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giovedì 20 settembre 2012

Angiolina Manni - Deposizione del 12 luglio 1994 - Seconda parte

Segue dalla prima parte.
  
P.M.: Quando abitava a Mercatale, signora, una mattina è stata vista da delle persone mentre alle 05.00 insieme a suo marito andavate a buttare un involucro piuttosto ingombrante nell'immondizia.  
A.M.: Io non ho portato via nulla.  
P.M.: Allora, è stata vista trasportare un involucro piuttosto ingombrante, sulle spalle, insieme a suo marito. E andar via di casa alle 05.00 di mattina. Cosa c'era in quell'involucro?  
A.M.: Io? Io non ho visto nulla. L'avrà portato via lui, mica io.  
P.M.: Non l'ha visto? Era lei, signora, non doveva...  
A.M.: No, io no.  
P.M.: Lo esclude?  
A.M.: L'avrà portato via lui. Io non ho portato via nulla.  
P.M.: Ma lei era con suo marito?  
A.M.: Sì, ero con mio marito, tornai in casa io.  
P.M.: Tornò in casa.  
A.M.: E lo lasciai lui.  
P.M.: Lo lasciò lui. E cosa portava in quell'involucro?  
A.M.: Non lo so mica io.  
P.M.: Ma ce l'aveva sulle spalle lei, signora, quell'involucro.  
A.M.: Si, sì, sulle spalle... io non ci avevo nulla sulle spalle.  
P.M.: Ci sono stati due testimoni che hanno deposto in questo processo, e vi hanno visto.  
A.M.: Io non ho visto nessuno.  
P.M.: No, non è che lo deve aver visto lei, signora.  
A.M.: Questa roba, non ho visto nulla io. Non ho visto.  
P.M.: Però perché la porta...  
A.M.: Eh, ora basta, eh! Io sono bell'e stufa! I nervi mi vanno nel cervello e non so che dico.  
A.F.: Angiolina...
A.M.: Allora basta, falla finita!  
Presidente: Si calmi, signora. Stia tranquilla.  
A.M.: Dai, dai, Avvocato, la viene, io voglio andar via, ho bell'e parlato anche troppo. Voce fuori microfono: Ecco qua, sistemata.  
A.F.: Aspetti, Angiolina. Aspetti.  
Presidente: Signora, signora, non se ne vada. Venga qui, venga qui. Stia calma, stia calma. Venga qui, su. Naturalmente è un soggetto del tutto particolare, come voi vedete.  
A.M.: Io ho bell'e parlato.  
A.B.: (incomprensibile)  
Presidente: Sì, via, ora si calmi, signora. Sì, venga qui, via. Non si arrabbi. Stia calma, stia tranquilla.  
A.M.: Io non ho voglia di ragionare, sa? Io non ho voglia.  
Presidente: Stia tranquilla, via, si calmi. Stia tranquilla, via. Andiamo avanti piano piano.  
P.M.: Signora, lei ha detto...  
Presidente: Se le cose poi non le sa, lei dice 'Non le so', e basta.  
P.M.: Se non ho capito male, signora, lei ha detto che questo involucro lo portò via lui e lei lo lasciò andare. È così?  
A.M.: No, io lo lasciai andare, sì, lo portò via lui, io non ci sono andata.  
P.M.: E dove lo portò lui, signora, questo involucro?  
A.M.: Non lo so mica io.  
P.M.: Ma tornaste a casa insieme!  
A.M.: Insieme? Viense da sé, mica insieme. Io andai in casa.  
P.M.: Ma era la mattina presto alle 05.00, signora, che siete usciti. Sembrò un po' strano a questi vicini che stavano sopra di voi, che usciste così, con un involucro che lei teneva sulle spalle.  
A.M.: No, io non avevo nulla. L'aveva lui.  
P.M.: Ecco, l'aveva lui. Si vede che questi signori...  
A.M.: Io andai in casa.  
P.M.: E lui dove andò?  
A.M.: Lui, dove si va a buttare via... come si chiama? il sudicio, nel cassone.  
P.M.: L'immondizia. Ma come mai alle 05.00 di mattina buttò via questa cosa? Cosa c'era dentro?  
A.M.: Nulla c'era.  
P.M.: E allora come mai buttò via...?  
A.M.: Non c'era nulla, perché era vuoto.  
P.M.: Era vuoto. Era vuoto. Cos'era che era vuoto?  
A.M.: Nulla, io dico che non c'è nulla.  
P.M.: Dentro. Ma fuori, di cosa si trattava? Se era vuoto vuol dire che c'era almeno un contenitore. Il contenitore cos'era?  
