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giovedì 2 febbraio 2012

Pietro Frillici - Deposizione del 4 luglio 1994

Il Maresciallo Pietro Frillici fu ascoltato il 4 luglio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Bene, andiamo avanti signor Pubblico Ministero.
P.M.: Presidente, riservandomi di sentire poi i testi che hanno provveduto agli accertamenti di Polizia scientifica, vorrei sentire oggi, perché è presente, il Maresciallo Frillici che ha invece fatto gli accertamenti circa la provenienza di quella busta
Presidente: Ah…
P.M.: Cioè dove fu imbucata, quando e come.
Presidente: Bene.
P.M.: Il Maresciallo Frillici è già stato sentito, è qua presente oggi.
Presidente: Bene introduciamo il Maresciallo…
A.B.: Io mi riservo signor Presidente perché non sapevo che oggi sarebbe venuto il Maresciallo Frillici, non avevo…
P.M.: No, no ma tornerà eh! Oggi viene solo su questo punto.
A.B.: Anche su questo punto mi riservo di interloquire, di fare delle domande…
Presidente: Va bene avvocato, va bene.
P.M.: Come crede, rimane a sua disposizione.
Presidente: Nessun problema, comunque il fatto è molto semplice, ha tutti i dati storici che già più o meno sapete…
P.M.: Fra l’altro il Maresciallo si è avvalso e ha sentito tutti gli impiegati postali di quel luogo, sono tutti perfettamente identificati negli atti del P.M., ci sono i verbali, se qualcuno aveva qualcosa da obiettare aveva tutto il tempo di citare quei testi.
Presidente: Bene si accomodi Maresciallo.
P.F.: Buongiorno.
Presidente: Qui c'è la relazione del Gabinetto regionale della Polizia scientifica.
P.M.: Si, si, c'è anche quello lì. C’è quello della Gabinetto regionale ed è già agli atti, poi c'è quella fatta a Roma.
Presidente: Solo per ricordare.
P.M.: Si, si, io… è negli atti del P.M…. della Corte, trattandosi di atti…
Presidente: Bene Maresciallo allora… lei è già stato sentito quindi non c'è nient'altro da dire, risponda alle domande che le faranno il Pubblico Ministero ei difensori.
P.M.: Ecco Maresciallo, la domanda è questa: noi sappiamo già che lei ha fatto parte della SAM, come della parte Carabinieri, e che comunque nell’85, all'epoca dell'omicidio, fu incaricato insieme ad altri suoi colleghi - ma lei ne ha curato alcune personalmente - di fare indagini circa la provenienza della busta con quel contenuto che noi già sappiamo e con quell'indirizzo fatto con pezzi di giornale. Sulla busta, lei ricorda, se c'era un timbro di provenienza?
P.F.: Esatto, io l'ho vista in fotografia perché la busta…
P.M.: Non è stata data a lei.
P.F.: C’era un timbro di provenienza: 9 settembre 1985, timbro di annullo dell'ufficio postale di san Piero a Sieve.
P.M.: Il 9 settembre, per ricordarsi noi, era un lunedì?
P.F.: Esatto era un lunedì.
P.M.: Lei accertamenti sulla busta non li ha fatti, ha fatto…
P.F.: Io ho fatto accertamenti per capire… cioè si voleva capire da dove veniva questa busta, se proveniva da una delle cassette nelle immediate vicinanze o periferiche di quelle che sono ubicate nel territorio della giurisdizione, diciamo, del Comune di san Piero a Sieve.
P.M.: Perché il timbro unico era quello di San Piero.
P.F.: Solo quello c’era.
P.M.: Lei andò all'ufficio postale? Sentì qualcuno?
P.F.: Si, sentimmo tutti gli impiegati che allora operavano nell'ufficio postale di san Piero a Sieve, dal direttore agli impiegati, ai postini.
P.M.: L’ufficio postale di San Piero che raccoglie è uno, unico?
P.F.: E’ uno unico. Raccoglie su di un territorio geograficamente molto vasto, nel senso che siamo in campagna quindi queste cassette postali sono dislocate in punti anche lontani dal centro abitato.
P.M.: Ricorda quante sono le cassette?
P.F.: Dunque noi ipotizziamo che… praticamente questa post… chi avesse impostato questa lettera avesse percorso l'autostrada, questa un'ipotesi che si fece…
P.M.: Una mera ipotesi.
