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mercoledì 6 febbraio 2013

Processo contro Mario Vanni +3 - Udienza del 20 maggio 1997 - Prima parte

Presidente: Allora, avverto in via preliminare che la Corte è costituita da un Giudice effettivo, un Giudice supplente e sei Giudici Popolari - tre da una parte e tre dall'altra - effettivi e quattro Giudici Popolari supplenti. Bene? Avverto inoltre che ho parlato alla Corte prima di entrare, del provvedimento che ho adottato in via provvisoria per quanto riguarda l'ammissione in aula dei mezzi di informazione. Ho detto appunto che è stato acquisito il consenso preliminare di tutti i convocati. La Corte mi ha già confermato che è disposta a confermare in tal senso l'ordinanza presidenziale in punto di disciplina delle udienze per quanto riguarda le riprese televisive. Quindi signorina, prenda atto di questo: "La Corte conferma il provvedimento del Presidente in data 15 maggio per quanto attiene alle modalità delle riprese televisive in aula". Credo che c'è molto interesse per questo processo, mi pone l'obbligo di avvertire a tutti di mantenere il clima sereno. La serenità è una grossa medicina, ma lo è soprattutto per noi che dobbiamo decidere di questo processo particolarmente difficile e delicato. Il Presidente in particolare ha il potere per reprimere qualunque eccesso di intemperanza che venga fatto in aula. Voglio avvertire che ho già avvertito i miei colleghi del Collegio possibilmente di non seguire televisione, giornali, ma non per mancanza di rispetto per le opinioni degli altri, lungi da me una cosa di questo genere, ma solamente per impedire che vengano in aula, vengano in Camera di Consiglio con delle idee formate fuori dall'aula. Le udienze servono solamente per acquisire gli elementi di prova e soltanto questi sono quelli alla base delle nostre decisioni. Non facciamo di questo processo uno spettacolo perché non è uno spettacolo, non sarà mai uno spettacolo, è una triste tragedia che purtroppo noi la dobbiamo rivivere ognuno nel proprio ruolo. Bene, detto questo possiamo iniziare.
Avvocato: Presidente, le chiedo scusa, non è certamente per me. Ma i signori fotografi presenti chiedeva alla cortesia delle Corte di disciplinare o di autorizzare nei limiti del possibile riprese fotografiche, solo questo. Mi sono fatto portavoce...
Presidente: Sì, è stato pensato... mi era sfuggito. È stato detto anche questo: i fotografi possono fotografare prima che inizi l'udienza, prima che la Corte si insedia in pratica, negli intervalli e dopo le udienze, però occorre che acquisiscano il consenso delle parti. Cioè, se voi avvocati non volete essere ripresi e gli imputati non vogliono essere ripresi, lo devono dire preventivamente, oppure lo dicano prima. Io questo non lo posso sapere. Al primo intervallo che c'è lo manifestate, dice: 'voglio essere ripreso, non voglio essere ripreso', e via. Bene. Vanni Mario dov'è? Vanni Mario. Difeso dall'avvocato Pepi e Filastò. Poi, Faggi Giovanni. Non è presente. Allora contumace il Faggi Giovanni. Difeso dall'avvocato Lena... 
A.B.: E Bagattini.
Presidente: E Bagattini. Lotti Giancarlo. C'è Lotti? 
A.Be.: Si, Presidente.
Presidente: Dov'è? 
A.Be.: Qua. 
Presidente: Io però, in mezzo al pubblico non vedo. Eh, lui è Lotti. Lotti Giancarlo: libero, presente. Difeso dall'avvocato Bertini. 
A.Be.: Sì, Presidente. Nomino come sostituto processuale l'avvocato Cartelli.
Presidente: Sostituto processuale? 
A.Be.: L'avvocato Fabio Cartelli.
Presidente: Bene. Corsi Alberto? 
A.Z.: Non presente.
Presidente: Difeso dall'avvocato Zanobini. Contumacia del Corsi. Allora, contumace Faggi e Corsi, va bene. Le parti civili ci sono tutte? Allora vediamo. L'avvocato Saldarelli... Andiamo per ordine. L'avvocato Santoni Franchetti c'è? 
A.A.: L'avvocato Santoni Franchetti, signor Presidente, è sostituito dall'avvocato Vieri Adriani.
Presidente: Avvocato Vieri Adriani. È per Kraveichvili e poi c'è anche per Mauriot Maurice. Bene. Poi, l'avvocato Pellegrini Patrizio. 
A.P.: Pellegrini: Presente.
Presidente: Che difende Rontini Renzo e Kristensen Winnie, va bene? 
A.Pe.: Winnie, sissignore.
Presidente: Poi c'è l'avvocato Puliti per Rontini Marzia. 
A.Pu.:Presente. Nomino sostituto processuale l'avvocato Andrea Capanni, presente egualmente.
Presidente: Sì. Poi c'è l'avvocato Curandai per Rontini Maria Laura. 
