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lunedì 9 dicembre 2013

Ugo Fornari e Marco Lagazzi - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 settembre 1997 - Quarta parte

Segue dalla terza parte.
Presidente: Altre domande? Difensori?
Avvocato Filastò: Avvocato Filastò, difensore di Vanni. Mi rivolgo a tutti e due i periti.
Presidente: Sì, sì.
Avvocato Filastò: Voi, all'inizio, nella premessa della vostra relazione, definite l'arma degli omicidi Foggi-De Nuccio analoga a quella dei delitti precedenti.  
Consul. Fornari: A che pagina avvocato, scusi?
Avvocato Filastò: È proprio all'inizio.
Consul. Fornari: Pagina 3-4, agli inizi?
Avvocato Filastò: Sì, all'inizio.
Consul. Fornari: E cosa facciamo?
Avvocato Filastò: La definite
Consul. Fornari: Scusi, quale?
Avvocato Filastò: Gliel'ho detto. Foggi-De Nuccio.
Consul. Lagazzi: Pagina 3, in fondo.
Avvocato Filastò: Omicidio Foggi-De Nuccio, voi dite: "Vennero entrambi uccisi nell'auto con arma da fuoco analoga a quella dei delitti precedenti". E? a pagina 3, terzultimo rigo. Volevo sapere da che cosa avevate ricavato questo dato rispetto all' analogia dell' arma..
Consul. Lagazzi: Chiedo scusa, avvocato. Credo che questo concetto di analogia, in realtà, non facesse riferimento a uno studio nostro balistico, e così via; anche perché siamo psichiatri e non periti balistici, né nulla. Credo che facesse semplicemente riferimento al fatto che era anch'essa un'arma da fuoco. Quindi direi che è da leggere in senso pleonastico. Quindi non è... Diciamo ecco, per precisione di verbale: il termine "analoga" non fa riferimento a una conoscenza circa le specifiche caratteristiche dell'arma, o circa analogie specifiche tra essa e quella dei delitti precedenti. Mi permetto di precisare che era riferito al concetto di arma da fuoco; quantomeno io lo interpreto così. Perché sinceramente non ci siamo mai posti il problema, ovviamente, di studio di aspetti che comunque esulavano dalla nostra consulenza. Quindi questa è unicamente una sintesi che era stata fatta, nulla di più.
Avvocato Filastò: Quindi è esatto concludere che, nella vostra valutazione dei fatti e delle circostanze, prima di esaminare il Lotti, voi non sapevate, o non avevate la perfetta percezione del fatto che tutti i delitti avvenuti a Firenze, e nei dintorni di Firenze dal 1968 al 1985 sono stati commessi con la stessa arma, non con un'arma analoga: con l'identica arma da fuoco, proveniente evidentemente dalla stessa fonte. Questo voi lo ignoravate, in sostanza.
Consul. Lagazzi: Non è stato...
Avvocato Filastò: Non l'avete considerato.
Consul. Lagazzi: Sì, sì, possiamo rispondere a due voci dicendo: era un elemento che non interessava ai fini dell'esame clinico del Lotti.
Avvocato Filastò: Sì, ora poi spiegherò la ragione per cui io faccio questa osservazione con un'altra domande successiva.
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Come?
Presidente: Altre domande?
Avvocato Filastò: Certo Presidente, ce n'ho 38. L'affermazione secondo cui "il nuovo tipo di indagine...", è un'affermazione contenuta a pagina 5 della vostra relazione: "Il nuovo tipo di indagine, basato sulla identificazione di soggetti potenzialmente simili all'ipotetico autore, sia stata avviata nel 1989..." Ecco, anche questo vi risulta sulla base di quali dati, di quale studio, approfondimento delle analisi e delle indagini sui delitti del "mostro di Firenze"?
Consul. Lagazzi: Lagazzi. Abbiamo semplicemente fatto una sintesi degli atti. Tengo però a precisare che il nostro compito non era quello di una ricostruzione degli atti, attribuendo ad essi una valenza criminologico, uno studio criminologico in quanto tale; la nostra è stata - ripeto - eminentemente un'indagine clinica sul Lotti. Chiedo al collega se ha un parere diverso.
Consul. Fornari: No, no, niente.
Avvocato Filastò: Quindi, nella sostanza, voi non avete esaminato, non eravate evidentemente nemmeno a conoscenza della esistenza di un'analisi fatta da un'equipe di Modena, che fa capo al professor De Fazio, sui delitti del "mostro di Firenze". Voi non l'avete esaminata, nemmeno vista?
Consul. Lagazzi: Abbiamo desunto dalla documentazione in atti - chiedo scusa, Lagazzi - la esecuzione, perché era citato in parte degli atti, ma non abbiamo esaminato la relazione in quanto tale, la esecuzione di diverse perizie eseguite dai colleghi di Modena su queste vicende.
Avvocato Filastò: Che sono precedenti al 1989.
Consul. Lagazzi: Noi abbiamo riferito qui a pagina 5: "Nel 1984 e '85 come documentato in atti". L'abbiamo desunto dalla documentazione...
