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mercoledì 26 marzo 2014

Giancarlo Lotti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 27 novembre 1997 - Sesta parte

Segue dalla quinta parte

P.M.: Vorrei tornare al discorso della lettera, che lei dice la vide. Lei, nel corso delle indagini, al P.M. che glielo chiedeva, il 12/03/96 dice: "La vidi, ma potei leggere solo qualche parola. E il Vanni gli diceva che Pacciani lo minacciava di ammazzarlo se parlavo". Cioè, lei lesse qualche parola, in che senso? L'indirizzo, o dentro il contenuto della lettera?
Giancarlo Lotti: Mah, io veddi solamente l'indirizzo. Dentro non 1'ho guardata.
P.M.: Allora quando lei dice: "Vidi solo qualche parola", intende l'indirizzo, o ebbe modo di vedere anche qualche parola dello.. .
Giancarlo Lotti: No, l'indirizzo e basta. Però, a me non me l'ha fatta vedere. La lettera proprio no, dentro i' che c'era scritto.
P.M.: Il dentro non l'ha visto. Lei sa se questa lettera conteneva minacce solo a lui, Vanni, o anche a qualchedun altro?
Giancarlo Lotti: Mah, questo come fo a dillo? Non lo so.
P.M.: Non gli ha detto nulla il Vanni. Lei ricorda se il Vanni gli ha raccontato che Pacciani minacciava anche la moglie?
Giancarlo Lotti: Sì, questo me l'ha riferito, sì.
P.M.: E era la minaccia in quella lettera lì?
Giancarlo Lotti: Come m'ha riferito lui, sì. Come m'ha riferito Mario Vanni, sì.
P.M.: Vanni gli disse se questa lettera l'aveva fatta vedere alla moglie del...
Giancarlo Lotti: Questo come fo a...
P.M.: Non lo sa. Alla moglie del Pacciani intendo.
Giancarlo Lotti: Non posso mica interferire sulle cose sua.
P.M.: Lei sa se Vanni gli ha raccontato di aver fatto vedere la lettera alla moglie di Pacciani?
Giancarlo Lotti: No, questa lettera l'hanno mandata a Mercatale.
P.M.: Ho capito.
Giancarlo Lotti: Però non l'ho portata io, l'ha portata un certo Renzo Nesi.
P.M.: La lettera fu poi portata alla moglie, come lei lo sa. Lei l'ha saputo dal Nesi, o dal Vanni?
Giancarlo Lotti: Sì, dal Vanni.
P.M.: Dal Vanni. E le disse, il Vanni, cosa aveva detto la moglie di Pacciani di questa lettera, o del fatto che gliel'avevano portata?
Giancarlo Lotti: Questo... la portonno, non lo so i' che gl'hanno detto. Questo non...
P.M.: Senta una cosa, lei ha mai avuto occasione di vedere Vanni e l'avvocato Corsi parlare fra sé in piazza?
Giancarlo Lotti: Sì. In un momento c'ero anch'io, in quel momento... E allora, parlavano così: di star calmo, di non aver paura, di lui, di Pietro, e basta.
P.M.: Lei era presente e parlavano quindi di queste minacce e di non aver paura...
Giancarlo Lotti: Per l'appunto ero lì vicino e ho sentito anch'io. E, allora...
P.M.: Ci spiega meglio cosa sentì? Lei è stato ricco di particolari, su questo. Ci vuole raccontare esattamente cosa sentì? Lei era vicino e parlavano l'avvocato Corsi e...
Giancarlo Lotti: No, parlavano sempre di questo fatto qui della lettera, dice di star calmo, che 'non ti succede nulla'.
P.M.: Chi è che diceva di star calmo?
Giancarlo Lotti: L'avvocato.
P.M.: Al...
Giancarlo Lotti: A Mario.
P.M.: A Mario. E l'avvocato si accorse che lei era presente?
Giancarlo Lotti: Ero lì vicino, s'era insieme.
P.M.: Ho capito. L'avvocato tranquillizzò anche lei?
Giancarlo Lotti: A me, le minacce venivano a lui, non so...
P.M.: Ma lei era presente quando l'avvocato Corsi tranquillizzava Vanni?
Giancarlo Lotti: Sì, ero insieme lì con loro. Per l'appunto ero insieme.
P.M.: Ho capito. E dopo queste parole con cui, se lei ha capito bene, l'avvocato Corsi tranquillizzava Vanni, Vanni era più tranquillo, o era sempre impaurito?
Giancarlo Lotti: No, a quel punto lì pareva impaurito.
P.M.: Pareva impaurito lo stesso.
Giancarlo Lotti: Per me. Poi se gli dice: 'stai tranquillo, non ti succede nulla'. Ma se uno gl'è impaurito, che fai?
