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mercoledì 10 giugno 2015

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 20 febbraio 1998 - Nona parte

Segue dall'ottava parte

« DOPO LA SOSPENSIONE »

Presidente: Ci siamo tutti? Sì. Possiamo riprendere, Pubblico Ministero.
P.M.: Sì, Presidente, grazie.
Presidente: Abbiamo fatto una pausa un po' più lunga, ma insomma, ha giovato un po' a tutti.
P.M.: Allora, vi stavo accennando alla circostanza che, a quelle dichiarazioni di Lotti, oltre questi che ho indicato come riscontri oggettivi e documentali, vi è una serie numerosa di riscontri testimoniali, su alcune circostanze talmente importanti che ci danno la certezza, indiretta, che il Lotti, anche su questo, su tutto dica la verità. Ma sicuramente su queste circostanze. E vi avevo accennato, all'inizio di questa discussione, che si tratta in buona parte anche di testimonianze che avevamo già raccolto, ma che non spiegavamo in un contesto diverso. Quindi la importanza, come fonte, di queste testimonianze, è un'importanza ancora più pregnante perché si tratta anche di testimonianze di persone che si erano presentate agli inquirenti al momento dei fatti, il giorno dopo, il giorno stesso, la sera stessa. Che avevano visto delle situazioni, relative ad auto, relative a persone, a condotte, che si erano sentiti in dovere di riferire agli investigatori e che quindi sono testimonianze genuine innanzitutto, perché sono testimonianze del momento dei fatti. Ecco, quindi il materiale, i riscontri obiettivi testimoniali che vorrei esaminare ora con voi, per quanto riguarda la ricostruzione che è stata fatta, sono di questo tipo. Innanzitutto testimonianze di allora, e le testimonianze che, secondo quanto è stato indicato all'inizio di questo dibattimento, sono state poi raccolte perché le indicazioni venivano allora. E sappiamo tutti che la più, quella che ha smosso le acque del torpore della ricostruzione di questi fatti, nel passaggio alla fase in cui abbiamo capito che, come ci ha riferito poi Nesi in quel modo pittoresco, che sa far lui: "quella sera a Scopeti c'era movimento", è una cosa che... "perché vidi più di un'auto" e riferì all'amico Roberto, o come diamine si chiama "c'è movimento stasera agli Scopeti". Ecco, è una cosa che era emersa frammentariamente all'inizio e che poi nel dibattimento, in questa nuova indagine è venuta in tutta la sua chiarezza. Ma partendo proprio da quel Nesi, che è stato proprio lo spunto, non dimentichiamo la fondamentale portata delle sue dichiarazioni anche in questo dibattimento. Perché va sicuramente letto come dato oggettivo ciò che Nesi Lorenzo riferisce. Riferisce tantissime cose, ma per quanto... e le vedremo man mano. Ma per quanto riguarda il delitto degli Scopeti, dice sostanzialmente questo. L'ha riferito allora e l'ha riferito qui: sono sicuro, sono tranquillo, io lo conosco Pacciani. L'ho visto quella sera agli Scopeti. Nel dibattimento Pacciani spiegò come mai si decise a raccontarlo in un secondo momento, più che credibile. Perché Pacciani disse di non conoscerlo: no guarda, io ti ho anche visto. E cosa racconta? Dice: "Guardate, la sera dell'omicidio di Scopeti, intorno alle 23" - punto di partenza della nostra indagine - "in macchine vidi Pacciani sulla sua Ford Fiesta, con un'altra persona accanto. Lo incontrai all'incrocio che si trova a poca distanza dalla piazzola, andando da Firenze verso San Casciano. Era la mia direzione. Me lo trovai davanti. Vidi la sua Fiesta, con quella banda laterale celeste e amaranto. Era sicuramente la sua macchina, ma quel che è importante vidi lui, vidi la persona fisica. Aveva un altro dietro". Cosa disse nel corso delle indagini il Nesi: "Guardate, io