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lunedì 4 febbraio 2013

Afro Gaziero - Udienza del 01 giugno 1994

Il signor Afro Gaziero fu ascoltato il primo giugno 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

P.M.: Sì Presidente. Vorrei sentire Gaziero Afro. Gaziero Afro.
Presidente: Buongiorno. Il signor gaziero Afro, vero? Si accomodi, prego. Innanzitutto le domando se consente le riprese televisive.
A.G.: No.
Presidente: 
E allora, signori, fotografi e cineoperatori, non riprendete il teste. Legga quella formula, per cortesia.
A.G.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza".
Presidente: Le sue generalità complete per cortesia?
A.G.: Sì. Gaziero Afro, nato ad Xxxxxxx, il XX/XX/19XX, abitante a Xxxxxx.
Presidente: Vuole rispondere alle domande del Pubblico Ministero? Prego.
A.G.: Sì.
P.M.: Signor Gaziero, lei conosce Pietro Pacciami?
A.G.: Sì.
P.M.: Vuole spiegare perché lo conosce, quando l'ha conosciuto?
A.G.: Noi venimmo ad abitare in San Casciano nel 1980, e nell'81 cercavamo una persona che accudisse saltuariamente anche a un terreno che abbiamo dove abitiamo. E allora ce lo presentarono; l'ho conosciuto in quell'occasione.
P.M.: E il vostro, questo tipo di rapporto in cui lui collaborava con voi, quanto tempo è andato avanti e in che cosa è consistito?
A.G.: È andato avanti probabilmente… sa, la data precisa non la so, però dall'82 ali'83, un paio di anni.
P.M.: E in che cosa è consistito?
A.G.: E consisteva nel raccogliere le olive, pulire un po' gli animali, avevamo qualche gallina, qualche animale, cosi. Era un lavoro comunque…
P.M.: Saltuario.
A.G.: ... saltuario.
P.M.: Lui aveva un altro lavoro? Non lo sa. Lavorava in proprio?
A.G.: Questo di preciso non lo so, però presumo che potesse anche andare da un'altra parte.
P.M.: Lavori simili, insomma.
A.G.: Lavori simili.
P.M.: Senta una cosa, lei ha avuto anche un'attività nel Comune di Calenzano?
A.G.: Sì, la prima fabbrica che noi prendemmo era nel Comune di Calenzano. PUBBMCO MINISTERO: Ricorda, cioè ci sa… non c’è più questa fabbrica o c'è ancora?
A.G.: No, eravamo in affitto, lì nel Comune di Calenzano, e c'è ancora la fabbrica però è occupata da altre persone.
P.M.: Da altri. Ci può, ce la può localizzare meglio come via, conte. ..
A.G.: In via Garibaldi, 70, è quasi nel centro di San Casciano.
P.M.: Di San Casciano?
A.G.: Scusi... di Calenzano.
P.M.: Bene, grazie. Ha mai avuto l'occasione di portare il signor Pacciani a Calenzano?
A.G.: Sì, certo. Perché la fabbrica subì nell'82 – il mese preciso dovrebbe essere forse ottobre o novembre - un incendio. E siccome c'eran tessuti, gomma, così, lasciò uno strato di catrame e di roba molto sporca quando l'incendio fu spento dai Vigili. E allora bisognava ripulire queste cose. E chiesi al Pacciani se potevo portarlo alcuni giorni a Calenzano per fare queste pulizie assieme ad altre persone.
P.M.: Le è mai capitato in queste occasioni o in altre di fare qualche regalo, aldilà dellà…
A.G.: Sì, certo, il Pacciani chiedeva: 'ma, c'è quel divano bruciato' magari mezzo bruciato dal fuoco e 'quella macchina da cucire', cioè chiedeva continuamente degli oggetti. Però adesso dirle... io qualcosa le ho detto: 'sì, la prenda', però specificare se era un divano o un'altra cosa, non, non lo so di preciso.
P.M.: Disegni o quadri glien'ha mai dati?
A.G.: Ma quel disegno e quel quadro io non credo di averlo, di averlo dato.
