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giovedì 19 aprile 2012

Nunzio Castiglione - Deposizione del 27 aprile 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Presidente: Vi sono domande, signori Avvocati di parte civile? Avvocato Bevacqua, prego.
A.B.: Grazie. Senta, Dottore, lei ha detto che in questi colpi, i quattro che hanno colpito la donna, l'avrebbero colpita al mento, uno, uno al collo, addirittura trapassandolo, mi pare, no?
N.C.: Sì. Va bene, questo risulta dall'autopsia, è chiaro.
A.B.: Sì, ma... no, le dovevo domandare, siccome dobbiamo ricostruire, io credo, come fosse il corpo nel momento in cui viene, qualche attimo prima di essere colpita questa povera ragazza, quindi io sto immaginando. Siccome ci sono delle tracce di sangue sulla parte, sullo sportello anteriore della macchina e sullo sportello posteriore, devo ricostruire come questa ragazza si trovasse in quel momento, qualche attimo prima e qualche attimo dopo.
N.C.: Sì, d'accordo.
A.B.: Oh. Quindi, sembrerebbe che questa ragazza fosse ferma a sedere in questa macchina. Quando lo sparatore comincia a sparare sull'uomo, sembrerebbe...
N.C.: Sì.
A.B.: ... lei capisce, vede, si accorge che c'è qualcosa evidentemente che fa quello che fa, e quindi alza una mano, viene colpita alla mano. Poi viene colpita alla spalla, o prima, o durante. Uno di questi colpi la colpisce anche al mento, e un altro la colpisce al collo. Da qui quelle lesioni che provocano tanta sanguinazione. Non so come si chiama. Va bene?
N.C.: Sì.
P.M.: Sanguinamento.
A.B.: Sanguinamento. Sanguinamento che sporca le due portiere interne anteriori. L'anteriore destra e la posteriore destra. Ecco, secondo lei, questa ragazza, così, quando viene colpita, questo sangue, è sangue della persona che ormai sta ferma lì, perché c'è sangue sulla parte anteriore destra e sulla parte posteriore destra. Cioè, praticamente questo corpo è ormai inerte, inerme, ormai finito, e sgorga sangue davanti e di dietro. Può essere compatibile con la ricostruzione che sto facendo io questa?  
N.C.: Mah, ora, ripeto, si tratta di recuperare una memoria visiva per vedere che macchie di sangue erano, se erano gocciolature...
A.B.: Colavano, colavano, colavano.
N.C.: Se erano strisciature, se erano gocciolamenti derivati dal passaggio delle due, dei corpi delle ogive dei proiettili...
P.M.: Possiamo mostrare...
Presidente: Ma perché non lo chie… Scusate, perché non lo chiediamo al medico legale?
P.M.: Ecco, era quello che mi ero riproposto io.
A.B.: Sì, sì, va bene, va bene.
N.C.: Io, avvocato Bevacqua, io, è vero che debbo per mio dovere d'ufficio tener conto anche delle macchie di sangue…
A.B.: Ne ha fatte tante!
N.C.: Ma per me hanno un'importanza relativa… Le ho premesso che io mi interessavo della
balistica interna, quindi a me interessava vedere i bossoli e i proiettili successivamente all'esame autoptico.
A.B.: Certo. Io le volevo fare un'altra domanda che era conseguente a questa risposta.  
N.C.: Mi dica.
A.B.: Ecco, voi avete accertato, sembrerebbe di no, ma non perché non lo avete accertato, ma perché non l'avete trovato, avete accertato se dopo, subito dopo, all'uscita di questa macchina, vi fossero delle macchie di sangue che tracciavano il percorso di questo cadavere, di questo corpo, che
veniva portato dal luogo in cui stava, cioè nella macchina, al luogo in cui poi fu trovato? Cioè, sotto nella scarpata?
N.C.: Io non ricordo... non ricordo il particolare, però un fatto è certo: se c'erano delle macchie
di sangue sarebbero state documentate.
A.B.: Ecco, siccome non sono state documentate, quindi evidentemente non c'erano.
N.C.: No, non ricordo, avvocato, veramente...
A.B.: No, no, ma non c'entra, no, io... non e'cerano, ecco. Senta, lei ha fatto prima una affermazione di questo tipo. "Ho visto più di tremila colpi", perché lei credo che abbia fatto, abbia
partecipato comunque ad una serie di indagini peritali su tutti i proiettili.
