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martedì 1 aprile 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 27 novembre 1997 - Decima parte

Segue dalla nona parte.

P.M.: Va be'. Vorrei passare al fatto di Baccaiano, di cui avevo cominciato. Lei ci ha raccontato che in Baccaiano, e ci ha detto già nel corso dell'incidente probatorio. La Corte e le parti conoscono già queste sue dichiarazioni. Come si trovò lì e perché. Io le volevo chiedere di precisare se prima del fatto di Baccaiano di quella sera, in cui loro fecero quello che fecero, lei aveva saputo da Vanni o da Pacciani cosa sarebbe successo quella sera?
Giancarlo Lotti: Sì...
P.M.: Cosa le dissero?
Giancarlo Lotti: Mi accennonno che dovevano andare a fare un lavoretto. Io, lì per lì, non credevo che gli andessero a fare così, queste cose. Io...
P.M.: "Queste cose", a ammazzare?
Giancarlo Lotti: E l'era la prima volta, sicché...
P.M.: Ma quando le dissero andavano a fare un lavoretto, le dissero andavano a ammazzare?
Giancarlo Lotti: No...
P.M.: Le spiegarono che...
Giancarlo Lotti: ... a me mi dissano dei lavoretti e basta. Non arrivonno a il punto preciso di coso.
P.M.: Come le spiegarono? Un lavoretto in che senso? Cosa capì lei?
Giancarlo Lotti: Mah, io... capii. Io non ci credevo su questo fatto qui.
P.M.: Quindi, le dissero che andavano a ammazzare, ma lei non ci credeva? È così?
Giancarlo Lotti: No.
P.M.: Mi spieghi.
Giancarlo Lotti: No, mi dissan così: 'si fa il lavoretto, però si deve fare questo omicidio.'
P.M.: "Questo omicidio"? Le spiegarono perché dovevano fare questo omicidio, cos'era questo lavoretto? Perché lo chiamavano "lavoretto"?
Giancarlo Lotti: Lo chiamavano loro "lavoretto". Io, come fo a saperlo...
P.M.: E' la parola giusta che usavano loro, o è una parola che ricorda lei, così? "Lavoretto", lo dicevano loro?
Giancarlo Lotti: Sì.
P.M.: Usavano questa parola. E lei gli chiese cosa vuol dire "lavoretto", e capì che andavano a ammazzare?
Giancarlo Lotti: No
P.M.: Lei capì così?
Giancarlo Lotti: ... per l'appunto c'era delle feste, in quel periodo. Io credevo che gli andessino a delle fe... a una festa.
Presidente: Più voce.
Giancarlo Lotti: Che l'abbin detto... Mi scusi. Che gli abbin detto di una festa, così. Invece gli andettano a questo posto.
P.M.: Ma lei perché dice che non ci credeva che avrebbero ammazzato? Perché loro gli dicevano che avrebbero ammazzato?
Giancarlo Lotti: Mah, lì per lì, la prima volta... non mi orizzontavo su quello che volevan dire loro.
P.M.: Però le avevano detto che era loro intenzione ammazzare, fare omicidi?
Giancarlo Lotti: Mah, lì per lì non credevo a questa cosa qui.
P.M.: Sì, lei non ci credeva, perché questo le avevano detto?
Giancarlo Lotti: Sì.
P.M.: Le avevano detto queste parole. Lei non ci credeva. Però ci andò lo stesso.
Giancarlo Lotti: Eh, ci andai lo stesso. Poi c'è stato le cose co i' Pacciani, mi ha fatto... insomma, cominciava a toccare, questa cosa così e via.
P.M.: "Questa cosa così e via", lei l'ha già spiegata a lungo.
Giancarlo Lotti: Voleva fare... Insomma, voleva fare...
P.M.: Se la vuole ridire, la spieghi per bene.
Giancarlo Lotti: Sì, sì, sì.
P.M.: Ecco, la spieghi per bene, perché la Corte la conosce già. Però, dato che...
