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giovedì 2 gennaio 2014

Marisa Pucci - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 04 ottobre 1997 - Prima parte

P.M.: Prego, si accomodi.
M.P.: Buongiorno.
Presidente: Buongiorno, signora. Come si chiama, lei, signora?
M.P.: Pucci Marisa.
Presidente: Pucci Marisa. Dov'è nata?
M.P.: A Xxxxxxxx
Presidente: Quando?
M.P.: Il XX/XX/XX
Presidente: Risiede, dove?
M.P.: A Xxxxxx
Presidente: Legga quel foglio lì..
M.P.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza."
Presidente: Ha capito, signora? Ha sentito? Di non nascondere nulla di quanto è a sua conoscenza e dire la verità.
M.P.: Certo.
Presidente: Nel suo interesse, soprattutto.
M.P.: Certo.
Presidente: Prego, Pubblico Ministero.
P.M.: Grazie, Presidente. Signora, lei è la sorella di Fernando Pucci?
M.P.: Sì.
P.M.: E Fernando abita con lei da sempre, o... avete sempre abitato nello stesso paese?
M.P.: Sì. Sempre vicini...
P.M.: Di casa.
M.P.: ... accanto alla mia casa di...
P.M.: Mi scusi se glielo chiedo. È più grande lei, o è più grande di età...
M.P.: È più grande Fernando di 14 mesi, sì.
P.M.: Il Fernando, cioè, i vostri genitori, anzi, finché, fin quando hanno vissuto, rispetto all'età di Fernando?
M.P.: Il babbo è morto nel '44.
P.M.: Quindi, Fernando quanto aveva?
M.P.: Aveva 12 anni. Io, 10.
P.M.: E sua mamma?
M.P.: La mamma è morta nel '75.
P.M.: E quando morì il babbo, Fernando abitava con i genitori, con voi?
M.P.: Sì, Fernando è stato un po' in collegio...
P.M.: In collegio, ricorda dove?
M.P.: Eh, io non me lo ricordo bene, guardi. So che era a Fiesole. Cose sapute dalla mamma, ma dopo lui c'è stato pochissimo. Poi è stato da Facibeni.
P.M.: È stato in questo collegio, da Don Facibeni, perché mancava il babbo, perché era venuto a mancare il babbo?
M.P.: Eh, mancava il babbo, e poi si era in quattro figlioli. La mamma sola, poverina, l'ha fatto una vita...
P.M.: Lo immaginiamo.
M.P.: Ecco. E lo ha messo... è stato da Facibeni. Poi, a un certo momento, Facibeni... Perché lui non è una persona... Insomma, proprio perfetto.
P.M.: Ora ce lo spiega.
M.P.: Allora Facibeni gli ha detto alla mamma, la chiamava addirittura per nome, proprio Facibeni...
P.M.: Don Facibeni in persona.
M.P.: Sì. Gli ha detto: 'guarda, Bruna, mandami l'altro ragazzo che fo studiare lui, ma lui...', lo ha dovuto...
P.M.: Aveva difficoltà a studiare.
M.P.: Lui, insomma, è ritornato a casa.
P.M.: Ricorda che scuole faceva quando, che classi faceva, quando era da Don Facibeni?
M.P.: Ma io non so se faceva... Perché era un po' in ritardo, se faceva la quinta. Questo, non glielo so dire, perché...
P.M.: È passato tanti anni.
M.P.: E poi ero, anch'io avevo...
P.M.: Giovane anche lei.
M.P.: Ecco.
P.M.: Lei ricorda se, indipendentemente da questo collegio e da Don Facibeni, Fernando è stato ricoverato in qualche ospedale psichiatrico...
M.P.: Mah, credo che da prima di Facibeni, sia stato, a me mi sembra di aver sentito, Anna Torrigiani, si chiamava questo istituto. Oppure Umberto I. Ma io non glielo so dire, perché se c'era la mamma...
P.M.: Ho capito.
M.P.: Ecco, ma io non... Mi sembra di aver sentito quest'Anna Torrigiani. A Fiesole, sono sicura.
P.M.: Era un collegio.
M.P.: Era un collegio per ragazzi non perfetti.
P.M.: Ho capito.
M.P.: Credo sia stato così, insomma.
P.M.: Non era uno ospedale.
