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mercoledì 26 ottobre 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 13 giugno 1994 - Settima parte

Segue dalla sesta parte.

P.M.: Senta una cosa, lei quindi ha effettuato queste perquisizioni, fu effettuata una perquisizione anche al carcere? Prima della scarcerazione, il giorno 6…
R.P.: Il giorno stesso, il giorno stesso…
P.M.: Della scarcerazione, quindi il 6 dicembre.
R.P.: No, si, non perquisimmo la cella ma lui uscì con un sacco di plastica in cui aveva messo tutti i suoi averi, la cella era pulita questo ci accertammo che così fu, ecco…
P.M.: E voi controllaste, perquisendolo, perché c’è un verbale…
R.P.: Noi perquisimmo…
P.M.: …questo…
R.P.: Eravamo il tenente, credo, Sangiuliano, Maresciallo Daitone del ROS e poi c’ero io e controllammo queste carte…
P.M.: Avete fatto un verbale di sequestro in quella data in cui sequestrate ben 24…30 documenti, lei li ricorda? Vuole rivedere il verbale se c’è qualcosa…
R.P.: Mah, le posso dire sostanzialmente quelle che erano, che sono le cose che io ricordo…
P.M.: Sono tutte in atti sequestrate…
R.P.: Che ricordo bene perché mi colpirono. Uno era il… un articolo, un ritaglio, un articolo di giornale, de La Nazione, erano flash dal Mondo cose del genere, in cui lui aveva evidenziato un episodio accaduto in Lituania di uno che aveva… era stato arrestato perché aveva cucinato e mangiato il seno della moglie…
P.M.: Figuriamoci…
R.P.: Nello steso articolo c’era anche una traccia della vicenda di Jeffrey Dhamer, cannibale a Milwakee…
P.M.: Conservava queste cose… Senta una cosa, vedo che in questo elenco si leggono comunque la maggior parte sono ritagli di giornale relativi all’indagine sul conto…
R.P.: Voglio dire… questo era abbastanza spiegabile, oltretutto nel frattempo si era messo a scrivergli un giornalista… non so se è qui presente in aula…
P.M.: Va be’ nonnn…
R.P.: Che gli aveva spedito un po’ di ritagli…
P.M.: E lui…
R.P.: Fotocopie.
P.M.: Senta una cosa, c’era invece un libretto relativo ai disegni, ricorda questo?
R.P.: Si, si, si.
P.M.: Anche questo è…
R.P.: Si i suoi disegni…
P.M.: Che tipo di disegni erano?
R.P.: Fra le altre cose c’erano appunto i disegni delle armi, della pistola… c’erano anche disegni, poesie perché Pacciani è persona estremamente versatile, è molto bravo sia nel comporre che nel disegnare, aveva fatto questi disegni spesso commentati con una poesia o con un accenno.
P.M.: Ecco.
R.P.: E questi li acquisimmo. Poi un’altra cosa, mi ricordo che c’era una foto, foto ritagliata da una rivista immagino, di una donna che anche in quel caso ne era stata evidenziato il seno e la vagina con una penna… Ah, a proposito, di questa sua abitudine di evidenziare il seno e la vagina delle donne noi l’avevamo verifica… l’avevamo notato anche un’altra volta… l’avevamo notata sfogliando quelle riviste pornografiche che avevamo trovato e c’era un particolare punto, una particolare tranche di quella rivista che trattava dell’eros catastrofico, quello, una volta che l’avevamo guardata con cura e attenzione ci aveva colpito perché illustrava… io non so che tipo di erotismo volesse indicare però illustrava donne, ragazze nude, seminude in posizioni che ne riproducevano la morte. Ho delle fotografie con me di queste che forse non è irrilevante che io mostri…
P.M.: Sono agli atti queste riviste?
R.P.: Sono agli atti, sono state sequestrate.
A.B.: Le vedremo agli atti.
P.M.: Se riteniamo…
Presidente: Sono quelle… si, vediamole pure, credo di capire quali siano.
P.M.: Le possiamo mostrare dottore grazie, magari ne prende una o due a modo di esempio.
A.B.: Di quelle più forti.
R.P.: No per dare l’idea.
R.P.: Quell’articolo non è stato intitolato da me eh… Lo hanno dato…
A.B.: Allora, vediamo le catastrofi… Quella è una scarpa?
Presidente: Esatto.
A.B.: Vicino al pube della donna… E’ una scarpa.
Presidente: Simula praticamente… Sembra il cadavere di una donna con il tacco di una scarpa infilato nella vagina.
R.P.: No ma quello che mi colpì non fu tanto… fu intanto… fu la foto in se ma non fu quella che mi colpì di più quanto che al cadavere lì… al finto cadavere è stata evidenziata la vagina con dei tratti di penna.
P.M.: Dei tratti di penna?
R.P.: Si.
P.M.: Come alla bambina praticamente?
R.P.: In modo più delimitato.
Presidente: In modo più delimitato.
P.M.: Con dei tratti di penna, l’ha verificato lei, era penna?
R.P.: Si, si sembrava penna, credo che sull’originale si possa fare… per quello che ricordo io…
P.M.: Si, si è così dottore.
Presidente: E’ una penna biro, sembra.
R.P.: Ora…
P.M.: Va be’…
R.P.: Ora, ecco io non vorrei creare…
