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venerdì 8 marzo 2013

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 03 giugno 1997 - Quinta parte

Segue dalla quarta parte.
« DOPO LA SOSPENSIONE » 
Avvocato Franchetti: (voce fuori microfono)
Presidente: Dica. 
Avvocato Franchetti: No, Presidente, chiedo scusa, ma era soltanto sull'eventuale proseguimento del pomeriggio o meno, cosa si intendeva fare. È una cosa...
Presidente: No, no... 
(voci sovrapposte) 
Avvocato Franchetti: ... volevo disturbare tutti, ecco.
Presidente: Ora facciamo concludere l'avvocato Filastò e poi ci si organizza cosa fare. Va bene? 
Avvocato Franchetti: Va bene.
Presidente: Avvocato Filastò, la parola a lei.
Avvocato Filastò: Grazie, Presidente. Dunque, perizia su Mario Vanni che emerge dalla stessa impostazione di accusa. Perché l'accusa che, come ho letto prima citando testualmente l'esposizione introduttiva, vi parla di perversione. Non meglio specificata. Perché, per come la propone il rappresentante dell'accusa, sembrerebbe quasi sinonimo di perversità, la parola. Mentre il termine perversione ha un significato preciso. Per esempio, secondo Robert Stoller che ha scritto un libro sull'argomento (Perversione. La forma erotica dell'odio n.d.r.), sarebbe la forma erotica dell'odio, forma erotica dell'odio. Espressione molto precisa, una fantasia, una aberrazione abituale definita da altre forme di comportamento sessuale necessaria perché il soggetto provi piena soddisfazione. Ed è motivata primariamente da ostilità. E che per ostilità non significa, dice l'autore, semplice aggressività. Per ostilità nello stato in cui un individuo desidera danneggiare un oggetto, cosa, o persona. Il suo desiderio si esercita attraverso il danneggiamento della persona che, nel caso degli omicidi cosiddetti per libidine, diventa il danneggiamento estremo. Se esiste questa perversione, qui ne deve essere accertata da un, possibilmente da una equipe peritale che approfondisca questo tema nella persona del Vanni. Non è certo possibile affidarsi, sotto questo profilo, a quelle prove che sono state richieste dal Pubblico Ministero in cui sembrerebbe che il Lotti avesse sentito, avesse detto alla signorina Bartalesi di non star sola con lo zio... la signora Bartalesi non si è mai lamentata di nessun atteggiamento nè ostile, nè aggressivo del signor Vanni. Questo è un dato di fatto. Oppure per il fatto che questo signore ogni tanto andava, pretendeva di andare dalle prostitute portandosi dietro un vibratore. In questo processo ci sono degli aspetti veramente scadenti. E questa sarebbe la perversione, sarebbe qualcuno che può essere vicino a commettere un omicidio per libidine, una persona che si porta dietro un vibratore? Comunque vorrei la perizia anche su Lotti. Una perizia che riguarda questo aspetto, psichiatrico di questo tipo. Perché se c'è il gruppo, ci devono essere varie persone che hanno queste, che si sono trovate nella loro, nel loro consorzio partendo da questo tipo di pulsioni psicopatologiche. Quindi dovrebbe parteciparvi anche Lotti. Non è tanto questo il problema. Il problema è che la non qualità di prova nella pretesa confessione di Lotti, sta proprio nella consulenza chiesta dal Pubblico Ministero sulla persona sotto il profilo psicologico, psichiatrico. È vero che la consulenza del Pubblico Ministero è una consulenza parzialissima che vuole accertare semplicemente, in linea con la sua impostazione che mi sembra di aver capito abbastanza, di cercare riscontri. Siccome c'è una delle ragioni per cui il Lotti si sarebbe accompagnato a Vanni, a Pacciani, a commettere queste atrocità, sarebbe stato il fatto che lui è un omosessuale e aveva paura che gli altri parlassero della sua omosessualità. E questo spiegherebbe anche la ragione per cui è stato zitto per 30 anni o passa, o meno, non lo so. 30 anni no, perché il Lotti compare, sembrerebbe nell'82, dopo insomma. Quindi in epoca più recente. E quindi a questo punto viene il fatto di chiedersi: ma quegli altri