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lunedì 19 novembre 2012

De Fazio, Galliani, Pierini, Beduschi, Luberto - Deposizione del 15 luglio 1994 - Quinta parte

Segue dalla quarta parte.

Presidente: Allora, avvocato Colao, una domanda. Prego.  
A.C.: L'azione di sparo che il professor Luberto – e anche gli altri, ma in particolare il professor Luberto - ha diviso dall'azione degli accoltellamenti, proprio nettamente diviso, e si è riferito anche a questa domanda il mio collega avvocato Pellegrini di parte civile...  
F.D.F.: Può parlare più forte, per favore?  
A.C.: Sì, grazie. E scusi, anzi. Dicevo, l'azione di sparo che è nettamente divisa dalla susseguente azione di accoltellamento, è stata definita da lei come azione frenetica rispetto all'azione fredda e direi calcolata, successiva dell'accoltellamento, con i rituali. Bene, io chiedo: in quest'azione di sparo frenetica, l'autore può raggiungere l'orgasmo, e quindi avere una soddisfazione tale da avere poi nettamente soddisfatto quei bisogni primari ed incontenibili che lo spingevano a questo gesto? Il che, in un certo senso, giustificherebbe, anche, forse, l'azione di sparo che c'è stata senza accoltellamento nell'omicidio dei tedeschi. Sarebbe limitata alla sparatoria, anche perché quest'azione è stata frenetica da entrambi i versanti del furgone, spostamenti rapidi, come cercare di mirare l'uomo, gli uomini dentro, no? Questo è il punto.  
S.L.: Posso rispondere, Presidente? Eh, allora, innanzitutto io nel mio intervento ho detto che tutta l'azione omicidiaria, ricostruendo la dinamica psicologica, ha il carattere di una ritualità - cioè, quindi è tutta l'azione rituale - dal secondo omicidio, almeno, fino alla fine, sicuramente. All'interno di questa azione rituale, che si ripete grossomodo sempre la stessa, ci sono due momenti: un momento in cui utilizza l'arma da fuoco, in cui si hanno degli elementi - accennavo al rapporto tra colpi sparati e colpi andati a segno - che fanno pensare non ad una freneticità, ad uno stato d'animo di maggiore tensione, che d'altro canto troviamo anche nel secondo caso -nel caso della Pettini - nella prima parte in cui viene usata l'arma da taglio con una notevole violenza. Ora, l'effetto violento, l'effetto disordinato, dal punto di vista psicologico può significare che il soggetto è in un certo stato d'animo. La azione successiva dell'utilizzo dell'arma bianca, invece, per i rituali sadici, nella sua regolare, regolarità, nella sua sistematicità, lascia pensare ad una situazione di, non dico di calma, ma di freddezza, che può richiamare, addirittura, se non vengo frainteso, una freddezza di tipo quasi psicotica. Questo senza nulla avere a che fare con la malattia mentale vera e propria, cioè richiamare una struttura di personalità di un certo tipo. Quanto alla seconda parte, circa l'esito orgasmico di una certa situazione, ovviamente il problema ce lo siamo posto ed è possibile. Non solo nel momento in cui viene agita l'azione, ma addirittura anche nella fase di preparazione. Sono capitati casi in un certo senso. Non si è assolutamente documentato nulla di tutto questo perché tutte le ricerche che sono state fatte nei delitti precedenti, e negli ultimi due nei quali abbiamo avuto la possibilità di intervenire direttamente, sono state ricercati segni chiari di questo tipo e non sono stati trovati. Però l'esito orgasmo è indifferente ai fini delle due possibilità perché quando usa l'arma da fuoco, l'arma da fuoco la usa con intento letale, tant'è vero che la vittima di sesso maschile è uccisa e poi trascurata completamente. Quando usa l'arma da taglio, invece, per i rituali sadici, allora cambia proprio la finalizzazione della... e quindi, è a questa diversa finalità, all'interno di un'unica azione che è legato - in via ipotetica, ma a mio avviso è un'ipotesi molto fondata - il diverso stato d'animo del soggetto.  
A.C.: Professore, scusi, sempre l'asporto dei feticci, è chiaro che aveva lo scopo di rievocare le sensazioni forti, no? Talché ci fu anche il messaggio inviato alla dottoressa Silvia Della Monica e quello voleva essere più che un messaggio al magistrato, una rievocazione di quella forte sensazione, il pezzo di seno profondo inviato alla donna, alla donna. Bene. Sono stati asportati anche molti oggetti, alle volte, soprattutto laddove... non credo che, non so, pensa lei che sia stato un errore l'omicidio dei tedeschi? Voce fuori microfono: Bah, non so, io direi di no, forse, e perché un soggetto del genere mira e...  
