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martedì 13 novembre 2012

De Fazio, Galliani, Pierini, Beduschi, Luberto - Deposizione del 15 luglio 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.  
G.B.: Si passa poi al caso quarto, dove si rinnova il rituale di asportazione del pube nella donna e qui abbiamo un taglio peripubico, perivaginale, più netto, più preciso. Da anticipare che tutti questi tagli, come quelli che vedremo nei casi sette e otto, di escissione della mammella sinistra, hanno una incisura, nella continuità del loro perimetro, sulle ore 11.00. Ore 11.00 rispetto a un ipotetico quadrante di orologio...
P.M.: Questa considerazione o questo dato di fatto vi ha portato a delle...?  
G.B.: Questo dato di fatto ci ha portato a ritenere che l'azione sia stata fatta almeno in due tempi, come atto di taglio. E che, quindi, abbia interrotto un primo perimetro con un'azione tagliente e poi ne abbia iniziata una successiva con...  
P.M.: È sempre uguale in tutti i casi? Cioè denota una certa uguaglianza questo tipo di...? 
G.B.: È sempre fissa alle ore 11.00.  
P.M.: È uno degli elementi che vi ha portato a parlare di identità?  
F.D.F.: Introdurrei una variabile banale. Cioè, ognuno di noi - salvo patologie, vecchiaia che interviene e via di seguito - ha un certo tipo di psicomotricità. Per cui io taglio la bistecca, tranne che non voglia tagliarla in modo diverso, più o meno allo stesso modo, con lo stesso tipo di inclinazione. Abbiamo tenuto conto di questo, di questo dato elementare. Poi, in indagini sulle quali riferirà il professor Pierini, le abbiamo validate prima, facendo fare dei tagli a studenti, a campioni vari, per valutare...  
P.M.: A riprova.  
F.D.F.: ... a distanza di tempo la loro... Che, ripeto, salvo l'intervento di fattori patologici, la nostra psicomotricità porta a un certo punto a fare un taglio in un determinato modo.  
G.B.: E quindi, riprendendo il caso numero quattro, conferma per la seconda volta l'escissione della zona sessuale, in particolare della zona genitale; e conferma anche numerose lesioni da punta e taglio sul maschio, sul Baldi, sul Baldi Stefano. Nel caso numero cinque manca assolutamente lesività da punta e taglio, ma è quello in cui, come noto, c'è stato il fattore sorpresa e quindi è atipico rispetto ai primi due, ma incernieriato tra i primi due e i successivi per i motivi che ha detto il professor De Fazio. Anche il caso numero sei, quello dei due tedeschi, presenta lesività da arma da fuoco e minima lesività da taglio. Al limite, per quelli che sono i verbali che noi abbiamo esaminato, al limite da confermare la lesività da taglio.  
P.M.: È così, ne abbiamo avuto conferma dai periti settori.  
G.B.: E anche qui però veniva meno il fattore circostanziale del sesso, della mancanza tra le due vittime di soggetto di sesso femminile.  
P.M.: Possiamo passare agli ultimi due.  
G.B.: Ecco.  
P.M.: Che sono, invece... 
G.B.: Il settimo e l'ottavo sono i più significativi, oltre che per la conferma - e sarebbe la terza e la quarta volta - di asportazione del pube e della vagina.  
P.M.: In questo caso come è?  
G.B.: Pube e vagina che questa volta sembrano asportati con grande proprietà di atto e di taglio, e con rispetto e previsione delle componenti tessutali profonde, della diversa durezza e consistenza di queste componenti tessutali. La linea di demarcazione superiore è anche molto netta a prelevare proprio esclusivamente l'organo sessuale. 
P.M.: Questo depone, mi scusi, su una circostanza di un autore diverso? O è solo una maggiore esperienza?
G.B.: No, lo si è interpretato come un fattore di migliore esperienza e di raffinamento della tecnica. Anche perché, ripeto, i perimetri delle superfici di taglio, come poi potrà illustrare il professor Pierini, hanno mostrato effettivamente una sorta di identico, di identica azione.  
P.M.: Percorso. 
G.B.: Di identico percorso, ecco. Quindi, in riferimento alla psicomotricità, ha un percorso identico a quello degli altri due.  
P.M.: Bene. Quindi migliorata la qualità, ma nello stesso percorso.  
