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mercoledì 3 novembre 2010

Emilio Calosi - Deposizione del 24 maggio 1994 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Presidente: La toga prego. Avvocato Santoni
Avvocato Santoni: Una sola domanda signor Calosi, lei parla nel suo... Lei si ricorda e l'ha confermato ora di riviste pornografiche, che lui le portava con se o comunque le esibiva, è vero?
Emilio Calosi: Si.
A.S.: L'ha detto anche prima. Si ricorda anche di un pene di caucciù?
E.C.: Diii?
A.S.: Di caucciù
Avvocato Bevacqua: Pene sarebbe quell'affare là che hanno gli uomini.
E.C.: Ne parlava, ne parlava tanto che l'avevano acquistato insieme io...
A.S.: Bene, lei si ricorda per caso, faccia mente locale per favore, al contenuto di alcune di queste riviste? Qualcosa di particolare?
E.C.: Nelle riviste?
A.S.: Gliel'ha mai fatte vedere?
E.C.: Si, s'è visto ma di particolare no.
A.S.: C'era anche qualche rivista di carattere omosessuale? Cerchi di sforzarsi, qualcosa di insolito in qualcuna di queste riviste...
E.C.: Un ce la fo. Un mi ricordo. Perchè io un lo guardavo, mi sembra...
A.S.: Ha detto che le guardava, che le ha viste, è un uomo, curiosità, così...
E.C.: E l'ho viste ma uh...
A.S.: Non ha notato qualcosa di particolare?
E.C.: No.
A.S.: Non si ricorda.
E.C.: No. Almeno, un me ne  ricordo.
A.S.: Soprattutto insolito di carattere omosessuale, cioè con uomini fra di loro, una rivista che contenesse immagini pornografiche di uomini.
E.C.: Ecco, no, ci sarà stato ogni cosa perchè quelle le son tutte... Ma io un l'ho intesa in questo senso, ecco.
A.S.: Benissimo. la ringrazio.
Presidente: Avvocati di parte civile altre domande?
A.S.: No presidente.
Presidente: Avvocato Bevacqua, prego.
Avvocato Bevacqua: Signor Calosi lei aveva o ha due fratelli mi pare, o no?
E.C.: Si, n'ho tre di fratelli
A.B.: Tre fratelli?
E.C.: Ma uno è a Firenze quindi...
A.B.: Uno è a Firenze. Ecco, lavoravate o lavoravano in quel periodo tutti quanti soto lo stesso padrone?
E.C.: Quello che gli è morto e lavorava sotto il professor Locchieri
A.B.: Il professor?
E.C.: Locchieri. Lottieri insomma. Come me e quest'altro, Aldo, quello vivo lavorava insieme a i' Pacciani.
A.B.: Insiema al Pacciani. Sa se fra Aldo e Pacciani c'è stata una lite?
E.C.: Si.
A.B.: Ahh, c'è stata una lite quindi fra suo fratello e il signor Pacciani, o, senta una cosa, volevo domandarle una cosa, lei come mai si è rivolto all'autorità giudiziaria o alla Polizia per parlare di queste cose? C'è stato un impulso particolare suo oppure è venuto qualcuno a trovarla?
E.C.: E' venuto qualcuno a trovarmi.
A.B.: Quante volte sono venuti a trovarla?
E.C.: Sono venuti a trovarmi, prima cosa è venuto a trovarmi e non c'ero e successe che venni qua giù.
A.B.: Come?
E.C.: Vennero a trovarmi siccome ero ign... ero in pantalon... insomma in mutande, dissi: - mi metto i pantaloni - la moglie la un li fece passare...
A.B.: S'incavolarono e le fecero la perquisizione
E.C.: No andarono a pigliare il caffè e quando tornarono un c'ero più.
A.B.: Senta ma le fecero anche una perquisizione?
E.C.: Si.
A.B.: Ecco. Perchè le fecero la perquisizione?
E.C.: Eh sa, perchè ero andato via. Andai a fare la puntura a i' fratello che gli era in fin di vita...
A.B.: E sulla base di che le fecero la perquisizione?
E.C.: Sulla base a quell'ora un sapevo nulla.
A.B.: Ah.
E.C.: Sulla base...
A.B.: Ecco, no, non ho capito che cosa c'entra quello che lei sapeva con la perquisizione. Si è mai domandato perchè le hanno fatto la perquisizione?
E.C.: L'hanno fatto la perquisizione questo non lo so. Perchè quell'epoca a me mi domandarono quando venni qua giù  solamente se gli ero un uomo, siccome dovevano mandare via se, a me mi fu detto così e volevano informazioni da me se gli era fidabile insomma, ecco...
