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mercoledì 18 aprile 2012

Nunzio Castiglione - Deposizione del 27 aprile 1994 - Prima parte

L'allora Dirigente superiore della Polizia di Stato Nunzio Castiglione fu ascoltato il 27 ed il 28 aprile 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni del 27 aprile.

P.M.: C'è il professor Maurri? Se è arrivato, se non c'è il dottor Castiglione.
Presidente: Si accomodi, Dottore, prego. Buonasera. Prego, si accomodi pure. Legga quella formula.
N.C.: Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Vuol dare le sue generalità al segretario, per cortesia?
N.C.: Castiglione Nunzio, nato a Xxxxxx, XX/XX/XX.
Presidente: Prego, signor Pubblico Ministero.
P.M.: Dottor Castiglione, può innanzi tutto spiegare alla Corte qual’è la sua professione, e quale era nel 1981, mese di giugno, quando avvenne l'omicidio del 6, ai danni di Foggi Giovanni e De Nuccio Carmela?
N.C.: Sì. Attualmente sono dirigente superiore della Polizia di Stato. A quell'epoca dirigevo il Gabinetto regionale di Polizia Scientifica che ho diretto dal '62 all'86, anno in cui sono stato formalmente incaricato di assumere la carica di Vice Questore, vicario, sempre presso la Questura di Firenze.
P.M.: Dottore, per questo... l'incarico che aveva allora, ricorda di aver fatto accertamenti, non so, sul luogo del delitto dell'81, o lei non è stato?
N.C.: Sì, certamente. Io li ho seguiti tutti.
P.M.: Chiedo scusa, la domanda è: al di là degli accertamenti successivi, se lei andò sul posto nell’'81. Se lo ricorda, eh?
N.C.: Sì, sì.
P.M.: Ci andò?
N.C.: Mi sembra di sì.
P.M.: Le sembra di sì. Lei sicuramente ha poi steso una perizia, al tempo era una perizia, per il Giudice istruttore insieme al generale Spampinato. Ricorda?
N.C.: Sì.
P.M.: E al colonnello Zuntini, oggi defunto.
N.C.: Defunto, sì.
P.M.: Lo ricorda il contenuto di questo incarico e i risultati di questo incarico? Ha avuto modo di rileggerlo...
N.C.: Beh, io a quel... per natura del mio ufficio, mi occupavo di balistica interna, e quindi, come tale, c'era da esaminare, c'erano da esaminare dei vari bossoli che erano stati repertati sul luogo del reato. Bossoli derivanti da una pistola semiautomatica, calibro 22.
P.M.: Quindi fu accertato qual era il tipo di arma e il tipo di bossolo. Uno dei primi esami che si fece.
N.C.: Beh, il tipo di arma senz'altro: una pistola calibro 22. Per i bossoli erano i noti Winchester, serie "H" e quindi c'era solo da programmare al microscopio comparatore l'esame dei tre elementi che sono fondamentali per riconoscere la provenienza di un bossolo, cioè la percussione, l'estrazione e l'espulsione.
P.M.: Dottor Castiglione, nella vostra perizia che ho appena citato e che è negli atti a disposizione della Corte, oltre questa comparazione che in quel momento evidentemente era già evidente, perché fate una comparazione addirittura con i bossoli repertati nel '74, ma al di là di questo - ci veniamo fra un attimo - voi fate, almeno nelle conclusioni, un capitolo intero in cui dite "Modalità di esecuzione del duplice omicidio". Cioè, attraverso l'esame dei bossoli e delle emergenze che avete evidentemente notato e che avete dal verbale di sopralluogo, riuscite a ricostruire, dal punto di vista vostro, la dinamica dell'omicidio. Lei ricorda questo particolare, ha bisogno di rivedere il documento o ce l'ha presente?
N.C.: No, presente, onestamente no. Non mi posso ricordare. Ricordo che si fece una, diciamo così, una ricostruzione basata su dati di fatto che ci risultavano. Se ora dovessi ricordarmi l'esatte parole...
P.M.: No, no, il contenuto. Cioè se voi riusciste, perché lo mettete per scritto e siete molto specifici, se lei ricorda ora, o se ha necessità di andarlo a rivedere - io chiedo alla Corte che gliene dia il tempo - se e come riusciste a ricostruire la dinamica. Lei ce l'ha presente quanti colpi furono sparati, da che parte, perché voi dite da una parte o dall'altra. Questo dato lo ha presente o ha necessità di verificare il suo elaborato?
