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giovedì 20 giugno 2013

Filippa Nicoletti - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 03 luglio 1997 - Prima parte



« DOPO LA SOSPENSIONE »

Presidente: Ci siamo tutti? Allora si può riprendere.
P.M.: Sì, Presidente, abbiamo la teste Nicoletti.
Presidente: Può entrare la teste.
P.M.: Sì. Una richiesta soltanto, Presidente, che facevamo con i difensori, sia per perfezionare le citazioni per domani mattina, sia per quelle della prossima settimana: possiamo un attimo fare il calendario della prossima settimana, se è possibile?
Presidente: Ecco, bravo.
P.M.: Fermo restando che io so che domani c'è udienza, no? Regolare.
Presidente: Domani c'è udienza. Quello che posso dire di certo è che venerdì 11 non possiamo tenere udienza, perché il Tribunale delle Libertà ha bisogno di sostegno, quindi i Giudici vanno lì al Tribunale delle Libertà. Stamattina abbiamo parlato con il Presidente che ha bisogno di...
P.M.: Allora, possiamo vedere per fare io le citazioni, essere tempestivo, quali sono i giorni della prossima settimana in cui facciamo udienza?
Presidente: Per me si può fare tutti i giorni. O si fa tutta la mattina o si fa mattina e pomeriggio alternato, come preferite.
P.M.: Io preferirei, se lei crede, se è possibile, la mattina soltanto, tutti i giorni o...
Presidente: Allora, facciamo la mattina soltanto tutti i giorni.
P.M.: Tutti i giorni escluso venerdì.
Presidente: Escluso venerdì.
P.M.: Bene, Presidente.
Avvocato Pepi: Ci sarebbe, Presidente, però un problema solito di concomitanza...
Presidente: Quel giorno ha bisogno lei.
Avvocato Pepi: Con l'altro processo, mercoledì c'è un collaboratore di giustizia, Romeo, che è fondamentale per...
Presidente: Allora, mercoledì, per un favore a lei, perché c'è l'altro difensore, saltiamo, va bene?
Avvocato Pepi: Bene.
P.M.: Allora, facciamo 7, 8 e 10.
Presidente: 7, 8 e 10, sì.
P.M.: Bene, grazie. Allora facciamo introdurre Nicoletti Filippa. Domani, allora, i testi che abbiamo... cioè domani allora spostiamo il teste Nesi e alcuni testi che riesco a citare per domani.
F.N.: Sono spente le telecamere?
Presidente: Lei non vuole essere ripresa dalle telecamere vero?
F.N.: No, no, no, no.
Presidente: Bene. Come si chiama... Allora, niente telecamere per cortesia. Come si chiama?
F.N.: Nicoletti Filippa.
Presidente: Dove è nata?
F.N.: A Xxxxxxx, provincia di Xxxxxxx
Presidente: Quando, vuol sapere la segretaria.
F.N.: Il XX/XX/XX.
Presidente: Risiede dove?
F.N.: A Xxxxxx. "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di guanto è a mia conoscenza."
Presidente: Ha capito signora, si impegna a dire tutta la verità e a non nascondere nulla, eh? Nel suo interesse.
F.N.: Certo.
Presidente: Oltre a quello della giustizia. Bene, Pubblico Ministero, prego.
P.M.: Signora, che attività svolge lei?
F.N.: Io, la casalinga faccio, sono pensionata.
P.M.: Ha abitato, ha detto ora, abita a Xxxxxx?
F.N.: A Xxxxxxx.
P.M.: Da quando?
F.N.: Dall'84.
P.M.: Lei ricorda esattamente il periodo, il mese dell'84 in cui...
F.N.: Esattamente nel mese di agosto mi sono regolata col Comune e in aprile sono andata a abitare a Xxxxxxx, nell'84.
P.M.: Prima di Xxxxxxx dove ha abitato?
F.N.: A San Casciano”
P.M.: Ricorda l'indirizzo?
F.N.: Via Faltignano numero 7.
P.M.: Quindi, lì ha abitato fino all'aprile dell'84.
F.N.: Fino al 30 di aprile dell'84. Di marzo, no d'aprile.
P.M.: Di marzo. Ricorda quando era andata ad abitare in via Faltignano a San Casciano?
F.N.: Nel marzo del '78. 
