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venerdì 10 dicembre 2010

Palmerio Metaponti - Deposizione del 6 giugno 1994

Palmerio Metaponti fu ascoltato il 6 giugno 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.


Presidente: Quale altro teste abbiamo?
P.M.: Sentiamo Metaponti Palmiero.
Presidente: Metaponti Palmiero.
P.M.: Che è un teste che dice si sente poco bene vorrebbe andar via prima possibile.
Presidente: Prego. Si accomodi prego. Buongiorno. Ecco sieda lì per cortesia. Si metta comodo. Bene, ci vuol dare le sue generalità? Lei è il signor Metaponti?
Palmerio Metaponti: Palmerio.
Presidente: Residente a?
P.M.: Impruneta.
Presidente: Benissimo, vuol leggere quella formula signor Metaponti?
P.M.: Consapevole della responsabilità morale e giudicata che assumo con la mia deposizione mi impegno di dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è mia conoscenza.
Presidente: Benissimo. Senta, consente la ripresa televisiva?
Pa.Me.: No.
Presidente: Allora anche questo signore non inquadratelo. Allora signor Metaponti per cortesia vuole rispondere alle domande del Pubblico Ministero?
Pa.Me.: Si.
P.M.: Signor Metaponti lei conosce il signor Pietro Pacciani?
Pa.Me.: Io lo conoscevo ma…
P.M.: Quando lo conosceva? Prima di dire ma, perché appena si parla di Pacciani tutti mettono un ma!
Pa.Me.: No, io lo conoscevo quando stavo ni Mugello, poi io venni via.
P.M.: Ecco in che epoca siamo?
Pa.Me.: Io venni via ni ’61.
P.M.: Ecco a quell’epoca lì Pacciani, se le nostre carte sono giuste, a Vicchio non c’era perché era in carcere fino al ’64. Quindi lei quando l’ha conosciuto?
Pa.Me.: Conoscevo di prima, quando s’era ragazzi.
P.M.: Ohooo ecco, poi l’ha mai più visto?
Pa.Me.: No io un frequentavo mica la zona sua io frequentavo altre zone!
P.M.: Aspetti a prendere le distanze così, non c’è problemi. Aspetti un secondo.
Pa.Me.: Si, si.
Presidente: Senta ma lei, stia tranquillo…
Pa.Me.: Sto tranquillo va benissimo.
Presidente: Tutto ciò che concerne Pacciani le fa paura anche solo il conoscerlo, che male c’è?
Pa.Me.: Niente, per me niente.
Presidente: E apposta!
P.M.: Lo conosceva quando era ragazzo perché ha grosso modo la sua età? Eravate ragazzi…
Pa.Me.: No, io, lui è più anziano di me.
P.M.: Ecco e lo conosceva in che modo?
Pa.Me.: Così di vista, passando…
P.M.: Solo passando, di vista da lontano?
Pa.Me.: Da lontano.
P.M.: Più lontano possibile.
Pa.Me.: Ehh
P.M.: Mai avvicinarsi troppo…
Presidente: Senta, senta
Avvocato Fioravanti: Questi sono giudizi…
Pa.Me.: Come io stasse qui che lui stasse distante cinque o sei chilometri da me, ecco…
P.M.: Come faceva a vederlo scusi a sei chilometri?
Pa.Me.: A volte andavo a giro io.
Presidente: Silenzio per favore.
P.M.: Lo conosceva come allora? Ci parlava?
Pa.Me.: No. Parlare ci s’è parlato da… a volte, non sempre.
P.M.: No qualche volta addirittura non ci parlava nemmeno. Senta una cosa e dopo che lei è venuto via da Vicchio io ho capito che non vi parlavate, vi guardavate da lontano, le chiedo una persona così poco conosciuta da lei l’ha mai vista dopo?
Pa.Me.: Io no, dopo un l’ho rivista più.
P.M.: Non è mai venut… E’ mai venuto a trovarla?
Pa.Me.: Una volta.
P.M.: Ohoo allora perché dice che non l’ha mai più vista?
Pa.Me.: Una volta l’è venuto.
P.M.: Uno che non conosce, che non ha mai visto, sta a cinque, sei chilometri di distanza dice è venuto a trovarmi però un l’ho mai più visto.
Pa.Me.: E’ venuto a trovarmi quando stavo quaggiù.