A.M.: Il bischero, vede, e c'era.  
P.M.: Chi è bischero?  
A.M.: C'era il sudicio.  
Presidente: C'era del sudicio, dice lei.  
A.M.: Che si spazza in terra.  
P.M.: Signora, ma era una coperta?  
A.M.: Una coperta?  
P.M.: Almeno di fuori, si.  
A.M.: Una coperta?  
P.M.: Un qualcosa che sembrava una coperta.  
A.M.: Io non lo so.  
P.M.: E il sudicio che si spazza in terra lo porta via suo marito insieme a lei alle 05.00 di mattina in una coperta?  
A.M.: Erano le 5.00... Io non ci sono andata alle 5.00.  
P.M.: Però lei dice che l'ha portato via lui.  
A.M.: L'avrà portato via lui, eh? Io non ho portato via nulla.  
P.M.: Ma l'episodio lo ricorda?  
A.M.: Io sarò in casa per fare le mie faccende, e vo' a vedere lui che fa io? Io guardo per me, le mie faccende. Guardo lui i' che fa io?  
P.M.: Senta, signora, questo argomento mi sembra un po' difficile. Passiamo ad un altro. Quando suo marito era in carcere per le figlie, veniva gente a trovarla in casa, o no? Venivano estranei?  
A.M.: No, non veniva nessuno. Io...  
P.M.: Lei chiudeva la porta, il cancello, o lasciava tutto aperto?  
A.M.: No, io chiudevo il cancello. Lo chiudevo il cancello. Perché lo dovevo lasciare aperto?  
Presidente: Scusi un attimo, signora. Nella concitazione e nelle raccomandazioni... ci siamo dimenticati di fargli leggere la formula, però.  
P.M.: Mi sembra anche a me, Presidente. Ha ragione. Mi sembra che abbiamo fatto lo stesso errore che fece il Pubblico Ministero a suo tempo, dando per scontato del fatto che rispondeva...  
Presidente: Le abbiamo fatto l'intimazione, ma non le abbiamo fatto leggere la formula...
P.M.: Bene, Presidente.  
Presidente: Allora, a questo punto signora, vuole leggere quella formula... Faremo una sanatoria.  
P.M.: Sì, sì, per me...  
Presidente: Mi scusi, signora, mi sono fatto, mi sono dimenticato di farle leggere la formula.  
A.M.: Io non so mica leggere, io. P.M.: Forse non sa leggere la signora…  
Presidente: Ecco, lei ripeta le parole... Non sa leggere, va be'. Gliela legge lei, Romano.
Sig. Romano: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione, mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto a mia conoscenza."  
A.M.: Consapevole della assumperità… morale e giuridi… la mia… di… zione… verità… e non nascondere nulla… di quanto… scienza…  
Presidente: Va bene. Allora, signora, dovremmo ripetere l'esame, ma tutto quello che ha detto, fino ad adesso... Va bene? tutto quello che ha detto fino ad adesso era la verità. Va bene? Scusate, eh. C'è stato questo piccolo contrasto. Prego.  
P.M.: Signora, stavamo parlando di quando suo marito era in carcere perché ebbe quel processo relativo alle figlie. Lo ricorda?  
A.M.: No, non mi ricordo.  
P.M.: Quando è stato in carcere?  
A.M.: Per le figlie? Che hanno fatto le figlie? Cosa hanno fatto? Non hanno fatto mica nulla.  
P.M.: No. Il processo, quello di suo marito in carcere relativo all'episodio delle figlie. Era in carcere lui, non le figlie. Lo ricorda? Quando lui era in carcere.  
A.M.: Io...  
P.M.: Non si ricorda quando lui è stato in carcere?  
A.M.: Io ci ho una testa, non mi ricordo più nulla.  
P.M.: Però di non conoscere Bruni...  
A.M.: Sono un po'... un po' sbadata, io di testa e non mi ricordo...  
P.M.: ... e il Petroni se lo ricorda? Ora è sbadata, non... A.B.: Svagata.  
Presidente: Va be'.  
P.M.: Svagata. Va be'. Proviamo ancora qualche domanda, Presidente. Senta una cosa, quando suo... Facciamo così: quando suo marito non c'era, in casa lei faceva entrare qualcuno?  
A.M.: No, non facevo entrare nessuno.  
P.M.: Mai? Nell'orto?  
A.M.: No.  
P.M.: Lei cosa faceva? Chiudeva la porta, chiudeva il cancello?  
A.M.: Chiudevo il cancello, chiudevo le porte, ogni cosa.  
P.M.: E non veniva mai nessuno?  
A.M.: No.  
P.M.: Ne è sicura, signora?  
