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venerdì 10 maggio 2013

Ennio De Pace - Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 30 giugno 1997 - Prima parte

Presidente: Buongiorno a tutti. Scusate il leggero ritardo, sapete anche la ragione. Allora, Vanni c'è: difeso dall'avvocato Pepi. Poi, c'è: Faggi ovviamente manca. L'avvocato Bagattini e Fenies. Lotti Giancarlo: è presente con l'avvocato Bertini. Corsi Alberto. L'avvocato Zanobini non lo vedo. Dov'è? 
Avvocato Gramigni : (voce fuori microfono)
Presidente: Non... Accenda il microfono. 
Avvocato Gramigni : Ah, ecco. Avvocato Gremigni, sostituisco l'avvocato Zanobini.
Presidente: Bene. L'avvocato Saldarelli è presente. Puliti manca, è sostituito da Curandai. Poi, l'avvocato Ciappi, c'è l'avvocato Voena. Poi avvocato Colao. Passiamo con l'avvocato Patrizio Pellegrini come l'altra volta. Santoni Franchetti, è presente. Eriberto Rosso è sostituito dall'avvocato Saldarelli. Va bene. Allora possiamo... c'è tutto. Prego Pubblico Ministero, può portare i testi che ha citato per questa mattina.
P.M.: Sì, Presidente, grazie. Io comincerei col teste De Pace Ennio.
Presidente: De Pace Ennio? Come si chiama lei?
E.D.P.: Debbo parlare io?
Presidente: Ecco, come si chiama?
E.D.P.: De Pace Ennio.
Presidente: De Pace Ennio. Dov'è nato?
E.D.P.: Xxxxxxx.
Presidente: Quando?
E.D.P.: 19XX. Il XX del XX.
Presidente: Risiede dove?
E.D.P.: Eh?
Presidente: Dove risiede?
E.D.P.: A Xxxxx. Sono 46 anni che sto qua.
Presidente: Bravo. Residente a Firenze, via Xxxxxx Xxxxxxx.
E.D.P.: Sì.
Presidente: Numero XX, va bene. Lo vedo qui scritto dalla lista. Legga quella formula che è davanti a lei.
E.D.P.: Non so leggere.
Presidente: Ecco, prima di... Vuol essere ripreso dalla telecamera, o no?
E.D.P.: No, no.
Presidente: No?
E.D.P.: No, perché già mi hanno pedinato, è meglio che ve lo dico prima.
Presidente: Già?
E.D.P.: Mi hanno pedinato.
Presidente: Pedinato? E che c'entra?
E.D.P.: Eh...
Presidente: Libera scelta, va bene. Rispettiamo la sua volontà.
E.D.P.: Eh, no, no.
Presidente: Allora, si obbliga a dire, dice che non sa leggere, si obbliga a dire la verità, tutta la verità, di questo fatto...
E.D.P.: Sì. Tutta la verità...
Presidente: ... sui fatti che sarà chiamato a interrogarlo, va bene?
E.D.P.: Logico, logico.
Presidente: Bene. Pubblico Ministero, può fare le domande.
P.M.: Sì, grazie.
E.D.P.: Posso parlare?
P.M.: Un attimo, signor De Pace, scusi.
Presidente: Ora, ora. Lei risponda a domanda, così.
P.M.: Signor De Pace, qual è la sua professione? È pensionato... Mi sente?
E.D.P.: Imbianchino.
P.M.: Fa l'imbianchino, faceva l'imbianchino?
Presidente: Parli al microfono, per cortesia. Signore, parli al microfono, per cortesia.
E.D.P.: Sono in pensione, ora.
P.M.: Da quanto è in pensione? Da quanto tempo?
E.D.P.: Eh, perché ho avuto due infarti, mi hanno mandato prima in pensione, mi hanno mandato dieci anni prima.
P.M.: Dieci anni prima. Ha avuto recentemente... Diceva degli infarti, in che anni?
E.D.P.: Due.
P.M.: Due. E poi recentemente ha avuto problemi di salute?
E.D.P.: Sì, ora pure sei mesi fa, l'influenza mi ha preso questa metà.
P.M.: Gli ha dato dei problemi al...
E.D.P.: Sono stato ricoverato.
P.M.: Ho capito.
E.D.P.: Ho avuto il fuoco di Sant'Antonio all'occhio e...
Presidente: Senta, lei deve parlare vicino al microfono, perché la sentiamo meglio.
P.M.: Ecco, vogliamo spostare... Spostiamo l'altro microfono... Le dispiace, qualcuno... Ecco, Antonio, mi scusi. Che magari il signore si volge verso di me, sennò non lo sentiamo.
