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venerdì 19 ottobre 2012

Riccardo Lamperi - Deposizione del 14 luglio 1994 - Prima parte

L'ispettore Lamperi fu ascoltato il 14 luglio 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.

Presidente: Proseguiamo allora, signori. P.M. fuori microfono: Come credi eh… sennò… Allora sentiamo Lamperi. Va bene Lamperi?  
P.M.: Sentiamo l'ispettore Lamperi, allora?  
Presidente: Ispettore Lamperi. Allora ispettore, sieda. Non ricordo se lei era stato sentito prima. L'avevamo già sentito prima? No. Allora le sue generalità, caro ispettore.  
R.L.: Ispettore della Polizia di Stato, Lamperi Riccardo, in servizio presso la Squadra Mobile di Firenze.  
Presidente: Basta cosi. Legga la formula sacramentale.  
R.L.: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di guanto è a mia conoscenza."  
Presidente: Risponda alle domande del Pubblico Ministero, per cortesia.  
P.M.: Ispettore, lei, sappiamo oramai tutti, che fa parte della SAM, volevo sapere da quando?  
R.L.: Io sono entrato in servizio alla SAM dal luglio del 1990.  
P.M.: E alla Squadra Mobile da quanto?  
R.L.: Alla Squadra Mobile di Firenze sono in servizio dal 1 agosto 1985, proveniente da altra Questura.  
P.M.: Ispettore io vorrei chiederle poche cose, ma due per l'esattezza sono molto particolari. Una riguarda il sequestro che avete fatto a Pacciani, a casa, di una scatola di matite che vorrei mostrare un attimo, perché ritengo importante. Ecco, vorrei far vedere... bisognerebbe cercare di leggere il più possibile, Faber Castell, Germany... Vogliamo leggere la didascalia, per cortesia prima? Ecco. Come sopra facciata posteriore. 
Presidente: Foto N. 4, è la scatola verde.  
P.M.: Bene, vista chiusa. Allora vogliamo vedere la foto prima e la foto dopo?  
Presidente: ... Con all'interno i pastelli Faber and Castell, numero 843.  
P.M.: Ecco, è importante 843, ecco questa è la parte anteriore, vogliamo vedere: "confezione di cartone contenente matite colorate marca Faber Castell, vista chiusa facciata frontale”. C'è una figura, poi, vedremo. Ispettore, innanzitutto, lei ricorda quando fu sequestrato questo... questa scatola?  
R.L.: Sì, fu sequestrata nella perquisizione effettuata il 13 giugno del 1992 a casa dell'imputato Pacciani Pietro.  
P.M.: Ricorda se avete fatto qualche accer... è stato fatto dalle SAM qualche accertamento presso la Faber-Castell dato che, almeno apparentemente, sembra una scatola con scritte in tedesco, per vedere quando come e dove era commercializzata questa scatola in Italia, il periodo...  
R.L.: Certamente.  
P.M.: Ricorda se ha dei documenti originali della concessionaria italiana?  
R.L.: Dunque, noi abbiamo fatto come ufficio SAM un accertamento che figura in una informativa indirizzata alla Procura, datata 9 luglio 1992.
P.M.: La perquisizione ha detto è del giugno.  
R.L.: È del 13 giugno del '92.  
P.M.: Quindi voi fate questo accertamento su questa scatola.  
R.L.: Sì, per la precisione debbo dire che la informativa riguardava tutta una serie di punti evidenziati da Pacciani Pietro in un suo memoriale del 30 giugno del '92, dove lui in relazione alle perquisizioni subite, precisava punto per punto la sua versione dei fatti. Cioè come lui era in possesso di certe cose.  
P.M.: Il memoriale ce l’ha la Corte.  
R.L.: Tra le quali anche le matite. Poi, si andava a toccare anche lo straccetto a fiorellini verdi...  
P.M.: Parliamo delle matite mi scusi.  
R.L.: L'accertamento fu fatto presso la Ditta Facma o Fachema SAS di Milano, presumo, comunque l'importatore per l’Italia delle matite Faber-Castell. Ci sono dei fax a questo proposito che sono allegati all'informativa, dove si evince che questo tipo di matite, questa confezione, questa scatola, contraddistinta dal numero di codice 843, mi sembra, quello che figurava lì, era un numero di codice pertinente esclusivamente a quel tipo di matite, era una confezione scarsamente commercializzata in Italia e sicuramente fra gli anni '74 e '84, quindi dieci anni, dopodiché la produzione delle matite Faber-Caster, quel tipo di matite cessò anche a Norimberga, dove c'era la casa madre ma prosegui in Brasile e la concessionaria per l'Italia ci diceva anche che nel corso degli anni dal ‘79 al ‘83 nella provincia di Firenze e in Firenze erano state commercializzate non più di 72 astucci di quel tipo.  