P.M.: Cioè...
A.G.: Anche perché la parte dell'ufficio non fu, non si incendiò, era solo la parte produttiva.
P.M.: Allora lei, se già sa di quale quadro stiamo parlando, e non c'è bisogno che glielo mostri, ha mai avuto quel quadro che a suo tempo le è stato presentato dalla Polizia Giudiziaria, nel suo ufficio?
A.G.: Io credo proprio di no.
P.M.: Lei nel suo ufficio non ce l'aveva, né l'ha dato a Pacciani.
A.G.: Penso proprio di no.
P.M.: Ricorda il soggetto di questo quadro?
A.G.: Sì, l'ho visto sui giornali.
P.M.: Per la .prima volta l'ha visto sui giornali? E gliel'aveva mostrato la Polizia Giudiziaria?
A.G.: Sì, però sui giornali mi fece ancora più effetto.
P.M.: Di quando l'aveva visto alla Polizia Giudiziaria.
A.G.: Sì, me lo fece anche vedere appunto nella occasione che fui chiamato, e mi fece una grossa impressione.
P.M.: Quindi esclude di averlo avuto nel suo ufficio lei?
A.G.: Assolutamente, perché l'avrei tirato via subito.
P.M.: No, siccome il Pacciani dice che gliel'ha dato lei… Senta una cosa, signor Gaziero... va be', noi sappiamo, abbiamo già cercato di dimostrare la credibilità di questo signore. Senta una cosa, per caso lei ricorda se suo figlio, o lei, aveva, in anni remoti, quando era ragazzo, aveva una pistola giocattolo?
A.G.: Sì, sì, ce l'aveva. Ce l'aveva.
P.M.: Si ricorda che tipo di pistola era...
A.G.: Sì, era una pistola giocattolo, però in metallo, che i bambini giocavano, ne avevamo un'altra di plastica, e dopo era talmente rotta che girava sempre lì per il giardinetto.
P.M.: Era rotta, era rotta questa pistola?
A.G.: Sì, si vedeva, era molto usta, era slatata via un po' di vernice, era messa male, si.
P.M.: Si vedeva a occhio che era messa male.
A.G.: Sì, non era nuova, perché probabilmente l'avevamo da forse un anno e mezzo, e poi sa la buttavano per terra...
P.M.: Quindi era usata per giocare i ragazzi.
A.G.: Esatto. Esatto.
P.M.: Ricorda che tipo, dove l'aveva comprata, che pistola era, se l'aveva comprata lei, se ricorda la marca... 
A.G.: No, no, ma era una pistola a salve, eh?
P.M.: Sì, sì, certo, sto parlando di…
A.G.: No, la marca proprio non me la ricordo, e dove l'avevo comprata, presumo addirittura, presumo addirittura a Modena, dove abitavo.
P.M.: Ricorda per caso se lei o i suoi ragazzi l'avete data al Pacciani questa pistola? Cosi, nelle condizioni che ci ha descritto comunque?
A.G.: Non lo ricordo con precisione.
P.M.: Potrebbe essere?
A.G.: Potrebbe essere.
P.M.: Nel senso che lui gliel'ha chiesta.
A.G.: Io questo non lo ricordo con precisione, ma potrebbe essere.
P.M.: Bene, grazie.
A.B.: (voce fuori microfono)
A.G.: Non lo ricordo con precisione, ma potrebbe essere.
A.B.: Scusi, Presidente, qual’ era la domanda? Se ce la può dire.
P.M.: Certo, ho chiesto al teste se ha mai visto, ha presente la pistola che aveva il figlio. Il teste ce l'ha descritta come un oggetto rotto, di metallo, nel modo che ce l'ha già descritte, dice: 'potrebbe essere'. Io ho chiesto se può darsi che l'aveva data a Pacciani in una occasione simile, cioè che lui avesse chiesto: 'posso prender questa cosa qui?'.
A.G.: Sì, perché spesso chiedeva: 'posso prendere questo o quell'altro' e a volte erano cose inservibili; quasi sempre per fare un po' di pulizia...
