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giovedì 17 aprile 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 28 novembre 1997 - Settima parte

Segue dalla sesta parte.

Avvocato Curandai: Bene, bene, non ci sono problemi. Dunque, per quanto riguarda gli Scopeti, io le faccio queste domande e lei può anche, se vuole, alzarsi, cortesemente e mimare i movimenti, sarebbe forse meglio. Cioè, quando il Pacciani rincorre il ragazzo, come lo ferma, col braccio sinistro o col braccio destro?
Giancarlo Lotti: Col braccio sinistro.
Avvocato Curandai: Lo ferma. Col braccio destro che cosa fa?
Giancarlo Lotti: Mah, col braccio destro lo prende qui, poi io un vedo bene, perché c'è una persona avanti, una di dietro, un vedo bene se lo colpisce alla gola o davanti qui.
Avvocato Curandai: Ecco, 'fu colpito al collo', lei ha detto ieri. Poi dove fu colpito il ragazzo?
Giancarlo Lotti: Sarà colpito anche davanti qui.
Avvocato Curandai: Davanti, cioè nel petto.
Giancarlo Lotti: Però io un vedo bene...
Avvocato Curandai: Cosa intende il petto, lei?
Giancarlo Lotti: Davanti c'è il petto, un credo ci sia altre cose.
Avvocato Curandai: Ecco, facciamo un attimino un passo indietro, per quanto riguarda questa scena. Quando il ragazzo uscì dalla tenda, va bene?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Il Vanni dove si trovava esattamente in quel momento?
Giancarlo Lotti: Lì fuori un c'era. Dentro la tenda.
Avvocato Curandai: Che cosa stava facendo in quel momento, se lo ricorda?
Giancarlo Lotti: Poi, innanzi, ho sentito tagliare la tenda io.
Avvocato Curandai: Si ricorda che cosa stesse facendo in quel momento? Tagliando la tenda?
Giancarlo Lotti: Io l'ho visto tagliare, da una parte, la tenda. Come uno strappo così.
Avvocato Curandai: Quindi, il ragazzo, quando uscì? In che momento uscì? Quando il Vanni stava tagliando la tenda?
Giancarlo Lotti: No, quella l'aveva bell'e tagliata.
Avvocato Curandai: Tagliata, ecco. E quindi, poi, successivamente, il ragazzo uscì dalla tenda.
Giancarlo Lotti: Però un so se c'eran cerniere o no. Questo io un l'ho visto...
Avvocato Curandai: Ho capito.
Giancarlo Lotti: Io un ero proprio di dire... di sta tranquillo, perché lì un è che stavo tranquillo.
Avvocato Curandai: Sì, perché su questo punto lei è stato preciso. Ha detto che il Vanni, quando... nel momento in cui il Vanni tagliava la tenda poi il ragazzo... successivamente poi il ragazzo è uscito dalla tenda, è scappato, insomma, ecco. Conferma?
Giancarlo Lotti: Io, vestito... io ho visto un attimo, un è che avessi visto...
Avvocato Curandai: Un attimo. Sì, sì... .
Giancarlo Lotti: Può darsi abbia avuto qualche documento sotto...
Avvocato Curandai: Sì, sì, dica pure. Ecco, passiamo un attimo, tornando indietro, al pomeriggio della domenica. Siamo alla domenica del fatto, cioè, l'8 settembre dell'85. Prima di raggiungere Firenze, lei e Pucci, quel pomeriggio, vi siete fermati agli Scopeti?
Giancarlo Lotti: Sì, ci siamo fermati.
Avvocato Curandai: Ecco, che ore erano più o meno?
Giancarlo Lotti: Come fo a ricordammi. Dopo mezzogiorno, poteva esse' stato le tre o più tardi. Questo un lo giudico.
Avvocato Curandai: Ecco, va bene. Senta...
Giancarlo Lotti: Prima di quell'ora, un lo so...
