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giovedì 17 settembre 2015

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 3 marzo 1998 - Sedicesima parte

Segue dalla quindicesima parte.

Avvocato Mazzeo: Poi dice... E qui, attenzione, pagina 11. Pagina 11, fascicolo 62, udienza 09/12: Siccome la cosa proprio non si regge, no? È una cosa che è sospesa, no, tra il cielo e la terra, allora qui dà una nota di verosimiglianza, ma la dà adesso, per la prima volta, in conseguenza di contestazioni. Tenete presente la Suprema Corte di Cassazione, Sezioni Unite. Dice: "O me l'ha tenuta lui per premere il coso, perché io non ce la facevo a cosalla." Ah, guarda quante precisazioni. Alla fine dice che: "Ero intimorito." Poi dice: "Ma li ha presi tutti. Come ha fatto?" "No. Ma me l'ha tenuta lui." Ma lo dice come quinta o sesta dichiarazione sullo stesso fatto. E questo non è un fatto secondario, è l'omicidio, eh. "Me l'ha tenuta lui per premere il coso. Perché io non ce la facevo a cosare." E oh, rincara la dose. Dice, sempre pagina 11: "Da principio sì, me l'ha tenuta il Pacciani." Ora, ve lo immaginate? Io non lo so, gliel'ha tenuta il Pacciani, no? È più verosimile di prima, no? "Perché non sapevo, impaurito a quella maniera..." - paura, me la tiene Pacciani - "un mi riusciva di pigliare il cosino che c'è sotto." Poverino, non sa che si chiama grilletto. "E poi mi ha detto come fare." Ma senti quante cose ha fatto il Pacciani in pochi secondi! Gli ha detto pure come fare. Quei poverini... Non so se avete notato, in tutte le ricostruzioni omicidiarie di questo signor Lotti, le vittime, le vittime, non esistono. Le vittime non esistono. Stanno lì per farsi ammazzare. Cioè, loro sono andati lì per svolgere un ruolo, un compito. Il ruolo delle vittime agli Scopeti, a Vicchio, per esempio, e anche qui, è quello di stare lì per farsi ammazzare. E che volete, non c'è versi. A come li descrive lui, per esempio qui a Giogoli, eh, ne saranno passati di secondi, no? 'Mi spiegava come fare, mi ha passato la pistola in mano, all'inizio me la teneva in mano lui, poi mi ha lasciato; poi se l'è ripresa lui, poi si è sparato girando intorno al furgone...', saranno passati dei secondi, vivaddio! Le vittime, non si sa: 'mah, erano sedute, erano in piedi, un l'ho viste...' "Grida ne ha sentite?" "No." Qualche volta dice: "Ho sentito dei lamenti." Ma la stessa cosa succede a Vicchio. Perché questo è veramente... questo deve destare la pietà, poi, no? E 1 rabbia nei confronti di chi narra. Spietati, bisogna essere nei confronti del Lotti, perbacco! Perché queste vittime... Perché lui lo dice che ha commesso, lui lo dice che ha partecipato. Vanni no. Si è sempre protestato, nel suo linguaggio, innocentissimo. Innocentissimo, è il massimo che è riuscito a dire. E, secondo il Pubblico Ministero, dormiva con un occhio solo? No, no, dormiva con tutti e due, ve lo posso garantire, che ci sono stato a fianco per quattro mesi. Non ce l'ha le physique du ròle, è inutile! 19 minuti di domande fatte dal... L'ho cronometrato, eh. 11 Pubblico Ministero, a Lotti, gli ha fatto 19 minuti di domande aventi ad oggetto un concetto profondissimo: i vibratori del Vanni: 19 minuti di domande, gli ha fatto. "De hoc postea." Allora, torniamo lì. Le vittime non ci sono mai. In questa ricostruzione, in queste ricostruzioni — e questa è anche la fallacia, no, il buonsenso comune - in queste ricostruzioni, questi disgraziati non ci sono mai. Cioè, sono dei fantocci. Sembra che li abbiano messi lì apposta per dire: guarda, oh, sono lì, si fa la prova. Noi ti si ammazza. Però non ti muovere, non ti spostare. Dio... Non mi confondere'! A Vicchio succede una cosa