A.C.: Comunque sia, sono stati asportati molti oggetti, questi oggetti, che sono stati asportati, hanno un significato feticistico per l'autore di questi omicidi? Cioè, il volere conservarli, non so, oggetti vari che sono stati asportati, il volerli conservare a tutti i costi, pur essendo futili e banali all'apparenza, no? hanno un significato feticistico?  
S.L.: Mah, poi dopo... L'asportazione del pube, del coso, sembra aver un chiaro significato feticista. Quanto per gli altri oggetti, a parte il fatto che l'evenienza si verifica solo nel secondo caso e in un altro caso, quello delle chiavi della macchina, e sono state buttate sul posto, non è che... non c'è una ricorrenza nella ricerca, o nella conservazione di oggetti. Quindi, secondo me, gli oggetti e l'asportazione di parte di organo, sono due problemi che, a mio avviso, sotto il profilo della dinamica dell'azione hanno un significato molto diverso. Non so se… 
F.D.F.: Ma, insomma, in campo clinico, quando si esamina un soggetto si conferisce, il significato feticistico all'asportazione di un determinato oggetto proprio in rapporto alla relazione con quell'oggetto, noi prescindiamo da questo perché non abbiamo operato un osservazione di una persona. Diciamo però, che per ciò che riguarda l'asportazione del pube o del seno è fuori discussione il significato feticistico. Per ciò che riguarda oggetti, ipotetici oggetti che possono essere stati asportati, è verosimile che l'asportazione di un oggetto può aver praticamente stimolato il soggetto a portarlo via perché quell'oggetto l'ha colpito, perché quell'oggetto gli interessava ed è sempre un ricordo, un souvenir, un qualche cosa; però non mi spingerei a parlare di feticismo in rapporto ad oggetti indeterminati che quella persona aveva portato via, perché diventerebbe veramente un'affermazione aprioristica, cosa che non è per il feticcio corporeo.  
A.C.: Ecco, una cosa ancora: nell'Omicidio Mainardi-Migliorini ci fu un gesto estraneo al fine della dinamica avventurosa di tutto l’iter no? che fu veramente strano...  
F.D.F.: Buttare la chiave.  
A.C.: Sì. Bene, delle chiavi, no? che vennero prese e gettate via. Voi, naturalmente, dite - ed è un'ipotesi logica - che furono gettate per gesto di sfida e di disprezzo, però, può essere, può rappresentare un gesto di ira rabbiosa e di sfogo di rabbia, perché il soggetto aveva adocchiato in quel caso la donna e quindi si era visto sfuggire la preda?  
G.B.: Direi di sì, Avvocato.Noi questo, in fondo, fra le righe l'abbiamo detto, cioè nel caso Migliorini non è andato tutto secondo copione, secondo le sue intenzioni, per cui a un certo punto, a quelle che erano le motivazioni di tipo sadico sessuale, sono subentrate motivazioni di un delitto comune, cioè lui si è cimentato con il Migliarini si chiamava il ragazzo, no? Come? Col Mainardi, chiedo scusa. Si è cimentato col Mainardi che tentava di sfuggirgli e alla fine ha buttato queste chiavi, sprecando sia pure un attimo di tempo, e non verificando che il Mainardi fosse realmente morto. E non era morto, tant'è vero che è stato ricoverato per poco tempo in ospedale. Quindi è chiaro che è subentrata nell'aggressore, cosi, una situazione un po' confusionaria perché tutto non è andato secondo copione e allora lui... diciamo, abbiamo anche detto che questo delitto che nasce, e forse si conclude all'insegna del delitto sessuale, ha avuto questo intermezzo di rapporto agonistico con la vittima che cercava di sfuggirgli. E quindi con rabbia e con tutto quello che lei...  
A.C.: Un'ultima cosa: la separazione dell'uomo dalla donna, indipendentemente dall'iter aberrante di tutta la serie di omicidi, però rappresenta il temperamento geloso e possessivo di un individuo? Il dividere l'uomo... ammazza l'uomo per poi avere la donna a disposizione, in ultima analisi, e fare i suoi riti. Però li divide, li separa sempre, no? Porta la donna dietro la macchina, porta la donna lungo un borro e lì esegue. Quindi chiedo: rappresenta, questo, un temperamento geloso al massimo che vuole naturalmente, esasperatamente dividere due persone e immettersi fra di queste?  