G.B.: Ultimo particolare è che compare nel settimo caso, Rontini, l'asportazione del seno sinistro. Un'asportazione di seno che noi si è suggestivamente preconizzata già nel caso numero due, in quanto perimetralmente delimitata dalle ferite del caso Pettini attorno al seno. 
P.M.: Quindi è una continuità, è un'evoluzione, dite voi. 
G.B.: Una continuità, un'evoluzione forse avente radici fino da allora, e non sviluppata nei casi intermedi. E nel caso numero otto, quello dei francesi, si riconfermano più o meno le tipologie lesive del caso numero sette. Sto parlando sempre del soggetto di sesso femminile. E si è ipotizzato, in virtù di una serie di segni seriati in corrispondenza del prelievo sul seno, il fatto che ci potesse essere una difficoltà di filo nel taglio della lama.  
P.M.: In quel momento. 
G.B.: E che quindi ci siano stati anche vari tentativi, risoltisi poi in escoriazioni superficiali...  
P.M.: Ecco, è interessante perché non eravamo riusciti finora con gli altri periti a fare delle ipotesi. Questa è una: il filo della lama, quindi.  
G.B.: Ecco, una sorta di lama che avesse nel frattempo perso il filo per le operazioni precedenti. Per quanto riguarda il maschio... 
P.M.: O per usi diversi. 
G.B.: Eh?  
P.M.: O per usi diversi. Noi non lo sappiamo, ovviamente.  
G.B.: Sì. Per quanto riguarda il maschio, concluderei...  
A.B.: Questo lo dice lei, Pubblico Ministero.  
P.M.: Glielo chiedo, glielo chiedo. È una domanda.  
A.B.: No, non glielo dica "per usi diversi". Lo dicano loro, scusi.  
P.M.: È una domanda. È un'ipotesi cioè.  
G.B.: No, va be'... 
Presidente: Sono ipotesi diverse.  
G.B.: Noi possiamo... 
Presidente: Sono ipotesi, sono tutte ipotesi. 
G.B.: ... un'eventuale alterazione del filo della lama. Che poi a questo abbiano concorso usi diversi, è possibile, ma non lo sappiamo.  
P.M.: È ovvio. 
A.B.: Ecco, non lo sappiamo.  
F.D.F.: Noi non lo sappiamo. Io direi però che su questo punto, se non ti dispiace, facciamo parlare il professor Pierini perché...  
G.B.: Sì, concludevo.  
P.M.: Concludiamo.  
G.B.: ... a conclusione dei casi quindi sette e otto, per quanto riguarda l'uomo, c'è un incremento della lesività da punta e taglio anche sul cadavere dello Stefanacci e Kraveichvili. Lesività da punta e taglio tutta molto profonda, tutta potenzialmente mortale e quindi c'è una sorta di accanimento diretto, non più con colpi di arma da fuoco, colpi di grazia; c'è una sorta di accanimento diretto sui soggetti di sesso maschile che, nel caso ottavo, si spiegano in rapporto al documentato tentativo di fuga che può avere esasperato quindi il reo. Nel caso settimo, comunque, di fatto ci sono varie ferite profonde in zona toraco-addominale e anche all'inguine sinistro.  
P.M.: Prego, prego. Se lei ci può dire qualcosa in più, sotto un aspetto diverso di indagine, su questa conclusione relativa all'identità o meno dell'autore. 
G.P.: Sì, introduco brevemente anche il metodo di analisi di immagini.  
P.M.: Sì, ci fa capire meglio. 