P.M.: Era una cosa inservibile, può darsi che gliel'abbia chiesta e lei o sua moglie o il suo ragazzo... il suo ragazzo ci ha detto di no, però sa, aveva 11 anni, quindi... almeno ci ha detto lui. Può darsi gliel'abbia data lei. Un ricordo preciso non ce l'ha?
A.G.: Preciso no.
Presidente: Non lo esclude però.
P.M.: Non lo esclude.
A.G.: Non lo escludo.
P.M.: Bene, non ho altre domande, grazie.
Presidente: Avvocato Colao, prego. 
A.C.: Prego, lei ordinò al Pacciani di fare dei lavori di pulizia dove era avvenuto questo incendio, no?
A.G.: Sì. 
A.C.: Per cui erano sporchi di catrame, erano molto sporchi.
A.G.: Sì. 
A.C.: Ecco, e se non vado errato, il Pacciani fece questi lavori in due giorni, due o tre giorni.
A.G.: In pochi giorni, si. 
A.C.: In pochi giorni. Erano lavori pesanti o leggeri?
A.G.: Non erano eccessivamente pesanti, perché l'aiutavo anch'io. Erano lavori normali, spostare qualche tavolo, fare delle cose insomma. Non era il solo, eravamo quattro o cinque persone. 
A.C.:Ma la pulizia da fare a terra?
A.G.: E la pulizia da fare a terra, si. Era abbastanza faticoso. 
A.C.: Quindi comportava stare piegati, a terra?
A.G.: No, con uno spazzolone, comunque era un lavoro abbastanza noioso, sicuramente. 
A.C.: Equesti vennero eseguiti nell’82 o nell’83?
A.G.: Sì, forse doveva essere la fine dell'82. 
A.C.: Ecco, e comunque in ogni caso erano dei lavori che poteva fare un individuo che aveva, diciamo, una certa prestanza fisica, insomma, un individuo sano? 
A.G: Certo. 
A.C.: Grazie.
A.G.: Prego.
Presidente: Nessun altro? Avvocato Bevacqua.
A.B.: Senta, signor Gaziero, lei quando è venuto dalla Romagna o dall'Emilia qui in Toscana?
A.G.: Nell'80, '80, '81. Ottanta mi pare.
A.B.: Ottanta, '81. E lei conosce... prego.
A.G.: Siamo arrivati nell'80 in Toscana, pero nell'81 entrammo nella fabbrica di Calenzano. Ecco la precisazione.
A.B.: Ecco, la fabbrica quando si brucia?
A.G.: Dovrebbe essere ottobre o novembre dell'81, oppure dell'82.
A.B.: Non sa se è '82 o...
A.G.: No, io ho rilasciato la testimonianza perché abbiamo guardato con l'assicurazione queste cose e mi pare che ci sia la data un tantino più precisa, però sa adesso...
A.B.: :.Subì un incendio, nell'82, ‘83 lei…
A.G.: Ecco, allora era nell'82.
A.B.: Ottantadue, '83.
A.G.: Però non posso dire... non mi sono documentato.
A.B.: Lei, quando subisce l'incendio, quando subisce l'incendio, da quanto tempo conosce Pacciani? Se se lo ricorda. Un mese, un anno, due anni, tre anni, cinque... 
A.G.:No, cinque... non lo conoscevo certo cinque anni prima. Io penso un anno.
A.B.: Un anno. Conosceva Pacciani...
A.G.: Penso, eh! Potrebbe essere otto mesi, come dodici.
A.B.: Pacciani per la prima volta lei lo porta a Calenzano dopo l'incendio.
A.G.: Sì.
A.B.: Ecco. Quindi Pacciani lei lo porta a Calenzano. Lo accompagna lei a Calenzano?
A.G.: Sì, lo accompagno io in macchina.
A.B.: Perché lui non conosceva praticamente il posto, dove stava lei.
A.G.: No.
A.B.: No. Grazie. Oh! E lo porta a Calenzano. Lo porta e lo riporta.
A.G.: Sì.