P.M.: Ohoo allora ci spiega come mai uno che lei non conosceva, che tiene tutte le distanze che ci ha spiegato, in un’epoca successiva la viene a trovare? Innanzitutto lei gli aveva comunicato il suo indirizzo?
Pa.Me.: No io no davvero!
P.M.: Allora, cominciamo, quando è venuto a trovarla e dove?
Pa.Me.: Qui a Bagna, a Bagna, all’Impruneta.
P.M.: Lei abita a Impruneta ora
Pa.Me.: Si.
P.M.: Sa localizzare nel tempo il momento in cui una persona, così poco frequentata da lei, viene a trovarla? In che anno può essere…
Pa.Me.: In che anno non me lo ricordo.
P.M.: L’anno scorso, dieci anni fa?
Pa.Me.: No. Sarà anche dieci anni fa.
P.M.: Dieci anni fa. ’84, ’85 anni così?
Pa.Me.: Si.
P.M.: ’86, ’83. Lei se lo vede arrivare in casa?
Pa.Me.: Io lo vidi arrivare lì con le su’ figliole.
P.M.: Quindi un lo riconosce nemmeno perché se l’ha visto da ragazzo…
Pa.Me.: No io
Avvocato Bevacqua: La domanda Pubblico Ministero.
P.M.: Lo riconosce o deve dirle io sono…
Pa.Me.: No io un lo riconoscevo.
P.M.: Fu lui che disse chi era?
Pa.Me.: Fu lui che disse: Io son Pietro Pacciani. E basta.
P.M.: E lei cosa disse?
Pa.Me.: Che dissi? Lo salutai, così.
P.M.: Si ricordò subito chi era?
Pa.Me.: Dopo quando lo vidi, lì per lì… Lo riconobbi subito.
P.M.: E gli chiese… Due cose: il morivo della visita e come aveva avuto il suo indirizzo?
Pa.Me.: No un mi chiese nulla.
P.M.: No, lei chiese a Pacciani il motivo di questa visita improvvisa?
Pa.Me.: No.
P.M.: Non gli chiese…
Pa.Me.: No.
P.M.: No. Se l’è chiesto lei come mai dopo tanti anni è venuto da lei?
Pa.Me.: Io me lo son chiesto, detto, come gl’avrà fatto a trovarci?
P.M.: Mhmm, questo è proprio vero. Non disse che aveva un appunto col suo indirizzo?
Pa.Me.: Nooo un mi disse nulla.
P.M.: Senta una cosa e durante questa visita, che se non ho capito male lui era con le figlie, le disse qualcosa? Parlaste del tempo passato? Capì che le voleva domandare qualcosa? Le domandò qualcosa?
Pa.Me.: No di’ tempo passato non si parlò niente.
P.M.: Niente. Parlaste del presente?
Pa.Me.: Del presente in quel momento.
P.M.: E di che cosa in particolare? Lui le chiese qualche informazione?
Pa.Me.: No a me no.
P.M.: La chiese a qualcuno dei suoi familiari?
Pa.Me.: Penso di no.
P.M.: No. Fu una visita…
Pa.Me.: S’era io e la mi’ moglie soli.
P.M.: Fu una visita inaspettata…
Pa.Me.: Inaspettabile…
P.M.: …e non si capì perché…
Pa.Me.: Ehh, io non posso sape’ niente.
Presidente: Allora insomma parlaste del più e del meno? Era una visita così…
Pa.Me.: No, no un si parlò di niente.
Presidente: Ma scusi, abbia pazienza…
Pa.Me.: Guardate, domandando queste cose…
Presidente: Ma scusi chi è l’uomo nero il Pacciani? Che lei ha una paura matta a dire il vero perché è venuto a trovarla?
Pa.Me.: Non lo so perché è venuto a trovammi. Gnene ho detto ora!
Presidente: Ma questo arriva dopo anni e anni che non vi siete ma né visti né…
Pa.Me.: Si vede che gli’ha cercato l’elenco, gli avrà cercato l’indirizzo su qualche elenco. Io penso che sia così perché… Io l’indirizzo un gnen’ho dato, come gli ha fatto a trovammi allora?
P.M.: Lei ha nome e cognome sull’elenco? Basta cercare tutti i nomi ed i cognomi di tutti gli uomini della Toscana prima o poi si trova anche lei?
Pa.Me.: Sull’elenco…
P.M.: O non c’è il suo numero sull’elenco?
Pa.Me.: Sull’elenco del telefono, telefono c’è!