Presidente: Glielo metta per bene davanti, eh. Ecco.
P.M.: Diceva, questo problema recente del fuoco di Sant'Antonio al volto, è una cosa di qualche mese fa.
E.D.P.: Sono uscito dalla Befana.
P.M.: Dalla Befana.
E.D.P.: Mi è successo, l'influenza. Mi hanno fatto sei punture di cortisone, in tre giorni e antibiotici in quantità e mi ha preso questo lavoro.
P.M.: Ho capito. Senta, lei conosce... Dove abita, ha detto, a Firenze?
E.D.P.: A Firenze.
P.M.: E conosce la zona di San Casciano degli Scopeti?
E.D.P.: Abitava la mia figliola.
P.M.: Abitava prima? La sua figliola.
E.D.P.: Sì.
P.M.: Dove abitava la sua figliola?
E.D.P.: A Strada... Dopo San Casciano, che si va... Io non volevo dire queste cose, perché... al numero 25, che si va alla vecchia strada... come la chiamano?
P.M.: Per San Casciano.
E.D.P.: Eh.
P.M.: E in che anni ha abitato sua figlia lì?
E.D.P.: Mia figliola è andata là nell'82.
P.M.: Nell'82. E fino a quando ha abitato lì?
E.D.P.: Ha venduto, perché ha venduto tutto, che gli hanno rubato tre volte, e l'hanno incendio.
P.M.: In che anno ha venduto, lo ricorda?
E.D.P.: Tre-quattro anni fa.
P.M.: Quindi, una decina di anni ha tenuto questa casa.
E.D.P.: Sì.
P.M.: Lei la andava a trovare questa ragazza?
E.D.P.: Quasi tutti i giorni.
P.M.: Aveva della terra, questa...
E.D.P.: Sì, aveva un po' di terra. Poi io quella domenica,la mattina dell’85, andai a tagliare l'erba sopra a casa.
P.M.: A casa di sua figlia.
E.D.P.: A casa di mia figlia. Siccome che c'era l'incendio andava tutto il fumo a casa. Allora ho sospeso, ho sospeso. E dissi: 'vengo il lunedì mattina'. Ed era... Un lunedì mattina alle cinque andai...
P.M.: Scusi un attimo, signor...
Presidente: Glielo metta davanti il microfono, glielo metta proprio davanti.
E.D.P.: Il lunedì mattina mi alzai alle cinque e andavo a San Casciano.
P.M.: Si alzò a casa sua da Firenze.
E.D.P.: Da Firenze. E andai a San Casciano. Siccome a Chiesanuova, di là entravo io e andavo a vedere per i funghi, dissi: 'è fresco, vado a vedere dei funghi'. Arrivai nel bosco da parte di Chiesanuova, non dalla parte degli Scopeti.
P.M.: Lei andò in macchina?
E.D.P.: Eh?
P.M.: Andò con la sua macchina?
E.D.P.: Con la macchina, andai. Arrivai alla catena, là, c'era una catena, lasciai la macchina sempre, dove la lasciavo sempre. Io, da quel bosco era dal '78 che praticavo quel bosco.
P.M.: Sempre per funghi.
E.D.P.: Per i funghi.
P.M.: Bene.
E.D.P.: Andavo anche a caccia, però a caccia andavo a Chiesanuova.
P.M.: Sì.
E.D.P.: E poi magari andavo per i funghi anche là. Andavo per i tordi, per i colombacci. Poi andavo pure a caccia a San Casciano. E allora, mentre la mattina arrivai, che dovevo andare a bruciare l'erba, mi fermai, era presto, mi fermai a questo bosco.
P.M.: Era già giorno?
E.D.P.: Era... mezzo e mezzo.
P.M.: Mezzo e mezzo.
E.D.P.: Stava facendo l'alba, quando partii da casa.
P.M.: Bene.
E.D.P.: Arrivai là, lasciai la macchina alla catena, c'è una catena. Che non la lasciavo mai dentro la catena la macchina, perché delle volte era aperta e delle volte era chiusa.
P.M.: Ho capito.
E.D.P.: Ho detto: rcosì mi chiudono la catena e rimangono con la macchina dentro'.
P.M.: Chiarissimo.
E.D.P.: E allora me ne rimanevo sempre fuori. Quando piglio il viottolo, questo viottolo che si vede sopra... Piglio il viottolo e scendo un pochettino giù, faccio un 100 metri, faccio. E salgo sopra, sopra a questa collina.
P.M.: La collina verso dove?
E.D.P.: Cioè, di sotto io non sapevo che di là erano gli Scopeti.
P.M.: Ho capito.
