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mercoledì 7 novembre 2012

Arturo Minoliti - Deposizione del 15 luglio 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.
  
P.M.: Ancora un argomento, ed è questo: lei ricorda, dopo la scarcerazione del Pacciani, se non sbaglio la data siamo al 6 dicembre '91...  
A.M.: Sì.  
P.M.: O prima o dopo di essere stato a casa Pacciani, di avere visto i luoghi, ovviamente esclusivamente come ricordo suo, se ha fatto delle annotazioni, a me interessa sapere se lei, per caso, ha fatto annotazioni o ha visto il giardino, l'orto del Pacciani in via Sonnino, perché se a quelle date lì lei può aver visto o meno se c'era una acacia nel giardino. Mi riferisco, se lei ci è andato, in date immediatamente successive, o prima, alla scarcerazione del Pacciani. Noi abbiamo dei filmati che ci fanno vedere come nel '90 c'è una pianta vicino ad un abete che sembra un'acacia, e successivamente no. Lei ha fatto annotazioni sul punto per quanto riguarda una data diversa? Cioè le date immediatamente successive alla scarcerazione?  
A.M.: Esattamente. Ricordo che il mio intervento di cui feci una annotazione, risale al 12 dicembre dell'anno 1991. Esattamente...  
P.M.: 12... mi scusi?  
A.M.: 12 dicembre dell'anno 1991.  
P.M.: Quindi qualche giorno dopo...  
A.M.: Sei giorni dopo la scarcerazione del Pacciani. Questo mio intervento era dovuto al fatto che, essendo in atto le intercettazioni, si sentivano dei rumori nell'abitazione. Quindi, come d'accordo...  
P.M.: Rumori che disturbavano l'intercettazione?  
A.M.: No, non è che disturbavano. Dei rumori, dei rumori che naturalmente...  
P.M.: Non riuscivate ad identificare  
A.M.: Non si riuscivano ad identificare, per cui mi fu detto - erano cosi gli accordi presi anche con il dottor Perugini - di verificare, allorquando c'era la necessità, più o meno di che cosa stava avvenendo. Io, siccome nella circostanza avevo anche degli atti da notificare al signor Pacciani…  
P.M.: Approfittò dell'occasione.  
A.M.: Approfittai della circostanza, però, sempre per non far trasparire che noi eravamo al corrente di quanto avveniva in via Sonnino, siccome il Pacciani anagraficamente ed effettivamente era sempre domiciliato in piazza del Popolo, io mi portai prima in piazza del Popolo...  
P.M.: Pur se sapeva che era in via Sonnino.  
A.M.: Pur se sapevo che...  
P.M.: Bene.  
A.M.: Provvidi a lasciare l'autovettura con il sottufficiale dipendente davanti allo scivolo dell'abitazione del Pacciani, dopodiché chiesi alla signora Manni Angiolina, che mi ricevette...  
P.M.: In piazza del Popolo.  
A.M.: Ecco. Di notificare un atto al marito. La signora Manni mi disse che il marito si trovava in via Sonnino...  
P.M.: Da solo.  
A.M.: Prego?  
P.M.: Era da solo in via Sonnino?  
A.M.: Era da solo in via Sonnino.  
P.M.: Importante questo. Lui era da solo in via Sonnino...  
A.M.: Era da solo in via Sonnino che stava effettuando dei lavori.  
P.M.: E lei, invece, abitava in piazza del Popolo.  
A.M.: Sì.  
P.M.: La donna.  
A.M.: Io mi portai quindi in via Sonnino a portare...  
P.M.: Con la moglie.  
A.M.: Con la moglie, Manni Angiolina; e il marito effettivamente era al civico 28 di via Sonnino e stava effettuando dei lavori. Tant'è che nella annotazione io faccio una distinta...  
P.M.: Lavori in casa?  
A.M.: Dei lavori in casa. Tant'è che io faccio una annotazione descrivendo dettagliatamente l'ambiente in cui fu trovato...  
P.M.: Meno male, perché oggi ci serve questa...  
A.M.: Ecco. Dopodiché, siccome sapevo anche della disponibilità dell'altra abitazione, quella del civico 30, per capirci... quella che si trova dopo il cancelletto con il piccolo corridoio che immette nell'orto, io, discorrendo con il Pacciani che non mi conosceva - era la prima volta che mi vedeva - gli chiesi così varie cose sul suo stato di salute, come stava e come non stava...  
P.M.: Faceva parte dei suoi doveri di un... di controllare l'ex detenuto...  
A.M.: Esattamente.  
P.M.: Bene.  