G.P.: Allora, molto brevemente, l'analisi di immagini consiste in questo: introdurre nella memoria di un calcolatore un'immagine fotografica. In questo modo il calcolatore attribuisce ad ogni punto che forma l'immagine una coordinata. La stessa cosa la fa il nostro cervello con le immagini che provengono dall'occhio. La differenza però è questa: è che la nostra retina è molto più sensibile dell'immagine di un calcolatore; al tempo stesso, però, il nostro cervello non è in grado di fare operazioni matematiche di area, perimetro, profondità, eccetera, sen non in maniera abbastanza approssimativa. Invece il calcolatore può farle in maniera estremamente precisa. Allora abbiamo integrato le due cose. È stata integrata la misura soggettiva legata all’esame visivo delle immagini, da atti, con la misura oggettiva delle stesse immagini passate con un programma apposito al calcolatore. Per quanto riguarda questo specifico settore, cioè il passaggio delle immagini al calcolatore, ho potuto determinare alcuni parametri base, cercando di sceglierli fra quelli più semplici in quanto non tutte le fotografie erano state fatte nelle stesse condizioni e quindi occorreva cercare di non porre al calcolatore domande troppo difficili, perché avremmo avuto errori troppo difficili da gestire. Voce fuori microfono: …  
G.P.: Sì. Sono state prese tutte le fotografie presenti in atti; le fotografie sono state tutte parametrizzate, cioè rese uniformi per quanto possibile in base agli indici anatomici, di modo da avere la stessa scala di ingrandimento. 
P.M.: Per la lettura omogenea.  
G.P.: Per la lettura. Poi sono state tutte filtrate in bianco e nero, anche quelle a colori, con una scala di 256 punti di grigio in modo che potessero essere lette anche le foto anche di più vecchia data. A questo punto tutti i conteggi sono stati fatti su una scala di 256 livelli, in bianco e nero.  
P.M.: Quindi omogenea.
G.P.: Valida per tutti. Ovvio che su una scala del genere certe inclinazioni non sono precise come su una scala, per esempio, di 50.000 punti.  
P.M.: Certo. 
G.P.: Però, ovvio che su una scala del genere, così sensibile, il primo caso non poteva entrare. Allora, visto... se è sufficiente questo tipo di impostazione... 
P.M.: Sì, sì, chiarissima, chiarissima.  
G.P.: ... passerei ai risultati. Le domande poste al calcolatore quali erano? Calcolare in quale posizione del corpo si situava la lesione, soprattutto quella pubica, perché quella mammellare, essendo limitata a due casi, non permetteva poi di avere informazioni significative. Quindi i casi erano 4: le 4 escissioni pubiche sono state localizzate come posizione rispetto alla radice delle cosce e rispetto alla linea dell'ombelico. Ne è stato verificato l'andamento del perimetro per vedere la forma geometrica risultante. Poi è stata calcolata l'area e la profondità della lesione. In ultimo è stato calcolato, rispetto al perimetro, dove probabilmente iniziava il taglio, l'azione di taglio. I risultati sono questi: per quanto riguarda il perimetro, a parte il secondo caso, i perimetri sono pressoché equivalenti. I numeri che vengono citati in perizia non sono centimetri o millimetri, cioè non sono unità di misura, ma sono unità del video - cioè pixel 1 - contate. Però possono essere, in buona approssimazione, essere considerati misura quando i casi vengono asseriati fra di loro; cioè sono lo stesso un elemento di confronto. II secondo caso era un po' particolare, perché siccome c'erano elementi di sfondamento, anche il computer ha avuto alcune difficoltà a localizzare il perimetro, ma non la forma del perimetro, cioè l'immagine geometrica risultante. Quindi, mentre per quanto riguarda l'area... il perimetro, posso dire che si tratta di 4 ellissoidi con 4 aree perfettamente paragonabili - tranne il caso 2, Susanna Cambi, per i motivi di sfondamento, quindi difficoltà di parametrizzazione. La cosa più interessante è che per quanto riguarda, invece, il livello di schiacciamento dell'ellissoide, questo è perfettamente equivalente in tutti e 4 i casi. Livello di schiacciamento cosa si intende? Il calcolatore assegna con “0” l'immagine del cerchio, “1” l'immagine della retta. Quindi praticamente questo numero, che in tutti i casi oscilla fra 0,6 e 0,71, significa che si tratta di un'immagine tipo pallone da rugby vista lungo l'asse maggiore. D'accordo? 
P.M.: Benissimo, chiarissimo finora.  
G.P.: Per quanto riguarda l'elemento profondità di taglio, visto che le immagini sono ovviamente piane, ho sentito anche i miei colleghi e pensato di fare così, cioè di calcolare il livello di luminosità del fondo della lesione della ferita. Infatti il muscolo, in tutte le fotografie, anche in bianco e nero, appare in scuro, e il tessuto adiposo in giallo. E quindi in chiaro. A questo punto il livello fra chiaro e scuro poteva dare una misura del livello al quale l'azione veniva portata avanti, l'azione di taglio.  
