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mercoledì 17 novembre 2010

Graziella Pacciani - Deposizione del 25 maggio 1994 - Seconda parte

Graziella Pacciani fu ascoltata il 25 maggio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Segue dalla prima parte.
Presidente: Vogliamo provare a fare un'altra volta la domanda alla signorina?
P.M.: Si, Signorina ricorda come mai lei non volle rispondere in un primo momento e si fermò sul discorso del fucile? Allora, ricorda dove custodiva il fucile e perchè lei ha... Non voglio dire cose suggestive...
Graziella Pacciani: ...si, cioè...mhmm
Presidente: Lo ricorda?
P.M.: Presidente chiedo di leggere, sennò...
Presidente: Dove lo custodiva? Dov'era questo fucile? Se lo ricorda?
G.P.: Lo teneva... Mmhm... Cioè lo teneva dentro un arma... dentro un armadio.
P.M.: Com'era questo fucile signorina?
Presidente: Dentro un armadio. In casa quindi ovviamente.
G.P.: Quando si stava a Montefiridolfi.
Presidente: Quando si stava a Montefiridolfi.
G.P.: Uno e un altro ci disse che l'aveva regalato a un suo amico, se poi è vero non lo so.
Presidente: E un altro lo aveva regalato a un suo amico. Se poi è vero non lo so.
P.M.: Vide mai usare questo fucile in casa? Nei confronti di qualcuno?
G.P.: ...
Presidente: Ricorda se fu usato da suo padre? In qual maniera? Nei confronti di chi?
G.P.: Si, mi ricordo una volta, cioè quando ero più piccola, stavo a Montefiridolfi, cioè lui minacciò la mamma puntandoglielo addosso.
Presidente: Gli puntò addosso il fucile.
P.M.: Lei, dall'atteggiamento di suo padre, ebbe paura che lo potesse veramente usare?
Avvocato Bevacqua: Questa è una valutazione signor Pubblico Ministero.
G.P.: Si.si.
P.M.: L'ha detto
A.B.: E' un giudizio, è un giudizio mi oppongo.
Presidente: Dunque questa domanda ovviamente comporta una valutazione
P.M.: Benissimo. Come usò questo fucile? Cosa disse?
Avvocato Fioravanti (fuori microfono) : Zitto Pietro fammi santire.
Presidente: Ecco, come usò, il Pubbico Ministero domanda, questo fucile? Lo usò contro la mamma, lei ha detto.
G.P.: Mhmm, si.
P.M.: In che modo?
Presidente: In che modo?
G.P.: ...
P.M.: Disse qualcosa?
G.P.: Cioè dicendo che la voleva ammazzare.
Presidente: Dicendo che la voleva ammazzare.
P.M.: Glielo puntò?
Presidente: Glielo puntò contro? Domanda il Pubblico Ministero.
G.P.: Si, si.
Presidente: Si.
P.M.: Qual'era l'argomento della discussione? Perchè questa minaccia?
G.P.: Mha, ora... cioè non me lo ricordo.
P.M.: Va bene signorina. Sa, ha visto mai, se suo padre aveva delle pistole?
G.P.: Cioè si, una la teneva in ma... cioè la teneva in macchina. Coperta con degli stracci.
P.M:: Perchè dice una signorina?
G.P.: Cioè volevo di' quella lì. Ora...
P.M.: La teneva in macchina, lei l'ha vista questa pistola?
Avvocato Fioravanti (fuori microfono) : Pietro bisogna che mi fai sentire sennò...
G.P.: Si, si, l'ho vista.
P.M.: Era una pistola piccola, grande? Lei conosce le armi? Sa, le conosce? Le ha mai viste aldilà di questa che ci ha descritto? E' in grado di dirci qualcosa di più di questa pistola?
Presidente: Ci può dire qualcosa?
G.P.: Si era mo.. era molto, insomma... non tanto... mhmm,
Presidente: Non tanto?
