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lunedì 16 giugno 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 5 dicembre 1997 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Avvocato Filastò: Sì sì, si spiega, si spiega. Eccome, se la non si spiega. Ora, però, mi deve spiegare un'altra cosa. Mi deve spiegare perché, quando lei è stato interrogato durante un incidente probatorio - e le ricordo la data, non molto tempo fa: il 19 febbraio '97 - lei si è espresso così: "Io credevo che gli avessero messo una pistola dentro, però non so se l'hanno messa o no. Io non ho visto bene".
Giancarlo Lotti: Sì, è come...
Avvocato Filastò: "Io ero fuori, e loro erano dentro".
Giancarlo Lotti: No, ero fuori...
Avvocato Filastò: No no, lei mi fa finir di parlare, sa?, Lotti. Perché alla fine, così non va mica bene, eh? Lei, sulla voce a questa maniera, la deve smettere di tirarmi su la voce.
Giancarlo Lotti: No, con me la un'alzi la voce, eh?
Avvocato Filastò: Ha capito?
Giancarlo Lotti: ... parlo bene, sennò...
Presidente: Lotti!
Avvocato Filastò: "Allora io credevo", le rileggo cosa ha detto "io credevo che gli avessero messo una pistola dentro, però non so se l'hanno messa o no. Io non ho visto bene. Io ero fuori e loro erano dentro lì. Sicché se l'hanno messa o no." Eh? Allora come mai disse queste cose allora?
Giancarlo Lotti: Perché non le precisai per bene, bah.
Presidente: Ecco, le precisi ora. Lei vide la pistola proprio come oggetto, o vide un involucro con... 
(voci sovrapposte)
Giancarlo Lotti: Io veddi un affare...
Presidente: ... preciso dentro?
Giancarlo Lotti: ... come se c'era una pistola.
Presidente: Eh?
Giancarlo Lotti: E che la messan dentro.
Presidente: Che cosa vide?
P.M.: Un involucro ha detto.
Giancarlo Lotti: Ho visto un rinvolto che mi pareva una pistola. Però non son sicuro se...
Presidente: Che era un giornale, un pezzo di stoffa, cos'era? Una scatola, cos'era?
Giancarlo Lotti: Come un foglio, rinvoltato così e via.
Presidente: Come era?
Giancarlo Lotti: Rinvoltato, come un foglio...
Presidente: Ho capito. Con cosa rinvoltato?
Giancarlo Lotti: Con un foglio.
Presidente: Un foglio. Era un foglio rigirato.
Giancarlo Lotti: Con la carta... non so che carta l'era. Però intravedere... di vedere una pistola, mentre la mettevan lì. Come ho visto io. Io unn'ero fori, ero vicino alla porta. Distante c'è la porta lì, che si sorte fori. Che l'è un porta, ci si mette così e si sposta dall'altra parte, sicché la unn'è murata la porta.
Presidente: Bene.
Avvocato Filastò: Senta, e la pila chi la teneva?
Giancarlo Lotti: In mano, per vedere...
Avvocato Filastò: No, ma erano in due, no?
Giancarlo Lotti: L'aveva uno.
Avvocato Filastò: Uno, chi?
Giancarlo Lotti: Pietro l'aveva la lampada e andava avanti.
Avvocato Filastò: Pietro c'aveva la pila?
Giancarlo Lotti: E quante ce n'avevano? Basta una per vedere indo' tu metti i piedi lì, per entra' dentro.
Avvocato Filastò: Io voglio sapere se la pila ce l'aveva Pietro o Mario.
Giancarlo Lotti: Ho detto Pietro.
Avvocato Filastò: Pietro. E anche la pistola ce l'aveva lui?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: E lo spolverino?
Giancarlo Lotti: Quale spolverino?
Avvocato Filastò: Quello di Vanni.
Giancarlo Lotti: Lui non l'aveva lo spolverino, se l'era levato.
Avvocato Filastò: E dove l'aveva messo?
Giancarlo Lotti: L'avrà messo in macchina. Nella macchina di Pietro.
Avvocato Filastò: L'aveva messo nella macchina di Pietro. Dove?
Giancarlo Lotti: Dove... indo' la guida, o di dietro. Non ho mica visto, non sono mica andato a vedere se l'avean messo di dietro o davanti?
Avvocato Filastò: Bene. Quindi questo spolverino, lei è sicuro, non l'avevano messo né nella buca, dove prima lei ha detto probabilmente avevano...
Giancarlo Lotti: Come nella buca?
Avvocato Filastò: Lei l'altro giorno ci ha parlato di un fossetto, di una buca, non ho capito bene cos'è, nella quale sarebbero stati messi questi - lei pensa - pensa...
Giancarlo Lotti: Come ho visto io...
Avvocato Filastò: Queste parti delle donne.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: E ora ci sta parlando di quest'altro fossetto, fessura, in cui verrebbe messa la pistola.