delitti? Ma insomma, le indagini sono in corso... Va be', via... Ma è il primo il Pubblico Ministero evidentemente a mettere in discussione la sua attendibilità. Perché dico questo? Perché i periti rispondono sulla attendibilità di Lotti, benché non siano stati i quesiti proposti. Voi non ammetterete che questo problema così importante, avendo a che fare con un soggetto il quale manifesta un fortissimo deficit intellettivo, risulta dal test di Rorschach che i periti gli hanno fatto. Ora, da questo punto di vista, la memoria - e mi rimetto a quella - presenta tutta una serie di indicazioni abbastanza critiche, proprio su questa perizia. Questa consulenza, scusate. Indicandola come un atto di parte. Ma parzialissimo da questo punto di vista. Raramente mi è capitato di vedere e di riscontrare delle tautologie così evidenti come sono inserite in quella consulenza. Che è aspecifica perché comincia male proprio con riferimento ai quesiti, perché in sostanza si chiede soltanto di accertare se il Lotti è omosessuale oppure no e i periti dicono che ha delle tendenze omosessuali, ma insomma... Che poi com'è finito? Nulla, perché la maggior parte degli eterosessuali hanno le tendenze omosessuali, cosi ci dice la moderna psicologia. Come la maggior parte degli omosessuali hanno delle tendenze eterosessuali e non vuol dire assolutamente niente. Ma a parte questo, come dicevo prima, si continua, si impostano i problemi male, si risolvono peggio, in maniera tautologica. Vi potrei leggere un pezzo ma non è il caso e vado avanti. Come dovrete fare una perizia su Pucci, proprio sotto il profilo di quell'articolo del Codice di procedura penale che vi consente di investigare sulla capacità testimoniale di un teste, visto che è teste. Perché anche quello non può essere affidato soltanto al controllo della consulenza del Pubblico Ministero, così come vi chiede lui nella sua lista chiedendovi di interrogare i suoi consulenti, perché anche questa consulenza ha questo aspetto di estrema parzialità. Per esempio nella svalutazione assoluta di questo dato clinico iniziale che è rappresentato da un giudizio - che vi chiedo di acquisire - della Commissione Regionale Toscana, che riguarda la persona, per cui hanno riscontrato una grave oligofrenia in Pucci; oligofrenia che gli provoca il 100% di invalidità. Ora, come si pongono… il modo di approccio dei consulenti su questo aspetto è veramente lacunoso, insoddisfacente nel modo più assoluto. Ma lo è in maniera particolare, non solo con riferimento al Pucci ma anche con riferimento al Lotti, perché vedano questi aspetti di una personalità - io su questo mi sono fatto aiutare ad esaminare queste consulenze dal professor Salvatore Cesareo che è docente di università di Firenze in psicologia - si riscontra attraverso una serie di test specialistici. Uno dei quali, che è il test Minnesota, c'ha un nome un po' speciale, in questo momento non mi ricordo, comprende ben 550 domande, è proprio specifico tarato, proponendo anche una serie di domande, di test in cui appare la collaboratività o la sincerità del soggetto. Ora, i periti, riscontrato questo deficit intellettuale, alla fine dicono: ‘sì, lo riscontriamo dal teste ma è perché non collabora’. E dicono questo sia per Lotti che per Pucci. Non si capisce perché questi qui non avrebbero dovuto collaborare. Insomma, vi rimando alla lettura di quelle pagine che sono abbastanza lunghe e sono piuttosto dense di critiche ovviamente alla consulenza del Pubblico Ministero. Per esempio, voglio dire, il fatto grave per quanto riguarda Lotti, questi consulenti non abbiamo tratto nessuna conseguenza dalla valutazione e dalla considerazione di un dato anamnestico familiare imponente: la madre è in manicomio. Voglio dire, è una delle prime cose che si guarda dovendo valutare se un soggetto è sano di mente oppure no, se ha dei precedenti in famiglia. E lui c'ha la madre che è stata ricoverata in manicomio. Ecco, e così anche la consulenza Pucci ha queste tare gravissime, anche sotto il profilo dei