A.M.: E quindi facemmo anche un giro nell'orto. Dopodiché lui mi fece vedere anche l'altra casa, il civico numero 30. E nell'orto quindi feci, sebbene la stagione era quello che era, dicembre, dissi che aveva un bell'ambiente dove poteva dedicarsi alle sue varie cose perché lui mi diceva che era un agricoltore.  
P.M.: Lei ricorda di aver visto innanzitutto vicino a quell'abete se c'era un albero di acacia?  
A.M.: No, assolutamente.  
P.M.: Se in altri luoghi, specialmente all'inizio, all'entrata, dove ci sono quelle tegole - noi abbiamo visto - se c'erano acacie?  
A.M.: No, asso... cioè, premetto che io non sono...  
P.M.: Un esperto.  
A.M.: ... un esperto, per cui... Però, tranne gli alberi da frutto che poi ho avuto modo di vedere anche se...
P.M.: Erano senza foglie, naturalmente.  
A.M.: Erano senza foglie, ovviamente. Fatto eccezione del pino che si trovava proprio alla destra entrando nell'orto, non c'erano praticamente altro tipo di alberi.  
P.M.: Vide, o ebbe modo di notare se erano state fatte... beh, se lei è andato lì il 12, lui è stato scarcerato il 6, delle apparenti buche per togliere qualcosa che dava noia?  
A.M.: Assolutamente no, perché io mi preoccupai anche di vedere lo stato dei luoghi e di fissarlo, per mia memoria, perché sapevo, ero ben conscio che successivamente avrei avuto modo di tornare, avrei avuto necessità di tornare in quei luoghi. Quindi dovevo verificare se qualcosa era cambiato.  
P.M.: Senta una cosa, lei sa come componente delle SAM che successivamente, nel gennaio-febbraio, due agenti della Criminalpol di Roma che erano in un appartamento che si trova in fondo all'orto, notarono Pacciani e fecero delle foto - che ora sono state acquisite dalla Corte - dove lui stava scavando. Apparentemente, dalle foto, si vede che è vicino alle tegole.  
A.M.: Esattamente.  
P.M.: Lei sa dirci, questo punto dove lui era che distanza ha dal pino, per intendersi? O dall'abete.  
A.M.: Sì, la distanza all'incirca è sui tre metri, tre metri e mezzo.  
P.M.: Ecco. Così a occhio, ovviamente.  
A.M.: Ovviamente ad occhio. Le tegole si trovavano posizionate sotto una piccola finestra del civico numero 28 di via Sonnino.  
P.M.: Presidente, la Corte aveva disposto di acquisire le foto relative a quell'accertamento fatto da quei funzionari della Polizia Criminalpol quando fecero quelle relazioni di cui ci hanno parlato, cioè quando il Pacciani stava facendo, secondo quello che hanno raccontato loro, delle buche in quel punto vicino alle tegole. Il fascicolo fotografico è qua e lo metto a disposizione della Corte. Sono foto fatte col teleobiettivo, quindi tutti i problemi delle distanze le vedranno da loro. Fra l'altro, come aveva richiesto, sono state estratte invece dal filmato video del '90, che loro hanno già visto, le foto relative all'acacia che era presente effettivamente, e abbiamo visto, nel 1990 nell'altro luogo. Sono qua, ora saranno... 
A.B. fuori microfono: …   
P.M.: Sì, si, certo.  
Presidente: Sì, abbiamo disposto anche la visione di tutti i fascicoli fotografici.  
P.M.: Certo, certo. Ora questi approfittavo perché si tratta proprio di quell'argomento lì. Ancora una domanda, Maresciallo: lei ricorda quando e come, ricorda qualcosa sul momento in cui fu sequestrato a Pacciani il blocco Skizzen? Intendo dire, lei l'ha visto quando fu visto la prima volta da lei, quando invece fu sequestrato? Al momento del sequestro il Pacciani disse qualcosa? Ecco, sa qualcosa di questi episodi, o non se n'è occupato lei?  
A.M.: No, io... le perquisizioni ho partecipato sia a quella maxiperquisizione, cosiddetta, e sia alla successiva. Allora, ho avuto modo di vedere questo blocco di disegni una prima volta, durante la maxi perquisizione.  
P.M.: Lei l'ha visto la prima volta nella maxiperquisizione, quando non fu preso?  
A.M.: Sì, non fu preso, non conosco il motivo. Fu vagliato naturalmente da altro personale, dal dottor Perugini, se non vado errato. 
P.M.: Dal funzionario più alto in grado, insomma.  
