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martedì 12 novembre 2013

Alessandra Bartalesi - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 14 luglio 1997 - Quinta parte

Segue dalla quarta parte

P.M.: Senta ancora una cosa, è mai capitato che in sua presenza, il Lotti e il Vanni, abbiano parlato dell'avvocato Corsi?
A.B.: Mi sembra di no. Forse l'ho sentito nominare una volta, ma proprio nominare così.
P.M.: Lei, in una dichiarazione resa il 26 giugno '96, sull'argomento ha così detto, glielo contesto: "È capitato anche che una volta, trovandomi con mio zio Mario e con Giancarlo Lotti, ho sentito che i due parlavano dell'avvocato Corsi, ma non ho potuto comprendere l'argomento della conversazione perché i due abbassarono subito il tono della voce per non rendere comprensibile a me le loro parole".
A.B.: Sì, ecco, è una di quelle volte.
P.M.: È così?
A.B.: Sì. Quella volta lì probabilmente, ma...
P.M.: Non ho altre domande, grazie.
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Bertini: Sì, Presidente, scusi. Domanda a riguardo sempre del possesso dei soldi da parte del Lo...
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Bertini: Ah, prego, prego.
Avvocato Pellegrini: È uguale, non cambia nulla. Signorina, sono l'avvocato Pellegrini di parte civile. Lei si è domandata, anche successivamente, per quale ragione in quei due mesi di due anni fa nacque così immediatamente questa amicizia, questo rapporto? Che ragione c'era? Che spiegazioni ha dato lei di questo incontro che poi è sparito nel nulla?
A.B.: Fra me e Giancarlo?
Avvocato Pellegrini: Sì, fra lei e Giancarlo, attraverso suo zio immagino.
A.B.: Sì. Io a volte ho avuto l'impressione per esempio che fosse stato Giancarlo a chiedere a mio zio di presentarmi... cioè 'fammi conoscere la tu' nipote' e poi, però boh. Finché l'è andata così... Quando s'è trovato... forse qualcuno gli ha dato qualche cosa di più e allora è l'ha negato anche l'amicizia che c'aveva con i mi' zio.
Avvocato Pellegrini: Non ho capito quest'ultima frase, scusi.
A.B.: Cioè, ho detto, siccome quando si usciva insieme spesso pagava Mario, quando lui s'è trovato arreso, senza soldi né niente, ho detto: se qualcuno gli ha dato qualcosa a lui, questo Giancarlo l'è passato dalla parte di quest'altro e s'è rimangiato l'amicizia che c'era con il mi' zio.
Avvocato Pellegrini: Quindi aveva la sua convenienza Lotti a stare con Vanni?
A.B.: Eh.
Avvocato Pellegrini: Questo ci vuol dire lei?
A.B.: Sì.
Avvocato Pellegrini: E suo zio Vanni che convenienza ha avuto a presentare lei a Lotti? 
(voci fuori microfono) 
Avvocato: Presidente, sta chiedendo delle...
Presidente: Sì, effettivamente. Chiediamo circostanze precise. Per quale motivo suo zio lo...
Avvocato Pellegrini: Per quale ragione?
Presidente: ... suo zio l'ha presentata a Lotti.
A.B.: Io penso perché... cioè...
Presidente: Gliel'ha data una spiegazione, o no?
A.B.: No, non me l'ha data lui, ho potuto capire da me. Forse per sentirsi un po' più. vicini, ecco. Lui aveva un amico, io ero amica di questo amico. Insomma, s'era la nipote, zio e un amico di tutti e due, se si usciva insieme...
Avvocato Pellegrini: Ma lei prima Lotti non lo conosceva?
A.B.: No.
Avvocato Pellegrini: Allora che amico era, che non lo conosceva?
A.B.: Eh, ma lo diventò dopo. Già, prima non lo conoscevo. Però visto lo conosceva lui, io pensavo fosse una persona a posto.
Avvocato Pellegrini: Sì, sì, per carità. Ma si sta cercando di capire le ragioni che hanno indotto suo zio a creare questo collegamento fra lei e Lotti. Se lei è riuscita a darsi una spiegazione del genere.