A.B.: Se era?
E.C.: Se era fidabile così, per dire...
A.B.: Affidabile chi?
E.C.: Siccome doveva essere scarcerato a me m'è stato detto così.
A.B.: Doveva essere scarcerato il Pacciani e allora?
E.C.: E vennero a sentire lassù, non solamente da me, ma diverse persone.
A.B.: E che cosa volevano sapere da lei? Se era affidabile?
E.C.: Ecco, almeno mi dissero così.
A.B.: Ecco ma lei non si domandò perchè gli fecero la perquisizione?
E.C.: Eh glielo domandai, ma io...
A.B.: Non glielo domandò allora...
E.C.: Siccome ero scappato, capito? Sembrava (fossi) d'accordo co' i' Pacciani.
A.B.: Ah, era scappato. E dopo la perquisizione lo fecero parlare.
E.C.: Vennero qua giù.
A.B.: E quindi lei rese queste dichiarazioni dopo la perquisizione che aveva subito?
E.C.: Si.
A.B.: Ohh, va bene. E' un metodo abbastanza singolare per la verità, comunque...
P.M.: Chiediamogli se ha reso anche dichiarazioni al P.M. poi così forse...
A.B.: Ma non c'è dubbio, che non c'è dubbio, non c'è dubbio che abbia reso le dichiarazioni al P.M.
Presidente: Va bene, va bene, andiamo avanti, se ho ben capito lui...
A.B.: Era in mutande, fugge e lo perquisiscono
Presidente: Non apre, quelli dicono ritorniamo, lui non c'è più e fanno la perquisizione, questi sono stati
A.B.: Intelligenti pauca, gli intelligenti, dicevano gli antichi, pauca.
Pres: Va be', forse qualche piccolo motivo di sospetto l'aveva dato
E.C.: Chiesero se si poteva falla
P.M.: Stavano cercando armi eh?
A.B.: Presidente, Pacciani era dentro, Pacciani era dentro  e si cerca a tutti i costi. Chiuso.
P.M.: Armi.
A.B.: Armi di che? Il forcone?
P.M.: Il fucile, no!
A.B.: Va be'..
P.M.: No, no va be'!
Presidente: Va bene, va bene!
A.B.: Ci siamo capiti, poi ne discutiamo, allora, allora...
Presidente: Proseguiamo, proseguiamo, non perdiamo tempo
A.B.: Dunque scusi, lei ha detto, ecco volevo domandarle, siccome tutti quanti avevano un nome, un nomignolo, un soprannome, lui Vampa o Banfa, come lo chiama lei...
E.C.: Banfa
A.B.: Lei come si chiamava?
E.C.: Sacerdote.
A.B.: Sacerdote, io resto a te, diceva Radames. Allora, a proposito del sacerdote, dunque...
Presidente: In campagna tutti hanno un soprannome.
A.B.: Certamente Presidente. Dunque, lei disse esattamente questo al Pubblico Ministero, vorrei che lei, se se lo ricorda, lo confermi, "Il Pacciani tagliò tutti i rovi e le vitalbe e disse che aveva fatto questo perchè quella vista lo infastidiva", la vista delle macchine, "e perchè non voleva che le sue figliole vedessero quelle cose", la conferma?
E.C.: Si.
A.B.: Oh, voglio domandarle questo, ma siccome Pacciani era un dipendente della, di questa azienda, io credo che lui dovesse ricevere ordini, almeno penso, da qualcuno o dal fattore, o dal vice-fattore, o dal proprietario per fare certe cose, per zappare, per coltivare, per potare gli ulivi, per arare il trattore e anche per tagliare le vitalbe oppure no?
E.C.: Ma io penso che l'abbia avuto ordine non di tagliar quella, tagliare, le tagliava le macchie...
A.B.: Perchè non per tagliare quella?
E.C.: Perchè la un dava noia a nessuno.
A.B.: Non dava noia a nessuno. Però poteva dargli noia a lui, alle figliole?
E.C.: Perchè l'era su' i' ponte e attaccata all'albero, quindi, lì un c'è campo, ecco gli era un'aula come questa...
A.B.: Però era molto vicina a casa sua
E.C.: Cento metri.
A.B.: E quindi si vedeva! Oh, allora, lei ha parlato di questa donna, della Malatesta, lei ha detto che addirittura lui aveva tante donne, beato lui...
E.C.: Si, lo raccontava, io...