P.F.: E imboccando, uscendo a Barberino di Mugello e quindi percorrendo la strada a scendere in direzione di San Piero a Sieve, attraversare San Piero a Sieve e quindi individuammo questa serie di cassette, tra l'altro misurammo anche le distanze dalla uscita del casello autostradale fino alle cassette, all'ultima cassetta del comune.
P.M.: Aldilà delle distanze, ci arriviamo per gradi, lei ricorda l'ufficio di San Piero quante cassette ha sotto di sé?
P.F.: Dunque se lei mi consente…
P.M.: Prego, se lo vuole… penso la Corte l’autorizzi.
Presidente: Consulti, consulti Maresciallo.
P.F.: Ritengo di dirglielo con esattezza in quanto…
P.M.: Avete fatto anche poi un disegno, se non sbaglio.
P.F.: Ecco, l’ultima utile praticamente… ne sono 12 quindi.
P.M.: Sono 12 cassette che potrebbero astrattamente…
P.F.: Sono 11 perché la dodicesima già siamo nel comune di Vaglia.
P.M.: Con il timbro San Piero sono 11 cassette.
P.F.: 11, esatto.
P.M.: Lei ricorda… questi accertamenti li ha fatti nell'imminenza dei fatti, nel senso che le persone addette all'ufficio postale ricordavano qualcosa?
P.F.: Io le feci esattamente, se non erro, il giorno 14.
P.M.: Nella settimana.
P.F.: Un momento, i verbali sono del 12 quindi…
P.M.: Addirittura il 12.
P.F.: Ecco, il 14 è la mia lettera di trasmissione…
P.M.: Quindi lei li ha fatti il 12. Lei ricorda se attraverso - una volta ricostruito 11 cassette - attraverso l'escussione di testi o accertamenti che ha fatto fu possibile innanzitutto identificare il momento in cui era stata impostata? Cioè i momenti dei prelievi?
P.F.: Dunque noi dobbiamo dire questo che il prelievo della posta avviene tutti i giorni, ovviamente, feriali dalle ore 10:00 alle ore 12:00. Quindi la posta viene generalmente timbrata dalle 12:00 in poi.
P.M.: Dalle 10:00 alle 12:00 qualcuno effettuava il prelie… dalle 10:00 alle 11:00? No dalle 10:00 alle 12:00 e alle 12:00 qualcuno nell'ufficio postale, una volta raccolta…
P.F.: Minuto più, minuto meno…
P.M.: ... metteva il timbro.
P.F.: Le disposizioni del direttore dell'ufficio postale erano quelle di prelevare la posta dalle 10:00 alle 11:00 di tutti giorni.
P.M.: Feriali.
P.F.: Feriali.
P.M.: Nel festivo venivano...
P.F.: No, nel festivo no.
P.M.: Lei, accertò se per caso in quella occasione si erano comportati in modo diverso?
P.F.: No, ognuno aveva questi compiti quindi… una parte di queste cassette… c'è chi addirittura aveva delle cassette molto periferiche, che la posta ne contenevano… che la posta ne conteneva molto poca… maggiormente erano uno o due cassette che contenevano la posta in quantità superiore.
P.M.: Chi era che effettuava questi prelievi? Il portalettere della zona?
P.F.: Il portalettere della zona.
P.M.: L’ho un po’ preceduto ma insomma… è esperienza comune che nei paesi…
P.F.: Si, è il portalettere della zona.
P.M.: Quindi questo portalettere rientrava e riportava entro le 12:00 ciò che trovava nelle casse.
P.F.: Si.
P.M.: Quindi l'unico che può aver visto, o capito qualcosa era il direttore che riceveva...
P.F.: Si che riceveva… quindi che iniziava, timbrava o faceva timbrare la posta a qualche altro dipendente.
P.M.: Qualcuno aveva - che lei si ricordi - notato questa busta?
P.F.: No, questa busta non era stata notata da nessuno. La nota soltanto il direttore, che se non vado errato e il signor Toccafondi, se non sbaglio.
P.M.: Che cosa le riferì? Era il direttore, il quale faceva da imbuto...
P.F.: Il direttore Forasassi, siccome io…
P.M.: Quello che faceva da imbuto di tutte queste raccolte dei portalettere?