A.C.: Presente. 
Presidente: Poi c'è l'avvocato Saldarelli ... Rush, bene. 
A.S.: Chiedo scusa Presidente. Anche per Nencini Rina e per Cambi Cinzia, anche in sostituzione dell'avvocato Eriberto Rosso e ho già depositato...
Presidente: Ah, sì, io chiamavo per ordine, a seconda dell'episodio, va bene, per avere un controllo più facile delle parti. Poi abbiamo Colao Aldo per Frosali, Mainardi Pierina, Mainardi Adriana e Mainardi Laura. C'è Colao? 
A.Co.: Presente, Presidente. Buongiorno.
Presidente: Buongiorno a lei. Poi l'avvocato Rosso per Cambi Cinzia. C'è l'avvocato Saldarelli. 
A.Sa.: Da me sostituito.
Presidente: Bene. Poi abbiamo l'avvocato Saldarelli per Nencini Rina. E da ultimo abbiamo l'avvocato Ciappi Manuele per Cardini Jolanda. Dov'è Ciappi? Eccolo. 
A.Ci.:Presente.
Presidente: Bene. 
A.Ci.: Nomino sostituto processuale l'avvocato Giovanni Paolo Voena di Torino.
Presidente: Giovanni? 
A.Ci.: Paolo Voena.
Presidente: Bene. Ecco, allora la costituzione delle parti è fatta. Se ci sono questioni preliminari avanti. 
A.F.: Sì, Presidente. Volevo prima di tutto precisare, è presente, vorrei che si desse atto di questo, la dottoressa Chiara Mazzeo, che non posso nominare sostituto processuale, ma che mi assiste durante questo processo. Presidente e signori della Corte, la questione preliminare proposta dall'avvocato Filastò, difensore di Mario Vanni, è un'eccezione di nullità ex articolo 178, comma I, lettera C del Codice di procedura penale e ex articolo 179 del Codice di procedura penale, dell'incidente probatorio del 10 febbraio del 1997. Purtroppo sarò costretto a fare un'esposizione un po' dettagliata perché si tratta di una questione complessa, ma non sarà tempo perso per i Giudici, anche per la, direi, lontana ipotesi che questo atto dovesse restare agli atti del fascicolo del dibattimento. Io credo proprio di no, che non ci resteranno. Tuttavia, se ci dovesse restare, questa esposizione avrà anche un significato per indicare un po', come dire, lo stile, la metodologia di una indagine, questa indagine. Ebbene, vediamo prima la questione di nullità sotto il profilo dell'articolo 178, comma I, lettera C. Vale a dire quella nullità prescritta dal Codice affinché esista, sia concreto, l'intervento, l'assistenza e la rappresentanza dell'imputato. Ora, da questo punto di vista, con riferimento quindi all'imputato...
Presidente: In udienza, in udienza.
A.F.: Come?
Presidente: L'articolo... in udienza.
A.F.: Non ho capito, scusi.
Presidente: La rappresentanza e l'assistenza in udienza.
A.F.: Sì, Presidente, l'incidente probatorio avviene in una fase, ed è strutturato così dal Codice in una - situazione che praticamente è una sorta di surrogato dell'udienza. È una sorta di anticipazione del dibattimento, così l'ha strutturato il Codice. Non è un atto istruttorio qualsiasi, ha una sua dimensione precipua proprio per questo. Dicevo che siamo in presenza, visto nel suo complesso questo atto, di una sorta di atto abnorme. Ma sarei stato tentato di seguire questa strada se non vi fosse la giurisprudenza che esclude l'atto abnorme proprio in rapporto all'incidente probatorio. Perché si dice: non è impugnabile e si verrebbe, inquadrando eventualmente la... 
VOCI FUORI MICROFONO
Presidente: Va bene?
A.F.: Ah, eccoci.
Presidente: Ecco, va bene, va bene.
