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giovedì 15 maggio 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 3 dicembre 1997 - Prima parte

Presidente: Allora, Elisabetta. Elisabetta, allora diamo atto della presenza delle parti. Tutte le parti presenti. L'avvocato Colao mi rappresenta le parti civili mancanti, va bene? 
Avvocato Colao: Va bene, Presidente.
Presidente: Lotti può entrare. Dov'è? Lotti. Lotti, come si sente questa mattina?
Giancarlo Lotti: Eh?
Presidente: Si sente bene?
Giancarlo Lotti: Eh, son stato dei giorni coi denti...
Presidente: I denti?
Giancarlo Lotti: M'è dorsuto un dente, un son stato tanto bene. Ora m'è passato un po', però...
Presidente: In ogni modo, tranquillo e risponde con calma alle domande. Va bene? E quando non capisce, chiede perché non capisce, senza... E quando è stanco, come l'altra volta, me lo dice e io sospendo. Va bene? Ok. Prego, avvocato Filastò.
Avvocato Filastò: A parte quello che le ha detto il Presidente, Lotti, volevo avvertirla di una cosa che finora non è stata mai detta: lei qui non è un testimone, è un imputato.
Giancarlo Lotti: Come? Po…
Avvocato Filastò: Lei qui non è un testimone, è un imputato.
Giancarlo Lotti: Va bene.
Avvocato Filastò: E quindi come tale, non solo non ha l'obbligo di dire la verità, ma se per esempio nel corso del mio…
Giancarlo Lotti: No, io l'ho detta la verità.
Avvocato Filastò: Va bene, d'accordo. Se nel corso del mio esame, io le faccio delle domande che le suonano male, la mettono a disagio, in imbarazzo per la quale lei si sente...
Giancarlo Lotti: Se mi dice le parole...
Avvocato Filastò: No, mi faccia finire. Guardi, Lotti, se si fa così si va male perché mi deve far finire me e poi dopo... Questa non è una domanda che le sto facendo, è un avvertimento che credo doveroso debba esser fatto. Dicevo, se lei sente dalla domanda che questa domanda... rispondere a questa domanda potrebbe peggiorare la sua posizione, lei può anche non rispondere. E nessuno le può far nulla per questo. Ha capito?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Senta, lei che scuola ha fatto, Lotti?
Giancarlo Lotti: La quarta elementare.
Avvocato Filastò: Quindi non ha preso la licenza elementare.
Giancarlo Lotti: No, l'ho ripetute quasi tutte le classi sicché un è che...
Avvocato Filastò: Ho capito.
Giancarlo Lotti: So scrivere i' mi' nome e basta. Scrivere lettere, un ne so scrivere.
Avvocato Filastò: Va bene.
Giancarlo Lotti: I' mi' nome lo so scrivere.
Avvocato Filastò: Va bene. E lei per quel che riguarda il suo lavoro, se non ho capito male, l'unico lavoro stabile che lei ha svolto, è stato quello alle draghe. È così?
Giancarlo Lotti: Mah, lavori n'ho fatti diversi perché e un c'era lavori, sicché ho fatto un lavoro, poi un altro, un altro e via. Sicché un ho imparato un mestiere.
Avvocato Filastò: Però alla draga c'è rimasto per un po' di tempo.
Giancarlo Lotti: Eh.
Avvocato Filastò: Diversi anni?
Giancarlo Lotti: Però, gl'è stato quello che m'ha fatto ... la spina, l'umidità, quella cosa, quell'altra... E allora ho risentito.
Avvocato Filastò: Ci racconti in che consisteva questo lavoro. Perché, insomma, lei cosa doveva fare? Scavare, cosa? Un ho capito.
Giancarlo Lotti: No, io un scavavo niente.
Avvocato Filastò: Ecco.
Giancarlo Lotti: Io stavo a un punto come son qui a sedere...
Avvocato Filastò: Sì.
Giancarlo Lotti: ... c'era come un compressore che schiacciava i sassi anche grossi così.
Avvocato Filastò: Ah. E lei manovrava...
Giancarlo Lotti: Sicché mi toccava sta' fermo anche d'inverno così, come rattrappito così. Sicché, arriva' alla sera gl'è come... poi agli orecchi un sentivo più nulla perché col rumore ero vicino lì...
Avvocato Filastò: Quindi, lei manovrava...
Giancarlo Lotti: Sentire, sentivo bene; però, arrivavo alla sera, mi pareva di esser stordito.
Avvocato Filastò: Stordito. Questo compressore lo manovrava lei?
Giancarlo Lotti: L'era quanto di qui a lì, sicché lo sentivo.
