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venerdì 13 maggio 2016

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 19 marzo 1998 - Settima parte

Segue dalla sesta parte. 

« DOPO LA PAUSA PRANZO »

Presidente: Prego, avvocato Filastò.
Avvocato Filastò: Grazie, Presidente.
Presidente: La parola a lei.
Avvocato Filastò: Ha detto poi, il Pubblico,Ministero, a proposito di certe osservazioni e dettagli narrati a questa Corte e a questa difesa, che sarebbero stati fatti dei tentativi di distrarre il Giudice. Ora, io, questa osservazione da parte del... 
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Perché? 
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Per dir la verità preferivo così. Preferivo così perché mi... 
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Dà fastidio? Che va bene così? 
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Dicevo, questa osservazione del Pubblico Ministero, che si è espresso in questi termini “tentativi di distrarre il Giudice", ecco, questa proprio non l'accetto, nel modo più assoluto. Perché da parte di questi difensori, sia da parte mia che del collega Mazzeo, abbiamo citato e letto io credo qualche centinaio di passi, tratti dal processo. E insomma, commentati, ma commentati a volte con le parole che appartenevano... 
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Sì, forse ha ragione, rimbomba. Con le parole che appartenevano agli stessi testi a volte o ad altri testi. Quindi non si distrae così il Giudice, a me sembra che si distragga più il Giudice quando si parla a lungo — come è avvenuto da parte del Pubblico Ministero - evitando invece proprio accuratamente di fare citazioni da carte processuali. Io proprio... pare che se si scorre, ho riletto la requisitoria del Pubblico Ministero, riferimenti puntuali a episodi processuali, dibattimentali o anche di indagini preliminari, ne ho trovati molto pochi, quasi punti. E poi avrei parlato di fatti non pertinenti… Beh, io quali siano questi fatti non pertinenti, francamente non me li ricordo. Può darsi che nel discorrere abbia anche accennato a qualche cosa che non era perfettamente aderente alla cosiddetta materia del contendere. Però, insomma, i fatti fondamentali che vi ho esposto e sui quali mi sono soffermato a lungo e sui quali si è soffermato a lungo anche il collega, mi sembrano piuttosto pertinenti. Come, non sarebbe pertinente che il giovane Mainardi si trovasse non sul sedile della guida, ma su quello posteriore? Non sarebbero pertinenti quei dati obiettivi e testimoniali che indicano come l'omicidio degli Scopeti non è avvenuto la domenica, ma il sabato? Non sarebbe pertinente indicare che la strada della fattoria La Rena, da un certo punto in poi, non è percorribile con una macchina normale? Cosa fra l'altro che appare; non solo non è mai stata percorribile con una macchina normale, cosa che appare da quelle carte che ho prodotto. Non solo, ma che risulta dalla testimonianza del signor, del teste Martelli o Caini, uno dei due, insomma. Caini-Martelli, ora non mi ricordo se il marito o la moglie, si chiama Caini la moglie e Martelli il marito, o viceversa. Comunque si tratta del marito. Il quale ha detto: 'si, si può perco... con un fuoristrada'. Noi sappiamo benissimo che i fuoristrada vanno anche sui muri, insomma. Con un fuoristrada si può attraversare i prati, si può attraversare i campi arati, si può percorrere anche quella strada. È questo che ci ha detto quel testimone. Ora, se poi esiste un ufficiale dei Carabinieri il quale si ricorda che invece, in quell'epoca, la strada era percorribile normalmente, insonnia, il contrasto mi sembra abbastanza evidente con quest'altro testimone, ed il contrasto compare dalla carte, dalla carte topografiche. Dove lì, in quella zona, in