test che sono stati espletati concretamente. Bene, vi ho chiesto e insisto in questa istanza nella acquisizione degli atti dibattimentali del processo Pacciani, tutti. Perché, non sto a ripetere tutte le osservazioni, l'ho fatto sulla necessità che voi restituiate unità alla vostra indagine dibattimentale e perché le acquisizioni che vi propone il Pubblico Ministero, attraverso le produzioni, sono di una scarnità estrema. È come se il Pubblico Ministero avesse fior da fiore alcuni atti che confortano la sua tesi e che confortano Lotti e il Pucci, insomma le prove, quelle che lui definisce prove. Ecco, lo potrete constatare. Alcune macchine viste in certi posti, una persona che vede qualcuno che crede di riconoscere il Pacciani. Ma tutto quello che è diverso... e ve ne propone tra l'altro una situazione in cui viene letta una parte della sentenza di I Grado che ipotizza i complici, dimenticando che la sentenza Pacciani è stata contraddetta da un'altra sentenza della Corte di Assise di Appello: a giudizio mio personale è una delle più belle sentenze che abbia mai letto in vita mia, quella dell'Appello, questo è un altro discorso. E questa sentenza dei Giudici dell'Appello, punto per punto, rilievo per rilievo, tutti i pretesi indizi nei confronti di Pacciani vengono demoliti. Quindi voi avete una situazione di questo genere e quindi non potete comportarvi, rispetto all'ipotesi Pacciani colpevole, come se fosse gravato da una sentenza passata in giudicato. Pietro Pacciani, altro che sentenza passata in giudicato. Benché l’accusa nei suoi riguardi avesse, secondo me, una notevole dignità sotto il profilo concettuale, rispetto a quella che viene rivolta a Vanni e agli altri compagni di merende, tuttavia si riscontrano degli aspetti proprio di tale vacuità, che la sentenza della Corte di Assise di Appello di assoluzione, tra l'altro non sotto il profilo delle prove insufficienti, il capoverso dell'articolo 530, no, no, proprio carenza assoluta. Carenza assoluta delle prove. Ora, che cosa teme questo difensore, nel momento in cui voi non acquisiste questi atti dibattimentali? Che il processo Pacciani restasse, come dire, a livello di preconcetto e di quella sentenza di I Grado, alla lunga tutta da definire perché il processo ora è in fase di rinvio, ci sarà poi forse un'altra Cassazione essendo stato uno dei soliti tormentoni che non finiscono mai nella nostra procedura. Quando invece è essenziale che voi rivisitiate tutto, anche con riferimento alla posizione specifica di Pacciani, perché voi, capite, se ci sono i compagni di merende, Pacciani dovrebbe essere una specie di capo, per quello che ho capito io. Perché io mi sto cercando, come dire, di fare un'idea, ma è molto difficile. Sempre con riferimento alla questione della causale, del movente, del perché per esempio questo Lotti avrebbe dovuto seguire Pacciani, o questo Vanni segue il Pacciani. Mi sono fatto un'idea di una specie di - nell'impostazione del Pubblico Ministero - di una specie di demone, di personaggio che aveva questo carisma sugli altri e se li trascinava dietro, una sorta di plagiatore. Insomma, tutto questo da cosa vien fuori? Voglio dire, guardiamo quegli atti del processo interamente per vedere se esistono cose di questo genere. A che cosa si riferivano le frequentazioni. Vedete, da questo punto di vista anche la posizione di Vanni - vi chiedo, credo sia stata allegata, ma comunque vi chiedo di acquisire - il suo esame dibattimentale al processo Pacciani è indicativo al massimo, di una sorta di, come dire, preconcetto sotto il profilo di questa idea dei complici. Appena si è messo a sedere quest'uomo, lì a quel dibattimento, la prima cosa che disse, disse: 'mah, io levato che fare qualche merenda con il Pacciani, non c'ho nulla a che fare'. Subito il Presidente gli disse: 'ma come? Chi gliel'ha chiesta questa cosa qui? Lei mi sa che è venuto qui organizzato prima, con la lezioncina da dare'. E può darsi anche che fosse perché questo pover'uomo, prima di sedersi lì davanti