Giancarlo Lotti: Ma nel posto laggiù, nel posto... 
(voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: Lì vicino a dove c'era la macchina dei ragazzi...
Giancarlo Lotti: Sì, sì.
Avvocato Filastò: ... la buca con i feticci. Da quest'altra parte, molto più lontano, in questa casa, la pistola. E quindi, io le chiedo, lo spolverino non venne messo né in un posto, né in un altro?
Giancarlo Lotti: No.
Avvocato Filastò: No, ma in macchina.
Giancarlo Lotti: Quando uno se lo leva, lo mette in macchina.
Avvocato Filastò: Va bene. Bene, bene.
Giancarlo Lotti: No, io ho detto...
Avvocato Filastò: Questo spolverino di colore celeste chiaro, vero?
Giancarlo Lotti: Sul celeste.
Avvocato Filastò: Uhm. Lei poi questo spolverino, che quella sera aveva indossato Vanni, l'ha visto nel ripostiglio all'ingresso dove Vanni tiene la legna?
Giancarlo Lotti: L'ha messo dentro lì.
Avvocato Filastò: No, le chiedo se...
Giancarlo Lotti: Non vo mica a vedere io i' che. E vo in casa di una persona e vo a vedere i' che...
Avvocato Filastò: Lei ce l'ha visto o non ce l'ha visto? In questo posto che le ho detto, nel ripostiglio all'ingresso...
Giancarlo Lotti: C'è un cosino...
Avvocato Filastò: ... dove tiene la legna.
Giancarlo Lotti: ... che s'attacca dentro. C'è un ripostiglio, c'è dei gancetti.
Presidente: C'è un attaccapanni.
Giancarlo Lotti: C'è dei gancettini.
Presidente: Un attaccapanni, un chiodo, cosa c'è?
Giancarlo Lotti: Sì. Indo' tien le legne... io ho visto l'attaccava lì. Poi se lo spostava...
Presidente: C'è un chiodo al muro.
Giancarlo Lotti: Sì, c'è quei cosini apposta.
Avvocato Filastò: Uhm.
Giancarlo Lotti: Quelle cose apposta per tenere roba leggera.
Presidente: Appunto, un attaccapanni.
Giancarlo Lotti: Sì. O quei cosi che si piegano e si mettano...
Avvocato Filastò: Senta, probabilmente lei questa cosa non la sa, ma dice 'non la so', senza farla tanto lunga. Io volevo sapere se a lei le risulta, ha mai sentito dire da qualcuno, che Vanni ha chiamato Pucci a fare dei lavori di pittura a casa sua, due anni prima del '94.
Giancarlo Lotti: Sì, c'è stato diverse volte, a imbiancare.
Avvocato Filastò: A imbiancare. Due anni prima del '94.
Giancarlo Lotti: Preciso... Sarà stato di certo in quest'anni qui.
Avvocato Filastò: Perché l'ha detto lei a pagina 4 del verbale dell'11 marzo del '96.
Giancarlo Lotti: Questo c'è andato.
Avvocato Filastò: Certo, c'è andato due anni...
Giancarlo Lotti: Lui l'è imbianchino.
Avvocato Filastò: Sì, ho capito. Quindi nel '92. Due anni prima del '94 è il '92.
Giancarlo Lotti: Preciso... sarà stato nel '92, come fo a ricordarmelo?
Avvocato Filastò: No, lei l'ha detta questa cosa qui. Due anni prima del '94, ha detto lei a pagina 4 del verbale dell'11 marzo del 1996. Lei la conferma questa cosa?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Bene. Oh, siamo sempre dopo l'omicidio di Vicchio. Gli omicidi di Vicchio, perché sono due. E ora si sta parlando, voglio parlare con lei di tutta la storia della lettera nella cassetta. Eh?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: La prima domanda è questa: quando lei e Mario Vanni andaste a imbucare questa lettera nella cassetta, ci andaste con la sua macchina? Di lei, Lotti?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Benissimo. Questa macchina con cui andaste era la stessa macchina con cui lei era stato nella piazzola, prima con la Filippa, poi con Pucci, poi con Vanni e poi la sera dell'omicidio?
Giancarlo Lotti: La macchina mia?
Avvocato Filastò: Sì.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: No, voglio sapere se era la stessa macchina.
Giancarlo Lotti: La macchina rossa?
Avvocato Filastò: Non so se era rossa o verde. Voglio sapere se...
Giancarlo Lotti: L'84 avevo quella. La comprai nell'83.
Avvocato Filastò: Va bene. A volte uno per andare in un posto si fa prestare la macchina da qualcuno.
Giancarlo Lotti: No, io non mi fo prestare mai macchine da nessuno.
Avvocato Filastò: Quindi lei...
Giancarlo Lotti: E non la do nemmeno agli altri.
Avvocato Filastò: Lei andò, lei accompagnò Mario Vanni a imbucare questa lettera con la stessa macchina con cui...