G.B.: Beh, sotto il termine geloso che lei ha utilizzato possono, attraverso questo termine possono passare diverse ipotesi. È certo che lui elimina, che l'aggressore elimina l'uomo e il suo problema è eliminarlo, per poi accentrare la sua attenzione sulla donna, nelle… secondo le modalità che abbiamo già detto questa mattina. Però è altrettanto certo che la presenza dell'uomo non è casuale, cioè non è un aggressore che aggredisce una volta una donna da sola, un'altra volta in coppia, un'altra volta a passeggio con la madre. No, aggredisce sempre... punta la donna, ma punta la donna in una situazione di coppia. Allora, puntando la donna in una situazione di coppia, quello che lei dice può essere vero e attendibile, cioè questo voler separare. Tutto questo è detto da lei in un'osservazione che è sottesa al termine gelosia, potrebbero esserci altri tipi di valutazione...  
A.C.: Certo, certo ci potrebbero essere, però rende l'idea nel senso comune.  
G.B.: ... noi per esempio abbiamo adombrato quello che può essere stato il luogo e il significato della cosiddetta scena primaria nell'esecuzione di questi delitti.  
A.C.: Grazie, non ho altre domande.  
Presidente: Allora la difesa, avvocato Bevacqua.  
A.B.: Professor Pierini, lei stamani, quando il signor Pubblico Ministero le ha chiesto di ricordare come aveva eseguito questa attività di taglio del pube, ha parlato di un coltello, o comunque di un arnese che era sicuramente affilato e che poi, dall'altra parte - cosi ho cercato di capire io - poteva essere anche seghettato. Va bene così?
G.P.: Sì.  
A.B.: Ecco, mi dà l'idea di un coltello da sub. O no?  
G.P.: Sì, diciamo: sì per analogia a quella che è la forma... 
Presidente: Non potrebbe essere un coltello da caccia? Mi inserisco io. 
A.B.: O da caccia, o da caccia.  
Presidente: Professore?  
G.P.: Diciamo di tipo sportivo.  
A.B.: Di tipo sportivo.  
Presidente: Non potrebbe essere un coltello da caccia? Con l'estrattore per esempio?  
G.P.: Se finisce la domanda, così riesco a seguire poi tutti i vari punti.  
A.B.: Presidente, scusi, va bene, dico, no, io mi sto inserendo, può essere da sub, può essere da caccia. Lei è cacciatore, io sono subacqueo, quindi ognuno vede il coltello dalla parte sua, chiedo scusa. 
Presidente: Io sono sopracqueo, comunque.  
A.B.: Grazie. Allora…  
G.P.: Dunque, per quanto riguarda il tipo di coltello, ho detto anche che l'unico caso in cui è stata possibile fare un po' di modellistica, cioè una... per modellistica si intende il recupero della forma tridimensionale dell'oggetto, perché normalmente durante l'esame delle lesioni da taglio si hanno soltanto dei piani bidimensionali, d'accordo? Però nel caso della impronta stampo sul radio del ragazzo francese, il piano osseo permette di mantenere la forma proprio per mancanza di elasticità, quindi certe misure sono precise. Infatti è l'unico caso per il quale mi sono spinto a fare una misura angolare del filo di taglio, cioè venti gradi, ammettendo, quindi che l'osso abbia funzionato da calco. Dalla parte opposta all'angolo di venti gradi c'è l'altro angolo acuto, che però è frammentato, scheggiato. Come si spiega questa differenza? Se noi immaginiamo una piramide in sezione, quindi un triangolo, con la base molto lunga, e l'altezza abbastanza breve, rimangono due angoli di venti gradi. Quello di destra corrisponde al filo liscio, uniforme, del coltello. Quello di sinistra, l'incognito, dà luogo ad un angolo con delle microfratture di accompagnamento. Questo farebbe pensare ad un tagliente che, essendo ondulato, percuote, non percuote, percuote, non percuote, ad intermittenza la zona e lascia questo tipo di breccia. In più, la piccola altezza starebbe per lo spessore del coltello: tutta la forma ha sezione triangolare, quindi un coltello a sezione triangolare è un coltello carenato.  
A.B.: Sì.  
G.P.: D'accordo? La carena non è tagliente ma fa da rinforzo, da ossatura. Ho fatto un po' una ricerca dei vari tipi di coltello che potessero assomigliare a questo e in effetti ho visto che sono in genere coltelli di tipo sportivo ad avere questa struttura di sezione e di rinforzo; però ne ho trovati anche di vari…  
A.B.: Domestico. 