Avvocato Curandai: Quanto tempo vi siete intrattenuti?
Giancarlo Lotti: Insomma, a parlare lì, il tempo passava. Un so il preciso quanto.
Avvocato Curandai: Più o meno se lo ricorda?
Giancarlo Lotti: Un'ora o più... un è che abbi guardato per bene 1'orologio.
Avvocato Curandai: Va bene. Ecco, senta, per quanto riguarda sempre il delitto degli Scopeti, lei ha assistito a tutta la scena, ovviamente. Il Pucci, no? Il Pucci non ha assistito a tutta la scena?
Giancarlo Lotti: No, lui l'era più impaurito di me. Andette un po' più giù, prima d'anda' alla macchina in do' c'era sulla strada... sulla piazzola lì.
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Insomma, c'è una piazzolina in do' si mette da una parte, per non sta' sulla strada asfaltata.
Avvocato Curandai: Senta, fu lei poi a riferire al Pucci le cose che il Pucci non potè vedere. Gliele riferì lei, quello che lei aveva visto?
Giancarlo Lotti: Gl'avrà visto qualche cosa, ma io avevo visto di più di lui.
Avvocato Curandai: Poi gli ha riferito lei, o no, qualcosa?
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Di quello che gl'era successo, che sparava, chi tirava fuori...
Avvocato Curandai: Bene.
Giancarlo Lotti: Insomma, gl'andava fori il coso. Lui ha visto, però ha visto un po' meno di me.
Avvocato Curandai: Senta, io adesso passerei al delitto di Baccaiano.
Presidente: Avvocato, facciamo lo stacco tra la risposta e la domanda, perché sennò si accavallano, come è successo ora.
Avvocato Curandai: Sì, certo, certo.
Presidente: Si accavalla, poi non so se la trascrizione viene, o non viene.
Avvocato Curandai: Certo, certo, è giusto.
Presidente: Un piccolo stacco di un millesimo di secondo, però serve a definire, bene? Prego.
Avvocato Curandai: Senta, per quanto riguarda il delitto di Baccaiano, lei ricorda dove il Pacciani sparò, in che punto della macchina?
Giancarlo Lotti: La prima volta, quando erano su questa piazzettina. . .
Avvocato Curandai: Sì, bene.
Giancarlo Lotti: sempre sulla strada. Dalla parte dello sportello.
Avvocato Curandai: Sì. Poi?
Giancarlo Lotti: Poi quande gli attraversonno di là, io veddi che volevano sortire, però non ce l'hanno fatto a sortire dal fossetto. Il fossetto era abbastanza profondo. Profondo, una cosa giusta, non è...
Avvocato Curandai: Senta, io le ho chiesto - se lei ricorda - dove il Pacciani sparò, in quale altro punto della macchina?
Giancarlo Lotti: Dalla parte, quando gl'andette dalla strada di qua?
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Sul davanti.
Avvocato Curandai: Sul davanti. Sul davanti cosa intende, il vetro, oppure no?
Giancarlo Lotti: II. vetro anche.
Avvocato Curandai: Il parabrezza? Eh.
Giancarlo Lotti: Poi c'era dei fari anche rotti sul davanti.
Avvocato Curandai: Sì. Senta, lei ebbe l'impressione che questi due ragazzi avessero riconosciuto i loro aggressori?
Giancarlo Lotti: Lì per lì, non lo so.
Avvocato Curandai: Sì, o no?
Giancarlo Lotti: Può darsi l'abbiano riconosciuti, come fo a dillo?
Avvocato Curandai: Lei al dottor Canessa dichiarò: "Per me i due avevano riconosciuto le persone", cioè il Vanni e il Pacciani.
Giancarlo Lotti: Ora se gl'abbiano riconosciuti, io non ero proprio lì vicino a loro, a due passi. Mentre gl'andettero dalla parte di là della strada, credevano di risortire con la macchina, invece non ce l'hanno fatta.