N.C.: Ho necessità di rivederlo, perché così "icto oculi" non posso...
P.M.: Presidente, mi trovo in questa... è un elaborato che è di qualche pagina. Bisognerebbe consentire al teste di guardarlo.
A.B.: 499…
Presidente: Bene. Diamoglielo, vediamo. Se poi ha bisogno di...
P.M.: Sì, è un...
Presidente: E mettere... può guardarselo.
P.M.: Grazie.
N.C.: Sì, va bene, signor Pubblico Ministero.
P.M.: Lo ricorda un po'.
N.C.: Sì, sì.
P.M.: Ecco, il primo dato, la prima domanda è questa: allora può dire alla Corte complessivamente quanti colpi sulle vittime furono sparati? Quanti si trovarono sulle vittime? E poi li compariamo con i bossoli che abbiamo trovato.
N.C.: Allora, tre erano quelli che attinsero il Foggi, no?
P.M.: Ecco. Tre all'uomo. Ecco, vogliamo un attimo descrivere.
N.C.: Esatto. E questo sì, perché il primo è chiaramente quello che si è fermato, che ha rotto
il vetro e poi si è impattato nella regione occipitale sinistra.
P.M.: Poi? Quindi sull'uomo tre, grossomodo se ce le può...ecco.
N.C.: E poi ci sono i quattro che hanno attinto la donna. Cioè, uno quello che attraversò l'arto superiore sinistro e finì sul reggiseno; il secondo, quello che gli ha attraversato l'arto superiore destro e. . .
P.M.: Quindi…
N.C.: E finì al mento.
P.M.: Bene.
N.C.: Il terzo che fu quello alla scapola, e il quarto che attraversò il collo e fu trovato nella
spalliera dell'auto.
P.M.: Allora...
N.C.: ... furono repertati poi in tutto, mi pare che mancava un proiettile che mi pare si perse come peraltro è scritto qui. O non venne ritrovato.
P.M.: Un proiettile sparato, ovviamente.
N.C.: Sì, sì.
P.M.: Quindi, scusi, per capire, dalla ricostruzione che avete fatto abbiamo, al di là dei proiettili, la prova di sette spari.
N.C.: Sì, certamente.
P.M.: Sette spari. Infatti voi avete sette bossoli. Lo ricorda?
N.C.: Sì.
P.M.: Vuol dire alla Corte un attimo il caricamento di quella pistola LR calibro 22. Cioè per capire se lei, voi avete potuto accertare che alcuni colpi siano andati a vuoto o ipotizzare, o avendone trovati sette...
N.C.: Ma io credo il caricatore se è di una Beretta, oppure di un'arma semiautomatica in quel modo, non di nuovo tipo, certamente più di sette colpi non può contenere.
P.M.: Può contenerli?
N.C.: Non può contenere più di sette colpi.
P.M.: Finisce a sette.
Presidente: Più quello in canna?
N.C.: Solitamente sì.
Presidente: Dottore...
P.M.: Il colonnello... chiedo scusa, è questa la domanda: il colonnello Zuntini, parlando della stessa arma, addirittura dice dieci colpi, come dicono tutte le altre perizie, addirittura undici con uno in canna.
N.C.: Eh, be', escluso certamente il proiettile in canna, siamo d'accordo.
P.M.: Sì. Ma capisce che, fra da dieci, quindi undici, e sette sparati quella volta... noi abbiamo questa incertezza che vogliamo mettere...
N.C.: Ma io vado per media balistica, perché non ho il caricatore. Quindi...
P.M.: Però, mi scusi, dieci potrebbero entrare e uno in canna undici, o è assolutamente impossibile? Cioè, gli altri le dico subito che dicono così: dieci più uno, undici.
Presidente: Dunque, scusate, perché sennò qui si sta... Qui abbiamo, allegato alla perizia...
N.C.: Ecco, ci dovrebbe essere un verbale.
Presidente: Dove si dice che in due tipi di questa pistola il caricatore contiene otto colpi. Ovviamente più quello in canna, se uno ce lo mette. In altri due ne contiene dieci.
P.M.: Bene.