G.P.: Varissimi tipi e alcuni sono un po' tipo gladio romano come forma, cioè tendono ad essere molto appesantiti nella punta. E questo non mi tornerebbe, diciamo per i conti di dinamica. Quindi non ho espresso nessun parere sulla identificazione ulteriore del coltello al di là del fatto di citare i parametri di sezione.  
A.B.: Grazie. Professor De Fazio, mi scusi, lei stamani su domanda del Pubblico Ministero, ha parlato di iper sessualità incompatibile con la fissazione sessuale sadica di un tipo come quello che loro in astratto avevano esaminato, quello...  
F.D.F.: Non ho capito, incompatibile?  
A.B.: Con una fissazione sessuale, sadica, io scusi la terminologia non sono come il collega che è stato loro allievo, io sono solo un modestissimo avvocato quindi non... Cioè come un uomo fissato, quello che ha commesso questo tipo di reato. Cioè, lei a un certo punto, per quel che ricordo, nella sua relazione peritale parla di una persona che potrebbe essere non molto dotata sessualmente ma ipodotata e addirittura un uomo che non ha queste grandi capacità amatorie, eccetera. E stamattina avete fatto una sorta di distinguo, per quel che ho capito, che dal 1981 questa persona non doveva essere una persona ipersessuale, va bene? poteva non essere una persona che aveva attività erotica, attività sessuale piuttosto elevata, piuttosto continua...  
F.D.F.: Se lei si ferma io rispondo fino ad adesso, sennò non riesco a ritenere più.  
A.B.: Certo.  
F.D.F.: Perché non... Dunque io, questa distinzione non l'abbiamo fatta, abbiamo detto che nel 1981 i delitti acquistano una connotazione sadico sessuale pacifica.  
A.B.: Certo. 
F.D.F.: A questo non abbiamo legato l'affermazione che la connotazione sadico sessuale pacifica significhi ipersessualità o iposessualità, anzi ho fatto la distinzione fra perversione sessuale, perversione di cui è espressione in questo caso il sadismo, come alterazione qualitativa del modo di essere sessuale, e ipo, e iper come alterazioni...  
A.B.: Quantitative.  
F.D.F.: Quantitative. Ho detto che sono due cose che non necessariamente, che possono andare di pari passo, ma non necessariamente. Quindi non ho, nessuno di noi ha detto che dall'81 in poi l'individuo si è rivelato iposessuale, come lei ha detto, non... 
A.B.: Lo avete indicato voi, avete fatto...  
F.D.F.: No, abbiamo indicato che dal 1981 in poi i delitti si sono connotati inequivocabilmente in senso sadico sessuale.  
A.B.: E avete dato l'immagine, per quel che ricordo, Professore, di una persona che avesse dei problemi sessuali, nel vostro elaborato. Avete indicato una persona che aveva un'altezza di un certo tipo, e comunque questo, anche se oggi poi ci si riduce, mi perdoni, e poi avete anche indicato una persona che sicuramente aveva dei grossi problemi sessuali. È vero o non è vero?  
F.D.F.: Sì.  
A.B.: Oh, i problemi...  
F.D.F.: Ma non questa mattina... 
A.B.: ... sessuali di questa persona che voi avete indicato, erano problemi negativi, nel senso che quest'uomo non andava, non aveva dei... capito? Non so se mi sono spiegato.  
P.M.: Ma non si deve spiegare lei, si deve fare spiegare.  
A.B.: No, no, io sto facendo il controesame, abbia pazienza, signor Pubblico Ministero.  
P.M.: Sì, ma non può dirgli: mi sono spiegato.  
A.B.: Io l'ho lasciato lavorare, lasci lavorare anche me.  
P.M.: Stia tranquillo. 
Presidente: Sentiamo i periti.  
A.B.: Insomma ho capito, mi sono spiegato? No, non mi sono spiegato.  
F.D.F.: Io rivorrei la domanda, perché sennò non riesco a capire. 
A.B.: La domanda è questa: lei...  
F.D.F.: Sì, perché c'è l'interpolazione dell'altezza, cioè una domanda per volta e io le rispondo, Avvocato.  
A.B.: Certo, no, l'altezza poi ne parliamo.  
F.D.F.: No, no, non interpoli, lei mi faccia le domande, io le rispondo perché sennò se lei fa un discorso...  
Presidente: Allora, parli di problemi sessuali di questo...  
A.B.: Professore, i problemi sessuali di quest'uomo da voi sono stati indicati in maniera abbastanza pacifica, espressa, ben delineata nel vostro elaborato. Va bene? Quale era, secondo lei, il tipo di persona che poteva aver commesso questi delitti, se lo ricorda quello che disse allora? 
F.D.F.: Benissimo.  