chi fosse quello dietro, non l'ho riconosciuto, non l'ho visto, ho fatto solo delle deduzioni, perché? Perché c'era davanti il volto grosso, la figura grossa di Pacciani che mi ha dato quella sicurezza. C'era un altro dietro, pensai - ma lo pensai solo, non ho alcun elemento, non prendete questa mia testimonianza" - l'onesto Nesi - "per verità. Pensai che in quella macchina non poteva esserci che Vanni, perché erano sempre insieme. Pensai che fossero stati dalla Sperduto, che abitava lì vicino, a due chilometri, perché sapevo che andavano da lei. Però attenzione, io vidi Pacciani, chi c'era accanto non lo so. C'era un'altra persona. Le altre sono mie deduzioni". E quindi abbiamo questo riscontro temporale molto forte, perché Lotti e Pucci di fatto hanno detto: avevamo appuntamento alla piazzola alle 23. L'orario è quello, la macchina è quella, c'erano due persone. Processualmente sappiamo che c'era Pacciani. Ma su questo punto di questa macchina con due persone, abbiamo anche qualche altra testimonianza. Ricordate quella testimonianza di quelle due persone, quegli amici, Stetman Sharon e Raspollini Valeriano? Hanno un valore probatorio molto forte perché sono due persone che si presentano anche loro la sera stessa, la mattina: dopo ai Carabinieri di San Casciano. Sono quei due che dicono: noi siamo passati di lì perché andavamo a Firenze. Io e Raspollini eravamo stati fuori, in Umbria - mi sembra, una cosa del genere - e passando di lì, a quell'ora, soprattutto lei, dice lui, che non era attenta alla guida, vide una circostanza importante. Cosa vide? Vide una macchina bianca, una piccola macchina, media cilindrata. Ma quello che si ricorda la signora Stetman Sharon, quella americana, se non sbaglio, molto corretta, molto attenta nel fare le sue spiegazioni, come tutti coloro che sono abituati a testimoniare e sanno l'importanza. Quindi assolutamente persona indifferente agli imputati. Una persona, un terzo più che credibile. Dice: guardate, io allora, a quell'epoca, in quel giorno, vidi che, nello stradello di fronte, in uno stradello che io poi ho riconosciuto con la Polizia, è lì, c'era una macchina che usciva dalla stradina, verso di noi. È la stradina, che è quella che va alla casa dei Rufo, lì di fronte per intendersi. Proprio voi avete le fotografie aeree del posto e si vede benissimo la stradina con quel muretto, dove poi, il Lotti ci ha raccontato che Pacciani e Vanni avevano nascosto la macchina, o più che nascosto l'avevano appoggiata. La signora Sharon dice: guardate, la cosa che mi sembrò strana è che il conducente di quella macchina che si immetteva sulla strada che noi percorrevamo verso Firenze, quindi in direzione opposta alla nostra e veniva da destra, era un conducente che non voleva essere visto perché fece marcia indietro e non si capì, né io, né il mio compagno, perché quell'auto fece quella marcia indietro, anche perché non disturbava il nostro percorso e abbassò i fari. C'erano due persone. Ecco che abbiamo una testimonianza oggettiva, ulteriore e dell'epoca, del fatto che una macchina, con quelle caratteristiche, con due persone, con quella condotta, intorno a mezzanotte. Quindi è dopo l'omicidio, se la ricostruzione oggettiva può avere su questo qualche precisione. Noi prendiamo il dato, le ore ognuno le racconta nell'ambito del proprio vissuto di quella notte. Cosa volete, che uno sia andato a guardare che ore erano. Ci dà proprio... dice: io vidi una macchina con queste caratteristiche. Ma non è la stessa situazione che ha visto Lotti? Non è la stessa situazione, che un'ora prima, alle 11, non ha visto Nesi in quella zona? Guardate quante coincidenze. 

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