A.B.: No. Probabilmente, ho detto, l'era il periodo era sempre ubriaco mio zio e quella sera l'era lì con questo qui, con questo Lotti, dice: 'ah, questa è la mi' nipote, vieni te la presento'. Cioè, non si rese neanche conto probabilmente di che faceva.
Avvocato Pellegrini: Quindi fu occasionale?
A.B.: Sì, fu una cosa occasione.
Avvocato Pellegrini: E da lì subito venne fuori: 'andiamo a cena'.
A.B.: Eh, s'andò la sera stessa a cena, poi la sera dopo. Insomma, poi nacque questo rapporto di amicizia fra me che anche se non c'era lo zio dietro si usciva io e lui insieme.
Avvocato Pellegrini: Grazie.
A.B.: Prego.
Presidente: Prego, avvocato Bertini. 
Avvocato Bertini: Presidente, solo una precisazione. Le risulta che Lotti - non so se ha già risposto su questa domanda - abbia chiesto più volte prestiti a suo zio? Non soltanto nell'occasione in cui lei ha riferito poco prima che lo perdesse di vista. Se in precedenza ha chiesto prestiti?
A.B.: Può darsi ci sia stato, però che sappia io no. Io ho sentito questa volta sola, che era l'ultima volta che ho visto il Lotti.
Avvocato Bertini: Dunque, lei dice però, nel verbale del 24 luglio '96, dice: "Mi è sembrato di capire dai loro discorsi che già altre volte aveva chiesto prestiti allo zio". Lo conferma?
A.B.: Infatti l'ho detto, è un'impressione che ho io.
Avvocato Bertini: Impressione, o ha saputo da discorsi fatti. Un conto...
A.B.: Cioè, da qualche mezzo discorso ho capito che gli aveva dato qualcosa.
Avvocato Bertini: Ho capito. Grazie.
P.M.: Presidente, una ultima.
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Zanobini: Avvocato Zanobini per avvocato Corsi. Senta signora Bartalesi, lei sa se i suoi genitori si sono rivolti all'avvocato Corsi per qualche problema?
A.B.: Sì. L'avvocato Corsi... Io ho scritto un libro, sono stata truffata dall'editore, ha rubato i soldi di mille copie del libro e allora ci siamo rivolti all'avvocato Corsi perché facesse questo atto penale, non so come si chiama, insomma contro 1'editore.
Avvocato Zanobini: Quando?
A.B.: Mah, ora c'ha pensato il mi' babbo, di preciso non lo so quando.
Avvocato Zanobini: No, dico l'anno.
A.B.: È da poco...
Avvocato Zanobini: L'anno, l'anno.
A.B.: L'anno, '95.No, o '96 sì.
Avvocato Zanobini: E suo zio Mario, sapeva anche lui di questo suo problema e che i suoi genitori si erano rivolti per questo all'avvocato Corsi?
A.B.: No. No, no, lui non lo sapeva. Non ho mai sentito dire che gliel'abbiano detto.
Avvocato Zanobini: Può darsi però che gliel'avessero detto i suoi genitori?
A.B.: Non lo vedevano mai. Lo vedevo sempre io, ma loro mai.
Avvocato Zanobini: Lei glien'ha mai parlato?
A.B.: No.
Avvocato Zanobini: Del fatto del libro suo, dell'editore che poi non aveva mantenuto gli impegni?
A.B.: Mah, può darsi gliel'abbia detto... Anzi, io gli ho detto di questa storia del libro, ma non che mi ero rivolta all'avvocato Corsi. Non lo sapevo neanche io, me lo dissero quando l'avevano già fatto a casa.
Avvocato Zanobini: Senta, e poi ha detto che una volta ha sentito, vero, il Vanni e il Lotti nominare l'avvocato Corsi?
A.B.: Sì, una volta l'ho sentito. Non so in relazione a che discorso perché non sentii icché si dicevano.