al Presidente, era già diversi mesi che andava, entrava, usciva dalla caserma dei Carabinieri, dalla SAM, eccetera, perché volevano che lui dicesse delle cose su Pacciani che lui non voleva, non poteva dire perché non le sapeva, perché non gli risultavano insomma, oltretutto è una persona questa... Questo perverso, vedano, secondo le dichiarazioni di un testimone dell'accusa, Nesi Lorenzo - che io ho allegato - è una persona buona e mite. Il perverso, quello che esercita la sua sessualità attraverso l'aggressività, dovrebbe essere così, una persona buona, mite dice un testimone. Io c'ho questa voce dentro al processo per ora, per dire, per ritornare al tema della perizia e della necessità di... Quindi non accontentatevi. Non accontentatevi e soprattutto indagate, quantomeno approfondite il tema degli indizi... degli unici indizi. Perché si risolvono a due gli indizi che gravavano la posizione di Pacciani e che sono il blocco da schizzi e la cartuccia nell'orto. Acquisite gli atti, se ritenete di non dover sentire di nuovo i testimoni, i periti grafici acquisite gli atti, ci sono tutti. Ma approfondiamo questo tema e vediamolo. Vediamo se è possibile che Pacciani abbia fatto delle annotazioni .su questo blocco perché temeva che la Polizia gli dovesse fare un trucco, e compagnia bella, nella ipotesi straordinaria del Giudice di I Grado, vediamolo. Vediamo se quella cartuccia è una cartuccia che può essere stata dentro la pistola del mostro davvero, oppure se è andata lì, come ci è finita lì in quell'orto. Acquisite, vi ho chiesto di acquisire il verbale di perquisizione, quella maxiperquisizione di quasi 10 giorni e vi ho chiesto di acquisire anche la cassetta video registrata. Come del resto altri materiali chiederò, vi chiedo ora - in questo momento perché mi pare dimenticato nella memoria - di acquisire, da questo punto di vista. Questo per esempio è un processo in cui quello strumento là va usato, come venne usato per Pacciani, per il processo Pacciani: vale a dire le immagini fotografiche riportate lì, confrontate rispetto al resto, per quei dati obiettivi, come dicevo prima, che indicano la presenza di un unico autore. Signori della Corte, vi chiede questo difensore di approfondire un altro aspetto e che è un aspetto che riguarda più intimamente le indagini. Lo farete, se voi lo riterrete opportuno, interrogando i vari indagatori che sono stati indicati dal Pubblico Ministero. Perché, vedano, vi è stato detto che una delle ragioni di attendibilità, rispetto alle dichiarazioni di Pucci e di Lotti consisterebbe nella non spontaneità di esse. Beh, in genere questo è un argomento che può essere anche usato al contrario, in quanto una dichiarazione non spontanea e arriva verso un incalzare di domande e di richieste, in genere si ritiene che sia meno attendibile che non di una persona che un giorno dicesse, per esempio, 'voglio raccontarvi quello che è successo'. Ma quello che è interessante notare è l'aspetto cronologico della questione, che interagisce con il processo di Pacciani, con la fase dell'appello in un modo che è più evidente e difficile immaginare. Io vi ho indicato e lì ho anche inserito un riepilogo, una specie di indice degli atti del Pubblico Ministero, un dato di fatto: dall'8 febbraio 1996 al 18 febbraio 1996, in questo arco temporale che comprende 10 giorni, gli atti svolti dalla Polizia Giudiziaria, SAM, Pubblico Ministero, GIP, Carabinieri - raramente - sono 106. In una giornata si interrogano 23 persone a sommarie informazioni, il 10 di febbraio. Tutto questo avviene nell'intervallo... il Procuratore Generale concluse come voi sapete, per l'assoluzione di Pacciani, fino al verdetto assolutorio e poi queste indagine, concitatamente, proseguono dopo, fino ad arrivare a quella situazione che vi ricorderete, Giudici popolari, i Giudici togati se lo ricordano benissimo perché ha formato oggetto di una questione di carattere giuridico giuspenalistico di tipo processuale della Corte che si vede arrivare gli Alfa, Beta, Gamma e