A.B.: Ecco, senta un'ultima cosa. Lei è stato prima a Bologna o a Modena?
A.G.: A Modena.
A.B.: A Modena. Ma andava qualche volta a Bologna?
A.G.: Quando abitavo qui o...
A.B.: No, prima, prima, quando, quando stava a Bologna...
A.G.: Io quando, quando abitavo a Modena e sia quando abitavo a Firenze, andavo spesso a Bologna, quasi una volta al mese.
A.B.: Una volta al mese.
A.G.: Nell'81, perché avevamo un negozio.
A.B.: Ecco, quindi a Bologna acquistava anche delle suppellettili, cosi, non so, delle stampe, a Bologna? Può darsi?
A.G.: No.
A.B.: Per mettere a posto, per mettere, per abbellire l'ufficio...
A.G.: No, no, no, assolutamente.
A.B.: Sua moglie?
A.G.: No, no, no, andavo quasi sempre io, ma non è che acquistavamo, no, assolutamente.
A.B.: Ma qualche cosa può darsi che avete acquistato?
A.G.: No, perché quel genere di cose non le abbiamo neanche in casa, capito?
A.B.: Sì, siamo d’accordo, ma quando voi avete acquistato il famoso, questa famosa fabbrica e avete, 1'avete abbe11ita...
A.G.: No, no, no.
A.B.: L'avete trovata cosi?
A.G.: No, perché eravamo in affitto e sapevamo che era una cosa temporanea.
A.B.: Quello che c'era, c'era.
A.G.: Quello che c'era, c'era.
A.B.: E allora io le volevo ricordare che a un certo punto lei ha detto che 'non ricordo bene i soggetti del quadro e delle stampe. Posso solo dire che nel quadro, che mi sembra avesse la cornice in legno dorato, vi erano raffigurate delle immagini astratte femminili, ma il ricordo è molto vago'. Lei se lo ricorda questo quadro...
A.G.: No, io mi ricordo che ho detto quelle cose lì perché avevo quella convinzione, una cosa vaga. Però poi...
A.B.: Quindi era astratto, comunque, questo quadro, era piuttosto astratto, non era ben delineato.
A.G.: Sì, no, mi ricordo che ho detto queste cose, però mi informai successivamente anche con una persona che lavorava a Calenzano, ed escluse che ci fosse.
A.B.: Quella persona?
A.G.: Quella persona.
A.B.: Però lei aveva visto un quadro...
A.G.: Perché era, lavorava nella fabbrica prima che arrivassi...
A.B.: ... un quadro con le immagini astratte. Lei, insomma, qualcosa aveva visto, lei. Ma non è che abbia gran peso questo quadro.
A.G.: No, no, ma io non ho nessuna difficoltà...
A.B.: No, siccome le spiego, il quadro è stato, pare che questo pittore gravitasse a Bologna...
A.G.: Sì, si, si...
A.B.: ... e quindi lei veniva da Bologna, la signora andava a Bologna, eccetera...
A.G.: Sì, no, quello lo escludo assolutamente perché andavamo saltuariamente, specialmente per il negozio.
A.B.: Benissimo, benissimo. Senta lei aveva, lei aveva, mi perdoni... dunque lei entra a Firenze, in Toscana nell'80.
A.G.: Nel 1980.
A.B.: Ottanta. Che lavoro fa lei?
A.G.: Industriale.
A.B.: Industriale di?
A.G.: Di divani e poltrone.
A.B.: Divani e poltrone.
A.G.: Di arredamento: divani e poltrone.
A.B.: Di arredamento. Quindi viene nell'80 in Toscana.
A.G.: Sì, però noi siamo stati un anno senza entrare nella fabbrica. Entrammo nel luglio dell'81.
A.B.: Ecco, e in questo periodo, scusi, cosa faceva? È una domanda, ha una sua...
A.G.: Sì, facevo il rappresentante di aziende d'arredamento.
A.B.: Ecco, le domando un'altra cosa. Lei faceva o vendeva questi suoi prodotti all'estero anche?
A.G.: Nell'attività dell'industria, della fabbrica?
A.B.: O attività come industriale, o attività...