P.M.: Ho capito. Quindi non si tranquillizzava. Io vorrei andare di nuovo al contenuto di questa lettera, visto o raccontato...
Presidente: Pubblico Ministero, Pubblico Ministero. Chiariamo un punto. A proposito di questo incontro Pacciani-Vanni...
P.M.: No Pacciani. Vanni-Corsi.
Presidente: Sì, giusto, Vanni-Corsi. Lapsus mio. L'avvocato Corsi avrebbe detto: 'stai tranquillo, stai calmo', eccetera. Ma ha fatto riferimento alla lettera, o diceva un discorso così, generico?
P.M.: Parlavano della lettera...
Giancarlo Lotti: Mah, sempre su quella lettera lì.
P.M.: Parlavano. Ho capito.
Giancarlo Lotti: Come ho sentito io, vicino, ero lì. Non so...
P.M.: Quindi era Vanni che diceva: ho paura perché questo mi minaccia, mi vuole ammazzare.
Giancarlo Lotti: Per questa cosa qui. Per questa...
P.M.: E il Corsi gli diceva: 'non ti preoccupare'.
Giancarlo Lotti: Dice: 'stai calmo, non ti succede nulla'.
P.M.: Ho capito.
Giancarlo Lotti: Ero vicino io, ho sentito.
P.M.: E che lei ebbe modo di capire, o di vedere, quando avveniva questo colloquio il Vanni aveva la lettera in mano, o non ce l'aveva?
Giancarlo Lotti: No, in quel momento lì...
P.M.: In quel momento... Quindi è un momento diverso. Senta una cosa, lei dice che Vanni aveva paura che lo ammazzasse. Il Vanni gli ha mai spiegato meglio il contenuto di questa lettera? Cosa doveva fare perché non lo ammazzasse?
Giancarlo Lotti: Mah, io... Questo che m'ha detto lui gl'è così. Quello... e basta, non c'è altro. Non lo so.
P.M.: Lei però dice - le contesto e stimolo il suo ricordo su questo - dice: "Quando Pacciani era in carcere, Vanni aveva una grande paura" - interrogatorio 12/0 6/96 - "che succedesse qualcosa anche a lui, Vanni, e che Pacciani parlasse. Aveva paura di finire in carcere anche lui, Vanni. Lotti aggiunge che Vanni diceva sempre: 'se fo così, bene, sennò vado dentro anch'io'. E che lo stesso Vanni gli aveva spiegato che Pacciani voleva che facesse un omicidio per farlo uscire e che lo minacciava che altrimenti prima o poi lo avrebbe ammazzato; e che avendo paura di ciò era andato più di una volta dall'avvocato Corsi". È così?
Giancarlo Lotti: Quello che m'ha spiegato, è così.
P.M.: Ho capito, ma...
Presidente: Cioè, cosa? Cosa ha spiegato?
P.M.: È una minaccia piuttosto forte. Cioè, gli chiedeva di fare un omicidio?
Avvocato Zanobini: No, no, no.
P.M.: No, no. Sì, sì, scusi. Io ho letto...
Avvocato Zanobini: No.
P.M.: Io ho letto un verbale...
Avvocato Zanobini: Aspetti. Lo fa rispondere, per piacere?
P.M.: No, scusi. Calma un attimo, perché io ho letto un verbale e poi risponde.
Avvocato Zanobini: Può rispondere.
P.M.: Scusi un secondo: "no, no, no, no", lo dice dopo che ha risposto.
Avvocato Zanobini: Appunto, ma siccome continua...
P.M.: No, io continuo a leggere il verbale.
Presidente: Avvocato Zanobini, lasciamo stare. Lotti, spieghi un po' questo discorso.
Giancarlo Lotti: Quello delle minacce...
Presidente: Eh, quei discorsi che ha letto il Pubblico Ministero. Come sta la cosa?
Giancarlo Lotti: Sì. Come c'è scritto lì...
Avvocato Zanobini: No, no.
Presidente: Ce lo ripeta lei.
Giancarlo Lotti: Che lo minacciava, sennò lo faceva... lo ammazzava.
Presidente: Lo minacciava...
Giancarlo Lotti: No, sennò lo ammazzava... sul punto della lettera.
P.M.: Io le chiedo... Le ho contestato che lei ha riferito che nella lettera ci sarebbe stata una richiesta di Pacciani a Vanni di fare un omicidio. È così?
Giancarlo Lotti: Sì.
P.M.: Lei ques. ..
Giancarlo Lotti: Ma questo fatto quando sarebbe?
P.M.: Non ne ho la più pallida idea io, l'ha detto lei.
Giancarlo Lotti: No, ma dico, sul delitto o altra cosa della lettera?
P.M.: Non lo so. 
(voci sovrapposte)
Presidente: No, sulla lettera, sulla lettera. Parliamo della lettera ora.
Avvocato Filastò: Il Pubblico Ministero interrogato dal Lotti. Ho detto bene?