A.B.: Ecco, però quando parla della Malatesta lei esattamente dice così: "Il Pacciani nei suoi discorsi dimostrava di conoscere la moglie del Malatesta", "dimostrava di conoscere", capisce cosa vuol dire dimostrare di conoscere?
E.C.: Si, si.
A.B.: Ecco, mi sembra sia qualcosa di diverso rispetto a quello che lei ha detto ora al Pubblico Ministero, "dimostrava di conoscere", voglio domandare come "dimostrava di conoscere" in che cosa si estrinsecava questa sua conoscenza
E.C.: Insomma a me mi diceva che la frequentava veramente e si sarò ritenuto, di aver frequentato la donna, una sera gli aveva comprato della roba, gli aveva speso 6.000 lire, insomma eheheh, poi tornò a casa, gli riprese la roba e venne via, perchè un ci fu versi di far qualcosa, questa sera, quest'altre sere sembrava di si.
A.B.: Cioè era lui che diceva che aveva comprato una sera...
E.C.: Dammi qua, dammi quae, gli diceva!
A.B.: Come?
E.C.: Dammi quae, dammi quae! E gli riprese la busta.
A.B.: Dammi?
E.C.: Quae, quae e prese la borsa, questo gli ha detto.
A.B.: Non ho capito, guardi lei...
E.C.: L'accompagnò, s'era insieme, a ballare, l'accompagnò verso casa e voleva, a regola, qualchecosa, poi gli aveva preso 6.000 lire disse e lei la lo vorse, pigliava la borsa e basta, disse: dammi quae, dammi quae...
A.B.: No, mi vuole spiegare, abbia pazienza, perchè non ho capito, io sono vecchio, tardo e in età...
P.M.: E' molto chiaro eh però.
E.C.: Allora, lo ripeto?
Presidente: Bene, allora spieghiamo perchè, parecchie parole non si capiscono.
E.C.: Lui andò ad accompagnarla
Presidente: Questa donna
E.C.: Credendo, c'ero anch'io presente, credendo come sempre, oppure stasera...
P.M.: Credendo cosa?
Presidente: Credendo cosa? Scusi...
E.C.: Aveva una borsettina con 6.000 lire, ci aveva messo dentro dolci, yougurth, ci aveva messo dentro, un lo so, e gliela dette e la prese, poi a un certo punto, dammi quae, dammi quae
A.B.: Ma chissà che cos'è lei, se non si fa capire dai suoi, scusi ci fa capire qualche cosa?
E.C.: Dio bono!
Presidente: Allora, senta
E.C.: Ho sempre parlato così, son fioco,
Presidente: Abbiamo capito però per favore,lo ripeta con parole... Allora, lui accompagna questa, come si chiama?
P.M.: Malatesta
Presidente: Verso casa di questa donna...
E.C.: Si
Presidente: Con l'intenzione di salire sopra
E.C.: Si.
Presidente: Con lei e gli aveva dato un cartoncino
E.C.: Aveva fatto un pacchettino e gli aveva speso 6.000 lire
Presidente: Ci aveva messo 6.000 lire dentro.
P.M.: Dolci, dolci.
E.C.: Di materiali, dolci o qualcosa di' genere, non mi ricordo icchè, insomma ci aveva messo della roba,
Presidente: Avevo capito 6.000 lire.
P.M.: Aveva speso 6.000 lire.
Presidente: Per 6.000 lire.
E.C.: Si.
Presidente: Allora, benissimo, 6.000 lire di dolci, gliele aveva date, arrivano a casa della donna e questa, a un certo punto, lei dice, no, stasera no, qualcosa del genere, allora dice, ridammi quello che ti ho dato-
E.C.: Dammi quae, dammi quae
A.B.: Ma lei l'ha sentita questa donna che diceva di no?
E.C.: Io no.
A.B.: Ah, non l'ha sentita la donna che diceva di no
E.C.: Me l'ha detto lui.
A.B.: Ahh quindi questo è un racconto suo?
E.C.: Si.si.
A.B.: Quindi lei non ha mai visto il Pacciani con questa donna?
E.C.: No.
A.B.: Non l'ha mai vista.
E.C.: L'ho vista a ballare.
A.B.: Ma non l'ha mai visto insieme.
Presidente: Quindi l'ha raccontato.
E.C.: L'ha raccontato quando s'era a lavorare.
A.B.: Io non ho altre domande, ecco, io non so se, scusi, lei è sposato?
E.C.: Si.
A.B.: Ha figli?
E.C.: Due.
A.B.: Due. I suoi fratelli sono sposati?
E.C.: Certo. No, uno no.
A.B.: Uno no. Nient'altro. Grazie.

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