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mercoledì 25 marzo 2015

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 23 gennaio 1998 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Presidente: Scusi, no, no, può finire il discorso che doveva fare.
Franco Barontini: Io?
Presidente: Non so, il professor Maurri sta... ha finito il professor Maurri o no?
Mauro Maurri: Sì, ho finito.
Presidente: Lei professore?
Franco Barontini: Io mi riferivo alle obiezioni che sono state mosse al nostro procedere...
Presidente: Bravo.
Franco Barontini: ...peritale. La prima. Cioè, io conosco ca... la valutazione che dobbiamo dare non è relativa a quanto...
Presidente: No, dottore, scusi, dica il nome prima perché nella trascrizione dopo non...
Franco Barontini: Ah, scusi, Barontini Franco del Collegio Peritale della Corte. Ripeto quanto ho già premesso, che il giudizio attiene la capacità psichica di questa persona di rendersi conto della situazione. E quest'uomo è stato perfettamente in grado di comprendere di cosa si trattasse e che sono gli elementi fondamentali. Quindi, rispetto a quanto ha detto la dottoressa Niccheri Gineprari, beh, bisognerebbe allora fare un'indagine psicologica, psicometrica a tutti coloro che vengono in questa aula, prima che vengano interrogati. Perché un'analisi psicologica dovrebbe riguardare chiunque persona che viene sotto il vostro giudizio. In questo caso, come è già stato detto, quest'uomo aveva già esplicitato tutto quello che era in grado di fare e tale si è comportato e con la stessa maniera si è comportato con noi. Non ha avuto dei disturbi tali dello stato di coscienza, perché la definizione riguarda la capacità di partecipare coscientemente, quest'uomo non è affatto confuso, quest'uomo non è paralogico, quest'uomo non è delirante, quest'uomo non è demenziale. Ha un deterioramento mentale che tutti abbiamo riconosciuto in rapporto all'età e alla patologia arteriosclerotica, che noi speriamo di avere in minor grado di lui. Ma anche se non lo sappiamo, rispetto a quello che ha detto il collega Sottini, io faccio notare di avere altrettanta esperienza per soggetti che hanno delle gravi lesioni cerebrali, con efficenza mentale normalissima, in grado di sostenere un dibattimento. Quindi, non è in funzione del numero dei buchi che la risonanza magnetica sarà in grado di documentare, che questo Collegio dovrà poi esprimerne un parere. Il parere lo dà in funzione della efficienza intellettuale di quest'uomo. Che noi abbiamo riconosciuto essere un individuo personologicamente già ipodotato. È un contadino che, da quello che abbiamo potuto ricavare, non ha molto sviluppato il suo patrimonio intellettivo. Però, questo non gli ha impedito di fare la vita di contadino o di, non so, postino, eccetera, come ha fatto. Io non mi sono molto documentato, al riguardo. Comunque, è un uomo che ha fatto tutta la sua vita regolarmente, non ha avuto nessun ricovero; e ripeto un'altra volta, senza offendere troppo il mio collega neurochirurgo, che non è in funzione del numero delle lacune di un cervello che noi possiamo dare poi un giudizio. Non volevo citare nomi illustri, per non essere cattedratico, di persone che avevano due, tre lesioni fattuali molto più gravi del nostro, i quali hanno fatto delle ricerche scientifiche e sono, diciamo, della storia della medicina. Non faccio citazioni per non essere troppo erudito.
Presidente: Allora, a questo punto la Corte si ritira per provvedere...
Avvocato Filastò: Vorrei far delle domande.
Presidente: Come?
Avvocato Filastò: Vorrei fare delle domande, Presidente.
Presidente: Allora, faccia le domande.
Avvocato Filastò: Incominciavo a fare una domanda sulle conclusioni.
Presidente: Sì sì, faccia la domanda. Faccia.
Avvocato Filastò: Ma voglio entrare un momento nello specifico.
Presidente: Bene, faccia le domande.
Avvocato Filastò: Ecco, mi riferisco all'esame psichiatrico che è stato fatto in quelle condizioni che ha descritto poco fa la dottoressa Niccheri. Io trovo in questa relazione alcune indicazioni e volevo essere in qualche modo confortato. Per quanto riguarda i sintomi che hanno provocato il ricovero in ospedale, voi avete accertato positivamente che si è trattato, prima di tutto, di cadute a terra? Diverse. 
(voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: No, professore, bisogna che mi dica di sì al microfono. 
Perito: L'ha detto lui.
Avvocato Filastò: L'ha detto lui, ha riferito di esser caduto a terra. 
Perito: E per questo, mi permetta, non è contesta...
Presidente: No, facciamo fare la domanda, e poi dopo rispondiamo.
Avvocato Filastò: ...mettere in chiaro queste situazioni di carattere obiettivo. Di essere caduto da terra, di avere parzialmente, in maniera determinante, perso l'uso della parola, vi ha detto anche questo? 
Perito: Sì.
Avvocato Filastò: Abbia pazienza, professore, bisogna ci dica di sì o di no... 