P.M.: Quindi il coltello quanto era inserito dentro.  
G.P.: Esatto. Quindi l'angolo di parallasse dell'azione di taglio.  
P.M.: Benissimo.  
G.P.: Questo parametro è costante in tutti e quattro i casi. Quindi la profondità di discesa del coltello durante l'escissione è uniforme. Per quanto riguarda l'ultimo elemento, cioè l'angolo di incisura, questo si colloca all'incirca a ore 11.00 guardando un quadrante da orologio. Sostanzialmente la posizione è equivalente anche all'analisi elettronica, tranne il caso due, fatte salve le difficoltà ricordate prima. E anche l'area di questo piccolo bottone di inizio è praticamente dello stesso indice. Questo per quanto riguarda le lesioni. Per quanto riguarda, invece, un reperto molto interessante, e cioè quello del seno sinistro, nel caso di Nadine Mauriot e della lesione da punta sull'omero del soggetto di sesso maschile dello stesso caso, l'analisi ha dato qualche inferenza in più. Infatti, come diceva il collega professor Beduschi, sul seno sinistro sono stati notati dei segni di attacco. Una alternativa potrebbe essere anche quella di un coltello con un doppio filo di lama.  
P.M.: In questo caso.  
G.P.: In questo caso. Un filo monotagliente e liscio, uniforme, e un filo zigrinato. Quando nell'azione di taglio si passa i 180° c'è una adduzione di ulna sul radio che esita in un blocco fisiologico del polso e tende quindi a strisciare il filo opposto a quello di taglio.  
P.M.: Benissimo. Verso l'esterno.  
G.P.: Verso l'esterno. Però a livello ipotetico. Una misura un po' più precisa si ricava dalla ferita da punta a stampo sul radio del ragazzo, perché è una ferita a sezione triangolare. Questa sezione triangolare ha angoli di 20° circa e fanno pensare, quindi, ad un coltello con una carena di rinforzo. Altre misure non è stato possibile inferirne.  
P.M.: Va bene, è già qualcosa. 
A.B.: Posso fare una domanda su questo punto?  
P.M.: Scusi un secondo, se cortesemente se le può annotare sennò... è un po' già complesso di suo. 
A.B.: Grazie.  
P.M.: Volevo chiedere, allora, ancora questo. Non so se... forse il professor De Fazio. Quella domanda che avevo già fatto relativa alla possibilità, come avete scritto nella vostra relazione, di dire qualcosa sul fatto che si possa escludere che si tratti di azione di più soggetti. È una conseguenza di questo che... Lo possiamo escludere per questo o ci sono altri parametri?  
F.D.F.: No, no, ci sono anche altre... abbiamo detto che la nostra affermazione, la nostra conclusione, sulla quale ci giochiamo la nostra professionalità, che si tratti di una sola mano, è basata su un quesito: se presumibilmente si tratta di una sola mano. Noi diciamo che è più che presumibilmente, perché a un certo punto qui abbiamo degli elementi di ancoraggio che possono - io ritengo, lo valuterà la Corte - assumere proprio il valore di prove. Poi ci sono un sacco di altri elementi. Nella storia criminale dei "lust murder", dei serial killer, non abbiamo la persona che sceglie le coppie. Sceglie la donna, dove gli capita: per strada, in ascensore. Qui abbiamo una scelta fissa, quindi abbiamo elementi, che verranno illustrati fra poco, e una dinamica psicologica che concorrono anch'essi. Ma abbiamo anche altri elementi, “ex adiuvanti bus”. Quali sono gli altri elementi? Ma nel delitto Mainardi, quando Mainardi cercava di scappare, se ci fosse stato un complice, sarebbe costretto da uno spettatore, un complice o uno che interveniva anche lui con un'arma. Abbiamo cioè espresso... 
P.M.: Elementi circostanziali. 
F.D.F.: ... gli elementi adesso che possono avere significato di prova. Ma poi ci sono un sacco di altri elementi che concorrono a far ritenere che si tratta di un solo soggetto. 
P.M.: Allora, rimaniamo ancora un attimo alla dinamica materiale. Voi avete cercato di spiegare come apparentemente, dalla ricostruzione della dinamica materiale, sia possibile ricavare, dite voi, che si tratti di un soggetto non esperto di armi, ma più esperto dell'arma bianca. Vogliamo spiegare meglio perché, da cosa si deduce?  