G.P.: Non tanto grande, cioè non era...
Presidente: Non tanto grande
P.M.: Cioè era molto piccola allora?
G.P.: ...
Presidente: Capisco che per una che non si intende di armi...
P.M.: Allora, lei ha già spiegato la forma con i gesti delle mani o con dei paragoni, ce lo può fare ancora? Se ricorda che grandezza poteva avere?
G.P.: Cioè così... com'era...
Presidente: Ecco, di quali dimensioni ci
P.M.: Lei, allora cominciamo, lei l'ha vista bene da poterci dire le dimensioni?
Presidente: Ricorda d'averla vista? Bene? Cioè in più occasioni...
G.P.: Si, l'ho vista.
P.M.: Ma l'ha vista in macchina allora? Lui la teneva in macchina o l'ha vista anche altrove?
G.P.: Si la tene... si la teneva in macchina. Coperta con dei cenci
P.M.: E lei l'ha vista in macchina perchè gliel'ha mostrata suo padre o l'ha vista da sola casualmente o perchè è andata a vederla lei, perchè era curiosa...
G.P.: No mhmm...
P.M.: Gliel'ha mostrata suo padre signorina?
G.P.: ...
Presidente: L'ha vista per caso oppure suo padre gliel'ha mostrata? Questo domanda il Pubblico Ministero, oppure l'ha vista per qualche altro motivo? Non so...
G.P.: ...
P.M.: Le è capitato di vederla?
G.P.: No, cioè faceva vedere, cioè quando s'andava in macchina...
P.M.: Prego, prego, lo dica! Quando andavate in macchina, poi ci spiegherà perchè.
G.P.: ...
P.M.: Ve la mostrava lui?
G.P.: Si.
P.M.: Ve la mostrava perchè?
G.P.: ...
Presidente: Mha, Pubblico Ministero, forse è meglio ricorrere alla contestazione su questo punto.
P.M.: L'abbandonerei un attimo ci ritornerei fra un pò quando ce l'ha l'argomento. Si. L'ha descritta, senz'altro, vediamo fra un attimo. Allora, lei ha detto ha visto una pistola e ha visto un fucile. Col fucile ha visto se andava a caccia? Sa se anadava a caccia? Sa che tipo di fucile era? Per cosa lo usava aldilà di quella minaccia che lei ci ha detto era un fucile che serviva a qualche scopo preciso?
G.P.: Si l'adoprava spesso quando andava... quando...
P.M.: Andava fuori insomma con questo fucile
G.P.: Si. Si.
P.M.: E tornava con della selvaggina?
G.P.: Si, ogni tanto portava dei fagiani.
P.M.: Lei ricorda che tipo di fucile era questo? Se era una doppietta?
G.P.: Era a due..
P.M.: Due canne?
G.P.: Due canne.
Presidente: Diciamo ecco a due canne perchè doppietta...
P.M.: Si, si era a due canne. Aveva, in un periodo aveva anche un cane? Qualcuno gli aveva lasciato un cane? Aveva un cane?
G.P.: Si, delle persone che stavano... quando si stava a Montefiridolfi... de... delle persone gli avevan lasciato
Presidente: In custodia, un cane
G.P.: Si.Un cane, un cane nero, cioè da... cioè gli lasciavano del mangiare da... da...
P.M.: E glielo facevano tenere.
G.P.: Si.
P.M.: Il mangiare gli lasciavano? E di questo mangiare cosa ne faceva? Il mangiare dei cani a chi lo dava?
G.P.: A noi.
P.M.: A voi della famiglia?
G.P.: ...
P.M.: Senta una cosa il cane come lo trattava? Lo custodiva o...
G.P.: Si... No.
P.M.: Cosa gli faceva al cane?
G.P.: Lo picchiava come faceva a noi.
A.B.: Presidente chiedo scusa ma io...
P.M.: Lo picchiava scusi, intanto facciamo rispondere!