Perito: Borbottava.
Avvocato Filastò: Eh? 
Perito: Lui ha detto: borbottavo.
Avvocato Filastò: Borbottava. 
Perito: Si può interpretare...
Avvocato Filastò: E ha anche detto... 
Perito: Avvocato...
Avvocato Filastò: ...che cercava di dire delle cose...
Presidente: No no, però facciamo la domanda, e poi la risposta. Sennò dopo non va bene, così.
Avvocato Filastò: Sì. Quindi, una situazione di, come si dice? afasia o disfasia sostanzialmente. Voglio dire, dall'esame che avete fatto, avete avuto l'impressione che nel riferire questi sintomi il signor Vanni enfatizzasse questi sintomi, questa sintomatologia, queste defaillances? In qualche modo, come dire, per esagerare questa situazione, in qualche modo mascherarsi. Oppure è il contrario? Nel senso che vi ha dato l'impressione che nel suo parlare, nel riferire questi sìntomi, lui in qualche modo ci tenesse a dichiarare, ad affermare che attualmente stava bene, aveva superato questa situazione. Ecco, questo aspetto. Insomma, voglio dire, una persona che giocava un po' con voi mascherandosi, enfatizzando certe cose? Oppure, che riferiva dei fatti reali?
Franco Barontini: Allora, risponde Barontini Franco, del Collegio peritale della Corte. Allora, io personalmente, avevo previsto che il Vanni, che non conoscevo, nella situazione potesse presentare una sindrome di Gancer. Cioè quella sindrome che lei conosce...
Avvocato Filastò: Sì. |
Franco Barontini: ...per cui uno cerca di difendersi inventando. Questo non è stato. Non l'abbiamo scritto, perché non è stato.
Avvocato Filastò: Non aveva atteqqiamenti, difensivi?
Franco Barontini: Ecco, appunto, ripeto che mi avvalgo di quello che ha detto il suo consulente, qui accanto. Che cioè casomai era euforico, tanto è vero che ha detto : 'ah, ma io sto bene, aspetto l'ultimo esame'.
Avvocato Filastò: Sì.
Franco Barontini: Ecco, quindi in definitiva non ha enfatizzato proprio su nulla. Era - mi scusate la parola toscana - scocciato, quest'uomo, perché non sta a me dire quante volte è venuto qui a essere interrogato. Quindi cercava di accontentare in maniera sufficientemente cortese noi che eravamo intorno al suo letto, ma non ha mai esagerato in difesa. Ha sempre semplicemente riferito quello il che gli era successo. Che noi non possiamo documentare. C'è un punto su cui, col collega Sottini, suo consulente, possiamo restare in lieve discordanza. Perché la caduta a terra fa parte dei cosiddetti "drop attack", all'americana: cioè attacchi di caduta improvvisa, come quella avvenuta, per un disturbo circolatorio nel circolo vertebro-basilare. Mentre, il disturbo della parola, attiene più a una insufficienza circolatoria della cerebrale media. Poiché però noi non abbiamo visto né l'uno né l'altro, possiamo lasciare indecifrato se è stato un'ischemia transitoria. Se mi permette, io sarei più per un RIND, come ho già detto verbalmente, che per una TIA. Ma la parola RIND non è accettata da tutti, la definizione.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Franco Barontini: Vuol dire "reversible...
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Franco Barontini: Vuol dire... Scusi, glielo spiego, avvocato.
Avvocato Filastò: Grazie.
Franco Barontini: Vuol dire, più duraturo, il rind; perché è un reversible. È neurological deficit. Rispetto al TIA, che e di durata più breve. Allora si potrebbe qua discutere parecchio. Ma guardiamo il pratico. Quando noi l'abbiamo visitato, tutto quello - che fosse un TIA, o fosse un RIND come ritengo personalmente io - non ha più importanza. Perché noi non abbiamo visto nulla di Vi questo, se non quegli esiti neurologici che forse ci potevano anche essere già prima. Perché, come ha detto il collega Sottini, quei reperti che fa vedere la TAC, e che la risonanza farebbe vedere molto più dettagliatamente, sono in… per esempio, non sappiamo in questo stesso momento se per caso non abbiamo qualche piccolo infarto lacunare; a volte non ci se ne accorge, avvocato. Per rispondere alla domanda concretamente, quindi: nessun atteggiamento ganceriano, nessun atteggiamento di enfatizzazione di disturbi. Ma, casomai, un senso di liberazione per quanto gli era capitato dal punto di vista medico, tant'è vero che ha mosttrato euforia nel riferire: 'insomma io sto bene io’. Ecco, questo è il succo.
Avvocato Filastò: Professore, vi ha raccontato, il paziente, oppure ne siete venuti voi a conoscenza in altro modo, di un episodio correlativo, avvenuto in epoca precedente, in un carcere?
