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mercoledì 13 aprile 2011

Benito Acomanni - Deposizione del 30 maggio 1994 - Prima parte


Benito Acomanni fu ascoltato il 30 maggio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.


Presidente: Chi sentiamo ora?
P.M.: Introdurrei il teste Acomanni Benito con le stesse richiesta di non riprenderlo finchè non lo, eventualmente, autorizza.
Presidente: Acomanni Benito. Si accomodi prego signor Acomanni. Si accomdi prego. Sieda pure lì. Guardi verso… si giri verso di noi per favore.
B.A.:Sissignore.
Presidente: Dia le sue generalità, intende consentire la ripresa
B.A.:No signore.
Presidente: No, ecco, quindi niente fotografie né riprese televisive al signore. Vuol dare le sue generalità per cortesia?
B.A.:Acomanni Benito, nato a Montespertoli, xx.xx.19xx, residente a Firenze in Via Xxxxxx Xxxxx, 58.
Presidente: Benissimo. Quella formula dov’è andata a finire? Teniamola lì per favore, grazie. Teniamola sul tavolo, grazie. Vuol leggere quella formula?
B.A.:Sissignore. Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza.
Presidente: Vuol rispondere per cortesia alle domande del Pubblico Ministero?
B.A.:Sissignore.
Presidente: Prego.
P.M.: Signor Acomanni lei conosce il signor Pacciani?
B.A.:Io l’ho conosciuto tramite la televisione.
P.M.: Prima non l’aveva mai visto?
B.A.:Non come Pacciani.
P.M.: E come lo conosceva prima?
B.A.:Dunque io quando mi sono accorto in televisione che c’era questa trasmissione mi sono messo a guardare, è stato nel ’92…
P.M.: Una trasmissione nella quale c’erano la figura del Pacciani? Si vedeva?
B.A.:E’ stato presentato dal TG3 come Pacciani agricoltore di Mercatale indagato per il delitto del maniaco.
P.M.: Bene. Allora lei cosa si ricordò?
B.A.:Io mi sono accorto che quella figura l’avevo già vista ed esattamente corrispondeva all’uomo che a Mercatale Val di Pesa avevo incontrato per caso in casa Ricci, mi aveva invitato e poi condotto a vedere una casa che diceva di avere acquistato per quelle bam..bi..ne, volendo logicamente riferirsi alle proprie figlie ed aveva l’aria del tenero padre di famiglia…
Avvocato Bevacqua: Va be’…
P.M.: lasci…
Presidente: Commenti non ne faccia, riferisca semplicemente i fatti.
B.A.:Sissignore. Sissignore, va bene.
P.M.: Fu quindi un’occasione… e lei come mai andò con questo signore? Così per cortesia? O c’era un motivo d’interesse?
B.A.:In Via Sonnino 68?
P.M.: Si.
B.A.:Io avevo due quartieri in vendita, liberi, completamente liberi e con giardinetto anche e ogni tanto quando avevo dei probabili acquirenti mi recavo sul posto per fargli vedere, iniziare la contrattazione.
P.M.: In una di queste occasioni conobbe un signore che poi in televisione ha sap…
B.A.:Esattamente
P.M.: Ha fatto due più due.
B.A.:Esattamente ma la signora che l’aveva in casa non me lo presentò.
P.M.: Né lui si presentò.
B.A.:No né lui si presentò.
P.M.: Comunque è sicuro che è il signore che è poi sul banco degli imputati?
B.A.:Sicurissimo non ho nessun dubbio.
P.M.: Si ricorda per caso se quella figura o questo signore le ricorda qualche altro episodio?
B.A.:Io pensai che effettivamente, così, in senso naturale…
P.M.: Certo…
B.A.:Siccome si parlava della zona di Mercatale che forse poteva essere un guardone che avevo avvistato nel bosco.
P.M.: Ecco. Ci vuole raccontare questo episodio e poi come mai fa questa similitudine, se non capisco male.
B.A.:Sissignore.
P.M.: Ci racconta questo episodio e poi come mai in modo naturale lei collima le due persone.
B.A.:Sissignore. Dunque io ero con una signorina…
P.M.: Questo in che epoca scusi?
B.A.:Questo entro il 22 febbraio del millenovecento… ottant…unoo.
P.M.: Come mai è così sicuro? Me lo può spiegare?
B.A.:Perché io ho guardato, sennò ce l’ho anche qui, la ricevuta di scarico dell’automezzo, del Ford colore avorio che ho consegnato esattamente il 23 febbraio del 1981 alla commissionaria Fiat Scotti e Picone, qui in Firenze ritirando un altro veicolo.