Avvocato Curandai: Senta signor Lotti, ancora qualche altra domandina, eh. Allora, lei col Vanni parlò di questi omicidi, ovviamente, dopo che furono commessi questi omicidi. Il Vanni che cosa le disse, che stato d'animo esattamente manifestava?
Giancarlo Lotti: Mah...
Avvocato Curandai: Che cosa le disse a proposito di questi omicidi?
Giancarlo Lotti: Ma quando? Quando... Il tempo, dopo?
Avvocato Curandai: Sì, quando voi parlavate di questi omicidi, qual’era lo stato d'animo di Vanni? Che cosa le diceva il Vanni? Gli sembrava preoccupato? Che cosa le ha detto? Le ha detto qualcosa di preciso il Vanni?
Giancarlo Lotti: Preoccupato per quell'altro, perché... per Pietro.
Avvocato Curandai: Che cosa le disse esattamente il Vanni?
Giancarlo Lotti: Preoccupato.
Avvocato Curandai: Le disse una cosa precisa. Gliela ricordo, gliela contesto: "Mario mi invitava a non parlare di queste cose in quei locali", cioè evidentemente lei ha parlato di un bar...
Giancarlo Lotti: Mah, di queste cose in un locale un credo di parlarne bene lì.
Avvocato Curandai: Ecco.
Giancarlo Lotti: Perché le gente ti ascoltano lì, dentro il bar. Non è che ci sia una persona o due.
Avvocato Curandai: Certo. Senta, lei da quanto tempo conosceva il Vanni?
Giancarlo Lotti: Il Vanni l'ho conoscevo da parecchi anni.
Avvocato Curandai: Da parecchi anni. Ecco, come persona, le garbava il Vanni?
Giancarlo Lotti: Lì per lì, poi sa quando uno comincia a bene, comincia a essere un po' diverso con la persona.
Avvocato Curandai: Perché lei ha dichiarato delle cose precise su questo punto, eh. Veda un po' di ricordarle se può, eh. Veda un po' di ricordare un aspetto del Vanni, che lei ha comunicato ai giudici. Cioè, lei disse al dottor Canessa che il Vanni non le garbava tanto perché era un tipo violento.
Giancarlo Lotti: Pietro un tipo violento?
Avvocato Curandai: "Non mi garbava" - dice - "come persona il Vanni, era troppo violento”. Ricorda di aver detto questo ai magistrati?
Giancarlo Lotti: Sì, ho detto qualcosa. Ora di preciso non mi ricordo bene.
Avvocato Curandai: Ecco, lei ieri ha parlato delle paure del Vanni: ma di che cosa esattamente, precisamente aveva paura il Vanni dopo questi omicidi?
Giancarlo Lotti: Ma di prima?
Avvocato Curandai: Sì.
Giancarlo Lotti: Del complesso della lettera?
Avvocato Curandai: Dopo questi omicidi, di che cosa aveva paura il Vanni? Di che cosa esattamente aveva paura il Vanni?
Giancarlo Lotti: Paura... non saprei.
Avvocato Curandai: Aveva... Lei ha detto, glielo ricordo: "Il Vanni aveva una grande paura che succedesse qualcosa anche a lui e che Pacciani parlasse. Aveva paura di finire in carcere anche lui e, per la verità, l'avevo anch'io".
Giancarlo Lotti: Sì, quel punto lì sì. Ma questo fatto che gl'è, prima o dopo?
Avvocato Curandai: Va bene. Quindi ovviamente, questo dopo gli omicidi.
Giancarlo Lotti: Sì.
Avvocato Curandai: Certo.
Giancarlo Lotti: No, io ho detto: prima o dopo?
Avvocato Curandai: Sì, sì, dopo gli omicidi. Io mi riferisco a dopo gli omicidi.
Giancarlo Lotti: Dopo.

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