A.M.: Sì. Sono sicura, sì.  
P.M.: Che non è mai entrato nessun estraneo nell'orto?  
A.M.: Sì.  
P.M.: Sicura? Senta... Va be', se è sicura, mi va bene così. Nell'orto c'erano degli alberi piantati da suo marito, o gli alberi che c'erano erano quelli...  
A.M.: Li ha piantati mio marito.  
P.M.: Li ha piantati suo marito. Quando avete preso la casa e l'orto non c'erano alberi.  
A.M.: Sì, quando si è comprato la casa.  
P.M.: Prego?  
A.M.: Quando ho comprato la casa.  
P.M.: Sì. Gli alberi nell'orto li ha piantati suo marito, o c'erano già? Proviamo cosi.  
A.M.: No, li avrà piantati mio marito.  
P.M.: Ha piantato tutto lui. Lei ricorda che alberi ha piantato?  
A.M.: No, non mi ricordo io.  
P.M.: Nessun albero si ricorda, in particolare?  
A.M.: No.  
P.M.: Ne è sicura?  
A.M.: Sono sicura, si.  
P.M.: Non è che dopo si ricorda...  
A.M.: Son sicura. Io...  
P.M.: ... in un secondo momento di qualche altro albero?  
A.M.: No.  
P.M.: No. Lei non si ricorda di alberi.  
A.M.: No.  
P.M.: Che alberi ci sono ora lo sa?  
A.M.: Ora no, non lo so.  
P.M.: Io non ho altre domande, grazie. Gli volevo chiedere di un'acacia, ma se non se lo ricorda mi sta bene così.  
Presidente: Signori Avvocati di parte civile? Avvocato Pellegrini.  
A.P.: Signora, quando suo marito si sentiva male durante la notte, gli faceva male il petto, gli faceva male il cuore, chi si alzava a fargli in caffè?  
A.M.: No, io non mi alzavo mai. Stava lì, e si teneva il male senza dire 'vai a farmi un po' di roba'. Non me l'ha mai detto.  
A.P.: Ma non si alzava da sé a farselo?  
A.M.: No.  
A.P.: Grazie, non ho altre domande.  
Presidente: Altre domande, signori Avvocati? Allora avvocato Bevacqua, prego.  
A.B.: Sì. Signora Angiolina, signora? Guardi me, guardi...  
Presidente: Signora, guardi.  
A.B.: ... guardi. Senta, quando lei, quando suo marito era in carcere, lei dove abitava? Nella casa dove c'è il giardino, o in quell'altra casa?  
A.M.: In quell'altra casa. Io stavo con le mie figlie, prima.  
A.B.: In quell'altra casa.  
A.M.: Con le mie figlie.  
A.B.: Con le sue figliole. Va bene. Senta, le volevo domandare questo: suo marito cosa faceva il giorno? A.M.: Il giorno?  
A.B.: Si.
A.M.: I' che faceva? I' che aveva da fare in giardino. Pulire il giardino.  
A.B.: E quando lavorava, dove lavorava?  
A.M.: Lì in ca... in giardino.  
A.B.: No, era dipendente di qualcuno lui?  
A.M.: Ma, io...  
A.B.: Senta, aspetti...  
A.M.: Io non lo so, io non mi ricordo...  
A.B.: Aspetti, signora. Aspetti un attimo. Aspetti.  
A.M.: A lavorare.  
A.B.: Oh. Stava a lavorare. Lo hanno detto anche le sue figliole, che tornava verso le cinque, le sei... Non lo so. Tornava a sera.  
A.M.: Eh, tornava alle cinque... Quando smette le gente, smette alle cinque...  
A.B.: Smetteva di lavorare. Quando tornava lui a casa, che cosa faceva? Si lavava... Non lo so.  
A.M.: Si lavava e... poi stava lì. Guardava la televisione, e poi dopo quando gli pigliava sonno andava a letto.  
A.B.: Senta, suo marito beveva acqua, beveva vino, beveva birra...  
A.M.: No, beveva... un po' d'acqua immischiata con un po' di vino. Ma poco.  
A.B.: Ma vino lo beveva, o no?  
A.M.: Il vino ce lo metteva poco. Ci metteva un po' d'acqua.  
A.B.: Ma vino ne beveva?  
A.M.: Ma poco lo beveva.  
A.B.: Lei mi ha detto che beveva... parecchio vino. O no?  
A.M.: Ma io, quando era lì con me ne beveva poco.  
A.B.: Ah. Senta, signora, e andava a letto... in genere andava a letto presto...  
A.M.: Andava a letto presto. Stava lì a guardare la televisione...

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