un punto, dalla fattoria La Rena, finché non riprende questa strada, si vede benissimo che c'è un sentieraccio e basta. Benissimo. Questo non sarebbe pertinente? Non sarebbe pertinente documentare che dopo due o tre chilometri dal primo passaggio a livello, sulla Sagginalese, in direzione Ponte a Vicchio verso Dicomano, c'è un altro passaggio a livello? Per cui l'idea, l'impostazione, la tesi per cui questi matti, insomma, che uccidono delle persona su una piazzola, invece di andarsene alla svelta percorrendo la strada normale, vanno a fare questo giro impervio attraverso queste stradacce infernali. Ripensiamo poi alla 128 di Lotti, che a questo punto almeno mezza scassata lo era di già, a rischio di restare nel mezzo, perché lì si può finire con le ruote impantanate, ci si può arenare, si può essere visti da una quantità di persone. Perché per l'appunto è una strada che percorre, basta farla, si passa sulla soglia di certe case. E tutto questo per fare che? Per evitare un passaggio a livello, quando poco più in là ce n'è un altro? Beh, insomma. Va be', queste sono osservazioni. Il professore poi — cioè io - dice che la sentenza di I Grado Pacciani fu uno sbaglio. E quindi bacchettate ai Giudici di I Grado, all'estensore, il Presidente Ognibene. Per dir la verità, insomma, io mi son molto limitato su questo punto. Perché le bacchettate piuttosto robuste alla sentenza, di I Grado non gliele ho date io, gliel'ha date il Giudice di II Grado, Corte di Assise di Appello di Firenze. E piuttosto pesanti, eh. Ora, voi non l'avete la sentenza. Ma insomma, quella sentenza, se si deve parlare di bacchettate, bacchetta anche le indagini. C'è una parte in cui il Giudice di II Grado esprime pesanti sospetti su come venne alla luce il famoso proiettile nell'orto di Pacciani. Cioè a dire, ipotizzando la contaminazione della prova. E quindi, voglio dire, insomma... Grazie del professore, ma tutto sommato sono in buona compagnia. Poi, dice, il Pubblico Ministero che, secondo questa difesa i soli testimoni seri sarebbero Bardazzi, Allegranti e Zanetti. Questo proprio assolutamente inesatto. Secondo questa difesa i testimoni seri son tutti, salvo tre. Sono serissimi Chiarappa e De Faveri — e l'ho detto, eh — che constatano la presenza di una macchina in un certo posto e per un certo periodo di tempo. Qui il tentativo che ha fatto il Pubblico Ministero di, come dire, annacquare, diminuire l'importanza di questa testimonianza, è, voglio dire, insomma, degno di miglior causa. Diciamo così, insomma, ecco. Lui dice: ‘guardate che’ — in pratica — 'il guidatore, alle 14.30, quando arriva per la prima volta a fare questa curva per rimettersi nel viale che porta all'abitazione dei signori Rufo, la macchina non la vede'. É vero, non la vede luì, la vede la moglie. La moglie la vede. Ed è la moglie che nota che il marito, senza rendersene conto, è in qualche modo ostacolato dalla presenza di questa macchina. Quindi, alle 14.30 la macchina c'era. Non c'è dubbio. Passano poi - quanto sarà passato, mezz'ora, tre quarti d'ora — e questa volta è il marito che si mette ad aggeggiare con quella macchina fotografica col teleobiettivo. E lui, la macchina, la vede anche lui, allora, a questo punto. Ed è la prima volta che la nota. Quindi, questi testimoni, si passano, come dire, il testimone di mano in mano. Prima lo vede la De Faveri, poi lo vede il Chiarappa. E passa mezz'ora e la macchina è sempre lì. Poi il Chiarappa se ne va. Ricordate? Per andare a fare il necrologio: 16.30. Passa un'altra ora. Quando se ne va, lascia la casa Rufo, mentre si avvia verso Firenze, nota la macchina; sono le 16.30. Quando ritorna dall'aver fatto il necrologio, e abbiamo calcolato che sono intorno alle 18:30, sono passate due ore, la macchina è sempre lì, nello stesso