Avvocato Filastò: Ho capito.
Giancarlo Lotti: Ero proprio vicino, sicché...
Avvocato Filastò: Ho capito. Senta, lei poi ha detto che la sua mamma era ammalata di nervi.
Giancarlo Lotti: Sì, perché un è stata portata via al momento giusto e allora i nervi cominciano a prende' cose, sicché... Se uno un la porta in tempo, una malata di nervi, e quella riprende i' coso e...
Avvocato Filastò: Che specie di malattia di nervi aveva?
Giancarlo Lotti: Mah, c'è tanti mali di nervi.
Avvocato Filastò: Insomma, comunque lei se lo ricorda, oppure un è in grado...? Lei un è un dottore, son d'accordo, ma insomma ma cos'è, si sentiva male, aveva dei dolori?
Giancarlo Lotti: Poi, alla luce lei... dalla notte veniva i' giorno, io...
Avvocato Filastò: Scambiava la notte con i' giorno.
Giancarlo Lotti: Io solo con lei avevo paura sempre l'arrivasse a letica' con la gente lì vicino...
Avvocato Filastò: Ah, ho capito.
Giancarlo Lotti: Io bisognava l'andassi a lavorare, sennò come facevo a campa' lei e me?
Avvocato Filastò: Eh, certo. E lei l'ha fatta ricoverare in ospedale.
Giancarlo Lotti: Io son stato 15 anni insieme a lei, dopo che morì i' mi' babbo, sicché...
Avvocato Filastò: E poi l'ha fatta ricoverare in ospedale.
Giancarlo Lotti: Per forza, come facevo? L'andavo via...
Avvocato Filastò: No, no. Ma, per carità!
Giancarlo Lotti: Avevo paura sempre che succedesse qualcosa, perché sa, le gente un si sa mica...
Avvocato Filastò: Senta, e l'ospedale era un ospedale psichiatrico?
Giancarlo Lotti: Per tre anni l'ho portata... ora di preciso l'anno un me lo ricordo. Tre anni a Volterra.
Avvocato Filastò: A Volterra. Ho capito.
Giancarlo Lotti: Poi, l'ultima volta la portai qui a Firenze, un mi ricordo...
Avvocato Filastò: A San Salvi?
Giancarlo Lotti: No, un era... però un mi ricordo il preciso in do' gl 'è.
Avvocato Filastò: Ho capito.
Giancarlo Lotti: E morì lì, all'ospedale.
Avvocato Filastò: L'altra volta lei, alla scorsa udienza, ha detto che lei per la sua sorella è come morto.
Giancarlo Lotti: Io...
Avvocato Filastò: Ora, io vorrei chiederle questo prima di tutto: questo atteggiamento che c'ha la sua sorella verso di lei, è un atteggiamento che riguarda a dopo che lei è stato implicato in questo caso o...
Giancarlo Lotti: Se devo precisa', preciso le cose come sono.
Avvocato Filastò: Se vuole, eh. Guardi, questa è una domanda che io le faccio. Se poi a lei la imbarazza...
Giancarlo Lotti: No, a me mi garba...
Avvocato Filastò: ... rispondere, un mi risponde.
Giancarlo Lotti: ... precise. Io ero giovane, avevo sempre il babbo vivo, questo è ni' '55-'56. E un giorno vense il marito della sorella, la mi' sorella...
Avvocato Filastò: Sì.
Giancarlo Lotti: ... quando si tornò a casa dopo, un lo so se fu la sera... insomma, si trovò tutta di lividi addosso.
Avvocato Filastò: Il marito?
Giancarlo Lotti: No, la mi' mamma.
Avvocato Filastò: Ah, la su' mamma.
Giancarlo Lotti: Io rimasi male. Allora ero giovane, un m'orizzontavo per bene i' che voleva dire. Io da qui' giorno, un gl'ho potuti più vedere.
Avvocato Filastò: Ho capito. Va bene. Ho capito tutto.
Giancarlo Lotti: Io ho già spiegato il meglio possibile.
Presidente: Bene. Chiarissimo.
Avvocato Filastò: Chiarissimo.
Giancarlo Lotti: Eh, ho passato una vita non tanto bella. Da...
Avvocato Filastò: Eh, me lo immagino.
Giancarlo Lotti: I' che vo' fare? Ormai l'è così.
Avvocato Filastò: Me lo immagino. Senta, lei ha abitato a casa di un certo Scherma alla draga.
Giancarlo Lotti: Sì, l'era una casa, a di' la verità l'era meglio non ci tornare. Perché in borgo, io esse' di posto un m'hanno vorsuto da' le meglio stanze, almeno du' stanze, nulla. Io un lo so perché. La gente di fori, venga di fori ai paesi gli danno la casa. A me no. Perché so' di' posto.
