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mercoledì 5 marzo 2014

Alessandro Azzini - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 08 ottobre 1997 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.

Avvocato Fenies: Senta, rincasando il pomeriggio, la sera prima di cena, la macchina la metteva in garage, che lei sappia?
A.A.: Sì, sì. Sì, perché anche quello l'ho sempre messa in garage perché... Addirittura se trovava la strada con temporale che l'aveva bagnata la rilavava, la ripuliva e poi la rimetteva dentro. Sicché...
Avvocato Fenies: Tutte le sere metteva l'automobile in garage.
A.A.: Sì, sì.
Avvocato Fenies: Quindi, s'è detto: stava in casa fino alle nove e mezzo, riceveva le telefonate e andava alla Casa del Popolo a piedi.
A.A.: A piedi.
Avvocato Fenies: Che lei sappia, beveva alcolici, liquori, caffè o ammazzacaffè; o meglio, ammazzacaffè?
A.A.: Caffè sì, ammazzacaffè anche... l'avrà bevuto qualche volta, proprio per Natale o queste feste qui, proprio. Ma sennò anche la sera, addirittura anche nel caffè ci mette l'acqua, sicché, per allungarlo.
Avvocato Fenies: Questo l'ha già detto, comunque se mai lo ripete. A lei non è mai capitato di prestare un'automobile al signor Faggi?
A.A.: No.
Avvocato Fenies: E che lei sappia lui non prendeva auto in prestito.
A.A.: No. Per quello che so io no.
Avvocato Fenies: Bene, grazie.
P.M.: Presidente, grazie. Vorrei partire, signor Azzini, per farle qualche domanda dal fatto che lei dice: "Nel '79-'80 ho cominciato a frequentare la figlia...". Poi ha detto: "Nell'81" - se non ho capito male - "sono andato in casa." Come si suol dire.
A.A.: Sì.
P.M.: È così. Poi siete stati fidanzati dall'81 al '90.
A.A.: Sì.
P.M.: Un lungo periodo di tempo. Poi lei ora ci ha descritto che conosce, per quel che si ricorda, le mosse - di quando andava lì - di suo suocero che usciva la sera. Perché le sere in cui lei andava a casa della sua fidanzata a cena, rimanevate sempre in casa voi?
A.A.: Sì.
P.M.: Non siete mai usciti.
A.A.: Magari quando si usciva non andavo nemmeno su, ha capito? Perché ho l'officina lì, molte sere si fa fino a tardi, sicché mi fermavo addirittura a cena lì e poi andavo. . . Addirittura restavo anche a dormire molte volte.
P.M.: Ecco. Quindi, lei si riferisce alle abitudine del Faggi che ha visto lei, nelle sere in cui lei rimaneva lì.
A.A.: In cui rimanevo lì.
P.M.: A cena o a dormire, ha detto.
A.A.: Sì, sì.
P.M.: Senta, tanto per indicare, per avere approssimativamente un'idea, lei tutte le sere andava a casa della sua fidanzata?
A.A.: No, tutte le sere no.
P.M.: Nella settimana?
A.A.: Nella settimana: martedì, giovedì, venerdì sera, sabato e la domenica, insomma.
P.M.: Ecco. Quindi lei si riferisce alle sere in cui ci andava lei.
A.A.: Sì, sì.
P.M.: Il sabato e la domenica lei sa che abitudini aveva il signor Faggi?
A.A.: Mah, il sabato...
P.M.: L'ha visto lei, mi riferisco ad abitudini...
A.A.: Che ho visto io andava a prendere l'acqua, a una fonte su nel Mugello, e...
P.M.: Con chi andava? Lo sa?
A.A.: A volte andava con - come si chiama - con uno lì di Calenzano, mi sembra il Giugni; un certo Giugni.
P.M.: Sa perché andavano nel Mugello? Come mai così...
A.A.: Perché è un'acqua particolare, che fa bene ai reni, insomma. Aveva problemi di reni e un professore disse di prendere quell'acqua lì e da...