Franco Barontini: Eh, ma proprio corrisponde, è proprio... È Barontini. Corrisponde proprio a quello che abbiamo detto, e che ha già detto il dottor Sottini. Cioè che questa encefalopatia non è venuta adesso avvocato, lui ce l'ha chissà da quanto tempo. E di adesso ci può essere stato questo TIA, o questa AT, questi TIA, o questi RIND; che però sono stati riassorbiti. Quindi abbiamo una persona che ha avuto un disturbo della circolazione cerebrale in varia localizzazione, possibili, da definire nel circolo posteriore o nel circolo della cerebrale media di sinistra. Però, noi abbiamo un individuo che ha superato questo. E quindi, in definitiva, noi dobbiamo diciamo documentarci su quello che abbiamo visto e su quello che è successo prima. Eh, probabilmente alcune di queste lesioni, come ha detto già il Sottini, sono di vecchia data, sull'emisfero di sinistra.
Avvocato Filastò: Comunque, ecco, voi non avete preso visione di una precedente perizia svolta su questa persona, tendente ad accertare se lui era in condizioni di... era in condizioni di compatibilità col regime carcerario oppure no? Perizia nella quale veniva riferito l'esistenza, come avvenimento storico, di un precedente ictus? Di un ictus.
Franco Barontini: Ma l'ha detto Sottini, già. E ripeto quello che ho già detto, avvocato.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Franco Barontini: No, non l'abbiamo avuto. Non l'abbiamo avuto. Ma accettiamo quello che ha detto il collega Sottini, per...
Avvocato Filastò: ...avuto modo di vedere i diagrammi della TAC, col mezzo di contrasto?
Franco Barontini: Avvocato, si può sottilizzare finché vuole. Possiamo fare anche una PET, capisce? Position Emission Tomography. Possiamo fare una risonanza con un Tesla 2, o un Tesla 2 e mezzo. Ma non cambia la sostanza. Noi abbiamo a che fare con un ipodotato,/contadino o postino che fosse. Il quale, per via dell'età e per via della sclerosi cerebrale aggravata dal diabete, presenta delle piccole lesioni cerebrali; ma anche se fossero grandi, queste, non cambierebbe la sostanza. Perché quello che per noi deve contare è l'assetto psichico o psichiatrico, che si voglia chiamarlo. E quindi, in definitiva, tutti gli accertamenti ulteriori non sposterebbero di nulla. Noi, al massimo, potremmo fare dei test, batterie di test. Ma anche quello che è stato qui abbastanza sottovalutato è il "minimental test": è un test banalissimo, ma che però dà un'idea della situazione. Poi... Eh, lo so. Minimental test, che dà 26/30. Quindi non è demenza. Come? 
(voce fuori microfono) Si è fatto, sì.
Franco Barontini: Si è fatto. 
(voce fuori microfono) Sì, ho capito, ma lui non l'ha fatto, voglio dire.
Franco Barontini: Come, non l'ha fatto? 
(voce fuori microfono) Non l'ha fatto, perché gli ha messo le gambe sulle braccia...
Franco Barontini: Ah, va be', ma quello è una particolarità del Vex. Ma allora, appunto, ma stiamo dicendo che vogliamo analizzare la efficienza mentale di ogni persona fino al punto di stabilire se lui ha studiato fino alla scuola media, oppure al liceo, e poi... No, noi dobbiamo prendere in considerazione che quest'uomo è così, è una personologia - questa -fatta, che lei ha conosciuto già dalla prima volta. Un individuo che non ha una ricchezza culturale e un'efficienza mentale di astrazione concettuale, come dice il collega; cioè è nella sua personalità che questo attiene. E quello che è successo, avvocato, non è altro che un disturbo temporaneo, che non ha lasciato traccia. Perché io non lo conoscevo prima, quest'uomo, salvo che l'ho visto qualche volta in televisione, dico la verità, per sbaglio; ecco, ma mi è sembrato un individuo che... a cui, quello che è successo, non ha alterato nella sostanza nulla. Né dal punto di vista neurologico, perché quelle piccolezze che abbiamo visto non sono efficienti nella sua funzionalità motoria, sensitiva. Né dal punto di vista psichiatrico, perché è un ipodotato. il quale è un po' invecchiato, vero? oltre l'ipodotazione. Ma non ha subito per eventi morbosi, appunto, una serie di danni per cui noi lo possiamo chiamare "demente". E allora quello di fare la risonanza, io sarei d'accordo se fosse un demente, o se la difficoltà fra noi consulenti fosse fra una demenza e una non demenza. Ma siccome mi pare che anche i miei colleghi contrari non possano parlare di demenza, allora si appellano al fatto che lui non è molto efficiente su dei problemi astratti, concettuali. Eh, be', ma questo lo è sempre stato, secondo me. E quindi, voglio dire, tutte queste raffinatezze non attengono al problema che mi sembra più importante, quello di essere cosciente, di affrontare un giudizio che lo riguarda. Tanto è vero che ha ripetuto due volte: 'Boh, voi siete medici, ma io sono innocente'. Quindi, non è… lui ha letto sul giornale, su La Nazione del vicino di letto quello che lo riguardava. Quindi mi sembra un individuo che fosse in grado perfettamente di rendersi, conto in che situazione si trovi...

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