Avvocato Filastò: Ho capito.
Giancarlo Lotti: Questa l'è una cosa che a me la un mi va giù.
Avvocato Filastò: E ci credo.
Giancarlo Lotti: Non m'andava giù questa cosa, un lo so. Dice: 'mah, e un c'è case, bisogna guardare'. Passa i' tempo, passa anni e anni. E poi mi toccò anda' da Fabrizio. A qui' punto lì, in dove andavo?
Avvocato Filastò: Questa casa alla draga. Ma che è una casa, insomma? Cos'è, una baracca?
Giancarlo Lotti: A di' la verità, casa proprio bella la un era.
Avvocato Filastò: Ah. Dopo che è andato via lei, c'ha abitato qualcuno a questa...
Giancarlo Lotti: Un giorno ero in cucina a mangiare, sentii una botta: i' che c'è? Insomma, viense giù mezzo bagno. Vai, dissi, l'è l'ora di anda’ via perché qui sennò ci rimango stiacciato. E che vo' fare? E un m'ha vorsuto da' una casa, e i' che posso fare? E poi di lì, andetti circa un anno, andetti lì in do' c'è la distilleria, in do' gli cosano le cose della sansa, no? Un lo so i' che ci fanno. Stetti un anno lì, poi il proprietario mi disse: 'mi ci vogliono quelle due stanze'; e allora mi toccò anda' via di lì.
Avvocato Filastò: E quindi poi, è andato ad abitare nella casa famiglia.
Giancarlo Lotti: No, tramite il comune l'hanno fatto. Io un ci volevo nemmeno andare perché lì ci veniva gente sempre di fori: o romeni o iugoslavi. Sicché un ci si intendeva nemmeno... qualche volta ho leticato, io un ci capivo con quelle gente lì.
Avvocato Filastò: Ma lei la dormiva in camera con un certo Fabrizio?
Giancarlo Lotti: Fabrizio... aspetta, come si chiamava di cognome?
Avvocato Filastò: Cerchi di ricordarselo perché è importante.
Giancarlo Lotti: Bertini.
Avvocato Filastò: Bertini. Fabrizio Bertini. Era il suo compagno di stanza.
Giancarlo Lotti: E tu vedrai, mi toccava dividere la stanza!
Avvocato Filastò: Per quanto tempo lei ha dormito insieme a Fabrizio Bertini?
Giancarlo Lotti: Ma però la prima volta andette via, un so quanto gl'è stato via, poi gli ultimi anni sarò stato insieme un paio d'anni.
Avvocato Filastò: Benissimo. Grazie.
Giancarlo Lotti: Un paio d'anni. Di preciso, ora...
Avvocato Filastò: Perfetto. Senta, ora mi dica della sua frequentazione di Vanni: lei da quanto tempo lo conosce?
Giancarlo Lotti: Mah, gl'è tant'anni. Di preciso un me lo ricordo perché... 20 anni, anche più forse. Anche più.
Avvocato Filastò: Più di 20 anni. E vi vedevate sempre a San Casciano col Vanni oppure anche in altri posti?
Giancarlo Lotti: Mah, io sempre un c'andavo a San Casciano. C'andavo qualche volta a fa' la spesa o sennò...
Avvocato Filastò: No, dico la sera, verso il fine settimana.
Giancarlo Lotti: Io la sera sortivo. La sera un è che ci si vedesse spesso, la sera.
Avvocato Filastò: Ecco, quante volte la settimana vi vedevate con Vanni, in questi 25, 20-25 anni?
Giancarlo Lotti: Sarà stato qualcosa meno, insomma. Quello...
Avvocato Filastò: Sì, va bene: meno di 20 anni, meno di 25 anni. Insomma, quante volte vi vedevate?
Giancarlo Lotti: Mah, di giorno ci si vedeva...
Avvocato Filastò: In una settimana. Di giorno vi vedevate, poi la sera vi vedevate quante volte la settimana?
Giancarlo Lotti: Alla sera, un credo tante volte la sera.
Avvocato Filastò: Non so, una volta la settimana?
Giancarlo Lotti: Ma la sera di notte...
Avvocato Filastò: Non spesso.
Giancarlo Lotti: ... ci si vedeva meno spesso. Di giorno sì, io e i' Vanni ci si vedeva e basta.
Avvocato Filastò: Senta, ma la sera non vi vedevate perché lei sa se Vanni per caso aveva qualche problema a casa, c'aveva la moglie malata, doveva stare a casa?