Giancarlo Lotti: No, sennò poi...
P.M.: Lei ricorda questi discorsi quando glieli ha fatti? Innanzitutto se glieli ha fatti. Secondo, quando glieli ha fatti.
Giancarlo Lotti: Questo, come fo a ricordammi preciso quande.
Presidente: Ma gli ha fatto un discorso di questo tipo, riferendosi alla lettera? O gli ha fatto un discorso di quel tipo indipendentemente dalla lettera?
Giancarlo Lotti: Sì, indipendentemente dalla lettera.
Presidente: Eh, allora ci spieghi come. Cosa gli ha detto il Vanni.
Giancarlo Lotti: Che lo minacciava sul fatto della lettera, così.
Presidente: Quello, lo abbiamo capito.
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: Siccome lei dice, secondo il Pubblico Ministero, che avrebbe parlato anche di, diciamo di un ordine i dato dal Pacciani di ammazzare un'altra persona per farlo uscire dal carcere. È vero questo? E se è vero, in che termini è vero. Cosa sa di questo punto lei?
Giancarlo Lotti: Che doveva sortire una persona, ma lui doveva sortire?
Presidente: Lui, Pacciani.
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: E il Vanni cosa doveva fare?
Giancarlo Lotti: Che doveva fare? Questo...
Presidente: Gli ha detto qualcosa il Vanni, o no? Lei ha riferito una versione al Pubblico Ministero, che l'ha letta ora il Pubblico Ministero.
Giancarlo Lotti: Sì.
Presidente: Ecco. Noi gli chiediamo di spiegarci un po' meglio questa storia. Perché sembrava che fosse detto in quella lettera.
Giancarlo Lotti: Non mi ricordo di preciso quello che ho detto.
Presidente: Scusi, aspetti un po'. Sembrava che fosse detto in quella lettera di cui ha parlato. Ora dice: 'in quella lettera no'. Allora, cosa gli ha riferito il Vanni di questo, diciamo, desiderio del Pacciani dal carcere?
Giancarlo Lotti: No, riferiva che doveva sortire uno, una persona di dentro. Però non so chi doveva sortire: se doveva sortire Pietro, o no. Questo non riesco a' spiegare. Non lo spiego bene io.
P.M.: Sono...
Presidente: Non lo spiega bene no.
P.M.: No, non lo spiega per niente bene Lotti.
Presidente: Eh.
P.M.: È un discorso che è relativo a quella lettera, o è un discorso che non ha niente a che vedere con quella lettera?
Giancarlo Lotti: Per me c'ha a che vedere la lettera, compreso questo fatto.
P.M.: È nel discorso della lettera. Ho capito. E erano discorsi che le faceva Vanni e che lui, Vanni, aveva paura di essere ammazzato dal Pacciani se non faceva qualcosa.
Giancarlo Lotti: Sì, se non faceva qualcosa.
P.M.: Qualcosa era fare un omicidio.
Avvocato Filastò: Sì, ma insomma, ha già risposto tre volte no. Insomma, vogliamo far così, continuare in questo modo?
Presidente: Va bene, va bene.
Avvocato Filastò: Anche al dibattimento. E' uno spettacolo indecoroso.
Presidente: No, no, avvocato, per nulla indecoroso. Questo è un giudizio suo. Giudizio molto sommario e irriverente anche.
Avvocato Filastò: (voce fuori microfono)
Presidente: No, no...
Avvocato Filastò: Si sta continuando in questo mo... Non si può interrogare...
Presidente: Niente. Stiamo chiarendo un episodio. Stiamo chiarendo l'episodio. E allora!
Avvocato Filastò: Sì, sì, certo. Va bene, Presidente.
Presidente: Eh. Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Vorrei passare a un altro argomento.
Avvocato Filastò: Questo pover'uomo sta dicendo delle cose pianamente, lasciamolo parlare lui.
Presidente: Infatti, sta parlando.
Avvocato Filastò: E forse arriveremo a qualche cosa.
Presidente: Sta parlando.
Avvocato Filastò: E' anche una brava persona a vederlo.
Presidente: Prego, Pubblico Ministero.
Avvocato Filastò: Fa pena, fa compassione.
P.M.: Avvocato, per cortesia.
Giancarlo Lotti: No, non fo compassione.
Presidente: Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Grazie, Presidente.
Presidente: Lotti, quando è stanco me lo dice. 
Giancarlo Lotti: Come?
Presidente: Se ha bisogno di un po' di riposo me lo dice.
P.M.: Forse, dato che passiamo ad altri argomenti, glielo chiedo io.
Presidente: Allora sospendiamo a questo punto mezzora.
P.M.: Bene, grazie.
Presidente: E poi riprendiamo alle tre.
P.M.: Bene.
Presidente: Alle ore 15.00.
Segue...

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