Presidente: Questo è un dato obiettivo, indipendentemente da quello...
N.C.: E' un dato che io non ho il caricatore...
P.M.: Io volevo vedere se il teste lo ricordava.
Presidente: Non è mica un rilievo che le faccio.
P.M.: Per carità!
Presidente: E' per non perdere tempo, perché c'è scritto e su questo non ci sono....
P.M.: È allegata proprio a quella perizia lì.
Presidente: Bene.
P.M.: Benissimo, grazie. Furono repertati sette. Tre all'uomo e quattro alla donna. Fu possibile, come dite in quella perizia, avere sia pure sulla base dei dati che avevate, la possibilità di ricostruire come erano stati sparati, da che parte, ipotizzare come erano messi i corpi... Lei ricorda, se noi troviamo delle foto relative a come fu trovata la macchina, se ha elementi per ipotizzare come avvenne? Dal momento che per scritto l'avete messo. Se ha difficoltà nel ricordo, ce lo dice. Non abbiamo nessun problema, Dottore, guardi non... Non è che noi, per forza...
N.C.: Il ricordo mi viene se io attingo a quello che ho scritto.
P.M.: Se legge. Benissimo.
N.C.: Perché purtroppo la mia memoria non è...
P.M.: Poi ne ha fatte diverse, se non sbaglio, oltre questi qua.
N.C.: Come?
P.M.: Poi ha curato diverse di queste perizie, quindi...
N.C.: Certamente.
P.M.: ...quindi ricordarsi l'una o l'altra… in più anche altri casi no?
N.C.: Credo che sia arrivato a 12, mi pare… poi avrò visto più di 3000 colpi di…
P.M.: Questo volevo dire, è più che… La Corte lo capisce benissimo.
N.C.: La ringrazio.
P.M.: Vediamo allora se è possibile ricordarsi di quale fu la dinamica, come l'avete descritta e spiegare, nel caso, come, se lei lo ricorda, si arrivò a ricostruire questa dinamica qua.
N.C.: Beh, certamente chi ha usato l'arma era accosto alla macchina, accosto allo sportello sinistro della macchina, e ha sparato certamente da fuori. Infatti il primo colpo che ha attinto l'uomo, alla regione parietale è stato quello che secondo noi ha procurato la rottura del vetro che era alzato. Perché il fatto di essere arrivati alla regione temporale destra, quasi morto, cioè provocando solo una ferita e poi il classico schiacciamento che aveva anche l'ogiva del proiettile, dimostra che c'era stato un ostacolo anteriore al cranio dell'uomo. Perché se così non fosse stato sarebbe entrato in cavità come in effetti è entrato il secondo colpo.
P.M.: Bene. Quindi il primo, secondo lei, è quello che ha dovuto impattare nel vetro e che ha frenato, per quel che può essere, un po' la corsa.
N.C.: Certo. E questo è dimostrato anche da certe pratiche che abbiamo fatto anche sperimentalmente su macchine e su vetri di analogo tipo, cercando di ricostruire visivamente come poteva verificarsi un fenomeno del genere.
P.M.: Ecco.
N.C.: Cioè, meccanicamente la riproduzione del colpo, fatta, diciamo così, in sede sperimentale, ha confermato questa dinamica.
P.M.: Bene. E gli altri colpi confermano - quelli sull'uomo - questa provenienza dalla sinistra?
N.C.: Certo.
P.M.: Ecco, ci vuole spiegare come mai, da cosa lo deduciamo.
N.C.: Beh, perché praticamente, non essendoci più il vetro che faceva da ostacolo, diciamo, la figura, il bersaglio umano che era seduto sul sedile anteriore, diventava perfettamente libero.
P.M.: Sì, i colpi, al di là della dinamica, i colpi sono compatibili, quelli che voi descrivete con una dinamica di questo genere? Anche gli altri?
N.C.: Certo, certo. Il secondo infatti è quello che penetrò nel cranio, tanto da essere mortale. Perché, mentre il primo non lo era per una ragione, diciamo così, di opposizione del vetro, il secondo chiaramente era mortale, specie poi calcolando che la distanza non doveva essere eccessiva e che non aveva nessun ostacolo.
P.M.: Del terzo e del quarto, è possibile dire qualcosa?
N.C.: Del terzo e del quarto...