Delta. Cosa abbastanza buffa perché, mentre gli arrivava sul tavolo della Corte gli Alfa, Beta, Gamma e Delta, facendo dire al Presidente Ferri 'siamo qui a fare un processo non un'equazione algebrica', un noto cronista della RAI TV, la stessa sera intervistava Pucci, sia pure alla lontana. No, Lotti, Lotti, non Pucci, Lotti. Alla faccia della segretezza, dei pericoli e tutto il resto, comunque, va bene. Ma insomma, resta questa contemporaneità, che corrisponde ad un principio espresso nella sentenza dell''Appello. La quale sentenza dell'Appello dice: 'guardate che la ipotesi dei complici, espressa nella...', io nella memoria ho citato proprio il pezzo della sentenza, visto l'ha citata testualmente quella di I Grado il Pubblico Ministero, ho citato anch'io quella di II Grado. Dice: 'guardate che la ipotesi dei complici è surrettizia perché i Giudici di I Grado tutte le volte che viene a trovarsi di fronte ad una circostanza che fa a pugni con la persona di Pacciani, si dice che c'è un complice. Ma questo è strumentale', dice il Giudice dell'Appello, giustamente. Per fare un esempio: che un certo signor Bardazzi, il quale io ho chiesto che venga sentito, abbia incontrato, uno dei pochi, il mostro di Firenze davvero, che l'abbia visto, a me... lui ride, però si sentirà. Io vorrei sapere chi può essere questo signore che insegue questa coppia, che entra lo stesso giorno della morte di questi due, va be', poi si sentirà, io sono convinto di questo, poi vedremo nel dibattimento. Ma in ogni caso certo è, c'è una certa persona. C'ha delle caratteristiche, per esempio una distinzione che con Pacciani proprio non hanno niente a che vedere. Perché di Pacciani si può dire tutto, ma che sia distinto no.
Presidente: (voce fuori microfono)
Avvocato Filastò: Distinto, Presidente. Pacciani distinto. L'avvocato Zanetti, che vede una certa macchina otto-nove volte vicino alla piazzola... macchina che i consulenti del Pubblico Ministero, affrontando fra l'altro un excursus, che più sbagliato non si potrebbe, delle risultanze, dicono che è la macchina di Pacciani, non è una macchina simile a quella di Pacciani, non è quella di Pacciani. L'avvocato Zanetti vede una persona che anche lui, distinta, di una certa età, 40-45 anni, che non ha niente a che vedere con Pacciani. Poi io ho chiesto che venga sentito, sia Zanetti che Bardazzi e che vengano, magari con le forme della ricognizione di persona, sottoposto il signor Vanni. Peccato non fosse stata lui questa persona distinta. E allora quando si notano le tracce di ginocchio sulla macchina della povera Pia Rontini, che sono 60 centimetri di altezza, non c'è niente da fare. Insomma, voglio dire, si potrà discutere, sentiremo i periti, ma secondo me che questo si sia appoggiato mentre... con i ginocchi per colpire da vicino con la pistola, mi sembrerebbe che ci fossero tanti dubbi. Comunque vedremo. La sentenza della Corte di Assise di I Grado dice: 'è il complice che è più alto'. E poi ci si dice: 'che cosa fa però questo complice in questo caso?' E risponde: 'apre la portiera della macchina per consentire a Pacciani di tirare fuori il corpo'. Questa è l'ipotesi della sentenza di I Grado. Cosicché si viene a sapere che il colpevole è sempre il maggiordomo, perché ovviamente il maggiordomo apre la portiera e lo tira fuori, tipico comportamento da maggiordomo. Ed è a questo punto che i Giudici dell'Appello dicono: 'no, su questo non si può mettere in piedi una congettura'. Questo è il ragionamento che vien fatto. E proprio mentre questi Giudici fanno questo ragionamento, in qualche modo anche favorito dalla impostazione del Procuratore Generale, ecco cronologicamente le prove, le indicazioni di Lotti - io poi valuto solo questo e considero solo questo aspetto cronologico - di Pucci e compagni. Ecco, in quei giorni avvengono, in quei giorni, non prima, in quei giorni, dall'8 febbraio al 18. E chiedo, come dire, che venga approfondito questo aspetto perché è essenziale alla difesa di Mario Vanni. Presidente, ho quasi