Avvocato Zanobini: Ecco, e ricorda l'occasione? Cioè, il posto, l'anno.
A.B.: L'anno era sempre il '95.
Avvocato Zanobini: Sì.
A.B.: Il posto, mi sembra s'era nella piazza... no, o nel piazzone a San Casciano.
Avvocato Zanobini: E lei? Era lì vicino, era...
A.B.: Sì, ero con loro due e andavo più avanti perché andavo a prendere la macchina io. Li lasciai un pochino indietro e poi ritornai a vedere, dico: 'ma che ci siete?' E sentii nominare questo Corsi, così. Ma un attimo solo, cioè non mi resi conto neanche di che dicevano.
Avvocato Zanobini: Ma è una sua impressione, che quando è stato nominato l'avvocato Corsi sia stato abbassato il tono della voce?
A.B.: Sì.
Avvocato Zanobini: Cioè, è una sua impressione?
A.B.: Ebbi l'impressione io.
Avvocato Zanobini: È una sua impressione.
A.B.: Sì.
Avvocato Zanobini: Non è che, in effetti, parlavano a voce più alta e poi... Ha avuto lei quest'impressione.
A.B.: Ho avuto quest'impressione sì, perchè si fidavano, insomma parlavano liberamente davanti a me.
Avvocato Zanobini: Ecco. Perché, poi, lei ha detto che, appunto, in realtà non è riuscita a comprendere nulla, no?
A.B.: Capire.
Avvocato Zanobini: Eh?
A.B.: No, infatti.
Avvocato Zanobini: E poi ha più sentito Vanni e Lotti - in questi due mesi, mese e mezzo, che lei li ha frequentati - parlare dell'avvocato Corsi?
A.B.: No.
Avvocato Zanobini: Ecco, le ha mai parlato, il Lotti, dell'avvocato Corsi?
A.B.: No, neanche lui.
Avvocato Zanobini: E suo zio Mario?
A.B.: No.
Avvocato Zanobini: Sa se suo zio Mario conosceva l'avvocato Corsi? Come lo conosceva?
A.B.: No, non lo so di preciso.
Avvocato Zanobini: Uhm
A.B.: Penso di sì, perché ha visto in un paese si conoscon tutti.
Avvocato Zanobini: Sì. Sa se era amico dell'avvocato Corsi?
A.B.: Qualche volta l'ho sentito dire da gente, che si conoscono; però io non l'ho mica visti insieme. Cioè...
Avvocato Zanobini: Sa se mai è stato a pranzo o a cena a casa del suo zio Mario l' avvocato Corsi?
A.B.: Sì, ho sentito dire che c'è stato.
Avvocato Zanobini: Sì?
A.B.: Sì.
Avvocato Zanobini: Da chi?
A.B.: Mi sembra. Credo dalla sua moglie, dalla Luisa.
Avvocato Zanobini: È sicura?
A.B.: Mi sembra una volta l'ha detto di sì.
Avvocato Zanobini: Quando?
A.B.: Eh, tanto tempo fa. Ora non mi ricordo neanche quanto l'è.
Avvocato Zanobini: Cioè?
A.B.: Prima che arrestassero Mario, che andai a trovarla una volta.
Avvocato Zanobini: Presidente, io non ho altre domande, se non chiedere che venga sentita la moglie del Vanni Mario su questa circostanza.
Presidente: (voce fuori microfono)
P.M.: Presidente, avevo chiesto prima, se lei crede, avrei da fare...
Presidente: No, c'era la difesa ora, Pubblico Ministero.
P.M.: Sì, ma siamo sul...
Presidente: Sul?
P.M.: Siamo sul ritorno, quindi forse...
Presidente: Sì.
P.M.: Non ho problemi, comunque. 
Avvocato: Fai...
P.M.: Volevo finire un attimo, Presidente, dato che l'ordine ce lo siamo, a questo punto, accordato fra noi, quindi... Apprendiamo ora che lei ha saputo dalla moglie del Vanni che il Corsi era stato a cena dal Vanni. Le chiedo: quando, se lo ricorda, quando lei vide nel piazzone, le sembra, il Vanni e il Lotti che parlavano; lei si avvicinò e le sembrò quello che ci ha già detto. Per caso aveva visto in giro o nei pressi l'avvocato Corsi, quel giorno?