P.M.: Quindi ha abitato circa cinque anni.
F.N.: Cinque-sei anni.
P.M.: Quando è andata... In questa casa con chi abitava lei?
F.N.: Con Indovino Salvatore.
P.M.: Ha detto era andata lì nel '78.
F.N.: Sì.
P.M.: Da dove veniva lei?
F.N.: Da Alessandria.
P.M.: E era venuta via da Alessandria in concomitanza, o era stata in posti diversi prima?
F.N.: No, prima abitavo col mio ex marito che fu a Reggio Emilia. Da Reggio Emilia ci siamo trasferiti a Alessandria. Di Alessandria, poi, ho conosciuto Indovino sono andata a vivere con Indovino a Firenze, qui a San Casciano praticamente.
P.M.: Come la trovaste questa casa a San Casciano lei lo ricorda?
F.N.: Io non lo so. L'ha trovata Indovino, io non so niente.
P.M.: Indovino che lavoro faceva?
F.N.: All'inizio abbiamo lavorato tutti e due insieme come domestici in una famiglia. Dopo che abbiamo trovato questa casa, io ho lavorato in albergo e anche lui per un po ' ha lavorato in albergo, un po' con i muratori, insomma, qualcosa la faceva.
P.M.: Quindi per tirare avanti lavoravate così?
F.N.: Sì. Io ho lavorato nell'albergo come cameriera ai piani.
P.M.: Quando è venuta via da Alessandria che lavoro faceva lei?
F.N.: A Alessandria?
P.M.: Sì.
F.N.: A Alessandria facevo la mamma e la moglie.
P.M.: Quando è venuta a Firenze con Indovino ha dovuto anche arrangiarsi per tirare avanti?
F.N.: Sì.
P.M.: In che modo?
F.N.: In che modo, quello che fanno quasi tutte le donne. Quasi, insomma, la maggior parte delle donne per poter tirare avanti. Non c'è bisogno che lo riconfermi ancora. Poi io ho già detto tutto nelle sedute precedenti. Io non c'avrei proprio tanto da dire.
P.M.: Allora cominciamo... Le volte in cui è stata interrogata dalla Polizia e dal P.M. lei ha detto la verità.
F.N.: Sì.
P.M.: E l'ha già detta e quindi se fosse possibile conferma...
F.N.: Confermo tutto quello che ho detto.
P.M.: Si, ho capito. Io però avrei bisogno di farle qualche domanda...
F.N.: Sì, me la faccia.
P.M.: ... e di stimolarle il ricordo.
F.N.: Sì.
P.M.: Fu Indovinmo che la indusse a fare questa attività che lei dice fanno tutte le donne in difficoltà?
F.N.: Certo, sì.
P.M.: Perché non avevate come campare.
F.N.: Certo.
P.M.: Senta, lei come mai poi nell'84 è venuta via dalla casa di Indovino?
F.N.: Sono venuta via perché Indovino era ammalato e sapeva che doveva morire. Praticamente io avevo conosciuto nel giro una persona a cui si era innamorato.
P.M.: Nel giro del suo lavoro.
F.N.: Sì. È una persona che cui se ne era innamorato parecchio di me e allora si sono messi d'accordo e questo qui mi voleva portare via. E Indovino nello stesso tempo pensava che questa persona mi poteva anche salvare, nello stesso tempo, perché io ero adebita all'alcool. E andando via da Indovino, Indovino sapeva che doveva morire, e questa persona, praticamente, lui lo faceva più che altro anche per il mio bene. Ma io non ero innamorata di quest'uomo. Amavo Indovino, anche con tutti i suoi maltrattamenti, io ero innamorata di Indovino.
P.M.: Cioè, avete avuto delle discussioni?
F.N.: Sì.
P.M.: Ha avuto anche delle vicende giudiziarie? O i Carabinieri, cose di questo genere.
F.N.: Ma, roba da poco.
P.M.: Quindi, maltrattamenti.
F.N.: Maltrattamenti, sì, solo questo.
P.M.: Quindi lei accettò questo consiglio di Indovino malato di andare a stare con questo signore che le dava un futuro.
F.N.: Più sicurezza...
P.M.: Sicurezza per il futuro.
F.N.: ...più sicurezza, sì.
P.M.: Questo è il motivo per cui lei lascia la casa di Indovino.
F.N.: Sì.
Segue

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