E.D.P.: Di perine, quelle... le sorbe.
P.M.: Bene.
E.D.P.: C'era qualche fungo, lo avevo veduto prima. Erano tutti fungacci, così. Rosselle, quella roba là. E allora faccio due perine là a terra, erano ancora acerbe...
P.M.: Questo, nel bosco. Siete nel bosco.
E.D.P.: Al... chiamiamolo Scopeti, dentro al...
P.M.: Ora poi le mostriamo la foto che lei aveva già...
E.D.P.: Sì.
P.M.: Comunque faccia il racconto.
E.D.P.: Sì, ora glielo racconto. Quando arrivo a queste perine, sono a raccogliere delle perine, vedo che ce n'erano poche a terra, e acerbe. E continuo... Che sopra a questa collina c'è un viottolo che costeggia tutto di sotto e va ad uscire fino ad un'altra volta alla catena. Giro, così. Quando lascio le perine e sento un fruculio dentro il bosco, là. C'erano le scope che erano tre metri alte. Dissi: 'chi c'è qua dentro?' Cammino più avanti e lo sento più avanti. Arrivo ad un certo punto c'era un...
Presidente: Parli al microfono, al microfono.
E.D.P.: Sì. C'era un pezzettino di vuoto, di vuoto, di scopa più pulito, E lì sento più vicino questo... qualcheduno c'era dentro. Dico: 'che c'è un cinghiale, che c'è qualcheduno?'...
Presidente: Fruscio, fruscio. Sì.
E.D.P.: E mi vedo comparire al signor Pacciani. Me lo vedo comparire. E gli dissi: 'buongiorno'. Mi guarda e se ne scappa. Io ero qua e loro... Allora, io ero... era un manico di pistola. Perché non era un pacco. Perché lui, quando saliva, questo affare qua gli dava noia.
P.M.: Però lei non vide di cosa si trattava.
E.D.P.: Se ci aveva... era vestito...
P.M.: È una immaginazione sua di cosa fosse.
E.D.P.: Era vestito con una giacca avana, tipo impermeabile, tutto liscio, come... di spalle, di qua era tutto. . . poi lo vidi di faccia che era lui. E la giacca gli arrivava fino a qua. Il cappellino quasi bianco.
P.M.: Quasi, bianco?
E.D.P.: Quasi bianco. Avana, così. Più chiaro della giacca. La giacca era liscia, tutta liscia.
P.M.: Ho capito.
E.D.P.: Questo giubbotto...
P.M.: Questo cappellino com'era?
E.D.P.: ... era fino a qua sotto. Era tutto quadro, come spalle, come vita, come sedere, diciamo. Era tutto uguale. E lo teneva stretto addosso e si vedeva questa cosa qua che a lui, ogni tanto, gli dava noia.
P.M.: Ma lei lo ha visto per parecchio tempo, o per... è stato un attimo?
E.D.P.: Come, da dove l'ho visto io, a cinque-sei metri, andando, passando questo viottolo. Poi c'è un pezzettino di scopa che era sette-otto metri. E in fondo nel bosco c'è la catena...
P.M.: Ho capito.
E.D.P.: Allora, perché lui sapeva già la scorciatura per arrivare prima là. Non prese il viottolo. Mi guardava e scappava. 'Ciuccio, saluta', dissi io. Furono queste parole.
P.M.: Come gli disse? Che parole?
E.D.P.: Ciuccio, a questo. Ciuco.
P.M.: Ciuco.
E.D.P.: Ciuco. Ho detto: 'o bestia, almeno saluta'. Lui, una vipera. 'Tu, tu, tu...' dentro a quelle scope. E Scappò. E gli dissi queste parole.
P.M.: Che ore sarà stato di mattina?
E.D.P.: Le 06.10.
P.M.: Come mai è sicuro che sia questo orario? Che...
E.D.P.: Perché calcolai, l'orologio non l'ho visto. Calcolai quando partii da casa, andai là, andai sopra. Era quello.
P.M.: A che ora arrivò lì, lei dice verso le cinque, ha detto?
E.D.P.: Io, alle cinque partii da casa.
P.M.: Partì... Bene.
E.D.P.: Alle cinque. Feci colazione e arrivai là erano... l'orologio lo guardavo. Dissi: 'si sta facendo l'alba'. Dentro il viottolo era più buio. Quando arrivo sopra, c'era la luce già. C'era la luce. Si vedeva bene, si vedeva. Ecco, era sortito quasi il sole. Poi sopra è pulito il bosco là, era pulito il bosco. Si vedeva bene. Non c'erano alberi, cose.
P.M.: Ecco, ora
E.D.P.: L'ho visto di...

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