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mercoledì 4 marzo 2015

Ruggero Perugini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 16 gennaio 1998 - Prima parte

Presidente: Allora, abbiamo il...come si chiama? Perugini, il dottor Perugini. Buongiorno. Lei è Perugini Ruggero?
Ruggero Perugini: Sì, signor Presidente.
Presidente: Dia le sue generalità alla signorina, per cortesia.
Ruggero Perugini: Ruggero Perugini, nato a Roma il 2 settembre '46. Residente a Firenze.
Presidente: Legga, sì.
Ruggero Perugini: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
Presidente: Prego, avvocato Filastò.
Avvocato Filastò: Grazie. Dottor Pellegrinir buongiorno.
Ruggero Perugini: Buongiorno, avvocato.
Avvocato Filastò: Prima di tutto se vuole illustrarci le sue qualità professionali, nel senso del suo ruolo all'interno della Polizia di Firenze. Tutto quello che ci può essere utile da questo punto di vista.
Ruggero Perugini: Va bene. Io sono primo dirigente della Polizia di Stato. Attualmente in servizio a Roma presso la Direzione Centrale della Criminalpol, servizio di Polizia Scientifica. Il mio attuale incarico è dirigente della Divisione Indagini Medico Legali Biologiche e supervisore della unità di analisi dei crimini violenti. Sono stato a Firenze dal 1979 al 1992, anno in cui poi sono stato mandato a Washington presso l'FBI come ufficiale di collegamento della Direzione Investigativa Antimafia.
Avvocato Filastò: Dunque, ha detto dal 1979 al 1992.
Ruggero Perugini: '92.
Avvocato Filastò: '92. E, senta, quale incarico lei ha rivestito a Firenze?
Ruggero Perugini: A Firenze...
Avvocato Filastò: In questo periodo di tempo dal '69 al '92.
Ruggero Perugini: Si, a Firenze ho rivestito diversi incarichi. Diciamo, dal '79 io fui assegnato... io venivo dalla Squadra Mobile di Torino. Fui mandato all'Ufficio Stranieri e mi occupai come vicedirigente dell'Ufficio Stranieri di una Squadra investigativa, nell'ambito stranieri. Poi fui assegnato all'ufficio di prevenzione territoriale. E infine, nel dicembre '85, fui mandato alla Squadra Mobile a dirigere la Sezione Omicidi. E questo è un incarico che ho ricoperto fino a che non me ne sono andato da Firenze.
Avvocato Filastò: All'interno della Squadra Mobile, credo, venne costituito un nucleo speciale che riguardava i delitti del cosiddetto "mostro di Firenze": quale ruolo lei ha avuto nella costituzione e nella attività di questo nucleo speciale.
Ruggero Perugini: Nella costituzione di questa squadra, nella Squadra Antimostro, io non ho avuto alcun ruolo. Fu costituita nell'84, dopo l'omicidio di Vicchio. E non ho avuto alcun ruolo, perché io sono entrato a far parte della Squadra Mobile di Firenze alla fine dell'85. Come dirigente della Sezione Omicidi avevo, ho avuto, da quel momento in poi, anche l'incarico di sovraintendere alle attività della Squadra Antimostro.
Avvocato Filastò: Quindi lei ha svolto, nei confronti, in rapporto a questa Squadra, un ruolo dirigenziale.
Ruggero Perugini: Esatto.
Avvocato Filastò: E quindi lei si è occupato delle indagini relative ai delitti del cosiddetto “mostro”, da quando, fino a quando? Per quale periodo di tempo?
Ruggero Perugini: Sì. Diciamo, quindi dagli inizi del '96...
Avvocato Filastò: Dell'96.
Ruggero Perugini: Dell'86 fino al luglio 1992. Cui fui trasferito alla DIA.
Avvocato Filastò: Al luglio del '92. E, nel corso di questa sua attività, lei naturalmente ha esaminato tutti gli atti che riguardavano tutti i delitti.
Ruggero Perugini: Ho esaminato tutti gli atti che riguardavano tutti i delitti. E naturalmente tutti...
Avvocato Filastò: Tutti gli elaborati.
Ruggero Perugini: Tutti gli elaborati, certo.
