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martedì 19 gennaio 2016

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 10 marzo 1998 - Quinta parte

Segue dalla quarta parte.

Avvocato Filastò: E qui noteranno di sfuggita la padronanza di questo individuo, la sua sicurezza, la sua capacità di dileguarsi, la preparazione anche. Perché? Ma, capitemi, voi sapete - a questo punto devo dire, voi sapete - perché almeno su questo sembrerebbe si fosse tutti d'accordo, compreso il Pubblico Ministero il quale vi propone questo straordinario scopo di lucro. Ma che lo scopo finale di questi delitti siano le escissioni, questo è un punto, le escissioni, lo strappo di questi poveri reperti da farne... lasciamo perdere, cosa se ne vuol fare, lasciamo fare. Lo scopo è sicuramente questo; da una parte e dall'alta, una parte dice per rivenderle al misterioso dottore, invece per me è per tutta un'altra ragione; tutti quegli scienziati, che ho citato ieri, dicono, esprimono pareri completamente diversi, rispetto allo scopo di queste escissioni, che si inseriscono perfettamente dentro una sindrome psicopatologica sessuale di quel tipo, sadomasochistica, sadica di quel genere, vengono portati a casa per rivivere poi dopo l'impressione, per riprovare il piacere, il godimento che si è provato in quel momento, perché quella persona è uno che sessualmente gode in quel modo lì. È tutto questo. Va be', comunque, lasciamo fare. Le escissioni, no, ma come poteva chiunque, qualsiasi persona, il più pazzo di questo mondo, come poteva immaginare di poter fare una cosa di questo genere lì? Vi ha detto l'avvocato Mazzeo: andateci a vedere. E comunque, se non volete andare a vedere, leggetevi cosa ha detto il testimone Carletti - che ci è passato prima, quando la macchina si trovava nella zona originaria, nel punto originario - siamo sulla strada, siamo su una strada trafficata, di largo consumo. Ma come fa uno a mettersi lì a far quelle cose? Passa la macchina, una qualsiasi macchina e dice: ma quello che sta facendo? Beh, allora, voglio dire, la ricostruzione che ho fatto io, che si mette lui alla guida, perché la macchina non c'è... oltretutto la sua macchina sta lontano, si mette alla guida, tranquillamente, lui e parte. Va in un posto fuori via, forse, probabilmente a fianco del posto dove ha lasciato la macchina, qualche stradetta secondaria là verso il Virginio, si mette lì, fa quello che deve fare, lascia la macchina con i ragazzi in quel modo, la ragazza forse... fa quello che deve fare. Risale sulla sua macchina e se ne va. Questo è il progetto. E se non fosse avvenuto un fatto straordinario, eccezionale, l'avrebbe anche realizzato il tipo, eh. Oppure dobbiamo pensare che la banda degli "amici di merende", che è partita dal Ponte Rotto, arriva lì, entra fine fatta, subito, trova la coppia, immediatamente uccide. Poi, va be', il ragazzo scappa, e poi dice: va be', è scappato, pazienza, si rimonta sulle automobili, Lotti sulla sua automobile rossa, quell'altro, e va be', e si ritorna a casa a ritornare a bere alla Cantinetta. Ma andiamo, ma che scherziamo, ma dove siamo? Ma come si fa a digerire panzane di questo genere, quando abbiamo di fronte, sotto gli occhi - poi lo vedremo esaminando la generica - una ricostruzione totalmente attendibile, serissima, e che non può essere sicuramente questa? Va bene. Andiamo avanti a leggere la signora Bartalesi. Sulla ipotesi di qualcuno che sposta, prima dell'arrivo dell'ambulanza, il corpo del Mainardi la Bartalesi ha già risposto. "Ma qualcuno di voi" - le chiedo - "aprì lo sportello di questa macchina?" "No, perché penso, finché un arrivò l'ambulanza non si toccò." Non la toccarono nemmeno questi ragazzi la macchina. "Non toccaste niente?" "No, noi quando si vide il foro del vetro ci si impaurì tutti. Come gli ho detto, ci si impaurì con questo foro e si scappò, in pratica." Quindi, questo andare di corsa a chiamare chi l'ambulanza e chi i Carabinieri è quasi... è una fuga, anche, rispetto ad un avvenimento che questi ragazzi hanno intuito grave, dal quale a un certo punto è bene prendere di corsa le distanze. "E noi invece si andò al bar di Baccaiano a telefonare all'ambulanza,, mentre gli altri erano andati a chiamare i Carabinieri." Il testimone Marini è forse, da questo punto di vista, quello più importante. Perché il testimone Marini... son tutti amici questi ragazzi, eh, tutti fra di loro, si conoscono tutti, e fra di loro il testimone Marini è quello che dà il via a questa falsa rappresentazione - falsa in buona fede, vero — della realtà del ragazzo che sta sul sedile anteriore. E qui si tocca con mano da che cosa è nato l'equivoco in cui è caduto lui. Probabilmente, contagiando in questo... ma contagiando per modo di dire, a mezza bocca, perché questi ragazzi poi, questa cosa, sì, nei verbali è espressa in un certo modo, con una certa affermatività, ma qui al dibattimento è venuto fuori che erano tutt'altro che sicuri. Presidente. Le domande le fa il Presidente qui, chiede: "Il giovane dalla parte..." Ecco: "E il giovane dove era?" E il Marini risponde: "Il giovane dalla parte della guida, naturalmente." "Era al posto di guida?" "Sì." "Tutti e due" - dice - "sdraiati all'interno." "Sì. C'era