A.M.: Esatto. Successivamente, nella perquisizione invece del 2 giugno…  
P.M.: Scusi, lei lo vide dove era, come era... ebbe modo di vederlo quella prima volta, o no?  
A.M.: Allora, ricordo che quando fu, ebbi modo di vederlo, era insieme ad un plico, all'interno del quale vi erano tutti i libretti, tutti i buoni fruttiferi, cioè tutto quello che interessava l'aspetto patrimoniale del Pacciani. Soldi...  
P.M.: Cioè, era conservato insieme ai valori, per intendersi.  
A.M.: Esatto, insieme ai valori. Poi, successivamente…  
P.M.: E lei, quindi, questo blocco non ebbe modo di vedere se c'erano scritte dentro...  
A.M.: Assolutamente no.  
P.M.: Lei non l'ha visto.  
A.M.: Assolutamente no.  
P.M.: Quindi non ci sa dire niente se in quella prima volta il blocco era con degli appunti dentro o meno. Lei non l'ha visto.  
A.M.: No, era nello stesso ambiente dove si effettuava quella perquisizione...  
P.M.: Pacciani si accorse che veniva guardato il blocco e questi valori? Era presente.  
A.M.: I valori sì, senz'altro, perché mi ricordo che lui disse che si trattava di risparmi naturalmente che lui aveva...  
P.M.: E il blocco era insieme ai valori.  
A.M.: E il blocco era insieme ai valori.  
P.M.: Lui si accorse che guardavate questa roba.  
A.M.: Penso proprio di sì, perché erano tutti insieme. Quindi...  
P.M.: In un'unica busta.  
A.M.: Veniva invitato il signor Pacciani a stare sempre vicino a noi per rilevare personalmente tutte le cose che venivano prelevate nel corso dell'atto di perquisizione.  
P.M.: Il blocco però non fu preso. Non si ritenne da parte di chi dirigeva l'operazione di sequestrarlo.
A.M.: Esattamente.  
P.M.: Bene.  
A.M.: Successivamente, invece, nella perquisizione del 2 giugno rammento che, esaminando, sottoponendo a perquisizione il locale adibito a salottino che si trova a sinistra, entrando dal civico numero 30, fu rinvenuto, ed esattamente fu sottoposto al vaglio del dottor Perugini, un piccolo dizionarietto tascabile di lingua italiano-tedesca, e poi successivamente delle fotografie. Delle fotografie formato a fisarmonica. Io nel corso della...
P.M.: Che fotografie erano, se lo ricorda?  
A.M.: Erano fotografie di paesaggi stranieri. Ritengo o austriaci, o tedeschi.  
P.M.: Bene.  
A.M.: Ora, io non le ho viste particolarmente; ho visto soltanto queste fotografie che venivano aperte, erano del tipo a fisarmonica.  
P.M.: Bene. Ha visto l'oggetto.  
A.M.: Ecco. E io, continuando naturalmente la mia operazione che stavo eseguendo, su un mobile che si trovava sulla parete opposta rispetto all'ingresso nell'ambiente sottoposto alla perquisizione, al margine destro, c'era un mobile e avevo appena finito di esaminare... Cioè, ricordo che c'era un grosso vaso con all'interno dei ceci; ricordo il particolare perché sotto a questo vaso c'era una busta di cellofan del tipo da spesa, ma non del tipo rigido, all'interno del quale...  
P.M.: Quei sacchetti di nylon.  
A.M.: Quei sacchetti di nylon, per l'esattezza. E c'era naturalmente del materiale cartaceo fra cui questo blocco Skizzen. Ora, siccome era stato poco prima ritrovato il dizionario con le fotografie che riguardavano un paese straniero, quindi tedesco, il dizionario, paesaggio austriaco o tedesco, le fotografie, io lessi sul blocco Skizzen. Non conosco la lingua tedesca ma chiaramente...  
P.M.: Ebbe la sensazione che si trattasse...  
A.M.: Ritenni che la cosa, naturalmente, poteva essere interessante. Cominciai ad aprirlo e vidi che alcuni fogli erano scritti. La sua...  
P.M.: Scritti in italiano, però.  
A.M.: Scritti in italiano. Anzi, ricordo che erano scritti, se non vado errato, su tutte e due le parti. Sia nella parte normale in cui si apre, sia nella parte opposta.  
P.M.: Dietro.  
A.M.: In maniera capovolta. Non vorrei sbagliarmi, ma mi sembra che sia questo. Lo sottoposi al vaglio del dottor Perugini e ricordo che nella circostanza, allorquando naturalmente il dottor Perugini, insieme a me...