P.M.: Del comune di Impruneta.
Pa.Me.: Del Comune dell…
P.M.: C’è il suo numero?
Pa.Me.: Si.
P.M.: Quindi se uno la vuol cercare sull’elenco si trova?
Pa.Me.: Ha’ voglia!
P.M.: Pacciani anche se vi vedevate a distanza di sei chilometri conosceva il suo cognome o no?
Pa.Me.: Sii
P.M.: ha visto, allora volendola cercare la poteva trovare. Io non ho capito onestamente cosa venne a fare anche se lei l’ha detto alla Polizia…
Presidente: Nessuno…
P.M.: …che cosa le chiese…
Pa.Me.: A me un mi chiese niente.
P.M.: Senta signor Metaponti il suo atteggiamento è abbastanza strano, le chiese una cosa sola come fa ora a non ricordarlo?
Pa.Me.: Che cosa mi chiese?
Presidente: Provi a ricordarsene via! Via contestiamogli si fa presto.
P.M.: Lei dice: “Il Pacciani… Dopo aver parlato del più e del meno ed averci detto i tanti mestieri imparati durante la detenzione per l’omicidio di un uomo che nel ’51 aveva sorpreso in intimità con la Miranda il Pacciani ci chiese a me e a mia moglie dove abitava attualmente Miranda” non è vero questo?
Pa.Me.: Si. Questo l’ha chiesto ma io non lo so, io non sapevo dove abitava.
P.M.: Io le ho chiesto cosa le chiese il signor Pacciani lei mi ha detto “non mi chiese nulla” e invece le chiese dove abitava Miranda Bugli.
Pa.Me.: L’ha chiesto alla mi’ moglie!
P.M.: Lei era presente?
Pa.Me.: Io si ero presente
P.M.: Lei sapeva o sa dove abitava in quel momento, cioè negli anni ’83, ’84 o anni così, dove abitava Miranda Bugli?
Pa.Me.: Io no.
P.M.: Sua moglie lo sapeva?
Pa.Me.: Non lo so. L’è lì ora viene anche lei.
P.M.: Glielo chiediamo. Sa se al Pacciani fu risposto dove abitava Miranda Bugli? Perché gli rispondeste…
Pa.Me.: No. Questo un lo so.
P.M.: E’ però voi gli diceste dove abitava.
Pa.Me.:
Pa.Me.: Non glielo disse lei, glielo disse sua moglie?
Pa.Me.:
P.M.: Sua moglie ha qualche motivo per sapere dove abitava Miranda Bugli?
Pa.Me.: L’è i… La su’ sorella l’ha sposato co’ i’ fratello di Miranda.
P.M.: Ohooo, ha visto! Ha visto! Era così difficile dirci questa banale verità?
Pa.Me.: Nooo.
P.M.: E allora come mai c’è voluto così tante contestazioni per farglielo dire? C’è qualche motivo?
Pa.Me.: No per me no.
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
Presidente: Signori avvocati di parte civile avete domande?
Avvocato Bevacqua: Senta signor Meta…
Presidente: Avvocato Bevacqua.
A.B.: Metafonti si chiama lei?
Presidente: Metaponti.
A.B.: Lei sa leggere e scrivere vero?
Pa.Me.: Insomma, così, così.
A.B.: So and so.
Presidente: Lui è sempre così e così. Qualunque domanda lei le fa dice: “Mah, forse si forse no”
A.B.: Come Orazio, sta nel mezzo. Lei che non si chiama Orazio ma si chiama Palmiero
Pa.Me.: Si.
A.B.: Ho sentito che leggeva piuttosto così…
Pa.Me.: Ecco. Si.
A.B.: Senta me, dunque lei ha detto che il signor Pacciani stava a circa quindici chilometri di distanza.
Pa.Me.: Da me si.
A.B.: Ohooo, no cinque, eran quindici, è vero?
Pa.Me.: Ha’ voglia, anche di più. Un l’ho mica mesurati! Un l’ho mica mesurati io!
A.B.: Anche di più. Benissimo.
Pa.Me.: Unn’ho mica camminato pe’ anda’ da lui…
A.B.: E lei ricorda anche, quando viene interrogato… Si ricorda quando fu interrogato lei dalla Polizia?
Pa.Me.: Si.
A.B.: Se lo rdiorda?
Pa.Me.: Ha’ voglia.
A.B.: Quante persone la interrogarono?
Pa.Me.: Uno.
