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venerdì 5 luglio 2013

Lorenzo Nesi - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 04 luglio 1997 - Quinta parte

Segue dalla quarta parte.

P.M.: Senta una cosa, le ha mai parlato Lotti dei rapporti che aveva, con la Filippa?
L.N.: Sì.
P.M.: Nicoletti.
L.N.: Sì, così, ma vaganti. Vaganti.
P.M.: Cioè?
L.N.: Mi ricordo che questa Filippa, a un certo punto, la stava verso il Valdarno. Mi ricordo ci fu un problema nel fare all'amore, che a questa donna gli venne tipo un'emorragia o cosa del genere. Però, insomma, queste le son cose un po' confuse, le son cose un pochino... Accertatevene anche con il Lotti.
P.M.: Lo chiediamo a lui. Lei sa se il Vanni ha avuto rapporti con la Filippa, o andava dalla Filippa, che si prostituiva a Firenze?
L.N.: Io, di sicuro, questo non gliene so dire.
P.M.: "Di sicuro" cosa vuol dire?
L.N.: Di sicuro...
P.M.: Che ha qualche...
L.N.: Non so dare una risposta sicura. Penserei di sì, l'era tutta una congrega, lì. Però proprio sicuro, dottore, no.
P.M.: "Congrega" nel senso che anche Vanni, oltre Lotti, frequentavano la Filippa?
L.N.: Io però, gli dovessi dare una risposta certa, non gliela posso dare.
P.M.: Lei non...
L.N.: Può darsi.
P.M.: Lei non li ha mai visti insieme.
L.N.: No, no.
P.M.: Se ha questa sensazione è perché dice che era "una congrega”. Ci vuol spiegare cosa vuol dire "era una congrega"?
L.N.: Come fo a spiegargliene?
P.M.: Beh, insomma Dice: "l'era tutta una congrega", ci deve far capire chi sono i componenti della congrega.
L.N.: Allora: Lotti...
P.M.: Io le ho chiesto solo...
L.N.: ...il Vanni, Pucci, il maresciallo morto, Pacciani, insomma, l'era gente che stavano sempre insieme. Io...
P.M.: Chi era il maresciallo morto, il Simonetti?
L.N.: Eh?
P.M.: Il maresciallo Simonetti?
L.N.: Sì, Simonetti. L'unico che dissociava da questa congrega qui, l'era il mi' zio Oliviero, postino anche lui.
P.M.: Dori.
L.N.: Sì, Dori. Questi l'eran sempre insieme. Dopo, io preciso, dottore, icché facevano icché un facevano, se quello gli scopava quello, quello gli scopava quell'altro, io non è che... Il Lotti aveva un rapporto con la Filippa, io me ne ricordo bene. Il Vanni io non gliene so dire, di preciso, se ce l'aveva; può darsi. Io, le cose che gli dico sono sicuro, sono sicuro; quelle che gli dico incerte, valutatele, son qui.
P.M.: Senta, lei ha presente il Faggi, quello di Calenzano?
L.N.: Io il Faggi l'ho visto o alla trattoria al Ponte Rotto o alla Cantinetta, però non lo conosco.
P.M.: Ricorda di averlo visto col Vanni e col Pacciani?
L.N.: Lì l'eran tutti insieme, sicché... Io l'ho visto o al Ponte Rotto a desinare...
P.M.: Con loro?
L.N.: Sì, o alla Cantinetta a far merenda, si andava a far merenda. In questa veste qua, ecco.
P.M.: Ricorda gli anni?
L.N.: Però questa faccia l'era lì, però io non so chi sia, non so...
P.M.: Lei ha riconosciuto in fotografia la faccia, è quel Faggi che poi è stato nel precedente processo e l'ha visto alla Cantinetta con Pacciani e Vanni. C'era anche Lotti?
L.N.: Non gliene so dire.
P.M.: Lei ha meglio in mente il Pacciani e il Vanni.
L.N.: Uhm.
P.M.: Senta una cosa, anche alla trattoria del Ponte Rotto può darsi?
L.N.: Sì, si andava lì diverse volte a desinare, due o tre volte la settimana.
P.M.: La trattoria del Ponte Rotto è quella vicino a dove abitava prima il Lotti?
L.N.: Sì, sì.