A.B.: No.
P.M.: No.
A.B.: No, credo di no, anche perché io, quest'avvocato Corsi l'avrò visto una volta, forse, se m'hanno detto 'questo l'è il Corsi'.
P.M.: Ecco, quindi...
A.B.: Non lo conosco bene.
P.M.: Quindi non lo conosce.
A.B.: No.
P.M.: Benissimo. Un'altra domanda è questa: lei prima, cercando di spiegare a contestazione quello che aveva detto in merito a verità sul padre del Lotti, ha detto, se non ho capito male: 'il Lotti mi aveva detto una certa cosa su suo padre, che era morto o un discorso simile; invece il mio fidanzato mi ha detto che l'aveva visto dopo.'Quindi le è stato chiesto: 'ma allora il Lotti non dice la verità?'. Ma lei lo sa se è vivo o morto il padre del Lotti?
A.B.: Io ho sentito dire da tutti che è morto.
P.M.: Ecco, quindi lei non sa se chi dice la verità è il Lotti o il suo fidanzato.
A.B.: Col mio fidanzato mi sono spiegata anch'io; gli ho detto: 'chi tu credevi...?'. Mi ha detto: 'credevo fosse quello lì, perché gli assomigliava un pochino'.
P.M.: Ecco, allora...
A.B.: Allora gli ho detto...
P.M.: Allora il discorso quale fosse la verità, o il fatto che Lotti menta o meno, è su due persone; non sa se dice la verità il Lotti, o se dice la verità il suo fidanzato.
A.B.: No, poi s'è accorto che aveva detto una stupidaggine, perché... 
P.M.: Chi l'ha detta la stupidaggine?
A.B.: Il mio fidanzato, perché...
P.M.: Perché è morto il padre del Lotti.
A.B.: Eh, infatti.
P.M.: Ecco. Bene, grazie, nessuna domanda.
Presidente: Avvocato Pepi?
Avvocato Pepi: Scusi signora, due sole cose. Lei ha parlato che il Lotti avrebbe chiesto un prestito a Vanni e che Vanni non gliel'avrebbe concesso e quindi Lotti avrebbe pronunciato quella frase che lei ha detto. Ecco, io le chiedo: ma quando pronunciò questa frase, com'era Lotti? Mostrava rancore nei confronti di Vanni, astio, perché non gli era stato dato questo... o era semplicemente un discorso così per dire? A lei come è sembrato? 
A.B.: A me mi sembrò... io pensai soltanto che se l'aveva tra le mani, l'ammazzava. 
Avvocato Pepi: Benissimo, era quello che volevo sentire. Senta l'ultima cosa, signora, lei ha detto prima che Lotti si confidava abbastanza con lei, parlava del più e del meno, della sua vita.
A.B.: Sì.
Avvocato Pepi: Le ha parlato di come viveva, che tipo di vita faceva oppure no?
A.B.: Mah, mi diceva che faceva il contadino, lavorava in quel campo, stava in questa comunità, che andava a trovare questa ragazza a Firenze ogni tanto e basta.
Avvocato Pepi: Ecco...
A.B.: Niente di più.
Avvocato Pepi: Per caso le ha mica, Lotti, riferito un episodio - che viceversa avrebbe riferito a altre persone - che in un certo momento, verificato, sull 'incendio che avrebbe visto i marziani?
A.B.: No, questo non me l'ha mai detto.
Avvocato Pepi: Bene, grazie signora.
A.B.: Prego.
Presidente: Bene, può andare. Grazie.
P.M.: Presidente, se mi concede un quarto d'ora.
Presidente: Bravo, sospendiamo.
P.M.: Tra l'altro, un teste non l'abbiamo ancora reperito, vediamo se arriva.
Presidente: Allora, dieci minuti-un quarto d'ora.

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