M.P.: No, non era un ospedale, l'era un collegio.
P.M.: Ho capito. Senta ancora una cosa: poi è rientrato a casa...
M.P.: Sì, è rientrato a casa...
P.M.: ... ed è sempre vissuto con voi? Vicino alla famiglia...
M.P.: Sì, è sempre stato con la mamma.
P.M.: Con la mamma.
M.P.: Sa, le mamme, ora c'è tante cose, ma allora la mamma lo ha tenuto sempre con sé, gli ha fatto le cosine lì, gli ha... Ha capito?
P.M.: Lui ha imparato qualche mestiere in questi anni?
M.P.: Sa fare... sa fare tutto.
P.M.: Mestieri artigianali, intendo.
M.P.: Sì, queste cosine. Non perfette, però accomoda...
P.M.: Ci vuole spiegare?
M.P.: Accomoda una porta, imbianca una stanza, a noi ci fa tutto lui. Siamo diversi nipoti, lì, a tutti gli fa qualcosa, ecco. Lavora per la famiglia, perché siamo...
P.M.: Capita anche per amici?
M.P.: Sì, anche per amici. Fa tante cosette, insomma. Gli danno qualcosa. Perché lui ha solo una pensione di invalidità, e...
P.M.: Lei sa se ha un laboratorio dove lui fa il suo lavoro?
M.P.: No, no, c'ha una botteghi...
P.M.: Una stanza...
M.P.: C'ha una stanzina per sé che noi gli si è comprato tutti gli arnesini. Perché da solo, c'ha 300mila lire in mese di pensione...
P.M.: Cioè, la sua pensione di invalidità, attualmente, è di 300mila lire.
M.P.: È di 300mila lire.
P.M.: Ecco, così abbiamo inquadrato...
M.P.: Sì, ma noi, ha capito, in casa non sta. A pranzo va dalla signora che c'era prima, dal mi' fratello e a cena viene da me. Io gli faccio tutto in casa, perché siamo la porta accanto, ha capito? Io abito proprio lì, vicino.
P.M.: Quindi lei ha praticamente sostituito la mamma.
M.P.: Io ho sostituito la mamma, sì. Tutti siamo, siamo tutti, perché Fernando, in tutto il paese a Fernando gli voglian tutti bene, ha capito?
P.M.: Senta ancora una cosa: lei, della amicizia fra Fernando e Giancarlo Lotti, la sa collocare nel tempo? Si conoscono da sempre, o...
M.P.: Mah, di preciso non glielo so dire quant'è. Ma insomma, usciva con lui, veniva a prenderlo con la macchina, perché lui la macchina, la patente non ce l'ha.
P.M.: Ci aveva un'Ape, però, lui.
M.P.: C'ha l'Ape.
P.M.: Ce l'ha tuttora?
M.P.: Sì, c'ha l'Ape... Si figuri, quella lì...
P.M.: Non bisogna toccargliela.
M.P.: No, per carità!
P.M.: Ma lui, a San Casciano, va da solo con l'Ape? O andava...
M.P.: Sì, sì. Va da solo con l'Ape, sì. Hai voglia! Va alla Sambuca a farsi i capelli, va da tutte le... Insomma, non lontano. A Firenze, se va a Firenze, viene con noi, insomma, ecco. Se c'è da far qualcosa..
P.M.: O andava con Giancarlo?
M.P.: Andava con Giancarlo.
P.M.: E Giancarlo veniva...
M.P.: A noi ci diceva che... via, si vedeva noi Giancarlo venire a prenderlo con la macchina...
P.M.: Con la macchina.
M.P.: ... rossa, sì. Veniva a prenderlo lui. E lo riportava a casa.
P.M.: Anche il sabato e la domenica?
M.P.: Dopo cena... Pochissime volte eh, perché noi non si voleva. Perché si è tenuto proprio come un bambino, ha capito?
M.P.: Tutti i nipoti, anche i nipoti gli vogliono bene, tutti. Siamo in...
P.M.: Lo abbiamo capito, credo che sia molto chiaro l'atteggiamento...
M.P.: Ecco.
P.M.: ... sia la personalità di suo fratello.
M.P.: Appunto, lo ha visto lui com'è come... ecco.
P.M.: Abbiamo almeno percepito già abbastanza bene.