P.M.: Senta, ancora, io le ho chiesto prilla se mai aveva avuto sensazioni, o a seguito di discorsi fatti col Vanni, del fatto che lui fosse implicato in questi delitti. E lei ci ha spiegato che si sente un certo rimorso perché non ha approfondito.
L.N.: Lo dissi - Rontini è lì - lo dissi mi sembra due anni fa a Rontini, vero Renzo?
P.M.: Ecco, però lei ha anche riferito che, parlando...
L.N.: Lo dissi piangendo, sicché la guardi, non piango nemmen facile.
P.M.: Ecco. Quindi lei si sentiva come questo rimorso.
L.N.: Sì.
P.M.: Di non aver assecondato Vanni in questa...
L.N.: Forse per quest'omo, forse, però chi è l’Indovino? Quest' omo forse, se - non fo il giudice io, né l'avvocato - se veramente la sta in questa maniera, forse con un amico gli andava fatto sentire icché l'aveva, questo peso che aveva. Però è un'opinione mia.
P.M.: Certo. Ma lei ha riferito, però, che in una di queste occasioni, parlando di queste cose, il Vanni sbiancò in volto.
L.N.: Sì. Allora, io una volta feci un po' una predica a Vanni, s'era sul piazzale della mia ditta a Tavarnelle. Gli dissi: 'Mario, te non hai avuto un comportamento trasparente in questa cosa; tu navighi...'
P.M.: Perché c'era già stato quel processo?
L.N.: C'era in corso il primo processo, l'era sulla chiusura. Gli dissi: 'Mario, guarda, se tu sai qualcosa'- è vero, Mario? - 'se tu sai qualcosa, dillo, non aver paura; che vuoi aver paura, che vuoi fare, che vuoi dire... che vuoi aver paura, d'altra parte...'. Finché si arrivò al discorso che gli dissi: 'o Mario, ma te che hai fatto qualcosa?'. Mario mi disse: 'portami a casa, portami a casa'. Lo montai in macchina e lo portai a casa. Il giorno dopo io telefonai all'ispettore Lamperi, lo conosce, vero?
P.M.: Sì, era nella Squadra Mobile.
L.N.: Mi prese una certa angoscia da questa cosa qui, perché per me la cosa di Mario l'è stata un'angoscia. Mi prese una certa angoscia e telefonai a Lamperi per avere una precisazione e gli dissi: 'ispettore, ma questo Vanni che l'è, un povero diavolo che poeretto un sa nulla; lo torturano i giornali, lo torturan qui, lo tortura quello e quell'altro: non sa nulla, poeretto, non sa nulla; questa è un'ipotesi. È un bischero che sa qualcosa ed è intestardito a non lo dire e non lo vuol dire e si fa martorizzare perché non lo vuol dire, o è uno che forse l'ha fatto qualcosa?' questi sono i discorsi che feci a Lamperi.
P.M.: Questi erano i suoi dubbi che lei faceva con il Lamperi, con la Questura.
L.N.: 'Ispettore' - gli dissi - 'la mi dica una di queste tre versioni'. Lamperi mi prese quella di mezzo, che l'è un coglione che sa qualcosa e non lo vuol dire. La terza la fu scartata e io ebbi un grosso sollievo da questa cosa.
P.M.: In quel momento le indagini erano diverse e quindi questo ispettore... Quindi lei ne riparlò...
L.N.: Con Lamperi, si, sì.
P.M.: Sì, ma dico con il Vanni.
L.N.: Sì, sì.
P.M.: E il Vanni, la volta che sbiancò in volto come andarono le cose?
L.N.: Ma: 'che hai fatto qualcosa?'. 'Portami a casa'. Il discorso fu così. Ecco perché a me venne un poco questo dubbio.
P.M.: E questo era successivo all'altro episodio in cui lei aveva parlato con Vanni che si voleva confidare con lei?
L.N.: Eh... Questo, il primo, a distanza di dieci anni.
P.M.: Ho capito. Senta una cosa, lei diceva per quel che ha potuto capire lei, in realtà, il Mario non si ubriacava. L'ha visto ubriaco una volta sola.
L.N.: Una volta mi disse: 'non sono riuscito a salire le scale, sono stato a sedere sull'ultimo gradino.' - Mario ha una rampa di scale - 'Ier sera s'è preso una briacata, una sbornia, un ho salito le scale'. L'unica volta che ho sentito Mario... Dopo, sì, Mario poteva essere allegro, poteva cantare una canzone poteva, ma dopo, ubriaco da non star ritto io non l'ho mai visto.