P.M.: Comunque erano commercializzate in Italia, poco, ma anche in Italia.  
R.L.: Sì. E avevano anche un'altra caratteristica, quegli astucci, cioè che sul fronte avevano o scene di animali o paesaggi o scene di sport. Nella fattispecie la scatola mostra dei corridori che gareggiano su una pista di atletica. Indicava pure la concessionaria Italiana, le cartolerie in Firenze e in Toscana, dove questa scatola era commercializzata. In Firenze abbiamo una cartoleria Pistoj, nella zona di Firenze Nova, una cartoleria Bellesi, nella zona di via Ponte Sospeso e un'altra nella zona di viale Morgagni, angolo via Dino del Garbo.  
P.M.: Questi erano gli acquirenti per Firenze.  
R.L.: Sì, perché hanno rintracciato le fatture e quindi hanno potuto risalire anche al numero, per esempio di astucci venduti nel corso...  
P.M.: Ecco, complessivamente in questi anni, in questi negozi unici di Firenze che le vendevano, quante ne sono state vendute?  
R.L.: Dunque ripeto dal '79 all'82, '83, in Firenze e provincia, mi sembra di ricordare, non più di 72 astucci. E facemmo anche l'accertamento nelle cartolerie del paese...  
P.M.: Paese, quale?  
R.L.: Mercatale.  
P.M.: Come mai?  
R.L.: Per verificare... perché nel memoriale del 30 giugno Pacciani con riferimento alle matite che si vendono, dice, nelle cartolerie di lingua tedesca, matite tedesche che si vendono nelle cartolerie, dice che in pratica si trova nelle cartolerie a pagina 14, 15 del suo memoriale.  
P.M.: Ma dice nelle cartolerie quali? Dice quali?  
R.L.: No, non indica...  
P.M.: No, allora voi andate a vedere se nelle cartolerie di Mercatale...  
R.L.: Non risultò che si vendesse quel tipo di matite.  
P.M.: E questo conferma la Ditta che diceva di averle vendute a solo quei...  
R.L.: Certo, certo.  
P.M.: Ho capito. Su questo punto non ho altre domande. Le vorrei chiedere, invece, un'altre cosa, a proposito dei sequestri ed esattamente se lei si ricorda quando fu sequestrato quel porta sapone che abbiamo più volte mostrato in quest'aula in questi giorni a vari testi e che è stato a suo tempi mostrato ai parenti del Mayer, lei ricorda quando fu sequestrato e, siccome il Pacciani ha detto in quest'aula che non è vero, se lei ricorda l'occasione in cui fu sequestrato, le modalità, c'è un verbale su questo non c'è problemi. Dove fu fatto questo verbale, il comportamento di Pacciani quando fu fatto questo verbale.  
R.L.: Il portasapone in questione quello con il marchio...  
P.M.: Lo chiamiamo DEIS. Perché poi ce ne consegnò in altro dopo...  
R.L.: Fu sequestrato nella perquisizione a suo carico nel 2 giugno del 1992 e all'interno di questo portasapone c'erano dei monili degli oggettini preziosi o presunti tali che Pacciani disse, e l'ha scritto anche nel memoriale di cui ho parlato prima, appartenevano alla sorella e alle figlie e alla moglie, accertamento da noi fatto nei confronti di queste persone, immediato, diede esito negativo.  
P.M.: Torniamo, a parte l’esito ngativo, al momento del sequestro.
R.L.: Ecco, io ricordo…  
P.M.: C’è un verbale di sequestro?
R.L.: C’è un verbale dettagliato, ne ho qui una copia se occorre.  
P.M.: Ricorda quando e dove fu stilato questo…?
R.L.: Questo verbale fu stilato questo verbale, fu stilato a perquisizione ultimata, presso la stazione Carabinieri di San Casciano. Però qui è doveroso fare una precisazione: poiché Pacciani, per suoi motivi intuibili, prendeva scrupolosamente nota su un pezzo di carta, con una sua penna...  
P.M.: Era un suo diritto.  
R.L.: Certo! Di tutto ciò che gli veniva messo da parte e quindi sequestrato dalla Polizia Giudiziaria, la volta dopo, nella perquisizione del 13 giugno del '92, per evitare di andare in caserma dai Carabinieri, quindi affinché lui potesse avere nell'immediatezza copia del verbale di sequestro, portai io la mia macchina da scrivere personale da casa. E infatti agli atti il verbale è redatto con quella macchina che io ancora oggi posseggo...  