posto. E non c'è dubbio. Questa volta, lui nota la presenza della macchina. E, questa volta, la presenza della macchina in quel luogo lo infastidisce nella guida. Poi, i due coniugi, tutti e due, alle 20.00 se ne vanno e la macchina è sempre lì. Voglio dire, ci vuole un grande sforzo per affermare che questa macchina è rimasta ininterrottamente per cinque ore e mezzo in quel luogo? No. No, è leggere le carte, leggere le risultanze, vedere quel che dice il signor Chiarappa. Qui, a questo punto, di fronte... perché il Chiarappa e De Faveri, persone serissime, puntualissime. Qui, a questo punto, il Pubblico Ministero che cosa è costretto ad ipotizzare? Sentano, eh. Che questi Lotti e Pucci, i quali a questo punto tutto quello che hanno detto non torna in modo più assoluto, a un certo punto del pomeriggio vanno dalla Ghiribelli, eh? fanno quello che devono fare; poi ritornano per spiare la coppia, poi ritornano dalla Ghiribelli e poi ritornano? Ma che scherziamo? Ma dove siamo! Si può davvero giocare così con le risultanze di un processo? Questo è giocare, eh. Questo non è solo sforbiciare la tessera, proprio qui siamo proprio a modificarne la forma, cincischiarla, a renderla contorta. É serissimo il teste Gargalini, è serissimo il teste Martini, è serissimo il teste Ciappi. Tutto il gruppo di Baccaiano è serissimo. Non solo serissimo ma persone anche consapevoli di quel che hanno visto e che, specialmente Allegranti, hanno retto ad un interrogatorio, ad un esame durissimo da parte dell'accusa senza deflettere di una virgola. É seria Sabrina Carmignani. Certo che è seria Sabrina Carmignani. Lo è stata a suo tempo, lo è stata in questo dibattimento. A suo tempo quando — vi ricordate? — non ha visto soltanto la macchina e la tenda. La macchina in quel posto, esattamente dove vien trovato dopo l'omicidio. La tenda con quella sbrecciatura, con quella sciupatura che ha dopo l'omicidio. No, se voi leggete quel verbale che vi ho prodotto, troverete che Sabrina Carmignani ha visto un corpo dentro la tenda. Ha visto, da un rigonfiamento, la presenza di un corpo. Nella identica posizione in cui, per quello che descrive lei, in cui verrà trovata la povera Nadine Mauriot. Ebbene, lei ha visto un corpo, ha intuito la presenza di un corpo. E il giovane dov'è? La macchina è lì, la macchina è lì. Dovrebbe esserci anche lui, sì o no? Di già anche a chiedergli: 'dovrebbe essere anche lui lì?’ Certo che c'è, Kraveichvili, è là dietro, dietro la siepe, cadavere, coi bidoni sopra. Quindi non c'è solo l'odore di morto, non di topo morto, come dice il Pubblico Ministero. Quale toro? Dì morto! Ma c'è tutto un complesso di circostanze per le quali questa teste vi dà la percezione che, quando lei la domenica pomeriggio, e si ricorda il perché e il per come era la domenica pomeriggio... Ve lo rammentate? La festa, il fatto che era col fidanzato, che festeggiava quella ricorrenza. Quindi, è in grado, una delle poche testimoni di questo processo, che è in grado, non... per dire la verità non è una delle poche, è una testimone di questo processo che è in grado di localizzare perfettamente il giorno dalla sua presenza in quel luogo. E questa persona vede queste cose, eh. Dovete pensare che la macchina si è spostata perché i giovani sono andati a mangiare alla festa è poi la macchina è stata riportata proprio lì, nello stesso posto? Dovete pensare che la tenda era già sciupata prima? Che non è plausibile che l'assassino, muovendosi in quel modo concitato, come noi sappiamo che si è mosso e come dicono i periti, sia andato a sbattere contro la tenda facendola, in qualche modo, pencolare da un lato? No, no... La ricostruzione è quella. E c'è l'odore di morto. Quindi, serissima Sabrina Carmignani. 

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