la sicura, mi ricordo." "E la ragazza dov'era?" "La ragazza?" "La ragazza." Dice il Presidente. "Sulla parte destra, sdraiata anche lei." "Cioè accanto al guidatore?" Chiede il Presidente. E il testimone risponde: "Accanto al guidatore, sì, senz'altro." Avete capito, ora? Questo ragazzo ha avuto l'impressione che questi due fossero tutti e due sui sedili davanti, uno accanto all'altro. Ma li ha visti l'uno accanto all'altra. Ed è questo che a noi ci interessa. In una macchina a due volumi, in quel modo, guardando dall'alto, senza aprire lo sportello, senza far la constatazione, ci si può sbagliare. Non è mica, questa, una Mercedes Benz 500 lunga da qua a laggiù, che si vede benissimo chi sta seduto davanti e chi sta seduto dietro. Questa... Eh? AW. Bagattinni: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: C'ha i vetri mezzi appannati, mi suggerisce il collega Bagattini, che francamente non saprei come fare senza di lui. 
Avvocato Bagattini: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Quindi è una situazione in cui è difficile distinguere. E questo ragazzo, in buona fede, vede queste due persone e ritiene che siano tutte e due sui sedili anteriori. Ma cos'è la cosa che a noi ci interessa? Che li vede l'uno affianco all'altro. "Erano in quella posizione lì, sdraiati per così, insomma." Anche lui ripete che, visto foro del proiettile: "Ci si impaurì" e che ovviamente sistema la sua constatazione in quella concitazione, in quella paura e in quella tensione che deriva dall'aver constatato la presenza di un delitto. Vorrei sapere a quante persone al mondo può essere successo nella vita di trovarsi a un tratto a constatare un delitto? Può capitare una volta, e per fortuna a rare persone. E queste persone, quando si trovano lì di fronte, hanno sentito gli sparì, hanno visto il proiettile, il segno del proiettile e immediatamente hanno detto: 'qui si son sparati'. Eh, insomma, provateci a immaginare che tipo di tensione. E poi il tempo, di questa constatazione, che gli ha fatto prendere questo abbaglio dì ritenere queste due persone affianco l'una all'altra, fossero entrambe sul sedile anteriore. Però non è che si muovevano e niente. "Noi" - dice - "furono attimi, non è che ci si stiede 10 minuti lì." Visto il foro del proiettile: via, fuga, di corsa a chiamare i Carabinieri e l'ambulanza. E vede il ragazzo sdraiato all'indietro. Sdraiato all'indietro, lo vede sdraiato non perché sia sdraiato all'indiètro, come vuole il Pubblico Ministero, come qualcuno ha detto si stava rivestendo. Tutte storie. Si stava rivestendo per ragioni di, come ha detto, riservatezza? È che lui è andato all'indietro, è all'indietro, con la testa sul sedile posteriore - questo lo dicon tutti - colpito, è andato all'indietro. Poi il Marini parla degli scoppiettii. Poi quelle altre cose ve le ho dette. "Qui si sono sparati." Eccetera. E vediamo il Poggiarelli Adriano. Il quale Poggiarelli Adriano è quello che arriva, se non sbaglio, insieme al Carletti. No, no, no. No, non è insieme al Carletti. È insieme al Calamandrei e guida lui la macchina del Calamandrei. Sulla posizione del Mainardi. Anche loro ci passano davanti, poi tornano indietro perché gli sembrava una cosa strana: "Siamo tornati indietro." Poi qualcuno ha detto... E il Presidente gli domanda: "E questo giovane dove era seduto?" E cosa risponde? Cominciamo a contarli, eh. Perché per ora ne abbiamo visti due che sono incerti. Una che dice, la signora Bartalesi, dice: 'io non l'ho visto perché non sono nemmeno scesa'. Poi dopo a contestazione: 'mah, sì, può darsi. Allora dissi, allora, allora sì. Se c'è scritto, la mia firma c'è'. Un altro dice davanti, però immediatamente, nel dire davanti, subito la sua affermazione è immediatamente minata, per quello che ci interessa, dalla constatazione: erano seduti l'uno affianco all'altro. Quindi, secondo il mio parere, se dobbiamo, come dire, vivere questa esperienza processuale in termini di referendum, io il voto del signor Marini lo assegnerei al sedile posteriore. Ma il signor Poggiarelli, a domanda del Presidente, dice: "Per conto mio era disteso indietro, sul seggiolino posteriore, o per lo meno la testa l'aveva sul sedile posteriore. Cioè, la sensazione è che fosse... Vedevo chiaramente questa ragazza, perché io mi affacciai dalla parte destra dell'auto." Vogliamo dargli un punto e mezzo fino a ora? Alla tesi, alla ipotesi Allegranti? Perché è così che è stata definita questa cosa. Da parte di quel banco dove non si fa che sbandierare: 'fatti oggettivi, le constatazioni; noi, fatti, fatti, non vogliamo inter... fatti, fatti'. Questa tutto a un tratto è diventata "l'ipotesi Allegranti". Un testimone viene qua, dice: 'io ho visto questa cosa. Sono andato lì, ho visto questo'. 'Ma è sicuro?' 'Sì'. E lo dice da tempo, da sempre. Continua a dire sempre la stessa cosa. Magari si sbaglierà anche, ma non possiamo parlare di "ipotesi Allegranti". Possiamo dire lo sbaglio di Allegranti caso mai. Possiamo dire l'errore, possiamo dire la farneticazione, l'abbaglio, l'allucinazione di Allegranti. Ma non l'ipotesi di Allegranti. E che gliene importa a Allegranti di un'ipotesi o di un'altra? 

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