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lunedì 29 marzo 2010

Enzo Fileno Carabba - Intervista su La Città - 29 gennaio 1984

Il 29 gennaio 1984, il quotidiano La Città, pubblicò l'intervista al procuratore capo Enzo Fileno Carabba che segue.
Ci sono due mandati di cattura (Giovanni Mele e Piero Mucciarini).
Si, ma riguardano soltanto il fatto del 1968. Mai il mostro.
Il dottor Rotella ha parlato di "sospiro di sollievo".
No comment. Penso comunque che abbia voluto intendere con quella frase che si è aperto uno spiraglio nell'inchiesta, non certo che è stata individuata la soluzione del problema. Mi sembra il grido di dolore di Vittorio Emanuele.
Il dottor Rotella ha anche detto che la noce del problema è stata risolta.
Bravo.
Ma ci sono contrasti fra l'ufficio istruzione e la procura?
No, non c'è nessun contrasto ma la giustizia non è Montecitorio. Avete mai visto un politico cambiare opinione? Per noi questo invece è un dovere.
Ma a che punto sono le indagini?
Ci sono tre fasi in un'inchiesta. La prima è quella degli accertamenti preliminari che portano all'accertamento della possibilità di un reato. La seconda è la fase istruttoria, dove si verifica se dalla possibilità si può passare alla probabilità di reato. La terza è il giudizio: dalla probabilità alla certezza. Per il mostro siamo alla possibilità, alla prima fase. Stiamo lavorando per cercare prove. Per il primo delitto, quello del '68, siamo invece alla probabilità, alla fase istruttoria. Ma è sempre nel processo che si trovano le certezze, non nell'inchiesta.
Per questo, venerdì sera, ha diffuso il suo appello alla prudenza?
Certo. L'ho fatto quando mi sono trovato di fronte a dichiarazioni di donne che dicevano "Bene, torniamo a goderci le serate fresche, i chiari di luna". Allo stato delle cose queste sono illusioni che un procuratore della Repubblica non può giustificare. Lavoro come magistrato e mi devo preoccupare di tutti. Devo dire di stare attenti. Ho la responsabilità della popolazione di Firenze. Rispondo di voi, dei fiorentini, dei toscani, mi sento questa responsabilità sulle spalle. Prima di dire "andate al chiaro di luna" ci penso cento volte. Aiutatemi a dire di fare attenzione. Noi non abbiamo mai parlato di mostri, non abbiamo mai indicato come tali i due arrestati. Anche in passato, altre persone sono state sempre indiziate, mai accusate.
Ma Enzo Spalletti, l'autista della Misericordia di Montelupo, fu arrestato su ordine di cattura della Repubblica per l'omicidio di Scandicci.
Si, perchè per Spalletti c'erano gli elementi indispensabili per emettere un ordine di cattura, per dire che costui sa tutto. Nel suo caso era stata individuata la probabilità del favoreggiamento.
Ma la conferenza stampa del giudice Rotella in che fase dell'inchiesta si colloca?
Quante conferenze stampa ho fatto io in tre anni? Voi che mi conoscete potete rispondere anche se questo non significa che non collabori con la stampa. Ma voi avete fatto bene, avete fatto il vostro lavoro. Lo dico ai miei colleghi: stabiliamo insieme le cose da dire e quelle da non dire.
Il mostro: qual'è la sua opinione?
E' un'inchiesta terribilmente difficile. E' un giallo degno di Agatha Christie. E' di enorme difficoltà. C'è tutta una gamma, un ventaglio enorme di ipotesi. Si può pensare a colui che rinnova un trauma antico; al moralista; al vendicatore del perbenismo; al maniaco sanguinario che gode del sangue e anche a un'associazione a delinquere di guardoni se ci si vuole divertire. Ma io voglio dati di fatto, su cui dopo lavorare dal punto di vista psicologico.
Ma è ottimista o pessimista?
Sono cautamente pessimista, nel senso che le indagini sono di estrema difficoltà. E' come un libro giallo: vorrei leggere già le ultime tre pagine. Ma c'è anche la provvidenza: speriamo che sbagli.. Procura e giudice istruttore sono d'accordo sul '68. Abbiamo ritenuto che ci sono elementi per i mandati di cattura, non per affermare certezze o fare sentenze.
Ma lei pensa a più assassini?
Non lo so e se anche lo sapessi non ve lo direi.
Ma la rivoltella che ha sparato è sempre la stessa?
Voglio controllare anche questo, voglio verificare tutto.
Il giudice istruttore ha detto che i bossoli sono sempre gli stessi.
Dica lui quello che vuole.
Rif.1 - La Città 29 gennaio 1984 pag.5

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