Giancarlo Lotti: Insomma, qui, la prima volta non successe nulla; la seconda volta, cominciava a toccare, voleva fare... voleva mettilo di dietro e basta.
P.M.: E così successe?
Giancarlo Lotti: Eh... ormai ero a casa lì. Ce la feci a anda' via, però non arrivò a il punto di dire... proprio preciso questo fatto qui.
P.M.: "Questo fatto", lei poi ha spiegato che è avvenuto due volte.
Giancarlo Lotti: No.
P.M.: È avvenuto una volta sola.
Giancarlo Lotti: Io son stato due volte a casa, a Mercatale. Però è stato una volta sola.
P.M.: È stato una volta...
Giancarlo Lotti: E non l'ho mai detto a nessuno, questa cosa.
P.M.: Non lo ha mai raccontato. Lo ha raccontato una volta.
Giancarlo Lotti: Insomma, l'ho raccontato durante... l'interrogatorio mio. Insomma...
P.M.: C'è un verbale. Anzi, era registrato, addirittura. Senta una cosa: questo fatto che la portarono con sé e andare a fare questo lavoretto, e poi gli avevano detto andavano a ammazzare, perché - le chiedo - se ci sa spiegare meglio perché lei ci andò? Ebbe paura, le...
Giancarlo Lotti: No, mi minacciavano. Allora, a quel punto lì...
P.M.: La minacciavano di che cosa?
Giancarlo Lotti: Fui costretto a andarci.
P.M.: Ho capito. Di cosa la minacciavano?
Giancarlo Lotti: Eh, se unn'andavo, insomma, facevano fuori anche me.
P.M.: Facevano fuori anche lei. Quindi, le spiegarono prima che sarebbero andati a ammazzare. E lei, ci ha spiegato, cosa ha fatto. Ma quando le dissero di andare con loro, cosa le spiegarono, le chiesero di fare? Cosa doveva fare lei, quella sera?
Giancarlo Lotti: Mah, io, a qui' punto lì, non feci nulla.
P.M.: Sì, ma cosa... Secondo loro, cosa le chiedevano di fare? Perché volevano anche lei?
Giancarlo Lotti: Mah, mi chiedevano di star lì fermo. Ma fermo lì, passa le macchine, l'è un poste che unn'è... L'è un posto che ci passa le macchine, quel punto lì.
P.M.: Sì. Capisce, io non le voglio far dire la parola esatta...
Giancarlo Lotti: No, no.
P.M.: . . . ma se lei ci spiega cosa doveva fare, viene da sé. Cioè, volevano che lei guardasse...
Presidente: No, no. No, no...
P.M.: Presidente, no, no. questo, sta dicendo.
Presidente: Appunto, lo spiega lui.
P.M.: Con il suo modo di spiegare, ma io non ho forzato nulla, lo ha detto lui.
Presidente: Eh, eh...
P.M.: Sennò, io...
Presidente: ... spieghi, spieghi. Cosa doveva andare lei, cosa doveva andare lei, a fare il testimone? Non credo.
Giancarlo Lotti: No.
Presidente: Eh.
Giancarlo Lotti: Il testimone no.
Presidente: E allora, cosa doveva andare a fare?
Giancarlo Lotti: Mi avevano messo di mezzo che dovevo andare per forza con loro, lì. E basta.
Presidente: E cosa, qual era il suo ruolo?
Giancarlo Lotti: No, io...
Presidente: Lo sco...
Giancarlo Lotti: ... e stetti fermo con la macchina distante. Non sapevo mica che facessino questo... questo coso qui, questo omicidio. Io sapevo...
Presidente: Ho capito. Ma allora, queste persone vanno a commettere un omicidio e si portano un testimone dietro. Mi sembra impossibile. Vuol dire che se andava lei - se è vero quello che dice lei, non lo so - ma se è vero quello che dice lei, doveva avere uno scopo, doveva qualcosa anche lei.
Giancarlo Lotti: Per star lì a guardare se non veniva macchine...
P.M.: Oh!
Presidente: Eh, questo, doveva fare.
Giancarlo Lotti: Per me, è questo, quello che dico io. Se non mi esprimo bene...