A.G.: Sì, come industriale, sì, si vende all'estero, si vendeva allora molto in Germania anche.
A.B.: Molto in Germania.
A.G.: Sì.
A.B.: Grazie, nient'altro.
A.G.: Prego.
P.M.: Una domanda soltanto, se...
Presidente: Prego.
P.M.: ... mi consente, Presidente. Ho capito solo ora, forse l'avevo capito male prima, che lei quella fabbrica l'ha presa nel luglio '81.
P.M.: Poi lei ci ha detto che da un certo periodo in poi, per un incendio, ha avuto occasione, qualche volta, di portare il signor Pacciani. Lei ricorda se per caso ha avuto occasione di servirsi della collaborazione del Pacciani, magari portandolo a Calenzano anche prima di quell'incendio, cioè dal luglio '81 in poi? O lo esclude, o può escluderlo?
A.G.: Ma io credo di poterlo escludere.
P.M.: Grazie, grazie.
A.B.: Cioè il Pacciani lei l'ha portato soltanto dopo l'incendio.
A.G.: Sì.
A.B.: Grazie.
Presidente: Altre domande?
P.M.: Nessuna, Presidente, grazie.
Presidente: Bene, possiamo licenziare il teste. Buongiorno. Un altro.
P.M.: Presidente se mi permette, vorrei far vedere alla Corte delle foto, perché riguardano la testimonianza della signora di Giogoli. Lei, Presidente, ci ha fatto presente, dice, 'ma i sopralluoghi di Giogoli, non si vede cancello, né nulla'. Io ricordavo, però sono stato zitto, che esiste un fascicolo fotografico ben nutrito fatto dai Carabinieri allora, non solo del luogo, ma tutti i dintorni, villa, cancelli, eccetera. Non solo quel fascicolo fatto allora è fatto molto bene, mi permetto di dirlo, perché sono una trentina di foto, non solo quel fascicolo fotografico…
Presidente: Ah, c'è un rilievo planimetrico della zona?
P.M.: Sì, si, scusi, volevo, volevo un attimino dire qualcosa di questo genere. Su una di queste foto i Carabinieri indicano con una freccia dove si trovava il motorino di cui parlano i testi. E è quella fotto che vediamo. Io vorrei mostrarle tutte e che fossero lette le didascalie. Dopodiché chiedo di risentire la teste che abbiamo sentito prima. Sono, ho detto che avrei procurato di fare nuove foto, ricordavo di questo, ma non ne ero certo. Poi facciamo fare anche la planimetria per le distanze, perché è molto importante, però i testi di allora, siccome sono passati esattamente dodici anni, dall' 83, undici quantomeno, già avevano indicato dov'era il motorino, allora vorrei che la Corte, quando lo ritiene opportuno, controllasse questo fascicolo fotografico dove, ripeto,in una delle foto si indica dov’era il motorino. Per dimostrare che già allora...
Presidente: Vediamo questa foto in campo lungo.
P.M.: Allora le leggiamo tutte cortesemente. Quella in campo lungo è ingresso, spiazzo, ove...
Presidente: La teste Di Giorgio Amelia c'è sempre per caso? È andata via?
P.M.: ... ove è stato rinvenuto il furgone. B, ingresso villa. Allora, la A è dov'è il furgone, lo spiazzo. I venti metri della signora sono grossomodo la lunghezza della freccia. Ecco, poi questo è il cancello. Nelle foto successive si dice del motorino. Vogliamo leggere le altre foto; ce ne sono altre nel mezzo. Ecco è il cancello un po' più... vediamo anche quella di sopra, cortesemente, leggiamole tutte. Leggiamo... 
Pietro Pacciani voce fuori microfono: ...
P.M.: Signor Pacciani, se lei stesse un attimo zitto io fo' il mio lavoro, eh?
Presidente: Pacciani, faccia silenzio, per favore.
P.M.: Glielo chiedo per favore, perché ha tutti... Voce fuori microfono
P.M.: ... si, ho capito
Presidente: Sì, lo so che sta parlando, ma...