P.M.: Quell'acqua.
A.A.: E tuttora va a prenderla ancora.
P.M.: Lei di questa amicizia con il Giugni ha potuto apprezzare un'amicizia di vecchia data?
A.A.: A quanto ne so io, penso di sì.
P.M.: In famiglia ha notato o meno se di questa amicizia erano contenti o meno? Perché, ci hanno detto in quest'aula che nella famiglia del Giugni la moglie non era contenta che il Giugni avesse...
A.A.: Ma io di queste cose non lo so, perché non è che praticasse, il Giugni, lì. Si ritrovavano...
P.M.: Io le ho chiesto soltanto se ha sentito dai familiari...
A.A.: No.
P.M.: ... da sua figlia, cioè sua moglie, o da altri...
A.A.: No, no.
P.M.: ... se c'era contrasto di questa amicizia, come pare ci fosse nella famiglia del Giugni.
A.A.: No, credo di no, credo di no.
P.M.: Crede di no. La domanda da cui sono partito era quella: se sa, al di là del fatto che andavano a prendere 1'acqua... L'acqua andavano di sabato, di mattina o di sera? se lei lo sa.
A.A.: Ma credo a volte... Secondo, quando erano liberi o il sabato mattina o il sabato sera. Quasi sempre credo il sabato sera. Credo il pomeriggio. Insomma, non lo so. Quand'erano liberi, comunque di sabato.
P.M.: Di sabato. Sa cosa faceva il sabato sera, sa cosa faceva... Lei era in casa il sabato e domenica del Faggi?
A.A.: A cena sì, perché la sera si cenava tutti lì con la...
P.M.: Il sabato.
A.A.: Il sabato era il ritrovo di tutti insieme. La domenica veniva su alla casa in campagna e si stava a lavorare agli ulivi, insomma.
P.M.: E lei sa se il sabato sera o la domenica sera usciva, aveva le stesse abitudini? Più che sa: l'ha visto lei? O stava in casa il sabato e la domenica?
A.A.: Il sabato sera andava alla Casa del Popolo, perché la mattina, quando si va su in campagna di solito si va su presto.
P.M.: Senta, questo fatto che andava alla Casa del Popolo lo sa dal Faggi e dagli altri familiari, o ce l'ha visto lei personalmente?
A.A.: Io so che lo diceva... Io personalmente non ce l'ho visto. So, lui diceva che andava alla Casa del Popolo, andava via a piedi...
P.M.: Personalmente non ce l'ha visto perché lei non è mai entrato alla Casa del Popolo, o perché, entrandoci, non ce l'ha mai trovato?
A.A.: No, perché non ci sono mai entrato.
P.M.: Ecco, è molto più chiaro. Senta una cosa, sa, lei, esattamente dov'erano i luoghi di lavoro di suo suocero? Dove andava?
A.A.: No, di lavoro... Aveva le ceramiche, cioè i titolari ce l'aveva su, credo a Sassuolo, in Romagna. E i clienti...
P.M.: Quindi ogni tanto andava a Sassuolo.
A.A.: Sì, andava il lunedì; tutti i lunedì o ogni quindici giorni andava sempre a Sassuolo a cambiare i campionari.
P.M.: Ma andava dalla mattina alla sera, o è capitato ! che si fermasse anche più di una giornata fuori?
A.A.: Quando andava a Sassuolo, no, tornava; di solito alle due e mezzo, le tre credo rientrasse. A volte si fermava a controllare l'olio, quando tornava di lassù.
P.M.: Ecco. Invece lei sa, o le è capitato, di capire in famiglia che lui era fuori più di un giorno, che non tornava a dormire?
A.A.: No. Da quando ci sono io non ho di queste ricordanze.
P.M.: È sempre tornato a dormire.
A.A.: Sì.
P.M.: Guardi che sono... dunque, penso fosse sua moglie, che abbiamo sentito poco fa...
A.A.: Sì.
P.M.: ...ha detto che stava via anche un paio di giorni.
A.A.: Mah, per quello che ho ricordanza io, no.