P.M.: Quindi lei dice: siccome ricordo un episodio che aveva quel furgone questo episodio è antecedente perché in quella data lì l’ho venduto. E’ così?
B.A.:Sissignore.
P.M.: Allora ci vuol far capire cosa avvenne in questo episodio che lei ricorda?
B.A.:Subito signore. Dunque, stavo parlando con questa signorina…
P.M.: Dove eravate, mi scusi?
B.A.:Eravamo sulla strada che dal pian del Melograno si dirige verso Luiano e quindi verso il ponte di Cappello.
P.M.: Siamo in Comune di?
B.A.:Comune di San Casciano val di Pesa.
P.M.: Bene, grazie. Era giorno o era sera?
B.A.:Giorno signore.
P.M.: Giorno.
B.A.:Vidi una piazzuola dalla parte opposta rispetto al senso di marcia, cioè andavamo verso Luiano, allora lì c’è una curvetta, entrai in questa piazzola, questa radura chiamiamola… una piccola radura, era compresa fra il margine stradale e l’inizio della vegetazione boschiva. Mentre parlavo con la signorina vidi un uomo nel bosco emergere all’improvviso dalla vegetazione e subito mi preoccupai naturalmente di vedere un po’ com’era vestito… posso dettagliare?
P.M.: Dettagli! Se lei se lo ricorda così bene!
B.A.:Benissimo. Allora…
Presidente: Signori per favore silenzio.
B.A.:Aveva un berretto munito di visiera che come modello, ma non come colore, poteva un po’ avvicinarsi a quelli in dotazione alle guardie del corpo forestale dello stato.
P.M.: A lei gli dette quell’impressione lì.
B.A.: Guardia di finanzia, si. Come modello, non come colore.
P.M.: Si.
B.A.:Aveva la visiera alzata
P.M.: Cioè verso l’alto, non…
B.A.:Verso l’alto e poi sotto questa visiera alzata a fondo scuro campeggiavano sul volto roseo dell’uomo degli occhiali che a colpo d’occhio ritenni a lenti chiare ma poi guardando un po’ meglio mi sembrarono del tutto sprovvisti di lenti.
P.M.: Così sembrò a lei.
B.A.:Si, così sembrò. Allora cosa… Stavo vedendo che cosa faceva quest’uomo…
P.M.: La persona la vide o vide solo questo volto?
B.A.:No, no adesso continuo.
P.M.: Prego, prego continui lei mi sembra…
B.A.:Mi scusi signor Pubblico Ministero
P.M.: Ce l’ha così presente che…
Presidente: Signori silenzio per favore. Silenzio. Fate silenzio.
B.A.:Aveva il volto roseo, collo di tipo taurino, aveva anche un giubbotto di tipo impermeabile, tipo comune color beige. Sul momento non riuscii a vedere altro anche perché mi preoccupavo di cosa faceva quest’uomo, no?
P.M.: Quindi lei lo vide per qualche frazione di secondo o lo osservò per un po’?
B.A.:Lo osservai ma non per tanto perchè mi preoccupavo del movimento anche perché non stava fermo eh… Cercava… faccia conto che questo sia il furgone disposto sulla coordinata ovest/est cercava, venendo davanti di aggirare in parte il furgone in maniera da portarsi dalla parte dello sportello…
P.M.: Girava intorno al furgone.
B.A.:…dove c’era la signorina.
P.M.: Dalla parte della signorina.
B.A.:Sissignore, cercava di portarsi da quella parte.
P.M.: Bene.
B.A.:E sfrecciava abbastanza bene tra le scope. Allora io misi in moto il furgone convinto di dovermi allontanare subito da quella zona e condussi il furgone a quota 469…
P.M.: Acciderba com’è preciso signor… Come mai? Poi lei s’è rimesso a ricostruire
Presidente: Questo l’avrà misurato dopo, no?
P.M.: Eh?
Presidente: Avanti.
B.A.:Sono un esperto in topografia.
P.M.: Ecco! Va be’ dopo quindi lei s’è rimesso a ricostruire la zona…
B.A.:Sissignore.
P.M.: L’ha fatto dopo quest’operazione. Allora la possiamo tralasciare…
B.A.:Questo l’ho fatto molto tempo dopo…
P.M.: L’ha fatto molto tempo dopo quest’operazione di capire dov’era…
B.A.:Si.
P.M.: Benissimo, veniamo al fatto. Questo signore che lei dice aveva queste caratteristiche gira intorno al furgone, lei diciamo si spaventa, oppure non ne vuole…
B.A.:Mah spaventare…
P.M.: Non si è spaventato…
B.A.:A questo punto limitatamente.
P.M.: Limitatamente. Lei piglia e dice: me ne vo per i fatti miei. Bene.