P.M.: A casa di Pacciani.  
R.L.: Lo facemmo apposta proprio perché non ci fossero discussioni.  
P.M.: Dubbi. Ecco, ma quella volta in cui lui fece un suo appunto, più voi faceste il verbale, e lui firmò il verbale?  
R.L.: Certo.  
P.M.: Ricorda se controllò quel suo appunto o ebbe qualcosa da dire circa questo verbale che gli fa...  
R.L.: Lui non ebbe assolutamente nulla da dire.  
P.M.: Gli consegnaste copia del verbale?  
R.L.: Certo, come è prescritto dalla Legge. E voglio aggiungere, perché credo che sia utile, che quando si sequestra un oggetto che è unico, insieme ad altre cose che poi vengono sequestrate - in questo caso portasapone in plastica di colore bianco con all'interno monili, eccetera - non c'è un obbligo tassativo di descriverlo più o meno, secondo determinati requisiti...  
P.M.: Ma insomma, meglio si descrive meglio è.  
R.L.: Certo, ma certamente se ne avessi avuti tre o quattro, avrei per ognuno...  
P.M.: Ecco, lei ne ha preso uno solo e quindi.  
R.L.: Ecco, poi se occorre fare accertamenti merceologici successivi, si va a vedere...  
P.M.: Sì, ecco, però l'ultima cosa: voi non vi accorgeste quando sequestraste quell'unico portasapone se c'era la scritta DEIS, perché non era visibile, perché non la vedeste...  
R.L.: Personalmente io riconfermo che essendo l'unico portasapone...  
P.M.: Non c'era questo bisogno.  
R.L.: ... fu descritto il colore, il materiale; era appoggiato su...  
P.M.: Ecco, al di là, al di là di questo, lei si ricorda di aver visto subito questa scritta, o no? La scritta DEIS?
R.L.: Io personalmente non ricordo.  
P.M.: Bene. Non ho altre domande al teste Lamperi, Presidente.  
Presidente: Signori Avvocati di parte civile? Avvocato Colao.  
A.C.: Ispettore, scusi, le risulta che il Pacciani avesse acquistato indumenti di foggia militare?  
R.L.: A questo proposito, Avvocato, devo dirgli di sì. Perché, noi facemmo accertamenti presso un signore anziano, che abita ad Attignano, che è una località vicino a Tavarnelle, diciamo, tra San Donato e Tavarnelle. Un certo Pianigiani Valente, che aveva prestato servizio nell'arma dei Carabinieri molti anni prima e che vendeva a chiunque li richiedesse, cacciatori, contadini, abbigliamento militare, probabilmente roba, residuati di magazzino, roba destinata al macero. Ecco, quindi dalle camicie, dalle calze a tutto ciò che può avere attinenza con la vita militare. E questo signore ci disse che in due occasioni aveva venduto anche a Pacciani Pietro, che lo ricordava essere stato accompagnato dal Maresciallo Simonetti. Poiché non sapeva collocare nel tempo la vendita, né precisare che cosa il Pacciani avesse richiesto in particolare, non ritenemmo utile una verbalizzazione perché era vago il discorso. Era preciso, però, nel dire, sì, di Pacciani Pietro, mi ricordo e mi ricordo che fu accompagnato dal Maresciallo Simonetti.  
A.C.: Senta, scusi, quest'abbigliamento in che cosa consisteva: pantaloni, giubbotti, non so?  
R.L.: Camicie, pantaloni, calzature. Quindi stivali, eccetera.  
A.C.: Senta, scusi, e perché faceste questo tipo di accertamento?
R.L.: Facemmo questo tipo di accertamento perché, per esempio, il teste Bevilacqua, che è direttore del cimitero di Nettuno, attualmente, che era all'epoca dell'85, del delitto di Scopeti, il direttore del cimitero di, diciamo, Falciani, ci parla di avere visto un uomo, con le caratteristiche dell'imputato, sbucare da uno stradello sterrato che sfocia in via di Faltignano - nei pressi del civico 5/A, aggiungo io - dove la Corte ha fatto un sopralluogo all'aperto. E quindi questo personaggio aveva un abbigliamento di tipo forestale, dice. Ecco, per questo fatto qua.  
