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mercoledì 20 gennaio 2016

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 10 marzo 1998 - Sesta parte

Segue dalla quinta parte.

Avvocato Filastò: Poi, dopo aver detto che secondo lui il ragazzo era dietro, il Poggiarelli dice: "Però, dovessi dire dove era seduto il ragazzo non glielo so dire." D'altra parte la contestazione che gli fa il Presidente è una contestazione che si capisce bene da cosa deriva; da come è il verbale, si capisce perché a questo' giovanotto sono state affidate determinate parole, da quel verbale. "Avvicinandoci all'auto del passeggero abbiamo notato la ragazza sul sedile posteriore - gli contesta il Presidente di quello che disse il 21 giugno - "e solo successivamente ci siamo resi conto che sul sedile di guida era disteso. Si trovava Paolo Mainardi anche lui disteso in posizione supina." Quando? Quando si stava cominciando ad estrarlo. Questo ragazzo ha visto due fasi di questa… Non solo quella in cui inizialmente vedono lo sparo e poi vanno. Ma poi, dopo, quando si è… E c'è stato anche un momento in cui probabilmente il Mainardi stava disteso, in posizione supina, sui sedili anteriori. L'avvocato Filastò poi chiese al Poggiarelli: "Quanto vi siete soffermati a guardare questi ragazzi, a osservare la situazione?" E il Poggiarelli risponde: "Pochissimi. Si tratta di minuti, qualche minuto." Il Calamandrei dice: "Nel guardare bene, ci accorgemmo che dentro c'era una persona. E l'altro occupante, dall'altra parte, non son ben sicuro" - dice a pagina 71 -"che fosse davanti o di dietro. Mi ricordo che era molto reclinato all'indietro." Poi dice che: "Praticamente ci prese la paura a tutti. Siamo rimasti a una certa distanza, lo stavano già levando." E poi ripete: "Io non ricordo se lui fosse davanti o dietro. Molto sdraiato, molto reclinato all'indietro." Gli vien contestato: "Si vide la ragazza sul sedile di dietro e il giovane sul sedile di guida, appoggiato, riverso all'indietro." Ecco anche per cosa può essere stato ingenerato. Non voleva parlare di errore, parliamo di errore, di una verbalizzazione affrettata. "Il ragazzo si trovava in una posizione molto reclinata all'indietro", e in una posizione di questo genere qui, un po' di sbieco, può anche essere sembrato che fosse davanti. "La strada lì è buia". Presidente, posso fare una pausa di cinque minuti?
Presidente: Benissimo, cinque minuti di sospensione.

« DOPO LA SOSPENSIONE »