Presidente: E qui si deve... lei ci deve dire cosa è andato a fare, perché se lo portavano dietro. Tutto qui. Poi, bisogna vedere se queste cose son vere, o non son vere. Ma in ogni modo ci dica quello che è la sua versione.
P.M.: Presidente, mi sembra l'abbia spiegato.
Presidente: Sì, sì, va bene.
P.M.: Con parole sue, poi ognuno valuterà in modo di esprimersi di questo signore. Però...
Presidente: Chiarissimo, chiarissimo.
P.M.: ... questo, dice. Senta una cosa: rispetto poi all'omicidio commesso dopo che lei aveva fatto questa funzione, e successe quello che è successe - lei lo ha già descritto - le chiedo, lei, nell'incidente probatori, dice che sparò Pietro. E poi fa tutto il racconto di come sono andati i fatti. Io le chiedo...
Giancarlo Lotti: Sempre nell'82?
P.M.: Sì, siamo sempre a Baccaiano nell'82.
Giancarlo Lotti: No, bisogna che lo sappia, perché sennò poi...
P.M.: Ha ragione. Ma se lei è stato su quattro, non è mica colpa mia. Eh? Lei, io glielo focalizzo qual è: ora siamo a Baccaiano. Ha ragione, dal suo punto di vista, ha ragione. Però deve un attimo capire che, se è stato a quattro, faccia un po' mente locale. Allora, siamo sempre a Baccaiano. Io le chiedo: le dissero se gli occupanti della macchina loro li conoscevano? Se Pietro e Vanni, o uno dei due, conosceva già i due?
Giancarlo Lotti: Li avranno intravisti, però io... Anche se ero distante, non è che vedessi bene...
P.M.: No, io...
Giancarlo Lotti: Sì, sì.
P.M.: ... questo, l'ho capito. Io le chiedo un'altra cosa.
Giancarlo Lotti: Sì, sì, ho capito.
P.M.: Vediamo se riesco a spiegarmi, perché lei...
Giancarlo Lotti: Ho capito, ho capito.
P.M.: Io le chiedo: Vanni e Pacciani, da quel che ha capito lei...
Giancarlo Lotti: Da principio, quando gli era in macchina dalla parte della piazzolina?
P.M.: Sì. No, indipendentemente dalla dinamica, da come sono andati i fatti.
Giancarlo Lotti: Sì.
P.M.: Io le chiedo: lei, le hanno spiegato, Vanni e Pacciani, se conoscevano quei due, la coppia, la conoscevano? L'avevano già vista?
Giancarlo Lotti: Mah, questo non me l'hanno detto.
P.M.: Non gliel'hanno detto. Lei ha capito, o gli hanno detto se i due sono stati ammazzati perché avevano riconosciuto Vanni e Pacciani?
Giancarlo Lotti: Mah, questo non... so, a giudicarlo, che lo so.
P.M.: Ho capito. Io le dico questo perché, nel corso di un interrogatorio, io - è al P.M. , quindi ho verbalizzato così io. Posso aver capito male, perché bisogna dare atto che il signor Lotti si spiega in questo modo - dice che...
Giancarlo Lotti: Eh,
P.M.: Aspetti, aspetti, non si preoccupi. Siamo... Dice che aveva avuto l'impressione - che però i due non gli avevano confermato, né Vanni né Pacciani - che, quella notte, uno dei giovani avesse riconosciuto gli aggressori. È così, o ho capito male io?
Giancarlo Lotti: Mah, io... come fo a rispondere, se...
P.M.: È una impre...
Giancarlo Lotti: È una impressione mia...
P.M.: Io, infatti, ho verbalizzato. Aveva avuto...
Giancarlo Lotti: ... impressione mia che gli abbin riconosciuti. Questo... non so giudicare.
P.M.: Non lo sa giudicare, è solo una impressione. Andrei, non ho motivo di fare, di chiedere altri chiarimenti sull'episodio dell'82, perché l'aveva descritto ampiamente, a mio avviso ovviamente, nell'incidente probatorio. 

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