P.F.: Si, il quale praticamente iniziò a timbrare la posta alle 12:00 circa e si accorse subito di questa lettera, per questa sua particolarità di indirizzo scritto con le…
P.M.: Ecco, e lui la vide in cima al mucchio?
P.F.: La vide in cima al mucchio…
P.M.: Quindi?
P.F.: Quindi noi cioè…
P.M.: Cosa disse?
P.F.: Ecco, se ne trasse questa conclusione: poiché tutte le… avevamo sentito tutti gli impiegati addetti al ritiro di questa posta, allora, qualcuno ci disse addirittura che ne aveva vista una o due di queste buste…
P.M.: Erano cassette poco… poco lavorate.
P.F.: Poco lavorate, le uniche lavorate, maggiormente, erano quella dell'ufficio postale perché ovviamente è più disponibile per l'impostazione e un'altra che era spostata verso, diciamo, andando fuori dal centro di Pontassieve…
P.M.: Di San Piero a Sieve.
P.F.: Chiedo scusa di San Piero a Sieve, sul lato sinistro rispetto a chi percorre questa strada in direzione Firenze.
P.M.: Cioè chi viene da Scarperia, Barberino, per intendersi verso Firenze, deve attraversare la strada per impostare.
P.F.: Esatto.
P.M.: Chi viene da Firenze per la strada normale e va verso Scarperia la trova…
P.F.: Sul lato destro.
P.M.: Sul lato destro.
P.F.: Quindi praticamente sentendo tutte queste persone addette al ritiro della posta ci rendemmo conto e anche con le indicazioni da parte del direttore dell'ufficio postale, che quella era la posta ultima arrivata e proveniente appunto da questa cassetta postale.
P.M.: Siccome lui la vide subito, era quella sopra il pacco, l'ultima era quella versata sul tavolo…
P.F.: Si.
P.M.: Quindi lui dedusse che era quella di quella cassetta lì.
P.F.: Esatto.
P.M.: Che si trova sulla destra da chi viene da Firenze, sulla sinistra da chi viene da Barberino.
P.F.: Da Barberino. Allora sentimmo l’addetta al ritiro di quella posta, che se non erro era una certa signora Camiciottoli…
P.M.: Le disse quando l'aveva ritirata?
P.F.: Disse che l'orario di ritiro era quello, cioè dalle ore 10:00 alle ore 12:00…
P.M.: Del lunedì 9?
P.F.: Del lunedì 9. E lei ricordò… allora noi, giustamente, gli chiedemmo: ‘Ma lei nel ritirare la posta ha notato questa…’ per avere la certezza che fosse quella la cassetta, disse: ‘Guardi, la posta era abbondante, generalmente in questa cassetta… essendoci un agglomerato di case, quindi molte più persone che impostano, la quantità della posta sempre notevole’ disse di non averla vista.
P.M.: Che fra l'altro la prendono con un sacco che mettono sotto, quindi non è…
P.F.: Disse di ricordarsi di averla versata nel mucchio della posta da timbrare per ultimo, insomma, ecco quindi…
P.M.: Si ricordò di essere stata l'ultima a versare nel mucchio.
P.F.: Si e quindi era emersa… praticamente era, appunto per questo, era la posta che era sul mucchio, sulla parte superiore.
P.M.: Un prelievo fatto tra le 10:00 e le 12:00 di lunedì 9.
P.F.: Di lunedì 9.
P.M.: Le disse se il sa… quando aveva fatto il precedente prelievo?
P.F.: Dunque non me lo disse questa signora ma lo disse, credo, un altro impiegato, il vicedirettore, se non vado errando, che disse che il prelievo, anche il sabato, era stato fatto tra le 10:00 e le 12:00 e quindi la posta era stata comunque timbrata, insomma, sostanzialmente.
P.M.: Quindi voi cosa avete dedotto?
P.F.: Che di sabato non c'era questa busta, insomma, perché altrimenti…
P.M.: Sabato non c'era e comunque era stata impostata in un'ora antecedente alle 10:00 del lunedì mattina, di lunedì 9.
P.F.: Si, noi, ovviamente è una deduzione logica questa, pensare che a un certo punto l'autore di questi… che ha impostato…
P.M.: Di questo invio.