tremenda, perché, scendono dalla macchina - poi ci torno, eh - con le parole del Lotti, eh. Con le parole del Lotti: scendono dalla macchina, si avvicinano alla macchina di quei ragazzi, con la luce, senza la luce. Questi stanno sempre lì. Poi il Pacciani torna indietro, riprende la pistola da sotto la macchina e va là e gli spara. E questi, naturalmente, che devono fare? Stanno lì per farsi ammazzare, perbacco! È così, eh. Cioè, mentre è risaputo - perché lo dicono tutte le ricostruzioni e tutte le perizie — che l'azione omicidiaria ogni volta è stata fulminante: ha impedito alle vittime ogni accenno di reazione. Agli Scopeti, la stessa cosa. Addirittura agli Scopeti il Pucci ci viene a raccontare che andarono a vedere questi due poverini, che poi chissà perché sono sempre lì a fare l'amore, sono stati visti a Vicchio cinque volte, secondo la ricostruzione del Lotti. Da lui, da Pacciani, da Vanni... Erano sempre lì con la macchina celestina. Quei disgraziati erano sempre lì a fare l'amore. Ma guardai Agli Scopeti, lo stesso. Perché vanno nel pomeriggio, si fermano. E l'interroga proprio il collega, il Pucci: "Ero lì, si faceva l'amore, li abbiamo visti..." Tornano la sera e rifacevano l'amore anche la sera, eccetera. Ma sono, lo capite che sono fantasmi, sono prodotti di una fantasia di bassissima lega, anche, di questa gente. Che non sa neanche inventare. Ha ragione Hitler: "Più grossa la spari, a volte più difficile è smontarla.” Perché la follia e la inverosimiglianza e il ridicolo sono espansivi. Sono espansivi, ci coinvolgono... Teniamo sempre presente quello che dice Bergson: "Noi dobbiamo lavorare, la nostra mente deve essere vigile." Perché io devo accettare che sia vigile una Nicoletta, Nicoletti Filippa, come si chiama, che glielo chiede cinque volte? Una povera donna che è costretta per vivere a fare la prostituta, glielo chiede cinque volte: 'ma tu se te? Ma sei sicuro? Ma sei stato te? Ma li ha visti per davvero? Ma li hai visti bene?' E poi non glielo dobbiamo chiedere 50-500 volte? Far ragionare il nostro cervello su questa cosa, ma scherziamo? Stanno lì per farsi ammazzare. "Me l'ha tenuta lui...", allora falsità doppia, tripla, quadrupla falsità. Un progressivo - voi avete sotto i vostri occhi, Signori, con le parole dello stesso narrante - un progressivo aggiustamento del tiro, come dice la Cassazione, per far qua-dra-re la sua versione alle contestazioni e all'emergenze oggettive processuali. Conclusione del vostro ragionamento logico, in base all'insegnamento della Suprema Corte: falso, bugiardo. Ma poi l'ha anche detto alla Nicoletti: 'ora, l'avvocato mi dice che devo parlare dell'ottanta... Ma io non so nulla'. Ma cosa vogliamo di più? Falsità a Giogoli. "Pacciani..." Dice Lotti, lo dice e lo ripete e lo ribadisce. Attenzione, perché le poche volte -pochissime, bontà sua - che non ha aggiustante il tiro, che non si è contraddetto, ha sparato delle cose che non... inesistenti. Sono delle offese alla vostra intelligenza. Oh, ecco. Ha sparato delle cose che rappresentano delle offese all'intelligenza di chi li sta giudicando. E non è giusto che la faccia franca, che faccia addirittura il giudice lui. Uno che... che non le dice neanche bene. Perché se le dicesse bene, perlomeno, sarebbe più. dignitosa. "Pacciani non sparò dentro il furgone”, incidente probatorio, volume I, Allora, Lotti dice, pagina 49... Incidente probatorio, volume I, pagina 49. Lotti: "Dopo aver sparato, la prese lui, il Pacciani." "La prese lui", probabilmente la pistola, penso. "E andò dalla parte...", sì, la pistola. "E andò dalla parte opposta del furgone e sparò." Pagina 49. Insiste: "Aprì lo sportello Pietro e guardò se