Giancarlo Lotti: Con la mia... la stessa macchina.
Avvocato Filastò: Con la stessa macchina con cui era stato nella piazzola, prima con la Filippa, poi con Pucci, poi con Vanni e poi la sera degli omicidi: quattro volte.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Benissimo. Con la stessa macchina lei si era fermato con Vanni davanti a questo bar della stazione, quella volta che Vanni era sceso e era andato a cercare di parlare con la ragazza, poi è tornato tutto arrabbiato. Era sempre la solita macchina?
Giancarlo Lotti: Ma quello che parlò con la donna gliè prima.
Avvocato Filastò: Sì, sì. No... È una domanda sciocca perché è la stessa macchina. La volta che poi Vanni si mise a parlare e tornò, era la volta che lei andò insieme a Vanni. Quindi era quella macchina, benissimo. La lettera fu scritta da Pacciani, vero?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Era già stata scritta quando lei la vide.
Giancarlo Lotti: L'era bell'e finita, sicché non ho potuto vedere niente di' che c'era scritto.
Avvocato Filastò: Riuscì a leggere solamente l'indirizzo. C'era scritto "Vicchio".
Giancarlo Lotti: E "Firenze".
Avvocato Filastò: E però io volevo chiederle: questa lettera venne imbucata, fu imbucata nella cassetta, da Mario Vanni o da lei?
Giancarlo Lotti: No, da me no.
Avvocato Filastò: Da Mario.
Giancarlo Lotti: Da Mario Vanni.
Avvocato Filastò: È sicuro?
Giancarlo Lotti: Son sicuro, sì.
Avvocato Filastò: Perché lei, quando è stato interrogato il giorno 19 febbraio '97, nel corso dell'incidente probatorio, lei ha detto: "E la impostai dentro, lì vicino dove c'è questo bar".
Giancarlo Lotti: La impostò. C'è una cassetta lì.
Avvocato Filastò: No, qui c'è scritto "la impostai". Si vede che allora ha capito male...
Giancarlo Lotti: No, io non l'ho impostata io.
Avvocato Filastò: L'ha impostata Vanni.
Giancarlo Lotti: L'ho sempre detto.
Avvocato Filastò: Dopo quanti giorni...
Presidente: Scusi Lotti, lei non si deve incavolare se l'avvocato legge quello che c'è scritto a verbale. Se c'è scritto così, è scritto così.
Giancarlo Lotti: Io non mi incavolo...
Presidente: Lei può solamente chiarire: 'non la imbucai io, la imbucò il Vanni' e finisce lì.
Giancarlo Lotti: Sì, va bene.
Presidente: È qui per questo.
Giancarlo Lotti: Eh, lo so.
Presidente: E allora? Si risente sempre.
Giancarlo Lotti: No, eh 
Avvocato: Presidente, scusi, 19 febbraio?
Presidente: Non lo so ora che data è.
Giancarlo Lotti: Sarà perché sono... non lo so.
Avvocato Filastò: È l'incidente probatorio.
Presidente: Lotti, deve sapere una cosa: uno non cade in contraddizione solamente se dice la verità, sempre.
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: Quando comincia a mentire, lì è il problema.
Giancarlo Lotti: No, io non ho...
Presidente: Suo e di tutte le persone...
Giancarlo Lotti: Io non ho mai mentito, ho detto sempre la verità. Non ho mai mentito.
Presidente: Perché quando cominciano a dire prima una cosa e poi un'altra, ci si dimentica di quello che si dice e dopo si fa errore e errore...
Giancarlo Lotti: No, io non fo errore. Io gli ho detto preciso quello che ho detto.
Presidente: Bene.
Avvocato Bertini: Comunque, Presidente, una precisazione. A pagina 73 dell'incidente probatorio c'è anche una domanda specifica: "Chi la imbucò la lettera?" "La imbucò Mario. Io rimasi in macchina, io"
Avvocato: (voce fuori microfono)
Presidente: Avvocato, io questi verbali non ce l'ho, non l'ho a disposizione. L'avvocato ci contesta la circostanza di un verbale e lui lo chiarirà. 
(voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: Va bene, abbiamo...
P.M.: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Abbiamo chiarito. Probabilmente ha capito male il trascrittore. Fra "impostò" e "impostai" non c'è grande differenza, io ammetto che possa aver capito male il trascrittore.
Presidente: Va bene.
Avvocato Filastò: Quindi non c'è bisogno di farla tanto lunga su questa cosa. Piuttosto volevo sapere: dopo quanti giorni dall'omicidio di Vicchio andaste a impostare questa lettera?
Giancarlo Lotti: Preciso. Sarà stata una settimana. Di preciso come fo a ricordammi.
Avvocato Filastò: Va bene. Infatti lei, a pagina 4 del verbale del 26 aprile del '96, ha detto: "Sarà passato qualche giorno".
Giancarlo Lotti: Giorno... 
Segue...

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