P.M.: Cominciò a valutare questo blocco Skizzen...  
A.M.: Cominciò a valutare, c'era sempre il signor Pacciani che era vicino, il quale disse che praticamente si trattava di appunti da lui fatti per dei lavori fatti in casa: acquisto di materiale ed altro, che aveva fatto tempo addietro.  
P.M.: Quindi, per capirsi, quel blocco Skizzen era su un mobile nel 1992, e lui vi fa notare che ci sono appunti che poi abbiamo visto sono quelli dell'80? A.B.: No, no, non è così.  
P.M.: No, è cosi?  
A.B.: No, no Pubblico Ministero...  
P.M.: Sì, Avvocato.  
A.B.: No, mi scusi...  
P.M.: Eh, si scusi, ma...  
A.B.: A domanda... non debba ... perché questo non...  
P.M.: Le chiedo... no, le chiedo, fu Pacciani che...  
Presidente: Ricordatevi il 62 del Codice di procedura penale.  
P.M.: Abbiamo già finito, perché ci ricordiamo ora il 62, ci eravamo distratti... C'è il 62, quindi ci fermiamo subito.  
Presidente: Sì, ma io vi lascio un pochino di briglia sciolta...  
P.M.: Bene, bene, Presidente.  
Presidente: ... ma non esageriamo, eh.  
P.M.: Fu sequestrato in quella occasione il blocco allora?  
A.M.: Sì.  
P.M.: Eh, benissimo. Io, per il momento, anzi, non ho altre domande. Grazie.  
Presidente: Signori Avvocati di parte civile, avete domande al Maresciallo? Avvocato Colao...  
A.C.: Maresciallo, scusi, ritornando al bivio degli Scopeti con via di Faltignano dove la Corte si recò per esaminare lo stato dei luoghi, lei ha riferito che lo stop, per quanto le hanno detto i vigili urbani, fu avanzato rispetto al precedente, che era più arretrato.  
Presidente: Lo abbiamo visto tutti, no?  
A.C.: Sì, bene. Ma è stato accertato se è stata allargata anche la strada?  
Presidente: La strada di Faltignano.  
A.C.: Cioè, se è stata... Sì, di via di Faltignano. Se fu una necessità conseguente allo sbancamento, perché abbiamo visto... ecco.  
A.M.: Allora, la posizione di quell'incrocio, come hanno potuto notare, è abbastanza problematica, infatti in quel punto avvengono molti sinistri stradali. Non tanto fra le autovetture che percorrono la via Faltignano per portarsi a Spedaletto con quelli che provengono da via Scopeti, ma tanto quanto per quelli che provengono da Spedaletto diretti verso via di Faltignano con l'incrocio con Spedaletto. Questo perché originariamente, il tratto naturalmente di terreno che si trova di fronte allo stop, sembrerebbe che - purtroppo non è stato possibile accertare al momento, perché sono degli accertamenti molto lunghi da fare e bisogna vedere attraverso accertamenti catastali che il tempo non ha concesso a me di poterli operare - sembrerebbe che quello spicchio, quello spigolo fosse leggermente avanzato rispetto alla situazione attuale. Per cui, il tratto di strada che da Faltignano porta a Spedaletto formava maggiormente probabilmente un angolo retto per chi proseguiva per quel tratto di strada.  
A.C.: Grazie. Senta, lei fece degli accertamenti in ordine a una fattura di 90.000 lire per riparazione auto da un certo Giani che era stata riferita dall' imputato?  
A.M.: Sì. Ricordo questa circostanza. In effetti si tratta di questo...  
A.C.: E di che epoca è?  
A.M.: Dunque... La testimonianza, Avvocato?  
A.C.: Sì, questo accertamento che lei fece.  
A.M.: Se posso vedere. Ci ho il verbale.  
Presidente: Guardi pure.  
A.M.: Le posso dire... Allora, l'accertamento fu dell'8 luglio del '92. Ricordo la circostanza in quanto noi ci portammo presso il Giani che è titolare di una autofficina e concessionaria FORD posta in Mercatale. Per l'esattezza all'inizio proprio di Mercatale. Ciò si rese necessario in quanto il Pacciani, in epoche diverse, ha fatto delle dichiarazioni. Prima ai Carabinieri nell'anno 1985 - cioè successivamente all'evento delittuoso di via Scopeti - allorché dichiarò di essere stato alla Festa dell'Unità a Cerbaia, e quella sera ritornando a casa lui aveva avuto dei problemi alla sua autovettura, e quindi si era avvalso dell'aiuto di tale...  