P.M.: No, scusi, del terzo. Perché voi dite che sono tre.
N.C.: Il terzo, ecco, il terzo deve essere stato esploso, a nostro avviso, da una distanza quasi, molto più ravvicinata della prima, per come dimostra l'affumicatura che è stata poi riscontrata in sede autoptica.
P.M.: E poi la vedremo.
N.C.: Ecco.
P.M.: Quindi sempre da sinistra.
N.C.: Sì.
P.M.: Sulla donna, la possibilità di dire dov'era la donna, quando fu sparato con la pistola, perché poi la donna, sia l'uomo che la donna hanno dei colpi di arma bianca, ma li lasciamo un attimo da una parte. Vediamo solo...
N.C.: Sì, la donna era sul sedile anteriore destro.
P.M.: Secondo voi.
N.C.: Secondo noi.
P.M.: Perché è stata trovata fuori.
N.C.: Sì.
P.M.: Come mai diciamo che i quattro colpi che lei ha addosso e che voi descrivete, sono sparati dal sedile, sempre dalla stessa posizione? Se lo dite, non lo so. Se ha ricordi su questo, eh, Dottore.
N.C.: No... c'era appunto questa incertezza. Perché dalla stessa posizione… Si parla, è una posizione derivata dal ritrovamento dei bossoli. Quindi si ricostruisce...
P.M.: I bossoli sono tutti a sinistra.
N.C.: Sono tutti a sinistra...
P.M.: Tutti, quelli trovati, alcuni sono in macchina...
N.C.: Diciamo i sette trovati. Quindi chiaramente la posizione doveva essere quella. C'è stato, nella fattispecie, un atto certamente difensivo, naturale della donna, che probabilmente ha cercato di attutire, di pararsi un colpo alzando un braccio, insomma, questo sì. Quindi, da questo... Tant'è che le ferite sono quelle poi che trapassano gli avambracci, e dietro.
P.M.: Ecco, le ferite sulla donna, lei ricorda i colpi in quale parte del corpo furono sparati?
N.C.: Appunto, ripeto, ora...
P.M.: Leggendo, leggendo.
N.C.: Leggendole, sì. Uno, io, noi abbiamo detto sempre uno, nel senso cioè che la sequenza di tutti questi colpi è da vedere.
P.M.: Certo.
N.C.: Parliamo come descrizione di colpi che hanno attinto la vittima.
P.M.: Sì, di quei quattro, al di là della loro sequenza.
N.C.: Esatto. Quindi, uno...
P.M.: No, primo. Uno.
N.C.: Uno.
P.M.: Uno dei quattro.
N.C.: Uno dei quattro ebbe ad attraversare l'arto superiore sinistro, per poi forarle la coppa di
sinistra del reggiseno.
P.M.: E' uno.
N.C.: E quindi era...
P.M.: Da sinistra.
N.C.: ... era da sinistra.
P.M.: Bene.
N.C.: Un secondo, con le caratteristiche balistiche di atteggiamento difensivo precedentemente descritti...
P.M.: Lo stesso tipo di difesa.
N.C.: ... le attraversò l'arto superiore destro, per poi colpire superficialmente la zona mentoniera. L'arto superiore destro. E' chiaro quindi che questa donna doveva essersi istintivamente protetta.
P.M.: Bene. Il terzo?
N.C.: Il terzo, che noi riteniamo esploso a breve distanza per via delle fumicature, l'attinse alla regione scapolare sinistra. Giusto?
P.M.: Bene.
N.C.: Quindi in questa posizione...
P.M.: Sempre da sinistra.
N.C.: Ecco. E il quarto che le attraversò il collo per poi probabilmente conficcarsi nella spalliera della poltrona anteriore destra, ove fu repertato. Quindi era una posizione, diciamo così, ora non ricordo esattamente, dovrei vedere le foto, ma comunque certamente in una posizione lievemente obliqua, che può essere stata derivata dal fatto che nel frattempo la donna abbia avuto dei movimenti, oppure da un mutamento di posizione, da una lieve rotazione della pistola del tiratore. Ma probabilmente sarà stato il corpo della donna che, essendo stato già attinta da tre colpi, probabilmente già stava in una posizione anomala, come se fosse seduta normalmente al posto del passeggero.
P.M.: Grazie, Dottore, io non ho altre domande.

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