Presidente: Ci siamo? Prego, avvocato Filastò.
Avvocato Filastò: Grazie, Presidente. E si arriva, a questo punto, al teste Di Lorenzo Mario. Che è questo Di Lorenzo Mario? E' uno che sta nel bar dove i ragazzi sono andati a telefonare per chiamare l'ambulanza. Ha sentito questa cosa e si è affiancato a questi ragazzi e è andato anche lui sul posto a constatare quello che succede. E' una di quelle persone che, quando avvengono fatti di questa natura, subito si fanno in quattro per dare una mano, per collaborare. È quello che fa lui e, insomma, per quello che ci riguarda, dice: "E cominciano a tirarli fuori." Cominciano chi? Gli addetti dell'ambulanza. Perché lui arriva insieme a quelli dell'ambulanza. Insomma, poi ci sono momenti un po' di paura. E lui era andato là, non so, poteva aiutare qualcheduno dice. "C'era questa ragazza dalla parte destra?" "Sì. " "Aspetti. Dalla parte destra, dietro." "Ci rifletta." Dice: "Sì, era dalla parte destra, dietro. E questo ragazzo si sentiva un... dietro ai seggiolini." Dietro ai seggiolini. Quindi non c'è solo l'Allegranti, c'è anche il Di Lorenzo che lo vede dietro ai seggiolini, constata questo. "Era dietro" - poi spiega meglio a pagina 85 -"fra i seggiolini." Io gli contesto che lui aveva dichiarato che si trovava disteso con le gambe sul sedile anteriore. Lo aveva dichiarato prima, in questo modo. Di Lorenzo è un altro che, sia pure con quelle incertezze che derivano da chi non ha materialmente partecipazione alla attività di soccorso, vede il ragazzo dietro. E si arriva, a questo punto, al primo, diciamo così, "casus belli" di questa circostanza, che è il testimone Gargalini Silvano. Anche lui sentito a suo tempo. Anche lui sentito il 22 di giugno del 1982, a distanza di due giorni. Il quale dice: "Apro lo sportello..." e lui interviene. Ora, qui c'è un'apparente discrasia fra lui e l'Allegranti, perché tutti e due dicono di essere intervenuti e ciascuno indipendentemente dall'altro. Il che è possibilissimo. È possibilissimo che l'Allegranti sia intervenuto per primo e che immediatamente dopo sia intervenuto il Gargalini. Quando l'Allegranti, forse richiamato da qualcuno - come dice lui, l'Allegranti - si va a occupare di quello che è il suo lavoro, perché lui è l'autista e si deve occupare dell'ambulanza. E quindi lui poi lascia le cose agli altri e va dietro a. . . torna all'ambulanza a sistemare la lettiga. È così che lui dice, eh. È così che sono andate le cose, in una situazione di notevole concitazione. Il mio figliolo ha fatto questo lavoro, è iscritto volontario in un'associazione di questo genere; c'è andato un sacco di volte a fare operazioni di questo tipo e me l'ha raccontato come funziona, che c'è sempre una concitazione. Si va a raccogliere il suicida: insomma, son tutti lì che. . . E son ragazzi, ma bravi ragazzi, bravissimi ragazzi, perché chi sceglie di fare una cosa di questo genere, gratuitamente, è una persona più che rispettabile. Ed è una delle caratteristiche più positive del nostro ambiente, della nostra regione. La percentuale di volontari in questa attività che c'è in Toscana non c'è da nessun'altra parte d'Italia. C'è un sacco di gente che si dà da fare in questo senso. E questi ragazzi alcuni son giovanissimi. Sapremo qui, a questo dibattimento, che per alcuni di loro era il primo intervento addirittura, quello, che facevano. Perché è un'associazione questa, della Croce d'Oro, che è nata d'agosto. No, è nata non d'agosto... un poco tempo prima, ora il mese non me lo ricordo. E' nata pochissimo tempo prima, e per alcuni di questi ragazzi è il primo intervento che fanno. Quindi c'è, naturalmente, una certa concitazione. La persona più anziana del gruppo, che è per l'appunto l'Allegranti, il primo intervento lo fa lui. Poi dopo, a un certo punto, lui sa che il suo mestiere è un altro, lascia fare gli altri e va. Ed è questo punto. Che c'è di contrastante, di assurdo, di non veritiero? Il Gargalini: "Apro lo sportello al lato opposto della guida, cioè il lato destro." Questo l'ha detto chiaro. Dopo, nel prosieguo di questo dibattimento, quando si cercherà di fare la demolizione del teste Gargalini, come si cercherà di demolire il teste Allegranti. Oh, lì tutti: 'ma quale sportello? Destro in che senso?' Ma quando dice destro, si capisce che è lo sportello destro di una macchina. Dov'è lo sportello destro di una macchina? Quello opposto alla guida. Considerato che le nostre macchine hanno la guida tutte a sinistra, lo sportello destro è quello... quando si dice destra o sinistra di una macchina, si ha sempre in mente il senso di direzione della macchina. 'Destro, lei aveva detto così...'