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venerdì 5 novembre 2010

Pietro Pacciani - Dichiarazioni spontanee del 24 maggio 1994

A seguito di quanto riferito da Emilio Calosi nell'udienza del 24 maggio 1994, Pietro Pacciani dichiarò quanto segue.

Avvocato Bevacqua: Giudice vuol dire una cosa sulla volpe.
P.M.: Concentriamole alla fine le dichiarazioni, per praticità!
Presidente: Va be', va be', sentiamo.
Pietro Pacciani: Su questo punto di questo signore, non ha detto tutta la verità, le cose giuste, dice della volpe gli avevo tirato io, ci fu la battuta di caccia, dei cacciatori, che ogni tanto l'è dalla venatoria gli danno il permesso, no? Per la caccia di questi animali che fanno molto danno...
Presidente: Perlomeno allora
P.P.: ...nelle riserve. Allora n'ammazzonno doverse, fra le quali questa, ferita, gli andette a morire vicino a i' mi' campo, io la presi, la portai a casa per imbarsamare ma poi volevano un mare di quattrini, un se ne fece di nulla. Poi il fatto che lui di questa Perduto, Sperduto, che l'è, e una donna che ora quando la la vede la la conoscerà da se, se uno l'avesse a un piede merita tagliasselo per mandalla via d'intorno.
(Risate)
P.P.: La venne a ballare, ci fu la festa dei cacciatori a Montefiridolfi e venne a impegnammi, dice: Si fa un ballo? E io accettai, ballammo, allora noi si va e sonava l'orchestra un tango e lei la faceva, la ballava il salto del capretto, così...
(Risate)
P.P.: Io non mi ritrovavo con questa qui, poi l'aveva un odore, peggio della volpe, allora io gli dissi: Senta signora, abbia pazienza, grazie lo stesso e la mandai a quel paese.
Presidente: Peggio della volpe è difficile.
P.P.: Ora poi di questo qui che dice che liticavo, liticavo certo perchè questi m'avev... Gli erano le spie di' padrone e mi feciano ave' tanti grattacapi, co' questo, co' i' padrone, no? E lui, loro, gli andavano a rapportare tutto. Dice che io gli rubavo le pesche a i' padrone, io andevo qua, andevo là, 'nsomma, tutte cose inventate perchè loro nella casa in do' stevo io nessuno più di un anno riusciva a stacci, per via di loro, perchè gli facevano la spia e dopo un anno gli toccava anda' via. E me lo dissan tanta gente: Caro Pacciani il posto gli è bono ma più che un anno non ci ha mai fatto nessuno perchè e c'è quegli lì che sono le spie di' padrone, ne combinan di tutti i colori. I' su' fratello vienne addirittura a fammi piglià un grattacapo da i' padrone che mettevo l'olio detergente da motori nella mi' macchina. E mi fece piglia' un grattacapo, e insomma ne combinonno di tutti i colori, io ci leticai, perchè io male non glien'avevo fatto a loro e a uno gli detti un par di pugni, ma no come dice lui. Grazie.
Presidente: Perchè lo chiamavano Sacerdote? Lei lo sa?
P.P.: Come dice?
Avvocato Bevacqua: Perchè lo chiamavano Sacerdote?
P.P.: Si, perchè loro mettevano i' nome a me, io gliene mettevo a loro. Allora mi messano il nome Vampa, perchè dice facevano i giochi di prestigio, no? Allora c'era uno che buttava questa fiamma e pigliavano un pò di benzina e poi un bacchettino acceso e la soffiavano in questo bacchetto e faceva la fiamma, e allora fa la vampata, diciamo così, senza motivo, I' Vampa, i' Vampa, e allora io gli messi il nome, lui, il Sacerdote perchè gnnnnnnn, gnnnn... Tutte le cose a modo suo, poi dietro, ha capito?
Presidente: Ho capito. Va bene.
P.P.: Grazie, mi scusi signor...
Presidente: D'accordo. Benissimo. Possiamo proseguire con il prossimo teste.

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