era uomo o donna. E vide che erano morti." Allora, spara, finisce di sparare, apre lo sportello e vide che erano morti. Poi aggiunge pure che si arrabbiò perché erano due uomini... Va be'. Udienza 27 novembre, fascicolo 53. Lotti: "Poi - attenzione - "dopo, dopo, quando gli ha finito" - poverino, vai - "quando gli ha finito di sparare" - ma che deve dire di più? -"poi" - ancora insiste - "gli aprirono lo sportello." "Dopo, quando gli ha finito di sparare, aprirono lo sportello." Pagina 46 del fascicolo 53. Udienza 28 novembre, fascicolo 54, pagina 50. Lotti: "Dopo che hanno sparato definitivamente tutto..." Perché qui c'è, si immagina l'incalzare delle domande, no? Dice, com'è possibile? Ci sono i bossoli dentro. E lui, spiega, ecco, allargando un po' il ventaglio del suo vocabolario abituale, dice: "Dopo che gli hanno sparato definitivamente tutto, hanno aperto gli sportelli." Ma cosa volete da me? È chiarissimo. "Dopo che hanno sparato definitivamente tutto, hanno aperto gli sportelli", pagina 50. Pagina 59: "Dopo, quando hanno sparato del tutto...", ma guarda quanto è ricco il vocabolario del Lotti! "Dopo che hanno sparato del tutto, definitivamente tutto, del tutto, gli ha aperto dopo lo sportello." Ma cos'altro vogliamo signori? Come lo deve dire? Ma che deve dire questo poveruomo, di più? Poveruomo, per modo di dire, eh. Udienza 09/12, fascicolo 62. Il sottoscritto gli chiede: "Ma quando Pietro..." Perché qui c'è una evidenza oggettiva, no? Finalmente c'è un punto su cui o è bianco, o è nero. E questo, attenzione - insisto con le parole della Suprema Corte - non è un punto secondario, non è un punto di basso profilo, non è un punto marginale, non è un punto in cui è ammissibile e concepibile l'errore o la contraddizione, stante la naturale fallacia della memoria umana. No, dice la Cassazione, no dice il buonsenso prima della Cassazione: laddove tu mi stai parlando del momento topico, del momento decisivo dell'azione, tu non ti devi sbagliare. Meno che mai, tu Lotti che è la prima volta che spari, poi, via. Sul Eh? Allora io, per eccesso di zelo, chiedo: “Quando Pietro aprì lo sportello, sparò altri colpi?" Facciamogli anche questa domanda, vai. Gliel'ho fatta suggestiva, guarda, lo volevo aiutare forse, chi lo sa? Lotti: "No, no. In quel momento lì non ho sentito dei colpi." Pagina 21, fascicolo 62, udienza 09/12. Oh, questo è falso. Questo non è contraddizione, non è inverosimiglianza, è falsità con note di ridicolo. Ecco, se vogliamo qualificarla. Ricordate la Corte Suprema? Signori, lo dico più che altro per i Giudici non togati. Dice: "È mancato nell'analisi critica dei Giudici un momento essenziale del procedimento logico, diretto a stabilire, con riguardo ai 'singoli contesti, la rilevanza e la significatività delle lacune e delle contraddizioni per saggiare l'attendibilità dell'insieme. E la schiettezza -la schiettezza - dei successivi adattamenti e delle correzioni." A parte che qui, correzioni, poverino, non ne fa neanche. Lui, fino in fondo, fino alla fine, fino alla tomba, ha detto: "I colpi sono stati sparati tutti fuori e tutti prima di aprire lo sportello." Qui non c'è neanche da dire che ha aggiustato il tiro, poverino. Sui cadaveri ha tentato di aggiustare il tiro, la posizione; ma sui corpi, no. "E la schiettezza dei successivi adattamenti e delle correzioni, onde stabilire se si trattasse di genuini ripensamenti, espressione di uno sforzo di chiarezza nell'approfondimento mnemonico, ovvero dell'adeguamento puro e semplice della propria versione, a fronte dell'emergere di contestazioni e di risultanze processuali da far quadrare con essa.” 

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