A.B.: Ecco, me lo dica, me lo vuol ripetere?  
F.D.F.: Ecco, quello che noi abbiamo spiegato nella relazione che abbiamo riferito stamattina e che ribadiamo adesso è che la persona si connota sul piano sessuale soprattutto e inequivocabilmente per quella che sono le perversioni sessuali.  
A.B.: Sì.  
F.D.F.: Aspetto di tipo qualitativo. Nel sintetizzare, ed è stato detto, nel sintetizzare le conclusioni della perizia, e quindi in una prospettiva sintetica, abbiamo indicato, abbiamo dato una opzione verso l'ipotesi di una persona ipodotata sul piano sessuale, cioè di iposessualità piuttosto che di ipersessualità, questa volta utilizzando una variabile di tipo quantitativo, mi rendo... sono chiaro?  
A.B.: Quantitativo, cioè... 
F.D.F.: Cioè che nulla toglie, che nulla toglie alla variabile qualitativa. La prima acclarata da una ricostruzione, la seconda riferita ad una tipologia d'autore, dico bene o no? 
A.B.: Quantitativa, cioè se capisco, una persona che fa poco all'amore, o no?  
F.D.F.: No.  
A.B.: Allora mi dica qual'è.
F.D.F.: fuori microfono: …  
A.B.: Eh no, Professore, me lo dica lei, quantitativa.  
S.L.: Ecco nel parlare di iposessualità e non di iper sessualità, questo non è legato al numero delle volte che quella persona è capace di fare all'amore, ma per esempio, l'iposessuale ha necessità di stimolazione particolare per poter raggiungere un livello di eccitatoria, eccetera...  
A.B.: Oh, esatto.
S.L.: Quindi, iposessuale in questo senso, non nel senso quantitativo, se fa l'amore tre volte, o quattro volte alla settimana.  
A.B.: Oh, ecco, quindi, colui il quale fa l'amore con moglie, con figlie e compagnia bella non potrebbe essere un iposessuale?  
S.L.: Ecco, un momento, lì...  
A.B.: O anche questo è iposessuale?  
S.L.: No, no lì si è detto, lì si è detto stamattina a proposito di questa specifica domanda, che, se una persona nell'avere un rapporto sessuale con una persona di sesso diverso, anziché andare alla ricerca di un rapporto simmetrico, cioè di una persona alla pari con la quale confrontarsi direttamente, cerca un rapporto asimmetrico, cioè con una persona meno dotata e sulla quale può avere un certo ascendente, evidentemente anche questo, questa difficoltà di confrontarsi di cercare un partner è espressione, a nostro parere, in rapporto alle letterature, di ipo e non di ipersessualità. Questo era il problema. 
A.B.: Soprattutto ipo. Ecco, e se una persona oltre ad avere la moglie, oltre avere le figlie va anche dalle prostitute, e ci va normalmente, anche questo è iposessuale?  
S.L.: No, Avvocato...  
A.B.: No, no, me lo dica lei, scusi Professore.  
S.L.: No, io le ho chiarito solo il concetto di iposessuale dal nostro punto di vista.  
A.B.: Ah, ho capito.  
S.L.: Questo può essere, questo può essere poi applicato alle persone e alle situazioni più diverse. Se parliamo di una situazione specifica le posso rispondere sulla situazione specifica. In generale non posso che risponderle così.  
A.B.: Ecco, la situazione specifica...  
F.D.F.: Posso parlare liberamente, signor Presidente?  
Presidente: Certo.  
F.D.F.: Avvocato, lei mi mette, ci mette in imbarazzo, perché quello che noi diciamo, non può essere riferito a situazioni che non conosciamo e a persone che non conosciamo.  
A.B.: Oh, ecco...  
F.D.F.: Allora, il nostro discorso era e resta un discorso che se in questa sede potrà servire a qualcuno, servirà in termini di compatibilità o di incompatibilità, ma non certo per tipologizzare. Il discorso è quello che ha fatto il mio collega circa l'espressione quantitativa. Ma se in astratto, prescindendo dalle esigenze di questo processo, si chiede a un qualsiasi, anche medio, anche mediocre studioso di criminologia, se l'andar con le figlie è espressione di ipersessualità, la risposta è no. Questo non toglie che in un determinato caso possa essere anche sì... 
A.B.: Certamente, ma io non voglio sapere...  
F.D.F.: ... ma la risposta in linea di massima, cioè non è un elemento, mi scusi, lo dico... non è un elemento che possa essere addotto a prova di ipersessualità, casomai potrebbe essere il contrario, ma tutto questo prescinde completamente dalla fattispecie... 

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