N.C.: Sì.
A.B.: Ecco. Lei ricorda, se lo ricorda, se furono addirittura, se non erro, visionate circa 400 o 500 pistole calibro... qualcosa del genere, un numero imponentissimo, perlomeno, per quel che si poteva...
P.M.: Solo per memoria del difensore, quell'esame lì l’ha fatto il dottor Iadevito, non il dottor Castiglione. Quell'esame delle 500 pistole.
A.B.: Sì, ma ha visto tremila colpi.
P.M.: Sì, no, quello di cui si parla negli atti l'ha fatto il dottor Iadevico. Tremila colpi in genere, ci diceva lei.
N.C.: In genere. Dicevo come...
P.M.: I 500 non riguardano…
A.B.: Sentiremo anche Iadevito.
N.C.: Dicevo come esperienza...
A.B.: Ecco, io faccio una domanda a lei...
N.C.: Anche se con poca modestia, voglio dire.
A.B.: No, come con poca modestia? E' una persona, è conosciuta in tutto il mondo, in tutta Italia, dovunque, "orbe terraque" la sua valentia...
N.C.: Troppo buono.
A.B.: Senta, Dottore, al di là di queste verità, che non sono battute, verità, le volevo domandare, la identificazione di un proiettile, va bene? di un bossolo...
N.C.: Sì.
A.B.: Come corrispondente ad altro bossolo che viene sparato dalla stessa arma
N.C.: Si.
A.B.: Normalmente per quel che si sa, per quel che tutti un pochino da una
parte, chi da un'altra parte, come avvocato, eccetera, ha studiato...
N.C.: Sì.
A.B.: E' vero che dipenda esclusivamente dalla percussione?
N.C.: No. La percussione è uno degli elementi che contribuiscono alla identificazione.
A.B.: E quali sono gli altri elementi?
N.C.: L'estrazione e l'espulsione.
A.B.: Sì, certo. Ma quando si parla di proiettile che viene sparato, cioè, noi abbiamo il proiettile sparato ad una caratteristica visiva - mi scusi la terminologia forse non ortodossa - diversa dal
proiettile non sparato. O no?
N.C.: Ma lei dice la cartuccia?
A.B.: La cartuccia è una cosa. Certo. La cartuccia, certo, ho sbagliato. La cartuccia.
Cioè, la cartuccia che è composta di bossolo...
N.C.: Da un bossolo e da un'ogiva metallica.
A.B.: E da un'ogiva metallica, è diversa, se uno introduce la cartuccia dentro una pistola, va bene? e non spara, va bene? lascia diverso tipo di striature rispetto alla cartuccia che viene sparata, o no?
N.C.: Beh, può lasciare delle lievissime tracce derivate dal passaggio dell'arma nella camera di se... della cartuccia nella camera di scoppio. Quindi certamente sull'ogiva no, probabilmente qualche segno sul bossolo. Ma dipende dall'arma, insomma, voglio dire.
A.B.: Dipende dall'arma.
N.C.: Cioè, il caricamento stesso, poi, il caricamento, come? fatto attraverso il caricatore, cioè attraverso un movimento di caricamento normale dell'arma, o introdotta manualmente dove non succede niente?
A.B.: Introdotta manualmente non succede niente.
N.C.: Mah...
A.B.: Succede poco.
N.C.: Dovrebbe succedere poco perché diventa...
A.B.: Ecco, comunque uno degli elementi fondamentali per il riconoscimento, da quello che lei ha detto poc'anzi, è proprio il percussore, cioè la zona...
N.C.: Certo.
A.B.: .. la zona, che è percossa...
N.C.: La traccia.
A.B.: La traccia del percussore.
N.C.: La traccia fondamentale e l’impronta lasciata dalla percussione, si. Dal sistema di percussione.
A.B.: Grazie.
N.C.: Prego.
A.B.: Non ho altre domande.
Presidente: Altre domande?
P.M.: Nessuna il P.M, Presidente.
Presidente: Può andare dottore grazie.
N.C.: Grazie a lei.
Presidente: Buongiorno.
Vedi anche:
Nunzio Castiglione - Deposizione del 28 aprile 1994

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