sono dei testi - al di là del Nesi che dice di averli visti in due sulla macchina di Vanni - che dicono 'guardate, io passavo dalla piazzola degli Scopeti in senso inverso - cioè San Casciano-Firenze anziché Firenze-San Casciano - e la notte del fatto, a mezzanotte o giù di lì - nell'ora che poi è stata ricostruita come omicidio - nella strada di fronte alla piazzola, al di là della strada, vi era una macchina bianca, con due persone a bordo che si stava immettendo sulla strada. "Io me la son vista davanti. C'erano due persone, era una macchina piccola bianca. Quando mi hanno visto hanno fatto una sorta di marcia indietro, hanno spento i fari”. È esattamente il racconto che fanno Lotti e Pucci per quella sera. Cioè, Vanni e Pacciani erano sulla loro macchina, che avevano parcheggiato dietro un muretto al di là della strada. Sono testi che vi ho indicato. Quindi capite che queste sono testimonianze di allora, del 1985, di persone che avevano visto questi fatti. E quindi sono testimonianze che oggi ci danno un oggettivo riscontro a quelle dichiarazioni del Lotti. Identico, c'è un teste che dice: "L'indomani mattina ho visto Pacciani sul luogo dell'omicidio che portava via qualcosa". Lotti vi dice che la sera del fatto si erano chinati e avevano nascosto qualcosa, nel 1985. Avevano fatto una buca. C'è un teste che dice che la mattina alle 5, alle 6: 'ho visto Pacciani che veniva lì con un fardello, qualcosa addosso e veniva via proprio da quel posto'. "Ne sono sicuro". Lo dice allora. Quindi, vedete, anche la descrizione di Lotti su cosa era successo dopo l'omicidio trova riscontro in un fatto oggettivo di una testimonianza lontana nel tempo. Ma per Vicchio, ancora, ce ne sono di testimonianze. Ci sono quelle di persone numerose che hanno visto Vanni al bar della stazione; riscontro a quanto dice Lotti.
Avvocato Filastò: Presidente, scusi, vorrei che si desse atto… avvocato Filastò, difensore di Vanni, che il teste...
P.M.: Ma scusi avvocato, io non l'ho interrotta.
Avvocato Filastò: Abbia pazienza...
P.M.: No, io non ho pazienza.
Avvocato Filastò: Il teste Rontini è presente dall'inizio della sua requisitoria...
P.M.: Mi perdoni, scusi! Avvocato, alloca mi lasci parlare.
Avvocato Filastò: Voglio dirlo.
P.M.: Prima di fare un'interruzione, mi faccia parlare!
Presidente: Avvocato, avvocato.
P.M.: Perché io non dico i nomi.
Presidente: Avvocato, avvocato, avvocato.
Avvocato Filastò: Presidente, scusi...
P.M.: Io non parlo dei Rontini, che ne sa lei?
Avvocato Filastò: Presidente, mi scusi, mi perdoni... ?
Presidente: È vero. 
Avvocato: Il teste Rontini non è ancora stato ammesso come testimone, quindi può essere presente in aula.
Presidente: Parte offesa e parte civile e basta. 
Avvocato: Il teste Rontini non è stato ancora ammesso come teste, quindi può essere presente in aula.
Presidente: Avvocato...
Avvocato Filastò: Mi basta aver fatto presente la circostanza, Presidente.
Presidente: Sì, sì.
Avvocato Filastò: Il difensore di Vanni... 
Avvocato: È parte civile, fra l'altro.
Avvocato Filastò: ... è soddisfatto così.
Presidente: Bene.
Avvocato Filastò: Che sia a verbale che dall'inizio dell'esposizione del Pubblico Ministero, il signor Rontini è presente in aula.
Presidente: Avvocato...
P.M.: Avvocato, ma se lo diceva dopo, scusi, invece che interrompere me, non era correttamente più idoneo?
Presidente: Pubblico Ministero...
P.M.: È la seconda volta in 10 minuti che mi interrompe.
Presidente: Scusate, scusate... Avocato Filastò...
Avvocato Filastò: L'ho detto ora, perché speravo che lei non affrontasse questo fatto.
Presidente: Avvocato...
Avvocato Filastò: Lei l'ha affrontato e ho dovuto dirlo. Ecco, ha capito?
P.M.: Ma se lo diceva dopo non cambiava assolutamente nulla.
Avvocato Filastò: Comunque, mi dispiace di averla interrotta.
P.M.: Per due volte in 10 minuti,
Avvocato Filastò: Non lo fo più, guardi.
P.M.: Io ieri non l'ho interrotta, nemmeno una volta.
Avvocato Filastò: Verissimo.
Presidente: Avvocato Filastò e gli altri, non si può andare avanti così. Ogni volta che si dice qualcosa non gradita, si interviene e si crea un po di... Non è possibile. Quindi, mi raccomando al senso di responsabilità vostra. E Santo Cielo!
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Presidente: Si, sì va bene, però non sono queste, non è la relazione introduttiva che pregiudica il Vanni; sono i fatti che il dibattimento proverà o non proverà. Tutto qui. Per ora, lui conosce una certa situazione, ha tutti gli atti a disposizione...
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
P.M.: Presidente, ho chiesto questi testi.
Presidente: Bene.
P.M.: Se non li illustro, non so come voi potete poi ammetterli o meno,
Presidente: Esatto. 

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