Avvocato Filastò: No, se mi permette. Quando voi fate questa affermazione, vi riferite non all'analisi fatta dal professor De Fazio, ma ad un'analisi diversa, avvenuta nell'ufficio della Polizia, che ha dato come punto di riferimento Pacclani. Questo è il vostro discorso, perché poi dopo fate riferimento a Pacciani. Le indicazioni dell'equipe del professor De Fazio non davano nessun riferimento a Pacciani. Quindi, ripeto, da quello che risulta da quella vostra relazione sembrerebbe questa analisi fatta dall'equipe del professor De Fazio vi fosse praticame... L'avete letta in sostanza, l'avete letta? Vorrei sapere questo...
Consul. Lagazzi: comunque, mi perdoni avvocato.
Avvocato Filastò: No, basta.
Consul. Lagazzi: Noi a pagina 5 non facciamo nessun riferimento al signor Pacciani.
Avvocato Filastò: Sì, lo fate in un momento successivo. Comunque, facendo riferimento proprio, se vuole si legge...
Consul. Lagazzi: Cioè, nelle righe attinenti alla relazione di Modena, avvocato.
Avvocato Filastò: Sì, certo. Vede:"Differenti selezioni di autori di reato consentivano di isolare con sorprendente reiterazione il nominativo di Pietro Pacciani".
Consul. Lagazzi: Sì, elementi però - chiedo scusa - successivi, rispetto alla citazione della relazione dei colleghi di Modena, che avevamo trovato citata in atti, quindi.
Avvocato Filastò: Sì. Comunque voi state parlando del 1989: "Con la chiusura delle indagini attinenti alla cosiddetta 'pista sarda', venne avviato un nuovo tipo di indagine", ecco, questo è il punto. Dicendo che questo nuovo tipo di indagine venne avviato nel 1989, voi dite una esattezza. Perché già in precedenza questo tipo di indagine era stato avviato attraverso l'incarico affidato alla equipe...
Presidente: Va beh, non l'hanno visto quella... quindi non si può fare...
Consul. Lagazzi: Comunque, Lagazzi.
Consul. Fornari: Sì. Ce ne scusiamo, ma è assolutamente irrilevante rispetto agli obiettivi che noi perseguivamo.
Avvocato Filastò: Professore, mi scusi. Sarà certamente irrilevante rispetto agli obiettivi che voi perseguivate, ma non è irrilevante rispetto ad una vostra conclusione, che è quella contenuta a pagina 26. No, scusate... Al momento in cui voi... mi tocca saltare perché, voglio dire, l'obiezione che mi è stata fatta mi costringe a saltare un po' l'ordine delle mie domande. Nel momento in cui voi affrontate un tema, che fra l'altro non è nemmeno nei quesiti, sulla attendibilità di un certo Pucci; ma questa è una cosa che riguarda Pucci fra l'altro, non ha a che fare specificamente la perizia su Lotti, quindi preferisco questa domanda farla in un momento successivo. Ma, voglio dire, mi risulta, almeno a me, dalla lettura complessiva della vostra relazione, che voi partite da un presupposto di fatto; che è un presupposto di fatto, secondo me, preconcettuale della colpevolezza Pacciani. Ecco, è per questo che vi ho chiesto - lo vedremo dopo, affrontando altre situazioni - se per caso avevate approfondito il tema del processo Pacciani...
P.M.: Presidente, mi scusi. Se c'è una domanda...
Presidente: Che abbia capito io - scusi, avvocato - che abbia capito io loro partono dalle dichiarazioni del Lotti: è la versione del Lotti, buona o cattiva che sia.
P.M.: Comunque è meglio fare delle domande, no?
Presidente: Facciamo le domande.
P.M.: Facciamo domande specifiche.
Avvocato Filastò: Sì, ma era un'obiezione che mi era stata fatta e allora io cercavo di spiegare.
P.M.: A noi ci serviva almeno fare delle domande.
Avvocato Filastò: Benissimo, sì, sì.
Presidente: L'hanno detto prima, durante la... Se si sbagliano li correggete voi, per carità. Siamo qui a posta.
Avvocato Filastò: Ecco. A proposito quindi della eventuale passività del Lotti, con riferimento all'atteggiamento di Pacciani nei suoi confronti, vorrei sapere da quali dati estratti dal testimoniale e dalle carte che voi avete esaminato, avete ricavato che, come si legge a pagina 6: "...molti compaesani del Pacciani ne avessero paura, tanto che alcuni testi sono stati addirittura reticenti o mendaci a suo favore" e indicate, qui specificamente, i testi...
P.M.: È la sentenza Presidente.
Avvocato Filastò: Come?
P.M.: È la sentenza.
Avvocato Filastò: Può far rispondere a loro, per piacere?
P.M.: Ho capito, ma si perde tempo su cose...
Presidente: Pubblico Ministero, ora lasciamolo fare perché sennò...
Avvocato Filastò: Signor Pubblico Ministero, il tempo che si perde, si perde per tante ragioni. Non mi faccia parlare di tempi persi.