P.M.: Senta, tornando un attimo ancora alle prostitute che Mario frequentava con altri di San Casciano, a volte con lei, con qualcuno morto come ci ha detto, ricorda o sa se abbia mai frequentato ima prostituta al Ponte di Ferro, quello che si chiamava Ponte di Ferro, in piazza Ferrucci, che poi è stata ammazzata?
L.N.: Era una prostituta, sì, la fu ammazzata; qualcuno di San Casciano ci andava. Ora son tutti morti, sicché non ci vanno più. Io credo che ci sia stato anche Mario, perché ci dovevo andare anch'io, però non ci son mai andato.
P.M.: Gliel'ha detto Mario di andarci?
L.N.: Uhm.
P.M.: Senta, le ha mai mostrato, Vanni, una busta con dentro dei peli di pube?
L.N.: Sì.
P.M.: Ci vuole spiegare?
L.N.: Io credevo li avesse presi a una prostituta.
P.M.: Li avesse presi a una prostituta...
L.N.: Che glien'avesse dati una prostituta.
(voce fuori microfono)
P.M.: Ce lo facciamo spiegare dal signor Nesi. Io la domanda gliel'ho fatta. Ci può rispiegare cosa c'era in questa busta e perché lei crede che li avesse presi a una prostituta, se sono peli...
L.N.: Una volta Vanni aveva una busta da lettere, e questo qui 1'è venuto fuori dopo, non è che questi ricordi sian venuti fuori tutti insieme. Aveva una busta da lettere e mi disse che l'eran dei peli di fica. Io dissi: 'boh, icché tu ne fai? ', li avrà presi da una prostituta, la glieli avrà dati una prostituta; fu questo discorso qua.
P.M.: Ricorda se fu lui...
L.N.: Fu lui, fu lui.
P.M.: ... a farle questo racconto.
L.N.: Sì.
P.M.: E le mostrò questa busta.
L.N.: Sì, sì, sì.
P.M.: Sa se questa busta l'aveva fatta vedere a qualche altro?
L.N.: No, non lo so.
P.M.: Lei mi ha detto che forse l'aveva fatta vedere a Lotti, o ne aveva parlato Lotti è una sua impressione? Lei disse: 'chiedetelo...'.
L.N.: 'Chiedetelo anche al Lotti'.
P.M.: Questa prostituta che poi è stata ammazzata e che abitava dalle parti del ponte Ferrucci, lei sa ih che epoca l'ha frequentava?
L.N.: No.
P.M.: Ricorda...
L.N.: No.
P.M.: Sono sempre quell'arco di anni '80...
L.N.: Sì un me lo ricordo.
P.M.: '80.
L.N.: Un me lo ricordo, preciso io non gliene so dire.
P.M.: E fu Vanni a dirle: 'vieni, si va da questa qui, accompagnami'.
L.N.: Sì, mi disse: 'c'è una donna nova, si va, la sta così così e così'. Però io... insomma, non è che io sia stato un gran puttaniere, sono stati più...
P.M.: Sa quando è stata ammazzata?
L.N.: No, no.
P.M.: Io, al momento, non ho altre domande, Presidente. Vorrei però indicare alla Corte che vorrei produrre, ex 238, 11 verbali relativi alle deposizioni fatte dal Nesi nel processo a carico di Pacciani, e chiederei, ora, direttamente al Nesi, fatta questa produzione, se in quel processo ha detto la verità e se intende confermare le dichiarazioni che aveva fatto nel precedente processo. Quello che raccontò relativo alla pistola, relativo...
L.N.: Sì, sì, senz'altro.
P.M.: Ha detto la verità in quell'occasione.
L.N.: Sì, sì.
P.M.: Io non farei ulteriori domande su questi fatti, mi accontento di questa produzione e del fatto che Nesi ha confermato ciò che ha già dichiarato. Questo per non appesantire ulteriormente il lavoro della Corte e la deposizione del Nesi che in fondo, su questi argomenti, è stato sentito due volte in bibattimento, in contraddittorio delle parti, sono atti di altro processo, per cui ritengo siano utilizzabili. Non ho altre domande, grazie.

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