A.C.: Senta, scusi, un'altra domanda: lei nel corso delle indagini e nello studio dei fascicoli, no? degli atti processuali e di tutto quello che vi risultava, avete, ha fatto mai l'osservazione se vicino al luogo dove avvennero i duplici omicidi, vi erano dei corsi d'acqua, o possibilità di lavarsi, o fonti, o altro, ecco, perché...
R.L.: Sì, Avvocato, posso dire tranquillamente che la presenza di corsi d'acqua o lavatoi, eccetera...  
A.C.: Più o meno vicini, vero?  
R.L.: Più o meno vicini, risulta - basta consultare le mappe - risulta in tutti i luoghi dove sono avvenuti i fatti delittuosi.  
A.C.: Senta, lei si ricorda il duplice omicidio in cui furono uccisi Mainardi Paolo e Migliorini Antonella? 19 giugno '82, località Baccaiano.  
R.L.: Dalla lettura degli atti, sì.  
A.C.: Dalla lettura degli atti. E dunque, la piazzola per quanto sappia questi giovani la frequentavano abitualmente?  
R.L.: Ritengo di poter dire di si, perché c'è un teste, mi sembra fosse il Matteuzzi Pancrazio, o comunque un teste che era compagno di lavoro del Mainardi, che ha riferito a noi di aver ricevuto delle confidenze dal Mainardi; egli era solito andare nel luogo dove poi avvenne l'omicidio e riferì anche che poco prima, appunto poco prima dell'omicidio stesso, ci fu un guardone che molestava la coppia, quindi lui e la Migliorini.  
A.C.: Ma anche altri giovani frequentavano questa piazzola?  
R.L.: Ricordo che quel posto era frequentato anche da altre coppie, però non posso esser più preciso.
A.C.: E lì vicino c'è il corso d'acqua?  
R.L.: C'è un torrente che si chiama il Virginio.  
A.C.: Il Virginio. Senta, un'altra cosa dicevo: questi giovani avevano un nome, un soprannome particolare tipo "collante" che lei...  
R.L.: Sì.  
A.C.: Come li chiamavano questi ragazzi che si amavano, e andavano sempre a far l'amore fuori?  
R.L.: Il Mainardi e la Migliorini erano sempre insieme, tanto che di soprannome erano battezzati "Vinavil", per il fatto che erano sempre insieme. 
A.C.: Sì, mi ricordo questo particolare, sì è vero, corrisponde. Senta, prego, dunque, lei le risulta se il Pacciani Pietro nel corso dei suoi accoppiamenti amorosi avesse particolare, definiamoli così, avesse particolari applicazioni.  
A.B.: Io mi oppongo, non so quando l'ha visto l'accoppiamento amoroso del Pacciani e con chi? Mi scusi, Presidente.  
Presidente: Facciamo fare la domanda e poi sentiamo.  
A.B.: Vediamo quale accoppiamento ha visto l'Avvocato.  
Presidente: Faccia la domanda avvocato Colao.  
A.C.: E non avrei nessuna voglia di aver visto niente. Questo giuraci, guarda, giuraci.  
Presidente: Avvocato Colao, faccia la domanda e evitiamo i commenti, Faccia la domanda e poi...  
A.C.: Però faccio la domanda e quindi se mi interrompe, Presidente.  
Presidente: Ecco, sentiamo.  
A.C.: Non è colpa mia, no? Allora se le risulta che nel corso di questi accoppiamenti avesse avuto...  
A.B.: Quali accoppiamenti?  
A.C.: L'ho detto prima: accoppiamenti significa unirsi con altra persona di sesso diverso, o pare molto probabilmente anche dello stesso sesso. Anzi, dello stesso sesso pure. Avesse particolare...
A.F.: Ma ci rendi conto di questo?  
A.C.: ... interesse per alcune zone erotiche femminili...  
Presidente: Bene, però questa...  
A.C.: E particolari atteggiamenti contemplativi.  
Presidente: Avvocato…  
A.C.: Ecco, questa è la domanda.  
A.B.: E non l'ha mica visto l'ispettore Lamperi, mi scusi...  
Presidente: Avvocato, avvocato...  
A.C.: E se può riferire anche qual è la fonte.  
Presidente: Però il teste non può che riferire circostanze su cui già è stata svolta abbondante istruttoria, direi.  
A.C.: No, no, sto chiedendo al teste se le risultasse riferire anche qual è l'eventuale fonte.  
Presidente: Le fonti già le conosciamo, avvocato Colao. No, non ammetto questa domanda. Non ammetto la domanda, Avvocato.  
A.C.: Bene, non c'è problemi. Grazie, ispettore.  
Presidente: Signori avvocati di parte civile, altre domande?
A.S.F.: No, no.
Segue...

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