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lunedì 15 febbraio 2010

Mauro Maurri - Intervista su La Città - 4 luglio 1982

Il 4 luglio 1982, il quotidiano La Città, pubblicò l'intervista al Dottor Mauro Maurri che segue.
Mauro Maurri: Non abbiamo nessun elemento per dire che l’assassino è un tipo piuttosto che un altro.
Ma non siete stati voi a ipotizzare che fosse un chirurgo?
No, questa è una generalizzazione o una cattiva interpretazione di quel che abbiamo detto. Noi abbiamo solo fatto rilevare che nel secondo caso – un pochino meno nel terzo – si trattava di una persona che sa usare bene i coltelli. Quindi le ipotesi possibili sono parecchie: macellaio, tagliatore di pelli, tagliatore di vetro, arrotino, e anche medico. Ma non s’è mai detto chirurgo, per carità, nè s’è mai parlato di bisturi.
Di delitti del genere s’era mai sentito parlare?
Noi abbiamo cercato in tutta la letteratura criminologica mondiale. Non c’è niente di simile. Non s’è mai visto, mai, uno che aggredisce le coppie, uccide tanto l’uomo che la donna, poi si accanisce sul corpo di lei. E’ una cosa assolutamente nuova.
Ma lei si è fatto un’idea di questa persona?
E’impossibile fare un quadro di questa persona. Certamente segue una sua logica, un suo movente interiore: ma potrebbe essere un problema di rapporto con la madre, impotenza, senso di colpa e di peccato, e chissà cos’altro. Non mi meraviglierei se fosse un tipo completamente diverso da quello che è stato descritto in questi anni dagli psichiatri. E non mi meraviglierei se fosse invece così come è stato descritto. La verità è che potrebbe essere ciascuno di noi. Escluderei le donne, ma solo perchè non ci sono precedenti di crimini sessuali simili commessi da donne. E’ stato detto comunque che una donna non avrebbe avuto la forza fisica di trascinare il cadavere della ragazza a una certa distanza dalla macchina per poi compiere l’asportazione.
E’ vero, ma c’è anche da considerare che nel secondo e nel terzo caso, e cioè a Scandicci e a Calenzano, le due ragazze erano piuttosto esili.
Uno degli elementi considerati molto importanti per le indagini è stabilire se l’assassino sia una persona abile nell’uso delle armi. Lei che ne pensa?
Io ritengo che spari bene. Nell’ultimo caso ha sparato almeno alcuni dei colpi contro un bersaglio in movimento, dato che quel povero ragazzo ha cercato di scappare e non ne ha mancato uno.
Insomma, dopo otto omicidi che cosa si può dire dell’assassino?
Che spara bene, che taglia bene, che ha tempo libero, perché altrimenti come farebbe a conoscere tutte quelle stradine? Escluderei perciò uno che fa lavori con turni.
Di solito chi ha ucciso per primo? L’uomo o la donna?
Tende ad uccidere prima l’uomo e cioè colui che potrebbe opporre maggiore resistenza. Ma quest’ultima volta è cambiato un po’ tutto. E’ un’impressione, non ne sono sicuro, ma questa volta penso che abbia ucciso prima la ragazza. Quest’ultima volta, del resto, ha fatto un mezzo errore. Quasi sicuramente quel povero ragazzo l’ha visto in faccia e c’è da dire che questa volta l’assassino si è esposto parecchio, ha agito su una strada abbastanza transitata. Si anch’io sono fra quelli che pensano che potrebbe tornare in azione molto presto, dato che non ha potuto compiere l’asportazione della pelle del pube.
Alcuni mesi fa, dopo il terzo delitto, a Firenze è stata massacrata e uccisa una prostituta, Giuliana Monciatti. Secondo lei, questo delitto può essere opera della stessa persona?
Ci ho pensato. Per certi versi sembrerebbe di no. Le circostanze ambientali sono completamente diverse: qui si è trattato di una donna sola, aggredita in un appartamento. L’assassino non ha usato una pistola ma un pugnale, o comunque uno strumento tagliente con cui ha colpito la sua vittima un po’ dappertutto. Certo anche questo è un delitto a sfondo sessuale. I dubbi su un possibile rapporto restano.
Si è parlato, senza però alcuna conferma, di episodi di necrofilia, di cadaveri violati proprio qui, all’interno dei recinti di Careggi. Le risulta niente?
Qui a medicina legale non è mai successo niente. Posso dire soltanto che dopo ognuno
dei delitti del maniaco qui ce una vera processione di gente che chiede di vedere i cadaveri. E ci sono anche dei dipendenti dell’ospedale. E’ un gusto morboso. Naturalmente non facciamo mai entrare nessuno.
Ha mai avuto notizia di episodi che possano in qualche modo essere collegati con questi omicidi?
Non ci capita spesso di esaminare donne che abbiano subito violenza sessuale, anche perché gran parte dei casi non vengono denunciati. L’unica cosa che mi viene in mente è una notizia letta tempo fa su un giornale: in un cimitero del Valdarno, mi pare, era stata asportata la gamba a una salma.
Vi è stato possibile farvi un’idea dell’arma usata per eseguire la mutilazione?
Possiamo solo dire che è uno strumento affilato e robusto. Quindi forse non un bisturi perché i bisturi sono piuttosto delicati. Non è chiaro se sia monotagliente o bitagliente e insomma non si è potuto stabilire che tipo di strumento sia esattamente e non è mai stato chiarito dove l’assassino trovi luce per eseguire l’asportazione. Tanto più, che a quanto pare, ha sempre agito in notti particolarmente scure.
In conclusione, che aiuto può dare il medico legale agli investigatori?
Noi possiamo dire, se lo possiamo dire, come è avvenuto il delitto, la direzione dei colpi, la posizione dell’assassino rispetto alle vittime. Ma lumi sull’assassino non possiamo darne.
Rif.1 - La Città - 4 luglio 1982 pag.9

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