Avvocato Filastò: Con particolare riferimento all'elaborato della équipe del professor De Fazio, lei lo ha esaminato?
Ruggero Perugini: Certamente. Be', l'elaborato che il professor De Fazio, adesso se non sbaglio è datato...
Avvocato Filastò: Sono due, fra l'altro.
Ruggero Perugini: Sì, io... comunque diciamo, il primo è datato 1986, se non sbaglio. Ho esaminato quello, ho esaminato quello che fu fatto dal The...Science Unit di Quantico nell'89, se non sbaglio il giugno '89.
Avvocato Filastò: È datato 2 agosto 1989. Se vuole, glielo mostro. Cioè, dire se è questo di cui lei sta parlando.
Ruggero Perugini: Sì, se me lo mostra, mi fa piacere. Sono passati alcuni anni, quindi posso essere impreciso sulle date. Sì, l'elaborato però è fatto a giugno dell'89. Me lo ricordavo bene. È stato inviato ad agosto...
Avvocato Filastò: Chiaramente era la lettera...
Ruggero Perugini: Sì. No, glielo dico perché io, subito dopo, partii per Quantico per seguire l'accademia dell'FBI.
Avvocato Filastò: Cioè, proprio quella scuola che fa parte, od è collaterale a questa unità investigativa della scienza compartimentale che può essere.
Ruggero Perugini: No, no.
Avvocato Filastò: No.
Ruggero Perugini: Diciamo, è una... l'Accademia di Quantico addestra, nel suo ambito, funzionari di Polizia con una certa intensa attività investigativa, provenienti da tutti gli Stati di America. E da alcuni Stati esteri. Nell'ambito di questi studi, di questo, ognuno ha la facoltà di scegliere i corsi che preferisce. E io, naturalmente, visto che avevo anche un interesse professionale, scelsi anche il corso che riguardava quel tipo di insegnamenti che vengono, che sono stati elaborati negli Stati Uniti fin dalla fine degli anni '80.
Avvocato Filastò: Vale a dire, con particolare riferimento agli omicidi seriali.
Ruggero Perugini: Con particolare riferimento agli omicidi a tutti i crimini di carattere violento: dagli incendi, alle violenze carnali, agli abusi sui minori...
Avvocato Filastò: Senta, ma questo suo... Al momento in cui lei, come dirigente della Squadra Mobile, comincia ad occuparsi dei delitti del cosiddetto "mostro", lei fa, si documenta, ovviamente.
Ruggero Perugini: È chiaro, è chiaro...
Avvocato Filastò: Non solo sugli atti, ma anche con riferimento alla letteratura criminologica sul tema.
Ruggero Perugini: Sì, quando io sono partito per gli Stati Uniti d'America, avevo già sviluppato certi argomenti. Cioè, io ho iniziato molto prima a studiare quel fenomeno molto prima che fossi coniato dal collega Resvert, il termine serial killer. Quello era un interesse criminologico che poi vi si focalizza, in quanto mi trovavo ad avere per le mani un caso d'interesse che io dovevo risolvere. Che è una cosa molto diversa ad affrontare uno studio delle cose. A titolo puramente accademico ed avere il problema di risolvere un caso.
Avvocato Filastò: Certo. Quindi ha anche intensificato, ovviamente, questa sua frequentazione di questa letteratura, al momento in cui si è presentato il caso concreto. È esatto?
Ruggero Perugini: Diciamo che ho seguito anche casi... in diretta ho seguito anche casi raccolti nella letteratura, nella vita operativa statunitense, ma non solo quelli, insomma. Voglio dire, questo tipo di fenomeno è vecchio quanto il mondo; non è stato inventato quando è stata inventata l'unità di analisi comportamentale.
Avvocato Filastò: Certo.
Ruggero Perugini: Soltanto, quello che mi interessava, era il metodo, il metodo e i risultati ai quali erano arrivati. E la probabilità, importabilità del loro metodo, applicabilità del loro metodo a quella che era una realtà culturalmente diversa, come quella italiana.
Avvocato Filastò: Ecco, quasi una domanda che ha più il sapore della curiosità che altro. L'elaborazione sul problema - sto parlando del problema del serial killer negli Stati Uniti - ha...io ho letto da qualche parte che ha anche, è stata sollecitata da una proliferazione straordinaria sui delitti di questo genere, in quel Paese. Io ho letto una statistica per cui nel 1985, addirittura, ce ne sarebbero stati quattro o cinque...