G.P.: Allora, l'ultima cosa che mi rimaneva, e si aggancia alla sua domanda, da dire, dopo aver esposto i risultati, era appunto che i valori ottenuti dalle analisi di retorica in immagini fanno pensare ad una uniformità del "modus operandi" che si riflette nei risultati; che l'azione di taglio è orientata da sinistra a destra, quindi soggetto destrimane; e che, per quanto riguarda la posizione, c'è da dire che tutto questo tipo di attività fa pensare ad un soggetto che possa avere una certa dimestichezza con le azioni da taglio. Altrimenti avremmo avuto dei risultati ancorché confrontabili fra di loro, però con delle variazioni percentuali molto elevate. Ricordo che soprattutto il parametro luminosità è quello che mi ha colpito di più, perché l'azione di taglio portata da una radice della coscia all'altra lungo tutta l'arcata pubica, seguendo il filo fra piano muscolare e piano del tessuto adiposo, è operazione tutt'altro che agevole. 
P.M.: Ecco, mentre qualche deduzione sulle capacità dell'uso dell'arma da sparo? Voi avete scritto, non so se ricorda, dove l'ar... grossomodo mi sembra di poter sintetizzare che l'arma da sparo è l'arma che serve per fermare e non - dalla ricostruzione della dinamica materiale - non richiede una particolare abilità dell'uso dell'arma.  
F.D.F.: Premesso che sull'arma da taglio... sull'arma bianca la risposta nasce dai rilievi che sono stati esposti, quindi dai rilievi obiettivi; sull'arma da fuoco noi non possiamo altro che interpretare. Noi vediamo un costante, un progressivo, un certo progressivo miglioramento nell'uso, nel buon uso, nel minor spreco nell'uso dell'arma da fuoco. Evidentemente, però, bisogna tener conto di volta in volta di fattori circostanziali. Quindi riteniamo di poter affermare che l'uso dell'arma da fuoco non è espressione di un esperto tiratore.  
P.M.: Ecco. Era questo che… Una domanda ancora, che si fonda più che altro per cercare di capire come siete arrivati a delle valutazioni voi. È quelle due occasioni in cui voi parlate della altezza probabile o possibile dell'esecutore. E volevo capire, innanzitutto, come e sulla base di quali dati siete arrivati a quelle conclusioni, per vedere se i dati che vi avevamo fornito erano sufficienti a dirvi qualcosa in proposito. E quindi quali sono le vostre conclusioni, ma su cosa si basano. 
F.D.F.: Io, salvo a dare poi la parola a tutti i miei colleghi che vogliono rispondere su questo punto, ci tengo a dire una cosa...  
P.M.: Forse le occorre il microfono.  
Presidente: Il microfono, Professore, perché sennò non sentiamo.  
F.D.F.: Noi abbiamo valutato delle impronte su autovetture desunte da fotografie. E abbiamo presunto che queste impronte, fossero di una mano - sul tetto dell'autovettura - o di un ginocchio, si trattasse di impronte dell'aggressore. Il che è tutto da stabilire. 
P.M.: Non ci sono però.. . voi non sapevate se non ci sono prove. 
F.D.F.: Esatto. Ora, è questo un primo elemento che abbiamo valutato. Per esempio, per l'impronta, per la possibile impronta di un ginocchio - che impronta significa detersione della polvere che si poggia sulle autovetture - noi abbiamo utilizzato le tabelle antropometriche in uso. Dirò Leden, Manuvrieri, eccetera, ma sia ben chiaro che le tabelle antropometriche stabiliscono delle medie, perché uno può avere le gambe, gli arti inferiori tozzi, il tronco sviluppato o viceversa. Quindi abbiamo dato dei parametri, per determinate impronte, basati su tabelle antropometriche che danno dei valori medi. Peraltro aggiungo, per dovere di obiettività scientifica, che sono tabelle antropometriche fatte nel secolo scorso e agli inizi di questo secolo con una popolazione che è anche variata rispetto ai dati staturali. Altra cosa che aggiungo per l'altezza, la presumibile altezza dell'aggressore basata sui fori trovati sul camper dei ragazzi tedeschi, è che data questa altezza, quindi sempre a 130 centimetri/ 135 - adesso poi entreremo nel merito - siccome noi abbiamo detto foto a distanza ravvicinata, le ipotesi sono tre. Foro a distanza ravvicinata può significare che uno spari col braccio addotto e allora se troviamo un foro a una certa altezza e uno ha sparato a distanza ravvicinata col braccio addotto, questa è una valutazione. Distanza meno ravvicinata con l'arto esteso, ed ha un'altra valutazione; o, terza ipotesi, che uno possa sparare del tutto...  