Giancarlo Lotti: Questo lo so che c'aveva la moglie così malata, un lo so che male l'aveva...
Avvocato Filastò: Male di nervi, insomma.
Giancarlo Lotti: Mah, bisogna vede' che nervi. Io un me ne intendo di queste cose.
Avvocato Filastò: Va beh, insomma, comunque, lei sa che era ammalata la moglie. E sa che per il fatto che era malata, Vanni doveva stare a casa la sera, questo lo sa?
Giancarlo Lotti: Mah, questo un lo so. Un so preciso...
Avvocato Filastò: Insomma, comunque, quando vi vedevate, vi vedevate dove? Alla Cantinetta?
Giancarlo Lotti: Sempre un c'andavo io. O verso i' bar o verso la piazza qualche volta.
Avvocato Filastò: O i' bar in piazza o alla Cantinetta.
Giancarlo Lotti: Tante le volte avevo da fare, un c'ero spesso a San Casciano sicché un è che ci si vedesse spesso spesso durante la settimana.
Avvocato Filastò: Senta, ma a parte lo spesso, qualche volta vi vedevate. Ora, io le chiedo questo: quando vi vedevate alla Cantinetta o a i' bar nella piazza di San Casciano, voi vi incontravate, bevevate vero?
Giancarlo Lotti: Be...?
Avvocato Filastò: Bevevate, dico. Sì o no?
Giancarlo Lotti: Anche quella, e ho bevuto a di' la verità... 
Avvocato Filastò: Ma io non sto parlando di... sto parlando di Vanni, per esempio. Beveva lui?
Giancarlo Lotti: Mah, a di' la verità più di me di certo.
Avvocato Filastò: Più di lei.
Giancarlo Lotti: Io mi limitavo di bere il giusto, però io bevevo e mangiavo qualcosa sennò stavo male poi. Sai, se uno comincia a bere senza mette' niente nello stomaco...
Avvocato Filastò: Eh, certo. Senta e da un certo momento in poi, lei conosce anche Pacciani. Quando l'ha conosciuto?
Giancarlo Lotti: Mah, per me me l'ha fatto conoscere i' Vanni. Però, io un lo conoscevo mica proprio di' tutto questa persona.
Avvocato Filastò: Va bene. Ma quando l'ha conosciuto, se lo ricorda? In che anno?
Giancarlo Lotti: Mah, preciso... O gl'è tornato a Mercatale, un mi ricordo di preciso quando l'è tornato a Mercatale, un lo so. Sarà stato nel '78, ora di preciso...
Avvocato Filastò: Esatto.
Giancarlo Lotti: ... un posso ricordammi...
Avvocato Filastò: Il '78. Lei infatti nel verbale...
Giancarlo Lotti: ... o '77...
Avvocato Filastò: ... a verbale del 19 luglio del '90, ha detto: "Nel '78".
Giancarlo Lotti: Io l'ho conosciuto quando avevo la macchina, quando ho preso la patente nel '78.
Avvocato Filastò: Va bene. Senta, lei poi una volta è stato a casa di Pacciani.
Giancarlo Lotti: Sono stato diverse volte.
Avvocato Filastò: Diverse volte.
Giancarlo Lotti: Parla a casa, quando stava a Mercatale?
Avvocato Filastò: Sì.
Giancarlo Lotti: C'è una piazzetta...
Avvocato Filastò: Sissignore.
Giancarlo Lotti: ... su come una specie di aiola dentro.
Avvocato Filastò: Sì, va beh.
Giancarlo Lotti: Si gira lì in do' c'è le macchine.
Avvocato Filastò: E lei è stato da Pacciani.
Giancarlo Lotti: No, lì l'era a rimettere la casa per conto suo. Insomma, gl'era a fare i cosi...
Avvocato Filastò: Lei ha accompagnato qualche volta Vanni a prendere la roba da mangiare dai contadini?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Filastò: Con la macchina? Ecco.
Giancarlo Lotti: Lì, alle Corte.
Avvocato Filastò: Alle Corte. Ma senta, durante questi viaggi che facevate insieme a Vanni, vi siete fermati per la strada o andavate diritti a pigliare la roba dai contadini e tornavate a casa?
Giancarlo Lotti: No, no. Io quando l'ho accompagnato e siamo ritornati, siamo andati a casa.
Avvocato Filastò: Non è che vi siete fermati per caso a guardare macchine, coppiette?
Giancarlo Lotti: No, no.
Avvocato Filastò: No.
Giancarlo Lotti: Io andavo lì, lo accompagnavo e poi si ritornava a San Casciano.
Segue...

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