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venerdì 24 aprile 2009

Gabriella Ghiribelli - Intervista sul Corriere della Sera 17 febbraio 1996

Il 17 febbario 1996 il giornalista Fabio Cavalera del Corriere della sera raccolse l'intervista che segue.

-Oh tesoro, diamoci del tu e parliamoci chiaro... Mi raccomando... Ieri mi è arrivato questo foglio dal procuratore Canessa. Mi hanno "segretata" e pregato di starmene buona... Mah... Io sò' Gamma. Delta sarebbe Norberto Galli, Alfa è il Fernando, Fernando Pucci, e Beta Giancarlo Lotti.
-Che vidi quella sera? Niente... Tornavo da Firenze, dal fare la mign... Sa è inutile nascondere, io battevo... bisogna dire la verità come la stà ... Ero la pecora nera della famiglia, una famiglia perbene... ma sa com' è ... E, allora ero col Norberto, il Delta per i magistrati, e lì all' altezza degli Scopeti... si io stavo a San Casciano ma lavoravo a Firenze... notai questa macchina rossa o rossiccia, ma non mi chiedere che tipo perchè nu' n ci apisco niente, non me intendo assolutamente... Che so, se era rossa o rossiccia, ma, pulcino che vo' che cambi... Era l' auto del Lotti.
-Conoscevo bene Giancarlo. L' unico precedente penale che aveva avuto era stato per avere difeso una prostituta, ero proprio io... Lui è ancora innamorato di me... figurati... Sono la sua Gabriellina... Non mi voleva tirare dentro... Ma per difendermi li ha messi sul chi va là ... Non ci si vede da prima di Natale ma lo voglio sentire, ho bisogno di parlargli. Chissà perche' m' ha tenuto nascosta questa storia per undici anni... Aveva paura... Sai, io ho smesso di fare la prostituta, però l' amicizia col Giancarlo è rimasta... L' avevo conosciuto molti anni fa... mi portava dei clienti a Firenze... Si , anche il Vanni una volta... Si quello che è stato arrestato... una sola volta: me lo ricordo bene. Erano assieme e ridevano... E fate ridere anche me, dissi... Al Vanni, durante il tragitto in autobus, era saltato fuori il vibratore che era partito e aveva cominciato a viaggiare per conto suo... Sull' autobus... Eh, non aveva fatto una bella figura... Non mi misi a ridere affatto... Prostituta si , perversa no... Non volli avere alcun rapporto con quello...
-Sa eravamo sulla Polo...l' avevo regalata io al Norberto, il mi' uomo... Io dovevo fermarmi davanti agli Scopeti perchè ogni sera andavo a fare la puntura a un siciliano che era ammalato di tumore... Nessuno si azzardava ad avvicinarlo, stava male. Avevo imparato a fare le punture a mia madre... Ecco perchè ho notato l' auto rossa... Ero andata dal malato... Non l' avevo mai ricollegata al Lotti... Il giorno dopo, il 9 dicembre, sentii che avevano ammazzato i due ragazzi e confidai al Norberto: corriamo dai carabinieri e gli raccontiamo della macchina... Lui mi picchiò e mi ordinò di stare zitta, sempre zitta... bell' omo... Li conosceva tutti... E' lui che mi ha spinta sulla strada, anzichè aiutarmi mi ha spinta nel baratro... Mi minacciò ... Poi non ho più sentito parlare di questa storia... Ogni tanto io scherzavo: Cicci, Cicci il mostro di Scandicci, vo' vedere che è uno di quelli... Il Pacciani, il Vanni... Scherzavo con Lotti ma lui diventava serio e cambiava argomento... Voglio proprio sapere perchè non si è confidato con me... Almeno fino a quando non lo hanno interrogato a dicembre...
-Sono stata zitta perchè Norberto mi aveva picchiata e perchè non ho mai ricollegato l' auto rossa al Giancarlo... Solo adesso... Anzi a dicembre... si prima dell' ultimo Natale... Arriva la polizia a casa mia, fanno una perquisizione, cercano due agende... mi invitano in Questura, era il 28. Tre ore e mezzo a spiegare chi conoscevo, che cosa facevo... Avverto Giancarlo: oh tesorino, gli butto li' , non è che quell' auto, per cui mi hanno rotto l' anima, fosse proprio tua... E lui? Lui mi rispose: ma perchè non ci si può fermare a fare pipì ... E lì ho capito... Aveva paura... Temeva che qualcuno lo pedinasse... Erano quelli della squadra antimostro... Non posso dirti nulla, non posso dirti nulla, ripeteva... Poi ci chiamarono i magistrati della Procura... Io in una stanza, Giancarlo in un' altra, Fernando in un' altra ancora... E poi Norberto... Insieme ma in stanze separate... C' erano Fleury, Canessa e Crini... Ho chiesto: mettetemi a confronto, facciamo un tavolino... E Canessa: ma che credi di essere alla tavola di re Artù ... E lì che Lotti ha parlato... me l' ha detto dopo... Che cosa ha rivelato Giancarlo? Beh, che li' agli Scopeti c' erano Pacciani e Vanni e che il Vanni lo vide e lo avvisò : guarda che Pacciani è arrabbiato, occhio che quello ha pistola e coltello... Oh, adesso basta, pallino... Guai se Vigna viene a sapere... Mi hanno dato il foglio... sono segretata...".

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