A.B.: Uno solo. Lei difatti, fu uno solo. Senta, quando fu interrogato dalla Polizia lei disse che andò nella primavera dell’86 venne, nella primavera dell’86, il signor Pacciani da lei con le bambine.
Pa.Me.: Si.
A.B.: E’ vero? Ohooo. Ecco, ricorda se l’occasione di questo giorno cadeva nel il… il… in una, durante una festività particolare quale quella della mongolfiera?
Pa.Me.:
A.B.: Se la ricorda? La mongolfiera. Quella che sale…
Pa.Me.: Quello un me lo ricordo.
A.B.: Non se lo ricorda. Si ricorda se quel giorno, in questa località, facevano mescite di vini? C’era roba del genere? San Giuseppe.
Pa.Me.: A San Giuseppe
A.B.: Che fanno a San Giuseppe?
Pa.Me.: Fanno le frittelle.
A.B.: Fanno le frittelle. Tant’è che lei gli regalò delle frittelle. Se lo ricorda?
Pa.Me.: Si.
A.B.: Ohooo, quindi… Se lo ricorda?
Pa.Me.: Quello si.
A.B.: Delle frittelle al signor Pacciani e dette delle frittelle anche alle figlie del signor Pacciani.
Pa.Me.: Si.
A.B.: Va bene ohooo, nell’occasione pare che il signor Pacciani le abbia domandato dove stava la Miranda e lei non lo sapeva
Pa.Me.: No io un lo sapevo.
A.B.: Non lo sapeva. Si ricorda, se lo ricorda, ma credo che se lo debba ricordare, se in questa stessa occasione, cioè quando fu interrogato, non nell’occasione del San Giuseppe, la SAM, cioè quel signore che la interrogava le domandò se lei avesse mai conosciuto Bardi Danio?
Pa.Me.: Si Bardi Danio lo conoscevo perché era figlio d’un cugino di’ mi’ poro babbo.
A.B.: Era figlio di un cugino di un suo povero babbo. Ecco, così, tanto per sapere, solo perché…
Pa.Me.: Si, si va bene.
A.B.: C’è una pistola che non si trova più eccetera…
Pa.Me.: Gli’è morto!
A.B.: E’ morto poveretto, va be’ per carità io… Ma io voglio sapere soltanto, ecco il signor Bardi Danio era di origine del Mugello?
Pa.Me.: De’ no del Mugello ci anda… ci veniva, così dai parenti.
A.B.: Ecco e dove veniva esattamente?
Pa.Me.: Gli andava a Casole
A.B.: Casole di dov’è?
Pa.Me.: Sopra Vicchio.
A.B.: Sopra Vicchio. Aveva una casa là?
Pa.Me.: Si ci aveva i parenti. Ci aveva uno zio.
A.B.: Ci aveva uno zio. Ed era parente vostro quindi veniva spesso?
Pa.Me.: Era figliolo d’un cugino di’ mi’ poro babbo.
A.B.: E veniva spesso lui?
Pa.Me.: Veniva qualche volta così da noi
A.B.: Lui è stato mi pare campione
Pa.Me.: Ma veniva ragazzino.
A.B.: Si è stato campione anche italiano di nuoto, qualcosa del genere?
Pa.Me.: Quello, quello non lo so.
A.B.: Eh?
Pa.Me.: Quello un me lo ricordo.
A.B.: Era un uomo alto tipo me?
Pa.Me.: Si, grande gli era grande
A.B.: Grande, grande, molto alto.
Presidente: Non era molto alto.
A.B.: No. Come me, se lo ricorda?
Presidente: Bardi Danio purtroppo lo conosciamo.
A.B.: E l’ho conosciuto anch’io perché facevo anch’io qualche cosa.
Presidente: Allora non era alto come lei.
A.B.: Un po’ più basso di me ma bello eh? No, soltanto questo, era suo parente?
Pa.Me.: Parente… Cugino d’i’ mi’ poro babbo.
A.B.: E veniva spesso lassù?
Pa.Me.: Veniva qualche volta. Una volta l’anno nell’estate.
A.B.: No nessun’altra domanda. La domanda è soltanto perché c’era qui nel… capito?
Pa.Me.: Si questo lo sapevo me la fecian laggiù la domanda.
A.B.: Nessun’altra domanda. Grazie.
Presidente: Altre domande?
P.M.: Nessuna Grazie.
Presidente: Può andare. Per ora.

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