A.C.: Quella sera, quando?  
A.M.: La domenica sera.  
A.C.: E cioè?  
A.M.: La domenica 8 settembre. Si era avvalso dell'aiuto di tale Fantoni Marcello, persona a lui conosciuta perché abitava nei pressi della sua abitazione, per verificare il tipo di guasto che aveva la macchina. Preciso che il Fantoni praticamente svolge attività di meccanico presso un'autofficina di San Casciano. Successivamente in quella circostanza, in quel verbale, il Pacciani dichiarò che lui aveva spinto l'autovettura.  
A.B.: Non può... mi dispiace, non può deporre sulle dichiarazioni rese dall'imputato. Abbia pazienza.  
Presidente: Comunque qui parlava dell'accertamento in sé. Via.  
A.C.: Ma corrispose, scusi, la mia domanda è questa: il prezzo di 90.000 lire, corrispondeva o no? L'aveva spese queste 90 mila lire?  
A.M.: No, assolutamente, perché abbiamo verificato che il Giani aveva tutte le fatture, va bene? che risalivano a quel periodo - perché generalmente le fatture vengono distrutte dopo 10 anni - non c'era alcun riscontro che possa avvalorare questo tipo di lavori, di prestazione effettuata sull'autovettura del signor Pacciani.  
A.C.: Bene. Un'altra cosa...  
A.M.: Posso anche aggiungere che...  
A.C.: Prego.  
A.M.: ... il Giani riferiva che per sua abitudine è solito riparare le autovetture molto velocemente, perché non ha grossa disponibilità di spazio nella sua autofficina, per cui ha necessità di sgomberare subito l'area che gli serve per esercitare la sua attività. A differenza di quello che diceva...  
A.C.: Non fu riparata. Non ci fu nessuna riparazione da parte di questo meccanico...  
A.M.: Non risulta alcun tipo di riparazione...  
A.C.: ... per i guasti che erano stati...  
A.M.: Assolutamente no.  
A.C.: Un'ultima cosa, scusi. Dunque, nella perquisizione che lei effettuò, se non sbaglio, furono sequestrati anche due rasoi Braun di marca tedesca, rasoi elettrici.  
A.M.: Sì.  
A.C.: Lei si ricorda di questo particolare?  
A.M.: Sì, mi ricordo di questo particolare perché furono...  
Presidente: Sono in sequestro, sono due rasoi elettrici.  
A.M.: Due rasoi elettrici, sì.  
Presidente: Di uso normale.  
A.M.: Ricordo di questa circostanza, tant'è vero che si chiese al signor Pacciani come mai due rasoi elettrici in quanto lui asseriva sempre che si radeva con normali... con una normale lametta. Lui asserì che uno lo aveva acquistato e l'altro non sapeva...  
A.C.: E la provenienza non fu accertata, via.  
A.M.: Uno disse che lo aveva acquistato. Non seppe riferire il luogo, quindi non si poté effettuare alcun tipo di accertamento per verificare la circostanza. Dell'altro non seppe dire nulla.  
A.C.: Senta, come si radeva... Lei ebbe modo di sapere se li usava questi rasoi? A.B.: Con un coltello da cucina.  
A.M.: Ma...  
A.C.: I rasoi elettrici, dico.  
A.M.: Stando a quello che diceva, si radeva normalmente con la lametta.  
A.C.: Senta, scusi, un'altra cosa: lei quando ha effettuato queste perquisizioni notò, nel periodo dall'8 maggio al 2 giugno, vale a dire quando ci furono i rilievi ambientali che ci furono tracce di sfregamenti sul pavimento della cucina di casa Pacciani?  
A.M.: Sì, effettivamente ripeto, come ho già detto prima, mi sono portato in più di una circostanza presso l'abitazione del Pacciani, sia per notifica atti, sia per verificare un po' lo stato dei luoghi, per vedere quello che lui faceva. Anche se cercavo naturalmente, ovviamente, di confonderlo come normale visita di cortesia e un normale controllo su Pacciani.  
A.C.: Faceva parte del suo dovere, no?  
A.M.: Ed ebbi modo di notare, effettivamente, anche perché dalle intercettazioni ogni tanto veniva fuori che si sentivano dei rumori, guardando il pavimento della cucina, a destra, entrando al civico numero 30, laddove è posto in essere il frigorifero su cui si trova il televisore, per terra c'erano delle tracce, dei segni evidenti di spostamento, ritengo dovute allo spostamento del frigorifero.  
A.C.: Grazie, Maresciallo, non ho altre domande. 

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