finito. Ringrazio lei e la Corte di tutta questa attenzione. Dunque, due parole sulle richieste ex articolo 238 Codice di procedura penale contenute a pagina 51 della memoria, per la prima volta fra l'altro, queste sono nuove. Perché riguardano in particolare l'omicidio di Lastra a Signa. Io chiedo che vengano acquisite e alcune però le produco dibattimentali, dichiarazioni di Francesco Vinci, tutte. Il quale è stato ammazzato: questo aspetto. Una delle ragioni per le quali sono atti irripetibili che possono entrare. Hanno ammazzato questo Francesco Vinci, Pacciani non è stato di sicuro perché in quel momento Pacciani è in galera. Ora questo Francesco Vinci, in una sua deposizione dibattimentale, che fa riferimento ad una deposizione resa precedente davanti alla Polizia Giudiziaria, che io non sono riuscito ad avere perché, ripeto, mi sono arrabattato in queste poche settimane; riferisce una circostanza molto importante. Vale a dire di aver visto la Barbara Locci in compagnia di una persona, alla Cascine del Riccio di Signa, e questa persona - lui al dibattimento dice - 'gli faceva certi atti’. Cosa si trattasse, quali atti fossero lo avrà detto probabilmente nelle deposizioni istruttorie, come si chiamavano allora, che io non ho, acquisitele. Perché è importante, perché collima con le dichiarazioni rese da un certo Barranca Salvatore (Giuseppe n.d.r.), il quale dice che Barbara Lacci, una volta che lui gli aveva offerto di andare a far l'amore, disse: 'no, perché mi potrebbero sparare in macchina, mi potrebbe sparare in macchina'. E gli aveva confidato di essere seguita da un tale con il sorriso, il che fra l'altro collima con le dichiarazioni di un certo Rugi, che è titolare di un cinematografo di Lastra a Signa, che vide entrare la coppia Lo Bianco-Locci nel cinema e immediatamente dopo una sola persona. E che film si faceva al cinema di Lastra a Signa? Un film intitolato "Nuda per un pugno di eroi", che è un film che gronda sadismo dalla prima sequenza fino all'ultima. Lasciatevelo dire da chi l'ha visto. Se voleste approfondire si dovrebbe trovare. Vedo che qualcuno sorride, eppure processi di questo genere sono fatti di queste cose. Nei paesi in cui questi processi vengono approfonditi - perché si approfondiscono altrove, non qui purtroppo - non si sorride su queste cose, per niente, le si affrontano seriamente e le si valutano perché è noto che l'input, la spinta può esser data da materiali di questo genere. Fa parte della letteratura scientifica sul tema. Non sono fanfaluche della persona fantasiosa. Alla fine - e ho finito - chiedo la perizia grafologica sulla confessione scritta dal Lotti, grafica e grafologica, tendente ad accertarne la spontaneità. E ho finito.
Presidente: Dov'è questo scritto?
Avvocato Filastò: Come?
Presidente:  Questo scritto dov'è?
Avvocato Filastò: Non lo so Presidente. L'ho sentito parlare dal Pubblico Ministero nella sua esposizione introduttiva, ha detto c'è una confessione scritta. Io ce l'ho Presidente, l'ho avuto in copia, me l'ha mandato un collega.
Presidente: Va bene.
Avvocato Filastò: L'ho guardato e non mi piace punto, per questo chiedo la perizia. D'altra parte mi pare che per un atto si può fare. A suo tempo Pacciani, sugli appunti sullo Skizzen Brunnen, mamma mia, ci sono pagine e pagine di perizie. Periziamo anche questo per vedere se è spontanea quella scrittura.
Presidente: Va bene. Va bene, allora, le parti civili chi è che vuol parlare? 
Avvocato: Facciamo finire i difensori degli imputati a questo punto, sennò si confonde...
Presidente: Abbiamo dato la parola all'avvocato Fenies e all'avvocato Filastò solamente per una questione di processi, dovevano partire, eccetera. In ogni modo si può riprendere il corso normale. Io riprenderei il corso normale. Se volete che sospendiamo un po', ci vediamo alle tre volentieri, come volete. 
Avvocato: A questo punto, sì.
Presidente: Allora si sospende e si torna alle tre, alle 15.00 di oggi.
Segue...

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