P.F.: Di questo invio, aveva avuto il tempo, diciamo, tutta la domenica fino alle 10 di mattina del lunedì.
P.M.: Da quando aveva fatto il suo… e quello sono altri accertamenti… tutta la notte e comunque tutta la mattinata fino alle…
(…)
A.C.: Lei naturalmente esaminò anche la busta e la scritta?
P.F.: No, avvocato, io la busta l'ho vista in fotografia, perché questa busta è arrivata alla Procura, quindi ha avuto un percorso diverso, l'ho vista in fotografia in tempi successivi. Io la busta non l'ho mai vista.
A.C.: Ah, ecco, capisco.
P.F.: Io ho visto… ho fatto solo accertamenti tendenti a cercare di capire da dove… qual’era la cassetta da dove era stata inbucata, impostata.
A.C.: Quindi molto probabilmente poi verrà qualche teste che ci potrà dire di più su questo, vero dottor Canessa?
P.M.: Sì, sì, sì, della scientifica, a parte sono già negli atti del dibattimento tutti gli accertamenti sulla busta. Comunque verrà.
A.C.: Va bene, grazie, non ho altre domande.
P.F.: Prego.
Presidente: Dunque, comunque, per non fare domande inutili, la relazione del Gabinetto regionale di Polizia scientifica, che nel faldone numero 12, ricordo che dice: “I caratteri a stampa ritagliati sulla busta, provengono non da un quotidiano ma da periodici di tipo corrente, la cui carta a un grado minore di lucentezza rispetto a quelli più quotati. La busta è una busta da lettere di uso corrente di vasta distribuzione. Per la chiusura e l'applicazione del francobollo è stata usata colla in aggiunta a quella originariamente esistente. Per la busta è stata usata colla tipo UHU, per il francobollo colla a base di destrina. Quest'ultima è stata usata anche per incollare le lettere sulla busta. All'interno della busta furono rinvenuti un foglio di carta piegata incollato lungo i margini con colla tipo UHU e un frammento di sacchetto trasparente di polietilene”, ecco, questo tanto per ricordare questi dati.
P.M.: Penso che sia inutile far venire, a questo punto, il tecnico che ha fatto quell’accertamento…
Presidente: Può venire per confermare.
P.M.: Bene, bene, lo faccio venire.
Presidente: Avvocato Santoni cosa voleva dire?
A.S.: Lei ha detto che questa busta fu notata dal direttore dell'ufficio postale perché era in cima al mucchio.
P.F.: Era tra le prime del mucchio, così mi disse. Alle 12:00 quando iniziò a timbrare la posta.
A.S.: Questo è molto importante per me. Allora, mi vuole spiegare un po’ meglio? Perché fa pensare che fosse in fondo al sacco… dove le mettevano esattamente queste buste?
P.F.: Il sacco generalmente arrivano…
A.S.: Buttavano esattamente dove la posta?
P.F.: Sopra un tavolo.
A.S.: Sopra a un tavolo.
P.F.: Dove ci sono vicini i timbri per timbrare…
A.S.: Me lo ricordo un pochino com'era quel tavolo. Come… prima buttavano quindi le buste, i sacchi periferici?
P.F.: Si, la raccolta avveniva così; e per la distanza che quindi arrivavano, diciamo, un po' più lontano, poi all'ultimo… questi sacchi… chi arrivava versava il contenuto della posta che proveniva dalle cassette.
A.S.: Quindi sicuramente l'ultima ad essere… l'ultimo sacco veniva buttato sugli altri…
P.F.: Si venivano buttato sugli altri, ammucchiata così, alla rinfusa.
A.S.: E questa è proprio... una delle prime delle…
P.F.: Si una tra le prime, così dice il teste.
A.S.: Lei in quel periodo faceva parte della S.A.M.?
P.F.: No, io in quel periodo, praticamente, venni incaricato di dare mano al nucleo operativo, che era titolare delle indagini, a fare questi accertamenti.
A.S.: E ha detto che secondo voi, chi ha portato questa busta veniva dall'autostrada, esatto?
P.F.: Beh, questa è…
A.S.: E’ un'ipotesi.