M.P.: Appunto, che lui è così, perché lui... insomma, gli sta con tutti, perché si è tenuto... La mamma...
P.M.: Protetto.
M.P.: Ecco, protettissimo. Perché Fernando è il primo di... in casa è il primo, quando è Natale, i nipoti... Insomma, addirittura quando è Natale fa come i bambini che viene a prendere, va a prendere il regalino in tutte le case.
P.M.: Chiarissimo, signora.
M.P.: Perché i nipoti glielo fanno tutti.
P.M.: Bene, molto chiaro. Senta ancora una cosa: lei ricorda il giorno in cui Fernando fece questa confessione in casa?
M.P.: Bah, a me...
P.M.: Come andarono le cose. Lei era presente?
M.P.: No, a me non me lo ha mai detto.
P.M.: Ah, a lei non lo ha mai detto.
M.P.: No. Perché io non gliel'ho neanche chiesto, perché mi dispiace a chiederglielo. Non me... Sennò, forse, me lo avrebbe detto. Ma io non so, mi sembra di... Non lo so, così, mi sento proprio di non doverglielo chiedere. E io non gliel'ho mai chiesto. L'ho saputo dagli altri, perché...
P.M.: Dagli altri parenti. Però lui le ha raccontato che la sera dell'omicidio dell'85 lui era andato alla piazzola degli Scopeti per un bisogno fisico insieme al Lotti?
M.P.: Sì, ce lo ha raccontato così, la sera che siamo a cena, glielo ha chiesto... neanche a mio marito, però, perché anche al mi' marito, gli sta sempre insieme, insomma... Ma non gli ha voluto... Difatti il mi' marito dice che: 'come mai non ce lo ha voluto dire se..', ecco.
P.M.: Invece, il giorno in cui avvennero i fatti, ve lo disse.
M.P.: No, no, no.
P.M.: Ecco, a lei ha riferito...
M.P.: A nessuno, il giorno che avvennero i fatti a nessuno.
P.M.: No, nell'85, no. Io dico successivamente, quando fu sentito dalla Polizia, ve lo ha raccontato.
M.P.: A me no, non me lo ha mai...
P.M.: A lei...
M.P.: Perché io non gliel'ho mai chiesto.
P.M.: Ecco.
Avvocato Filastò: Ha detto due volte di no, Pubblico Ministero vogliamo continuare a fargli dire di sì. Presidente, insomma, voglio dire...
P.M.: Avvocato, scusi, c'è un verbale. Stia un attimo calmo...
Avvocato Filastò: Il verbale, il verbale si sta facendo... Il verbale lo conosco anch'io.
Presidente: Avvocato, abbiamo capito.
Avvocato Filastò: Il verbale si sta facendo ora, il verbale.
Presidente: Si fanno tante domande ripetitive, quindi, se vogliamo essere proprio rigorosi, allora...
Avvocato Filastò: No, perché, domande ripetitive d'accordo, ma non domande che suggeriscono le risposte. Mi scusi, Presidente. Perché gli si dice: 'le ha parlato di questa cosa il signor...?', e la signora risponde no, non gli si può immediatamente dopo, dire: 'ma gli ha detto se per caso, quella sera...'Eh, allora a questo punto, non solo si suggerisce la risposta...
Presidente: Una spiegazione...
Avvocato Filastò: ...ma si suggerisce una risposta difforme, rispetto a quella che la testimone ha riferito prima...
Presidente: No. No, no. Non è vero, avvocato. È una impressione sua. Andiamo.
Avvocato Filastò: E va bene. Tanto c'è il verbale.
P.M.: Meno male, Presidente. Perché, fra l'altro, c'è, ripeto, un verbale, in cui obiettivamente si vede come stanno le cose. Vediamo se la signora ricorda...
Avvocato Filastò: No, ma...
P.M.: ... bene oggi...
Avvocato Filastò: Questo, obiezione totale. Il verbale è come se non ci fosse.
P.M.: No, mi consenta Io voglio fare una contestazione alla signora...
Avvocato Filastò: Fa la contestazione, allora. Benissimo.
P.M.: ... e quindi la faccio nei termini che ritengo opportuno fare per sollecitare prima il ricordo della signora.
Presidente: Va bene, va bene. 

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