P.M.: No, no, no il dato di fatto, lei rimanga solo ed esclusivamente al dato di fatto.
R.P.: Non voglio creare suggestioni… Questo è un dato di fatto che è quanto io noto e quanto io rilevo.
P.M.: E lei sequestra.
R.P.: E le sequestro, se è per questo, stavo dicendo, che la foto che mi colpì di più non fu certamente questa…
P.M.: La vogliamo vedere quella che la colpì?
R.P.: Si però… devo fare una piccola premessa…
A.B.: Il seno sinistro…
R.P.: No, non fu neanche il seno sinistro che mi colpì…
P.M.: Ci sono c’è lo stesso dei segni a penna sul seno sinistro…
Presidente: Allora diciamo di che cosa si tratta, cosa rappresenta…
R.P.: Il seno sinistro è lì, si vede non è evidenziato…
P.M.: Bene, bene.
Presidente: La Flora del Botticelli.
R.P.: La cosa che mi colpì fu questo, fu quel fiore che esce dalla bocca di quella… Questo particolare della Primavera del Botticelli era in mezzo alle foto pornografiche appese al muro, se è per questo c’era anche un immagine di Cristo infilata in mezzo alle foto pornografiche… però l’incongruenza di questa compresenza mi colpì, ma mi colpì per un particolare, mi colpì perché…. Vedete…
A.B.: Presidente io mi oppongo a queste dichiarazioni del teste perché il teste sta facendo una ricostruzione mnemonica/mentale di quello…
P.M.: Di quello che ha sequestrato!
A.B.: No, quello che ha sequestrato ha sequestrato, perché l’ha colpito ci interessa poco.
P.M.: Ora ci sta dicendo cosa ha anche sequestrato.
R.P.: Io credo che non possa deporre su queste… E! Mi scusi, c’è un 194, ultimo comma del codice di procedura penale punto e basta, lo rispettiamo o non lo rispettiamo.
R.P.: Sto cercando di mettere a fuoco il procedimento logico che m’ha portato a sequestrare quelle cose ed è un procedimento che ha una sua logica che può essere condivisa o non ma è…
P.M.: Comunque il quadro era in ca… del Botticelli era in casa di Pacciani.
R.P.: Era in casa di Pacciani.
P.M.: La rivista sulla sinistra era fra quelle di Pacciani?
R.P.: La rivista sulla sinistra era tra quelle di Pacciani.
P.M.: Quindi lei queste due le ha sequestrate…
Presidente: La rivista sulla sinistra… allora diciamo, perché poi non viene fuori nulla, che è la donna sdraiata per terra che ha il seno sinistro scoperto e un fiore in bocca, se non vedo male, vero? Che abbiamo agli atti in effetti.
R.P.: E’ lo stesso…
Presidente: Lei fece un collegamento logico tra queste due immagini?
R.P.: Io feci un collegamento logico fra queste immagini e una terza immagine che adesso ho fatto coprire perché riguarda il volto di una delle vittime dell’autore dei duplici omicidi.
Presidente: E quindi lo sequestrò.
R.P.: Il motivo è questo e ho detto prima che l’autore di omicidi di questo genere ha in mente una sua fantasia, ha un suo modo di vedere le cose…
A.B.: Mi oppongo!
A.F.: Non è…
A.B.: E mi oppongo!
A.F.: E’ un giudizio personale.
Presidente. Avvocato, dottor Perugini ora però lei ci sta facendo una requisitoria…
R.P.: Ok, non voglio fare una requisitoria.
Presidente: Sia pure implicita, capito? Ha capito qual è il limite?
R.P.: Si.
Presidente: E’ un po’ delicato, io mi rendo conto, lei ricostruisce il procedimento logico…
R.P.: Si.
Presidente: Però dobbiamo stare attenti a non travalicare altrimenti lei diventa, senza volerlo minimamente, un Pubblico Ministero.
R.P.: No, io non voglio esserlo.
Presidente: E anticipa i tempi.
R.P.: No, non voglio esserlo
Presidente: Però allora, lei ha fatto questo collegamento tra queste due foto e una terza.
R.P.: E una terza.
Presidente: Che lei ci vuole mostrare, basta poi, capito?
R.P.: Si
P.M.: Ce la mostra.
Presidente: Ce la mostri, non riprendiamo questa foto perché… sappiamo già qual è naturalmente, in atti c’è.
P.M.: Senza nessun commento, lei dice…
Presidente: Questa foto non va ripresa, non va ripresa in nessuna maniera perché rappresenta ovviamente la foto di un cadavere di una ragazza.
P.M.: E’ uno dei cadaveri c’è scritto…
Presidente: C’è in atti questa foto, purtroppo. Lei ha fatto questo collegamento…
P.M.: Va be’ l’ha fatto lei…
Presidente: Quindi ha sequestrato, basta, va bene?
P.M.: Vogliamo dare atto, magari, della didascalia della foto?
Presidente: Si tratta… ah, vogliamo leggere la didascalia per piacere? “Metà superiore del cadavere visto di fronte… si nota la ferita…”
P.M.: Ricorda il cadavere di chi è dottore?
Presidente: E’ della Pettini Stefania?
R.P.: No, di De Nuccio.
P.M.: No.
Presidente: Di Nuccio?
P.M.: De Nuccio.
Presidente: Di Nuccio, va bene. E’ in atti tutto questo.
P.M.: Bene.
Presidente: E’ già stato accostato, è in atti, non è che lo si fa ora per la prima volta.
Segue...

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