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mercoledì 16 giugno 2010

Dichiarazioni di Francesca Spagnoli - Terza parte

"Le battute fra virgolette sono autentiche, si riferiscono a episodi privati realmente accaduti, così come mi sono stati raccontati da Francesca Spagnoli (vedova Narducci n.d.r.)." Diego Cugia nella postfazione a Un amore all'inferno

Segue dalla seconda parte.
"Dal Policlinico di Monteluce è scomparso il suo fascicolo, o meglio, non c'è rimasto quasi nulla. Era un mattone, è diventato un santino. Pagine e pagine strappate via, svanite. Le sue entrate e le sue uscite dall'ospedale, era tutto registrato, non c'è più niente. In questura uguale. Il faldone con gli accertamenti sul decesso. Dovevano esserci le fotografie del cadavere sul pontile di Sant'Arcangelo, i rilievi, i verbali, tutto trafugato. Immagino che il PM abbia dovuto rintracciare il fotografo che fortunatamente aveva conservato il rullino di sedici anni prima.

"Non riuscivo a rimanere incinta. Con suo padre mi sottoposi a ogni genere di controllo. Il mio ginecologo era mio suocero e mio cognato Pierluca. Perché fai quella faccia? E normale avendo degli specialisti in famiglia. Il guaio è che il desiderio di un bambino si trasformò in una Via crucis. Dapprima mi diagnosticarono una prolattinemia: perdevo latte per un problema ormonale. Mi prescrissero due compresse al giorno di una medicina che mi faceva svenire. Poi mio suocero scoprì che avevo l'utero retroverso, anche se questo, di per sé, non era la causa della mia presunta sterilità. Mi sottoposi a tutti gli gli esami ormonali necessari a stabilire quali fossero i miei giorni fertili. Sai che significa? Trascorsa una settimana dal periodo mestruale dovevo andare tutti i pomeriggi nello studio di mio cognato per un'ecografia, finché non maturavano gli ovuli. Solo a quel punto potevamo avere un rapporto sessuale, ma ancora non bastava. Risultò che le mie tube avevano degli spasmi, si aprivano e si chiudevano, l'unica possibilità perché la porta della vita restasse aperta era iniettarmi del Valium. Che poesia! Te l'immagini? Prima di fare l'amore, mio marito nudo in ginocchio sul letto, mi iniettava del Valium in vena."

"Troppo serenamente. A un certo punto decisi basta con le medicine, ecografie, il Valium, via tutto. "Tuo padre vuole a tutti costi un nipote'' dissi ''e anche noi desideriamo un bambino sopra ogni altra cosa, ma non ci possiamo ridurre così, sembriamo dei replicanti." Riprendemmo a fare l'amore scioperando da quella fredda catena di montaggio. Liberamente. Qualche tempo prima di morire, però, Francesco subì una di quelle piccole frustrazioni che possono capitare nella storia di ogni coppia. La visse come un dramma."

"Una cilecca, tutto qui. Invece scoppiò a piangere. Naturalmente lo associai al problema della sterilità. Gli spiegai che l'avrei amato sempre e comunque, anche se non avessimo mai avuto figli. Ma Francesco continuava a piangere a gambe incrociate e schiena diritta, seduto sul letto fissava un punto lontano, senza una giustificazione o un lamento, ecco lui pioveva come adesso, con questo stesso silenzio che scivola sui vetri."

"Ma io non c'ero quella mattina a Sant'Arcangelo, come te lo devo dire? Non sono entrata nella camera ardente allestita alla villa del lago, non mi hanno permesso di rivestirlo, sono stata tenuta fuori da tutto. Ero presente ai funerali e basta."

"Questa è stata la mia grande colpa, ma ero imbottita di tranquillanti, mi ripetevano: "Per carità, è irriconoscibile, gonfio, cinque giorni in fondo al lago, devi ricordartelo bellissimo com'era''. E dal giorno dei funerali i Narducci mi voltarono le spalle. Erano la mia seconda famiglia, ci volevamo bene. Tu immagina se sulla parete del salotto di casa tua avessi da sempre Ig irasoli di Van Gogh, e un ladro assurdo nella notte lo sostituisse con Il grido di Munch. Al mattino rimani inebetito. La parete è sempre quella, la cornice la stessa, il valore ugualmente immenso, ma il soggetto è un altro, per giunta spaventoso. Mi chiesero di restituire perfino i regali di nozze. Con mio marito avevamo acquistato la casa a metà: dovetti ricomprarmi la sua parte. Consegnare la moto, la macchina e tutta la sua stanza. Comprese le lettere e gli oggetti personali."
Segue...
Rif.1 - Un amore all'inferno

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