Presidente: No, non entriamo...
Avvocato Filastò: Io sto facendo delle domande abbastanza chiare.
Presidente: Bene.
Avvocato Filastò: Se lei vuol fare delle opposizioni, le faccia; ma non mi disturbi con delle interruzioni in questo modo, abbia pazienza. Non mi sembra corretto, mi scusi se glielo dico.
Presidente: Va bene, va bene avvocato, abbiamo capito. Andiamo.
Avvocato Filastò: Ecco, questi testi Iandelli, Bruni, Faggi, Vanni. Va bene, Faggi, Vanni può darsi. Ma i testi Iandelli e Bruni in che senso sarebbero stati reticenti, o mendaci a favore di Pacciani?
Consul. Lagazzi: Lagazzi. Il riferimento è quello che noi diamo, cioè la documentazione attinente al processo tenutosi presso la Corte di Assise di I Grado di Firenze. In particolare, se ben ricordo, noi abbiamo visto poi la sentenza - se ben ricordo, piuttosto cospicua - che faceva riferimento a questi elementi ed era quella che ci era stata data.
Avvocato Filastò: Ecco, quindi voi avete fatto... benissimo. Risposta per me soddisfacente. Voi avete fatto questi riferimenti agli aspetti generali della vicenda e al processo, avendo come punto di riferimento e punto di valutazione fondamentale la sentenza di I grado. È cosi?
Consul. Lagazzi: Sì, possiamo confermare.
Consul. Fornari: Sì, sì. La sentenza di I grado. Non l'abbiamo dietro, ma l'abbiamo a casa.
Avvocato Filastò: Benissimo.
Consul. Fornari: Sentenza di I grado, sì.
Avvocato Filastò: E da questo punto di vista, non avete letto la sentenza di II grado?
P.M.: È stata annullata.
Consul. Lagazzi: : Comunque - Lagazzi -rispondo che non l'abbiamo letta. Mi permetto di ribadire, comunque, che la nostra è stata un'indagine sul signor Lotti; non una ricostruzione criminologica generale.
Avvocato Filastò: Ho capito. Però ci sono degli aspetti abbastanza originali nella vostra relazione, uno dei quali è contenuto a pagina 6. Io, appunto, vorrei sapere da quali dati ritenete possibile l'ipotesi della presenza di un complice, identificata nella attribuzione allo stesso del compito di tenere la lampada.
Consul. Fornari: Evidentemente era scritto negli atti che abbiamo letto.
Avvocato Filastò: Cioè, nella sentenza di I grado.
Consul. Fornari: Abbiam visto quella, fondamentalmente. Sì, abbiam visto quella. Adesso bisognerebbe avere in mano la documentazione che abbiam visto, che è rimasta a casa, però. Perchè il Procuratore ci ha fotocopiato dalla documentazione che ci ha consegnato
P.M.: La sentenza.
Consul. Fornari: La sentenza fondamentalmente abbiam guardato noi, sì.
Avvocato Filastò: Insomma, la vostra valutazione, diciamo così, dell'antefatto è avvenuta soltanto su quelle carte che vi ha fornito il Procuratore. 
(voce fuori microfono)
P.M.: È un consulente del P.M.
Avvocato Filastò: Sì, sì. Ma lo so benissimo. Grazie, avvocato Curandai, della precisazione. È ben per questo che all'inizio delle mie richieste, ho fatto una richiesta di perizia di ufficio. Ed è proprio questo a cui volevo arrivare, a definire questa relazione di parte del Pubblico Ministero. Ti ringrazio, avvocato Curandai. 
Avvocato Curandai: Prego.
P.M.: (voce fuori microfono) 
Avvocato Curandai: Si perde tempo.
Presidente: Non entriamo in polemica, non c'è motivo. Prego, avvocato Filastò.
Avvocato Filastò: Grazie, Presidente. A pagina 7 e 8 riferite alcune dichiarazioni di Pucci, anche lui da voi esaminato. Queste dichiarazioni di Pucci, che fanno riferimento all'antefatto, alla sua presenza sui luoghi, eccetera, le ha ripetute davanti a voi anche?
Consul. Fornari: Scusi, Pucci ha ripetuto o Lotti.
Avvocato Filastò: No, no. Pucci, Pucci.
Consul. Fornari: Pucci, no. Pucci è la seconda perizia. Pucci è stato...
Avvocato Filastò: No, ma di...
(voci sovrapposte)
Avvocato Filastò: ... mi scusi, professore. Perché ne parlate qui, in questa sede. Cioè a dire, a pagina 7 e 8, voi fate riferimento ad alcune dichiarazioni di Pucci. Io semplicemente, volevo sapere se la fonte di queste dichiarazioni era diretta vostra...
Consul. Lagazzi: No, no.
Consul. Fornari: No, assolutamente.
Avvocato Filastò: Grazie.
Consul. Fornari: Anche perché noi, Pucci, abbiam visto qualche mese dopo mi pare, un mese o due dopo Lotti. Nulla sapevamo del Pucci. 

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