P.M.: …la cosa a voi non interessa a me...
A.B. voce fuori microfono:...
P.M.: ... a me si.
Presidente: Il fatto è che lei ha un tono di voce abbastanza alto.
P.M.: Non solo, è a quattro metri da me, se lei cortesemente può dire ai signori di stare zitti, a me fanno una cortesia.
Presidente: Va bene. Pacciani, per cortesia, faccia silenzio. Proseguiamo.
P.M.: Allora, questa foto è una panoramica dell'imbocco in via di Giogoli con ingresso villa. La villa è la villa che ci è stata descritta dalla signora con nome e cognome. Quella è la strada, i venti metri li abbiamo già visti. Ora vediamo la foto sotto dove i Carabinieri già allora - è questo che preme al P.M. - fanno, loro possono vedere, no vediamo la freccia per cortesia, è troppo importante. Un Carabiniere che la indica, quindi è un dato già di allora. Leggiamo la didascalia: "punto in cui venne notato il ciclomotore dalla teste Sbraci A.".
A.B. voce fuori microfono: ...
Presidente: La Sbraci che non è poi quella...
P.M.: Ora vediamo chi è.
Presidente: È quella che abbiamo ammesso.
P.M.: Esatto. Grazie.
A.B. voce fuori microfono: ...
P.M.: Non lo sappiamo, chiediamolo alla teste, quello è il punto. Noi dobbiamo solo in questo momento...
A.B. voce fuori microfono: ...
Presidente: Dunque la signora D'Amelio, cioè, Di Giorgio è andata via?
P.M.: Possiamo controllare, io ho chiesto di verificare se c'è… la signora D'Amelio che ha...
Presidente: De Giorgio.
P.M.: De Giorgio, scusi.
Presidente: De Giorgio Amelia.
P.M.: De Giorgio Amelia. Credo sia andata via... sarà mia premura riconvocarla dopo che, dopo che abbiamo fatto fare alla Polizia Giudiziaria una planimetria con le distanze. Grazie, al premeva far vedere…
Presidente: Se non c'è, comunque, la chiameremo allora quando lei...
P.M.: Sento la signora Sbraci.
Presidente: Sbraci. Va bene?
P.M.: Perfetto. La quale non aveva, per chiarire, aveva detto queste cose, però erano nel rapporto evidentemente, quindi non era stata sentita come teste in questo processo.
Presidente: Va bene, proseguiamo allora. La Di Giorgio, mi pare, non c'è, proseguiamo con un altro teste.
P.M.: Allora sentirei Cevenini Paola.
A.B.: Mi scusi, Presidente, a questo punto, dato che il signor Pubblico Ministero annette grande importanza alla presenza di questo motorino, ancorché non si ha prova assoluta che possa il motorino...
Presidente: Naturale, naturale.
A.B.: ... del signor Pacciani, - e comunque è strano che uno lasci per diverso tempo questo motorino lì - io siccome sembrerebbe da quello che è l'idea accusatoria, da quello che appare dall'idea accusatoria, che questo motorino sarebbe stato poi ripitturato, ridipinto, e si vede o si intravede soltanto un colore, ma non si sa che tipo sia il colore, è chiaro che mi pare che serva per tutti noi, eventualmente questa specie di indizio, che tale non è, perché non è niente, è una sola congettura a mio avviso...
Presidente: Certo, certo.
A.B.: ... possa avere una certa rilevanza, mi scusi, Pubblico Ministero, eventualmente la Corte decida in conseguenza – per sapere quando, come, che colore e quando è stato pitturato, che colore era...
P.M.: E come facciamo a saperlo? Lo dica il signor Pacciani. Noi come facciano a sapere quando è stato pitturato?
A.B.: E no, io voglio saperlo!
P.M.: Da me? Lo chieda al suo imputato.
A.B.: E lei, è lei che introduce, suggestiona...
P.M.: Io introduco solo questo...
A.B.: ... in via di suggestione un dato da provare. Questo è un dato da provare, che è incerto.
P.M.: Io provo i due colori.
A.B.: È incerto, è assolutamente incerto.
