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giovedì 22 gennaio 2015

Mario Vanni - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 23 dicembre 1997 - Prima parte

Avvocato Filastò: Abbiamo finito, signor Presidente.
Presidente: Per questa mattina, sì. Allora, se ci sono...
Avvocato Filastò: Io chiedo che la Corte sciolga quella riserva che riguarda l'ordinanza, perché ... considerato che oggi è il 23 dicembre ed è il compleanno del signor Vanni, fa 70 anni. Quindi, la Corte ha... ieri l'ordinanza. Ancora per l'ordinanza c'è una riserva e chiedo che la Corte sciolga questa riserva.
Presidente: Sì, infatti, noi ci siamo riservati di valutare la sussistenza di presupposti per la revoca e la sostituzione della misura cautelare in carcere in atto, insomma, al compimento del settantesimo anno di età. Vendiamo...
Avvocato Filastò: Faccio presente anche...
Presidente: Pubblico Ministero?
Avvocato Filastò: Aggiungo anche questo, che, insomma, se c'erano delle esigenze cautelari relativamente alle prove, con riferimento alle prove che doveva esporre la difesa, la difesa ha praticamente esaurito il suo testimoniale perché quello che rimane da fare, rimane soltanto da esaminare i periti, De Fazio, dell'equipe De Fazio, quindi delle cose, insomma, spero che...
Presidente: Va bene.
Avvocato Filastò: ... Vanni non influisca sul piano ... ilprofessor De Fazio. Ecco, quindi, da questo punto di vista qua, credo che dal punto di vista cautelare qualsiasi esigenza sia venuta a cessare.
Presidente: Bene. Pubblico Ministero? Su quest'istanza già si è espresso l'altra volta...
P.M.: Io mi sono già espresso diffusamente la volta scorsa. Mi sono permesso di scrivere una memoria, due righe, ovviamente, integrative di quelle quattro parole che mi accingo a dire, nella quale ho riassunto i fatti, riassunto quello che è emerso ad oggi e soprattutto ho messo un attimo in evidenza, allegandole, quella che è l'orientamento giurisprudenziale, tra l'altro quello più attuale, cioè, addirittura, giurisprudenza del 1987, in relazione all'articolo 275, IV Comma, Codice di procedura penale, in relazione alla sussistenza di esigenze di particolare rilevanza per quello che riguarda le persone che hanno compiuto i 70 anni di età. Mi riferisco a quella giurisprudenza, costante della Corte di Cassazione, che fa riferimento alla personalità che in questi casi debba essere tenuta presente, come emerge chiaramente dagli atti, e soprattutto alla rilevanza - io ho messo proprio tutte le sentenze - e al grave allarme sociale e di pericolo per la collettività che va tenuto in considerazione nel momento in cui si prende in esame quella presunta ridotta pericolosità che, nel caso del compimento dei 70 anni di età è prevista dall''articolo 275. È una giurisprudenza che supera il caso legislativo relativo alla presunzione "sic et simplicite", dice: 'il Giudice deve valutare di volta in volta, non solo la persona che fa questa richiesta, ma le imputazioni, il caso, l'allarme, la rilevanza che hanno avuto i fatti per i quali è indagato, e soprattutto il pericolo che una volta rimesso in libertà possa comunque interferire, ripetere o comunque avere nocumento al procedimento, e soprattutto il pericolo che possa, di fatto, reiterare queste azioni direttamente o indirettamente. Io su questi punti specifici direi che non ho altro da dire in punto di pericolosità, perché mi sembra che, oltre averne parlato io diffusamente nel mio intervento, ne hanno parlato tutti quelli che sono stati gli interventi giudiziari, come mettevo in evidenza la volta scorsa, su analoghe istanze. Io mi permetto di richiamare, a questo proposito, quella sentenza della Corte di Cassazione che è intervenuta sul punto "arresti domiciliari”. Loro ricordano - e io l'ho prodotto - che a un certo punto, un Tribunale della Libertà aveva concesso a Vanni gli arresti domiciliari nel corso delle indagini. Il P.M. fa un ricorso per Cassazione e la Cassazione accoglie il ricorso del P.M. e stabilisce dei principi per i quali, nel caso specifico, gli arresti domiciliari erano i più idonei per quel tipo di caso. Tant'è che il Tribunale della Libertà, ripronunciandosi sul punto, nega gli arresti domiciliari e di fatto, infatti, il Vanni è rimasto in stato di custodia cautelare. Quindi, i principi sono, a mio avviso, tutt'oggi, quelli messi in evidenza dalla Corte di Cassazione in quel provvedimento in cui annullava il provvedimento di arresti domiciliari. E soprattutto mi sembra che, in questo caso, sia da applicare, sostanzialmente quella giurisprudenza della Corte di Cassazione che poco fa ho citato e che ho comunque allegato alla mia memoria. Volevo, per dovere di P.M., richiamare l'attenzione della Corte su una circostanza che secondo me è quella che in questo processo è quella fondamentale, che quelli che erano i