A.F.: Si dice, sarebbe come in qualche modo far costituire, rappresentare una delega del principio della specificità degli atti di impugnazione. Ma lo è, sostanzialmente - quindi usiamo questo termine abnorme, non proprio in senso tecnico – lo è a partire dalla genesi. E questa genesi di quest'atto mi serve indicarla alla Corte, non tanto per sostenere i motivi di nullità specifici, che sono altri, ma piuttosto per indicare come si tratti di un atto che è stato insistentemente e, ahimè, frettolosamente - a dico ahimè per via del famoso detto di quella gatta che per la fretta fece i gattini ciechi - dal Pubblico Ministero. Per far cosa? Forse per sottrarre là posizione di Lotti dal principio della formazione dibattimentale della prova? Qui, ora? Per metterlo al coperto dagli esami dei difensori e di un difensore in particolare? Come vedremo, di un difensore di un certo imputato, di una certa parte interessata a questi atti. O forse per mettere al coperto la posizione del Lotti da una possibile - e io credo che questa sia l'ipotesi più razionale - metterla al coperto da una possibile e, secondo me anche auspicabile, ma questi sono altri discorsi, modificazione dell'articolo 513 del Codice di procedura penale, che noi sappiamo ha già superato la fase del Senato ed è in corso di approvazione alla Camera. Voluto a tutto i costi, anche a costo di non applicare le regole del Codice di procedura, di forzarle contro ogni evidenza. E vi indico questo aspetto, anche questo non tanto perché ha a che fare con le questioni di nullità che tratterò dopo, ma per indicarvi fino a che punto una opposizione, rispetto a questo atto, presentata nei termini, vale a dire dei due giorni previsti dal Codice, sarebbe stata fondatissima. B questo ha a che vedere con la questione ex articolo 179 che tratterò dopo. Fondata, ultrafondata, perché? I presupposti erano le condizioni di salute del Lotti, i rischi per la genuinità della prova al dibattimento e si indicavano tutti e due: la grave infermità, dicono il Pubblico Ministero e il Giudice delle indagini preliminari. Beh, se si fosse fatto riferimento a tutto il vino che beve il signor Lotti, forse sarei stato anche d'accordo, o perlomeno il mio disaccordo sarebbe stato inferiore. Ma si parla di ipertensione arteriosa, ce l'ho anch'io, specialmente in questo momento che sono qua a fare il mio dovere di difensore. Tranne... che poi fra l'altro da una certa perizia risulta perfino curata e abbastanza risolta l'ipertensione, beato lui. Si parla di spondiloartrosi lombo-sacrale con discopatie che lo costringono sovente a letto, in posizione immobile. Cioè, niente che non possa risolversi, nella peggiore delle ipotesi, con l'uso della carrozzella. Quante volte abbiamo visto imputati, persone portate al dibattimento, addirittura, talvolta anche in barella, che vuol dire? Ma comunque, Presidente e signori Giudici, il Pubblico Ministero e il Giudice si sono dimenticati di una perizia medico-legale - di cui fra l'altro chiedo l'acquisizione anche ai fini di questa eccezione - che è in atti. Perizia medico-legale, cui a pagina 12 si dice: "Non alterazioni ossee traumatiche in atto, di evidenza radiologica diretta". A pagina 14: “Ha sempre goduto - beato lui - di buona salute, non ha mai avuto malattie gravi e non è mai stato ricoverato' in ospedale". Io non so se ho avuto sette o otto ricoveri in ospedale nella mia vita e sono qui a fare il mio dovere. A pagina 22 e 23: "È quindi possibile delineare l'immagine di un uomo di 56 anni in buone condizioni generali, connotato da un discreto sovrappeso e da patologie di carattere osteoarticolare, note di artrosi". Non gli sarebbe bastato un certificato di questo genere, non dico per non presentarsi ad un'udienza come testimone, ma nemmeno per essere esentato da un servizio all'interno di un ufficio pubblico, il signor Lotti. Non sono emersi elementi indicativi della sussistenza di patologie a carico di diversi organi ed apparato di interesse internistico e neurologico, insomma. Però il Gip dice: ma è possibile un aggravamento. Ma tutto è possibile a questo mondo, certo che è possibile un aggravamento. È anche possibile che domani l'altro - facendo le corna, faccia tutti gli scongiuri che vuole - il signor Lotti vada a finire sotto un'automobile o sotto un autobus, ma che significa. Le lettere di Vanni, le minacce trasversali a Pucci. Questo è un povero settantenne, con la barbaccia lunga perché in isolamento non ha potuto farsela, colpito da un'accusa atroce, Anche qui, queste minacce potrebbero interferire nei confronti di terzi, dice il Gip, e chi sarebbero costoro? I destinatari delle lettere. Si attacca a un parroco lui, ha scritto in tutto il mondo per protestare, per sfogarsi. Chi sono queste feroci terze persone che potrebbero intimorire il Lotti nonostante il programma di protezione? A spese dei contribuenti. La feroce banda degli amici di merende che terrorizza la provincia di Firenze, San Casciano e dintorni. E dov'è? Perché questa feroce banda degli amici di merende non si trova nel capo di imputazione alla lettera Q, laddove si ipotizza l'esistenza di un'associazione per delinquere. Da chi è formata, chi sono? L'altrettanto nota setta esoterica, dedita a messe nere, ai riti satanici, e dov'è? Perché anche questa setta, misteriosa, esoterica non si trova, non se ne trova di questa setta il riflesso nel capo di imputazione alla lettera Q. La mafia, i servizi segreti, siamo a fantasticare, come si vede. E a sentire, ad avvertire un certo strano, insopportabile odore sepolcrale in questo processo, di ritorno a un passato seicentesco. E vediamo però, quindi, possibile un'opposizione, ricordatevelo Giudici. Non solo possibile, ma estremamente fondata, rispetto a un atto richiesto ed espletato al di fuori da qualsiasi premessa prevista dal Codice di procedura.
Segue...

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