Ruggero Perugini: '84.
Avvocato Filastò: Come?
Ruggero Perugini: '84.
Avvocato Filastò: Nell'84, cinquemila vittime da serial Killer.
Ruggero Perugini: No...
Avvocato Filastò: O forse più, addirittura. Non lo so...
Ruggero Perugini: No, mi permetta, così...
Avvocato Filastò: No, no, appunto, una domanda per rammentarmi meglio questo dato.
Ruggero Perugini: Un minimo riferimento storico. Quando nasce questa unità di scienze comportamentali, è già attiva di fatto, viene costituita nel 1984 sotto l'egida del MCAVC, che praticamente è un gruppo d'analisi per il crimine violento e che ha già raccolto delle statistiche. Il dato che preoccupava gli americani era che nel 1966, a fronte di una... Le do dei dati che possono essere inesatti, ma nell'ordine delle decine. Comunque, diciamo, di fronte a circa 9600 omicidi consumati nell'anno, negli Stati Uniti d'America, c'era una soluzione, una percentuale di casi risolti nell'ordine - altissimo - del 92%, cose del genere. Nel 1984 invece, di fronte a 24000 circa omicidi, la percentuale di casi risolti era calata di molto, intorno al 67%. Quella fascia di delitti irrisolti, si ipotizzò potessero essere stati commessi da autori che non conoscevano le loro vittime, cioè i delitti cosiddetti a movente... in cui manca il nesso di conoscenza fra assassino e vittima. Di lì, ecco, quello fu il pretesto per la creazione di questa unità. Già nel... già prima, ho parlato prima di Resvert che è uno dei padri fondatori di questa...di... Aveva iniziato a fare delle interviste con assassini condannati, da Satana Manson a...insomma, assassini e violentatori seriali. Per vedere se nei comportamenti, prima, durante e dopo la commissione del delitto, ci fossero delle costanti che potessero consentire di teorizzare un particolare tipo di personalità e utilizzare questo dato nella soluzione di casi simili. E di lì nasce tutta una teoria, insomma, se crede la espongo.
Avvocato Filastò: Beh, sì, dal punto di vista proprio del mettere sul terreno - siccome il mio scopo è quello di interrogare...
Ruggero Perugini: Certo.
Avvocato Filastò: ...un funzionario il quale si è occupato di questi delitti per moltissimi anni.
Ruggero Perugini: Sì.
Avvocato Filastò: Ecco, il mio scopo era quello di intravedere quali erano i criteri, anche di carattere metodologico, rispetto ai quali lei aveva approfondito le sue indagini. Quindi, se hanno attinenza con i criteri, con i meccanismi di approfondimento di indagini da lei usati nel corso della sua attività, forse è utile che lei esponga questo punto di vista. Brevemente.
Ruggero Perugini: Allora, cercherò di essere sintetico.
Avvocato Filastò: Certo.
Ruggero Perugini: Perché l'argomento è piuttosto vasto. Quel tipo di attività, quel tipo di studi che furono portati avanti dagli americani e furono portati avanti con il loro senso pragmatico; cioè a noi - questo è il ragionamento di fondo - a noi non interessa sapere se una persona che commette un certo tipo di omicidi di notte ha, così, visioni... Ci interessa sapere, di lui, qualcosa che può tornarci utile per intercettarlo, per individuarlo, per, al limite, ridurre il numero dei potenziali sospetti, che in questi casi è sempre elevatissimo, a una quantità investigabile. Così loro fecero una suddivisione fra assassini organizzati e assassini disorganizzati. Io adesso mi servirò di una terminologia che non mi è propria, io sono un funzionario di Polizia, questi sono termini mutuati dalla scienza psichiatrica, ma che probabilmente la scienza psichiatrica contesterebbe. Però loro fanno una differenza tra l'assassino organizzato, cioè lo psicopatico, e l'assassino disorganizzato, cioè psicotico.
Avvocato Filastò: Sì sì, ma è la stessa distinzione che è stata fatta qui dall'équipe De Fazio, quindi è veramente in chiave, certo. 

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