gravi indizi a carico di Vanni all'inizio di questo processo, ritengo che nel corso del dibattimento sono realisticamente diventate prove. Prendo atto che lo stesso difensore dice che di fatto il processo, il dibattimento è finito, manca sostanzialmente qualche integrazione. Ma gli elementi per voi valutare il comportamento degli imputati o la responsabilità di tutti gli imputati, e in questo caso di Vanni, sono davanti ai vostri occhi. Quindi, a mio avviso, la vostra decisione è una decisione che potrebbe, addirittura, oggi essere una decisione in punto di responsabilità di tutti gli imputati. Siete chiamati in questo momento a decidere su quell'istanza e è giusto e non potete fare altrimenti. Allora, vi vorrei richiamare su un dato oggettivo di rilevante interesse dal punto di vista dell'accusa. Vi dicevo i gravi indizi sono diventati prove. È, ovviamente, una convinzione del P.M. e tale rimane finché non arriveremo a una pronuncia dell'Autorità Giudiziaria, seppure in I Grado, di qualsiasi tipo essa sia. Però, la convinzione del P.M. nasce oggi su un dato di fatto che non potete sottovalutare oggi nella vostra decisione, al di là di quella che è la Giurisprudenza, al di là di quelli che sono i pericoli che io ho indicato nella rimessione anche agli arresti domiciliari di Vanni. Si tratta di una situazione in cui uno dei punti per i quali l'accusa vi ha detto che in questo processo si è andati molto avanti nella acquisizione come fonte di prova, sono state le dichiarazioni di Lotti. Io non voglio entrare nel merito di queste dichiarazioni, perché secondo me niente hanno tolto a quelle che erano le indagini, hanno aggiunto sicuramente molto di più. Voi avete esaminato, mi sembra, per cinque-sei udienze e tutti hanno potuto esaminare, la Corte è stata presente, a questa chiamata di correo di Lotti. Direi che il Lotti, non entrando nel merito, è un imputato il quale rischia sicuramente una condanna piuttosto pesante, perché si è autoaccusato di questi fatti. Ma ha fatto una chiamata di correo che ha fatto nel corso delle indagini per una serie interminabile di interrogatori, ha fatto nel corso dell'incidente probatorio al quale non si è assolutamente sottratto, e sostanzialmente sui punti fondamentali, su chi aveva fatto questi omicidi, non ha assolutamente cambiato versione una volta, ha sempre detto la stessa identica cosa, ricordandosi meno o di più alcuni particolari, volendo ricordarli o meno, è un imputato e quindi ha il diritto, addirittura, di dire ciò che vuole. Ma per quanto riguarda la sua chiamata ai correo è venuto a farla in quest'aula, ha secondo me risposto esaurientemente, questo per il P.M., a tutte le domande che gli sono state poste, si è sottoposto a un tiro incrociato di domande e non si è mai tirato indietro davanti a questa sua responsabilità di imputato, soprattutto. Una persona che basta fare i conti, per l'accusa che si è auto... per il quale ha fatto ammissioni è un'accusa sicuramente pesante che gli fa rischiare sicuramente un numero di anni di carcere che, proporzionato alle sue prospettive di vita, è sicuramente alto. Ma è una persona che ha continuato a essere in questa aula tutti i giorni, ha tenuto un comportamento che onestamente il P.M. non credeva tenesse. Pensava che il Lotti, una volta fatta la sua chiamata ai correo, addirittura dopo l'incidente probatorio cercasse di tutelare indubbiamente se stesso. L'ha fatto, però è stato qua, sempre presente, ha lanciato le sue accuse ai correi. Mi aspettavo che di fronte a questo puntuale, quotidiano atteggiamento di Lotti che accusa se stesso e accusa gli altri, ci fosse una levata di scudi degli altri imputati che interferissero, gli spiegassero, gli dicessero: 'ma guarda, ma cosa dici?7, controbattessero. Davanti a questo cosa abbiamo? Abbiamo uno degli imputati, anzi, tutti gli imputati, tranne l'avvocato Corsi, che ha una posizione marginale, i quali non si sentono nemmeno in condizione di dover rispondere alle domande del P.M. e delle altre parti. Si trincerano nel non rendere l'esame. E questo è un elemento che oggi, nel momento in cui dovete valutare quell'istanza, voi a mio avviso dovete tenere attentamente presente. Soprattutto per quanto riguarda la posizione Vanni. Cioè, il Vanni, il quale nel corso delle indagini ha fatto ammissioni pesanti, pesantissime, in punto di sue responsabilità, soprattutto per quanto riguarda il punto: 'si, ho parlato col Lotti proprio della Panda celeste a Vicchio', e qui il migliore riscontro a ciò che dice Lotti lo da lo stesso Vanni...
Presidente: Senta, noi non dobbiamo fare il...
P.M.: Presidente, non dobbiamo, è solo il comportamento che io le chiedo. Ho finito, è solo l'ultimiss...
Presidente: La nostra sentenza non è... la nostra decisione non è una affermazione di responsabilità di nessun tipo. Per carità!