P.M.: Braccia alzate. 
F.D.F.: Devo anche chiarire che, per ciò che riguarda il camper, noi abbiamo tenuto conto non solo dei fori sui finestrini, rispettivamente che è sparato con arto addotto, con arto esteso o con arto innalzato, ed avendo preso come prima ipotesi l'arto addotto, perché a distanza molto ravvicinata uno spara con l'arto addotto...
P.M.: Avete ipotizzato... 
F.D.F.: ... abbiamo tenuto conto anche del fatto che questa traiettoria è iniziata con il foro è poi finita con il proiettile che ha colpito il soggetto. Soggetto che noi abbiamo, secondo i verbali di Polizia, considerato situato nel pianale. 
P.M.: Cioè voi credevate che fossero sul pianale in basso. 
F.D.F.: Per forza, c'è scritto nel verbale di Polizia che "i cadaveri giacciono sul pianale". Allora, se questo è il vetro del camper e questo il pianale, noi dobbiamo ipotizzare un'inclinazione così.  
P.M.: Dall'alto verso il basso.  
F.D.F.: E un'inclinazione cosi ci porta ad un determinato soggetto, rispetto ad un'inclinazione così. Cioè, in poche parole, in questa posizione, arto addotto, o in posizione arto esteso o del tutto innalzato, io posso prevedere una traiettoria di tipo orizzontale che mi comporta un'altezza. Ma se devo prevedere una traiettoria che mi va verso il basso, devo presupporre un altro tipo di altezza.  
P.M.: E invece avete...  
F.D.F.: Noi abbiamo fatto il calcolo in base a cadaveri poggiati sul pianale dell'automezzo.  
P.M.: E invece non sono - lei l'ha visto nelle fotografie, le possiamo riguardare, Presidente - non sono sul pianale, ma sono all'altezza...  
F.D.F.: È un'emergenza processuale della quale io... che apprendiamo questa mattina. 
P.M.: Che non conoscevate. Bene. Se qualcuno sul punto può dire qualche altra cosa, perché è stato oggetto di analisi. 
G.B.: No, va be', quel problema, ribadendo un attimo quello che ha detto il professor De Fazio in apertura e adesso: la valutazione e i numeri che sono stati dati riguardo alla possibile altezza del reo, innanzi tutto erano in un ambito ricognitivo e di indagine inteso a formulare ipotesi e i parametri assunti sono stati, segnalando preventivamente le dovute cautele nell'assumere il dato, quello di un'impronta al suolo che si è esplicitato anche potesse essere di chicchessia, compreso degli inquirenti. Un'impronta al suolo relativa a un numero di scarpa piuttosto... 
P.M.: Li non c'è nessuna prova, quindi... 
G.B.: Quella dell'impronta sulla portiera della Panda, prospettata perché era doveroso prospettarla, in quanto era un reperto di sopralluogo che sarebbe stato colpevole dimenticare ed escludere. E il problema invece della traiettoria dei colpi nel caso dei due tedeschi, che è stato fatto su un erroneo presupposto che i tedeschi giacessero a un metro... più basso almeno di un metro, di 70-80 centimetri più in basso di dove, in realtà, le fotografie che ci sono state mostrate hanno dimostrato essere.  
P.M.: Ho capito.  
G.B.: Per cui se questi giacevano sul fondo del furgone, si imponeva un'azione di questo genere e ci si poteva ipotizzare un'altezza, che noi abbiamo definito superiore al metro e ottanta. Viceversa, se questi, come le fotografie del sopralluogo hanno dimostrato, si collocavano su un piano pari ai vetri del... era sufficiente anche, diciamo, un'esplosione e una statura...  
P.M.: Va bene, è stato chiarissimo. 

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