A.B.: No, mi perdoni. E' una questione di pertinenza delle domande rispetto all'oggetto dell'imputazione signor Presidente. Innanzitutto mi scuso per prima ma credo di avere detto giusto quando parlavo del 499, che è il numero 5. Glielo leggo e dice che il testimone può essere autorizzato dal Presidente a consultare...
Presidente: A consultare... Eh no avvocato, lo legga tutto per favore
P.M.: Eh no per piacere, ora le norme non le giriamo...
A.B.: Contenuto della memoria, documenti da lui...
Presidente: Da lui redatti
A.B.: Va be' e l'ha firmati! Va be'...
Presidente: Da lui redatti! Eh, no, avvocato per l'amor di Dio
P.M.: No, sennò...
A.B.: Va be' comunque aldilà di questo dato che può essere interpretato...
Presidente: Per favore!
A.B.: ...In maniera diversa
Presidente: No.Non può essere interpretato che in un unica maniera, ci mancherebbe altro!
P.M.: Avvocato viaaa...
Presidente: No, no la norma è chiara eh!
A.B.: Ciascuno ci ha le proprie idee
Presidente: Il diritto si può tirare in molti versi ma l'italiano no di sicuro
A.B.: Siamo d'accordo. Siamo d'accordo. Presidente, siamo perfettamente d'accordo.
P.M.: Menomale. Menomale.
A.B.: Ma credo che la pertinenza della domanda sia importante in un processo...
P.M.: Allora la giudica il Presidente
Presidente: Ammetto la domanda.
P.M.: Bene grazie.
A.B.: Va bene allora Presidente siamo d'accordo.
P.M.: Allora riponde, scusi stava rispondendo come trattava questo cane, ha detto...
Presidente: Scusi eh, sono questioni tra di noi...
P.M.: Sennò ogni volta, già è in difficoltà la signorina, se troviamo il sistema...
Presidente: Lei non si preoccupi.
P.M.: ...con pretesti
Presidente: Qui alziamo la voce, così, ma siamo ottimi amici tutti, quindi non si preoccupi assolutamente, non si agiti soprattutto. Sono momenti che ci servono anzi a rinsaldare l'amicizia...
P.M.: Forse fanno rilassare anche la signorina, chissà?
Presidente: No, invece vedevo che si agitava
P.M.: E', appunto. Speravo...
Presidente: Ecco, vuol rispondere?
P.M.: Aveva già risposto, volevo che rispondesse, che si sentisse tutti.
G.P.: Si lo picchiava con...
P.M.: Ha aggiunto qualcosa signorina...
G.P.: Si con dei bastoni, cioè come ci trattava noi.
P.M.: Ecco, era questo.
Presidente: Come ci trattava noi.
P.M.: Con dei bastoni.
G.P.: Perchè non lo so... non lo sopportava che abbaiasse.
P.M.: E voi vi trattava coi bastoni in che modo?
G.P.: Si coi bastoni, anche dei vinchi
P.M.: Anche?
G.P.: Mhmm
P.M.: Non ho capito signorina, mi perdoni
G.P.: Con... con... con dei vinchi... o sennò con la cintura dei pantaloni
P.M.: Con dei scusi, vuole spiegare?
Presidente: Con dei bindi. Cosa sono i bindi? Spieghiamo perchè è un vocabolo di campagna.
P.M.: Per questo volevo che lo spiegasse
Avvocato Fioravanti (fuori microfono): Non riesco a seguirlo.
G.P.: Sono quelli delle vite.
P.M.: Sono? Riesce a spiegarlo in altro modo?
Presidente: Si, cosa sono?
G.P.: Quelli delle vite. Come si dice?
P.M.: Delle viti?
G.P.: Quelli pe' lega' le viti.
Presidente: Dei cosi, dei salici praticamente.
P.M.: Per legare le...
Presidente: Delle fruste di salice

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