P.F.: Un’ipotesi, tenendo conto che era il percorso più… era un'ipotesi, più logico, meno rischioso, anche soggetto a controlli…
A.S.: Non c'è dubbio su questo. Vorrei sapere se informalmente avete fatto delle indagini, visto che nel 1985 c'erano dei sospetti, di persone passate dal casello di Barberino la notte del sabato.
P.F.: Io sapevo che esisteva questa attività ma non risultò niente per quel che mi ricordo io. Non risultò niente, diciamo, di interesse, da questa attività…
A.S.: Ma fu fatta anche questa attività, che lei si ricordi?
P.F.: Io sapevo che c'era questa attività, non ne ho conoscenza diretta.
A.S.: La ringrazio.
P.F.: Prego.
Presidente: Nessun altro? Avvocato Bevacqua.
A.B.: Si, mi scusi Maresciallo, è stata fatta anche un'indagine di questo tipo, cioè che distanza intercorre - non soltanto sul piano chilometrico ma anche cronologico - fra il luogo, quindi temporale, che tempo ci vuole passando dalla strada normale dal luogo in cui fu effettuato l'omicidio al luogo in cui è presumibile si sarebbe invocata questa lettera?
P.F.: Dunque sulla questione… riferito al tempo no, noi facemmo solo una questione riferita agli accertamenti… alle distanze.
A.B.: Alle distanze.
P.F.: Si può dire questo: che uscendo da Barberino di Mugello e arrivare a San Piero a Sieve, quindi questa… l'ultima cassetta utile per l'impostazione del… abbiamo 11 chilometri e 800 metri, qualcosa del genere…
A.B.: E da… ecco, scusi, e venendo da dove è accaduto il fatto, l'omicidio, va bene?
P.F.: Si.
A.B.: L’omicidio… il duplice omicidio dei francesi…
P.F.: Si.
A.B.: A Barberino di Mugello quanto tempo ci vuole? Quanti chilometri ci sono?
P.F.: Dunque…
A.B.: Passando sia dall'autostrada come da altre…
P.F.: Passando dall'autostrada si può anche ipotizzare il tempo e i chilometri glieli do per certezza, abbiamo 4 chilometri e mezzo fino a Certosa, poi abbiamo 34 chilometri e qualchecosa fino al casello, più gli 11 per arrivare… 11 qualcosa anche di meno, per arrivare… perché il centro di Pontassieve… di San Piero a Sieve è un pochino più indietro, quindi praticamente siamo nell'ordine dei 49 chilometri.
A.B.: E quanto tempo di autostrada? Un’oretta?
P.F.: Beh bisogna vedere che macchina c'è, come guida, come cammina, comunque in tempi normali 50 chilometri in autostrada si possono fare in mezz'ora, tre quarti d’ora.
A.B.: No, 50 chilometri d’autostrada, tutta autostrada siamo d'accordo, si deve scendere, Certosa, prendere l'autostrada…
P.F.: Si sono 4 chilometri e mezzo dal luogo del delitto a Certosa. 4 chilometri e mezzo insomma… non è poi una strada - almeno per mia conoscenza - molto trafficata.
A.B.: Si, certamente, tutto… e invece strada normale quanto ci vorrebbe?
P.F.: I percorsi sono alternativi, se ne possono fare più di uno quindi questo non lo prendemmo in considerazione, onestamente, perché se uno deve attraversare la città può fare i viali, può fare la Bolognese, quindi può fare…
A.B.: E quindi è molto più lunga, molto più...
P.F.: Certo, molto più lunga.
A.B.: Comunque quella sera furono effettuati, diceva al collega, dei servizi al casello dell'autostrada del Sole?
P.F.: Io so che esistevano questi servizi, però il risultato di questa attività di indagine non è a mia conoscenza.
A.B.: Senta, lei ha detto prima, che sarebbe stata invocata prima delle ore 10:00 questa lettera, no?
P.F.: Io ho detto che in ipotesi…
A.B.: Però anche potrebbe… quindi potrebbe essere stata invocata anche 2:00, alle 3:00, alle 4:00, alle 5:00 di notte, di mattina eccetera?
P.F.: Penso. Dal momento del fatto fino alle 10:00 del mattino…
A.B.: Bene, grazie. Nessun altra domanda.
Presidente: Null'altro? Possiamo licenziare il teste?
P.M.: Nessuna domanda il P.M.
Presidente: Grazie Maresciallo, arrivederci, buongiorno.

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