. "Entro dentro. Mi accerto che c'è due persone dentro. Che una, la donna, dietro lì, al lato destro, tasto il polso, tasto la carotide, non c'era segni di vita. Mi giro così e vedo l'altra persona accanto, che non dà segni di vita. Fo agli altri..." Che dava segni di vita. "Che dava segni di vita. Fo agli altri miei colleghi: 'portiamo via questo, perché è l'unica persona che dà dei segni di vita'. Lui era sul sedile posteriore, cioè sulla poltrona posteriore, lato guida, diciamo." "E poi" - chiede il Presidente - "che è successo?" "Niente. L'abbiamo tirato fuori, l'abbiamo caricato in ambulanza e portato all'ospedale San Giuseppe di Empoli." Poi si . comincia con le domande. Sulle contestazioni, il Presidente gli contesta che in precedenza aveva detto esattamente quello che dice ora. Non c'è proprio nulla da contestare. E la contestazione glie1'avevano già fatta all'epoca gli inquirenti, poi vedremo perché. Perché? Per quale motivo plausibile gli inquirenti possono avere in quel momento insistito perché un testimone rivedesse quella che era una sua constatazione? A un certo punto si dice, nel verbale: "Prendo atto che altri 'testi siano intervenuti, prima di chiamare i soccorsi, sia immediatamente dopo. Hanno rilevato una posizione del Mainardi completamente diversa." Cosa non vera, come abbiamo approfondito qui al dibattimento. "In particolare, questi testi hanno evidenziato che il Mainardi si trovava supino, leggermente spostato verso sinistra, sul sedile anteriore del guidatore." Questa è la contestazione che veniva fatta all'epoca. All'epoca, non ora. All'epoca, al Gargalini. "Sul sedile anteriore del guidatore e che tale sedile era disteso. Tale posizione risulta riscontrata anche dagli inquirenti al momento dell' intervento.” Questo è assurdo, non è vero nulla, perché gli inquirenti, al momento dell'intervento, il Mainardi non c'era. Era stato portato in ospedale, quindi gli inquirenti non hanno potuto constatare nessuna posizione del Mainardi. E questa è un'altra storia, un'affermazione completamente gratuita. E cosa aveva risposto all'epoca il Gargalini? Aveva risposto: "Io comunque sono assolutamente certo della versione da me fornita." E per forza. E qui, a questo dibattimento, quando gli contesto questa affermazione, cosa dice il Gargalini? Il Gargalini qui, a questo dibattimento. Prima aveva detto: "Sono assolutamente..." nell'82. Aveva detto: "Sono assolutamente certo della versione da me fornita." E qui dice: "Sì, perché l'ho tirato fuori." Più di questo cosa volete, scusate? Che cosa volete più di questo? Questo è il testimone che l'ha tirato fuori dalla macchina. Non è il testimone che è passato di lì, ha visto i vetri più o meno appannati, che si è fermato al buio, ha visto una maglietta bianca, ha avuto l'impressione che i due fossero appaiati come Marini, come ha avuto questa impressione il testimone Marini -sbagliando evidentemente - e mettendoli però uno accanto all'altro, tutti e due sul sedile anteriore. No, questo è un testimone che, aperto lo sportello, sta tirando fuori un corpo. E non solo, ma per fare questa operazione, vi dice questo testimone - e gli altri che vedremo fra poco - compie una operazione. E qual è questa operazione? Quella dello spostare verso il parabrezza, così, lo schienale di guida, e anche l'altro, dei sedili anteriori della macchina. E su questo son tutti d'accordo. Ora ditemi che un'operazione di questo genere si fa per estrarre, dal punto dove si trova, un corpo che si trova seduto davanti. Provate a scrivere nella sentenza una cosa di questo genere. Se questa operazione è stata fatta, e lo dicon tutti che è stata fatta, questo è segno che stava dietro, no? Perché altrimenti questo schienale è un ostacolo e quindi si deva fare questa operazione per trascinare questo povero corpo fuori. E qui si scatena una bagarre, vero, anche a rileggere questo verbale. "Eh, certo, l'ha tirato fuori." Dico io. Qui, a questo punto si innesta quella circostanza per cui dalle foto si vede che questo schienale è per un po ' - quello della guida - un tantino spostato così, con un'angolazione - forse così è troppo - con un'angolazione di qualche grado. La domanda a Gargalini, abbrevio, è la seguente. Dice: "Ma lei si è accorto..." perché questa è la posizione che si vede lo schienale. Vale a dire, la parte mobile dello schienale del sedile di guida è spostata un po' così. E si dice: 'ma lei... Guardi, noi si è visto le fotografie, c'è questo schienale in questo modo'. "Sì" - dice Gargalini - "l'ho spostato io così." Dice: "Per fare che?" "Per accertarmi delle condizioni di uno dei due, della ragazza." Perché lui è entrato di qua, all'inizio è entrato da questa parte e ha dovuto tentare di accertarsi - toccando la carotide, il viso, la faccia della ragazza - se questa ragazza era viva o morta. E allora, siccome questo schienale... dice l'ha un po' spostato indietro. Poi, dopo, fatta questa operazione, accertato che la ragazza era morta, per estrarre il corpo del Mainardi l'ha messo così. Dopo, successivamente, quando intervengono gli inquirenti, chissà... questo ritorna in posizione normale e risulta un po' piegato così. Ecco. E tutta questa tempesta in un bicchier d'acqua che riguarda lo schienale un po' spostato, lo risolve il Gargalini raccontando tutto questo in questo modo. 

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