P.M.: I due colori sono certi.
A.B.: I colori sono certi, vediamo quali sono i colori:
P.M.: Allora chiedo di mostrare tutte le foto del motorino che sono...
A.B.: A me non interessa le foto, voglio sapere com'era il colore sotto!
Presidente: Sono in atti, le foto del motorino sono in atti. Se è necessario, spero almeno quello sia ancora in sequestro.
A.B.: Bene, Presidente...
P.M.: Spero anch'io, Presidente.
A.B.: Io faccio eventualmente questa riserva…
Presidente: Va bene. Se è necessario lo vedremo di persona. Non credo sia necessario poi fare una perizia per vedere se un motorino è stato riverniciato.
P.M.: Non solo, la Polizia Giudiziaria può spiegare, la Polizia Scientifica può spiegare in che modo è stato grattato, in che modo... e io ho un teste, che il dottor Donato, perché è un perito in questo caso, il quale ha provveduto con i suoi uomini...
A.B.: Ma è un teste che sta sempre accanto al Pubblico Ministero! Che sente tutto!
P.M.: Non è un teste che io... no, è un perito, non è un teste che io indurrò sul punto, quindi cosi siamo a posto. La persona che si è messa a grattare, non per sminuire il dottor Donato, ma non l'ha fatto lui, ci sono delle persone adatte, e che sono dei suoi collaboratori. Quando sarà il momento...
A.B.: Mi deve dare, Presidente, mi scusi, la prova della data in cui è stato grattato e la prova della data in cui è stato pitturato, e il colore della pittura.
P.M.: Siccome grattare so chi l'ha grattato, la prova gliela do. Chi l'ha pitturato non lo so, la dia lei. A me non interessa darla.
A.B.: Io non devo dar nulla!
P.M.: Nemmen io! A me non mi interessa nulla dar la prova di quando è stato ripitturato.
Presidente: Vedremo, vedremo, signori. Per il momento andiamo avanti però.
A.B. voce fuori microfono: ...
P.M.: Io dico che è stato grattato e lo provo. Punto e basta. Non devo provare altro io. Poi lei faccia tutte le controprove che intende fare.
A.B. voce fuori microfono:...
Presidente: Andiamo avanti.
P.M.: La signora Cevenini Paola.
Presidente: Prego.
P.M.: La signora non c'è? Cevenini Paola. Bene. 
A.S.F.: Mi scusi, Presidente...
Presidente: Avvocato, cosa c'è? 
A.S.F.: Ma sul punto del motorino, seguendo un indirizzo che ha sempre caratterizzato questa parte civile, visto che vi è discussione su questi raschiamenti, non raschiamenti, colori sovrapposti...
Presidente: Avvocato, del motorino ne parliamo quando ritornano i testi. 
A.S.F.: Hanno parlato loro in questo momento perché sennò succede un gran bisticcio e non combiniamo nulla... Chiedevo che la Corte... va bene.
Presidente: Quando tornano le due testi, una quella ammessa e di nuovo quella che abbiamo già sentito, allora a quel punto lì affrontiamo, magari ci portiamo pure il motorino qui nel cortile... 
A.S.F.: E chiederemo una perizia: è quello che chiede...
Presidente: ... visto che almeno quello non è stato restituito. Allora, ritorniamo alla teste?
P.M.: Sì, Presidente, la teste non c'è, nonostante abbia convocato venti testi, sono al pomeriggio gli altri. Sono venti eh? Non sono oggi, uno.
Presidente: Va be', comunque è l'una e quindi tutto sommato...
P.M.: Ecco, appunto...
Presidente: No, c'è qualcuno?
P.M.: No, no, chiedo scusa, è un teste da sentire con quelli del pomeriggio.
Presidente: Con quelli del pomeriggio.
P.M.: Sì. Presidente, grazie.
Presidente: Alle ore 15.15.
P.M.: 15.15. Grazie. 
A.S.F.: Si può fare Presidente alle 15:30? È possibile le 15:30, Presidente? 
Presidente: Avvocato, 15.15 va bene.

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