B.A.:Mi allontano.
P.M.: E si porta da un’altra parte, aldilà della quota, dove siamo da queste parti?
B.A.:Aldilà della quota, proprio sulla quota c’è uno stradello che con senso di marcia detto, cioè viaggiando verso Panzano si apre subito sulla destra e si inoltra nel bosco, questo stradetto, prima è pianeggiante poi tende a salire.
P.M.: Bene.
B.A.:Ecco, proprio nel punto ove tendeva a salire…
P.M.: Lei si ferma.
B.A.:…io fermai il furgone.
P.M.: Va bene.
B.A.:Poco tempo dopo ho sentito arrivare un motorino e guardando nello specchio retrovisore ho inquadrato lo stesso soggetto che avevo visto prima che era alla guida di questo motorino di colore rosso ed aveva ruote raggiate.
P.M.: Senta e che tipo di motorino lei non l’ha visto, aldilà del colore? Un ciclomotore insomma, non era una moto, era un motorino?
B.A.:Si, si un ciclomotore.
P.M.: Benissimo.
B.A.:Un motorino leggero no una motocicletta giapponese per intendersi.
P.M.: Benissimo, un motorino.
B.A.:Tanto per fare una distinzione. L’uomo dopo aver disposto il motorino dalla parte opposta rispetto allo stradello dove ero entrato…
P.M.: Lei tutto questo lo vede nel retrovisore o lo guarda…
B.A.:No lo vidi nel retrovisore benissimo lo vidi. Lasciò il motorino, poi attraversò con magnifica disinvoltura il tratto stradale, ecco qui il primo motivo di allarme: guanti neri;
P.M.: Ci aveva dei guanti neri…
B.A.:Sissignore. Guanti neri molto probabilmente di gomma o di plastica quello non lo so. Aveva dei pantaloni color sabbia e scarpe da lavoro.
P.M.: Mhm e come mai scusi lei ebbe timore? Per i guanti?
B.A.:Si, è!
P.M.: Va be’, andiamo avanti.
B.A.:Una cosa insolita
P.M.: Ecco!
B.A.:Non faceva freddo, non…
P.M.: Ecco, ecco.
B.A.:Aveva sempre gli occhiali, i soliti occhiali…
P.M.: E il solito cappello?
B.A.:E l’abbigliamento già descritto.
P.M.: Bene, bene.
B.A.:Dopo aver attraversato questo nastro stradale appena mise i piedi nel bosco sembrava diventato un altro soggetto.
P.M.: Cioè?
B.A.:Aumentò l’andatura, procedeva più rapidamente dritto verso il furgone con il ventre proteso verso il terreno, veniva avanti come un gatto, così… A questo punto, lo dico per chi non l’avesse provato quanto sia capace di ragionare velocemente la mente umana se un soggetto…
P.M.: Che successe?
B.A.:…avverta un certo pericolo, o almeno…
P.M.: Per lei sembrò un pericolo.
B.A.:Il ragionamento che riuscii a fare, mentale, fu questo: il guardone conosce bene la zona ed è per questo che ha potuto rintracciare rapidamente il furgone…
P.M.: Mhm, fece tutti questi ragionamenti…
B.A.:Velocissimo.
P.M.: Velocissimo. E poi cosa fece?
B.A.:Sis,si. Permetta eh…
P.M.: Prego.
B.A.:Ci sarà da temere qualcosa di peggiore…
P.M.: Lei pensò…
B.A.:…se potrà raggiungere la cabina, coi guanti, non fa freddo, pericolo, discendere e prenderlo a sassate.
P.M.: lei pensò questo.
B.A.:Sissignore. Discesi dall’automezzo, raccolsi dei sassi per terra ma non è che lo attesi, gli andai incontro, deciso anche, scagliandogli questi sassi perché ormai mi ero infuriato. Quando questo soggetto sentì arrivare i sassi si alzò in piedi e allora gli controllai tutto l’abbigliamento, subito e rimasi anche bloccato per qualche istante, così… Ebbi paura in quel momento che potesse uscire un’arma ma non ne impugnava e nemmeno…
P.M.: Mhm, un ci aveva nulla via, ci aveva ‘sti guanti.
B.A.:Anzi si volse indietro dopo avermi consegnato questa immagine e se ne andò a riprendere il suo motorino.
P.M.: I sassi avevano fatto effetto.
B.A.:Ripartì verso Mercatale.
P.M.: Ho capito e quindi lei se ne andò o rimase lì?
B.A.:No io me ne andai, tornai a Firenze.
P.M.: Senta una cosa, questa figura che lei ci ha descritto ora le dice qualcosa?
B.A.:Pacciani!
P.M.: Non ho altre domande, grazie.

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