P.M.: Mai. Ha sempre dormito a casa.
A.A.: Oh, senta, io tutte le sere non c'ero, sicché, voglio dire, però se stava fuori due giorni penso...
P.M.: A lei non è mai capitato di sapere in casa che è stato via due giorni.
A.A.: Da quando la conosco io...
P.M.: Signor Azzini, ma deve dire la verità, lei. L'ha detto sua moglie!
A.A.: Mia moglie, se io non lo so, scusi.
P.M.: Bah, o non lo sa, o non l'ha apprezzato. Cioè, le volte che è andato, non c'è mai stata una sera che lui non è...
A.A.: Esatto.
P.M.: In dieci anni non ha mai fallito una notte.
A.A.: Io...
P.M.: È sicuro di quel che dice? Le ripeto, sua moglie, poco fa, ha detto che stava via anche un paio di giorni.
A.A.: Può darsi che stesse via prima che ci sono andato io.
P.M.: Ecco. Dall'81 al '90 non ha mai mancato una notte.
A.A.: Non me lo ricordo.
P.M.: Ci vuol pensare un attimo? Le ripeto, sua moglie ha spiegato anche perché, perché andava da clienti lontani e stava via anche...
A.A.: Io...
P.M.: Allora facciamo in un altro modo. Lei sa che zone erano quelle dove lui andava a fare...
A.A.: Le zone, penso la Maremma, c'aveva; tutta la Toscana.
P.M.: Sa se verso nord, verso ovest?
A.A.: Toscana, Maremma: diciamo verso sud.
P.M.: Verso nord, che lei sappia, è mai andato? Aveva zone?
A.A.: Aveva, credo, la sulla Versilia delle zone.
P.M.: In Liguria.
A.A.: Addirittura gli anni prima credo c'avesse, sentivo in casa ne parlavano, anche La Spezia. Può darsi... La Liguria, insomma.
P.M.: Lei...
A.A.: Però...
P.M.: Lei non ha mai sentito dai familiari dire: beh, il babbo, mio marito stasera non torna perché è via per lavoro?
A.A.: Mah, io questo non me lo ricordo, voglio essere sincero. Negli anni che sono stato io, mi sembra di no.
P.M.: Mai.
A.A.: Però...
P.M.: E qualche volta è capitato che lei andasse... Anzi, facciamo così: a che ore lei, quando era dalla sua fidanzata a cena e rimaneva lì, a che ore veniva, lei, via?
A.A.: Ma molte volte, quando andavo a cena, parecchie volte rimanevo anche a dormire lì, specie il giovedì.
P.M.: Specie... Io faccio conto, allora, la domanda è per le sere in cui lei non rimaneva lì.
A.A.: Andavo via verso mezzanotte, mezzanotte e mezzo.
P.M.: Quando lei andava via a mezzanotte, mezzanotte e mezzo, il Faggi era rientrato?
A.A.: Sì.
P.M.: Sempre.
A.A.: Quando in quelle sere sono andato: sempre.
P.M.: Lei, in nove anni, dieci anni, ricorda alla perfezione "sempre". Cioè, non si ricorda che stava via due giorni, se è vero, invece si ricorda...
A.A.: La sera, insomma, quando rientrava a volte, i diciamoci la verità, rompeva anche le scatole.
P.M.: Faceva il suocero.
A.A.: Eh?
P.M.: Faceva il suocero.
A.A.: Faceva il suocero, faceva il suocero.
P.M.: Come mai voi non uscivate?
A.A.: Si usciva, fra settimana si poteva andare anche a un cinema, però, insomma,' si rientrava...
P.M.: Allora, se lei era al cinema non sapeva cosa faceva suo suocero.
A.A.: Quelle sere lì, sì; però...
P.M.: Quando andava al cinema non lo sapeva.
A.A.: No. Come le sere che non c'ero, naturalmente. Però si andava al cinema, di solito, si andava la domenica sera, così. Perché si lavora tutti e due, insomma.
Segue...

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