P.M.: Di nessun tipo. È un...
Presidente: È libera da... è una valutazione distinta, completamente distinta. Noi dobbiamo dire se esistono quei presupposti di cui al 275, IV Comma, o no. Tutto qui.
P.M.: Infatti io ho detto che ho messo per iscritto le mie valutazioni. Volevo solo che la Corte tenesse anche presente questi due diversi atteggiamenti. Mi riporto alla memoria che accolgo l'invito del Presidente a tagliare corto.
Avvocato Filastò: Presidente...
Presidente: Avvocato che fa la replica ora?
Avvocato Filastò: No, la replica... perché io non ho parlato. Voglio dire, io mi sono ricordato, siccome non amo le ripetizioni...
Presidente: Va bene, non c'è problema, non c'è problema, non creiamo problemi...
Avvocato Filastò: ... a quello che ho detto precedentemente, ho espresso alla Corte di sciogliere la riserva. Però, ora, e non parlo nemmeno ora, Presidente, perché apprendo che esiste una memoria, e allora, per far risparmiare tempo a me e a voi, io prego la Corte di attendere a decidere domani mattina, il tempo di leggere quella memoria...
P.M.: Sono due pagine, la può leggere in cinque minuti.
Avvocato Filastò: ... insomma, quello che... vedo un bel malloppo lì.
P.M.: No, no, sono allegate le sentenze.
Avvocato Filastò: Ah, be', ma l'allegazione delle sentenze a me mi interessa renderle... fanno parte della memoria. Io voglio dire...
P.M.: Dieci minuti, un quarto d'ora.
Avvocato Filastò: Allora, un so... ad ora mi va bene anche in serata, Presidente, ma io...
Presidente: Avvocato, facciamo una cosa, allora, se proprio... a questo punto, ci rimettiamo alle ore tre e non se ne parla più.
P.M.: Benissimo, Presidente.
Presidente: Bene?
P.M.: Faccio copia.
Presidente: Ne faccia...
Avvocato Filastò: Presidente... 
(voce fuori microfono) Presidente, noi non ci siamo.
Presidente: Uno ci deve restare, per cortesia, qualcuno ci resti.
P.M.: Presidente, è solo...
Presidente: Ah, le parti civili possono andare, benissimo.
P.M.: È solo esclusivamente in diritto e ci sono delle sentenze. Tutto qua.
Avvocato Filastò: Va bene, appunto, ma io le voglio vedere.
Presidente: Io credevo che si può benissimo... insomma, la prova in Giurisprudenza che esiste...
P.M.: È la Giurisprudenza che è ovunque.
Avvocato Filastò: Presidente, se la Corte me lo consente, io proprio per fare il massimo che posso, io mi metto qui, resto qui e alle tre deposito alla cancelliera la mia contromemoria scritta a mano.
Presidente: Benissimo.
Avvocato Filastò: Va bene?
Presidente: Non c'è problema. Allora alle 15.00. Alle 15.00. Si rinvia alle ore 15.00 di oggi. 
(voci sovrapposte)
Presidente: Allora, per le parti civili... i 
(voce fuori microfono) Io non ci sono.
Presidente: Faccia finire. 
(voce fuori microfono)
Presidente: Per le parti civili comunico che il processo sarà rinviato al 7 gennaio ore 9.00. Bene? Comunico inoltre, avvocato Filastò...
Avvocato Filastò: Sì.
Presidente: ... è arrivato un fax da Medicina Legale di Modena, in cui dicono questi professori, ci sono una serie di firme, che hanno ricevuto la citazione a comparire per l'udienza del 22 dicembre...
Avvocato Filastò: Il giorno stesso.
Presidente: ... soltanto questa mattina.
Avvocato Filastò: Beh, lo so, queste sono le Poste Italiane, funzionan così. 
(voce fuori microfono) 
Presidente: Come? 
(voce fuori microfono)
Presidente: No, no, qualcuno mi ci resti per costituire l'ufficio, noi dobbiamo costituire l'ufficio. Come si fa? 
Avvocato Bertini: Presidente, io alle tre oggi non posso.
Presidente: Mah, scusate, non è che si fa il rinvio solamente per l'avvocato Filastò. La Corte si aggiorna... Mah quante volte abbiamo il vostro comodo, o ragazzi miei! Questo... Avete fatto quello che volete, si fa... non lo so. Allora a questo punto devo dare un quarto d'ora all'avvocato Filastò. Credo che siamo in giorni di pace, facciamo la pace fino in fondo, alle tre ci faremo gli auguri, tranquillamente, credo non ci sia. . . è una cosa volante, due minuti. Non credo che l'avvocato... l'avvocato Filastò, se fa la memoria non credo che vorrà parlare ancora. 
(voce fuori microfono)
Presidente: Appunto. Due minuti, costituiamo l'ufficio, ci ... e basta e andiamo via.
P.M.: Va bene.
Presidente: Bene. Okay, grazie. 
Segue...

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