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mercoledì 25 luglio 2012

Francesco Donato - Deposizione del 5 luglio 1994 - Quinta parte

Segue dalla quarta parte.

Presidente: Va bene. Altre domande, signori, su questo punto?
A.B.: No, devo fare su altre cose.  
Presidente: Possiamo andare, allora, avanti? Va bene, allora andiamo avanti, Pubblico Ministero. 
A.B.: No no, su altre cose.  
P.M.: Io avevo capito che aveva altre domande.  
Presidente: Ah, ma sempre sulla pistola, Avvocato?  
A.B.: Sui bossoli.  
Presidente: Ah, prego. Allora scusi, no pensavo che si potesse passare... Prego, prego. Continui pure.
A.B.: Ecco, scusi dottor Donato, lei ha fatto riferimento oggi ad una metodica comparativa di indagine che viene usata non nei paesi italiani, europei, ma anglosassoni, che è ritenuta attendibile, quale quella delle microstrie. Lei sa se esiste anche nei paesi anglosassoni, o comunque nei paesi angloamericani, una metodica di indagine per rilevare la identità di bossoli sparati diversa da quella nostra? Cioè le domando se attraverso le fotografie che lei ha visto - questo con...  
F.D.: Si sì, ho capito.  
A.B.: ... onestà di coscienza, perché lei è un consulente di parte, ma è un cittadino italiano ed è anche, ed è anche un esperto in balistica - se tutti quei proiettili, anzi tutti quei bossoli che sono stati trovati, le danno tranquillità. Le dovessero dare, una volta che lei ha visto, che la pistola che ha sparato tutta quella serie di proiettili sia un'unica pistola.  
F.D.: Dunque, io posso dire che sull'argomento non ho avuto cognizioni dirette degli esami balistici su questi residuati. Non ho analizzato anche perché durante gli episodi non mi trovavo in questa sede. Ero in altra sede e quindi io sono arrivato a Firenze nell'86, dopo l'ultimo duplice omicidio dell'85. Quindi non ho preso in esame i bossoli rinvenuti, e quindi non ho fatto nessuna comparazione balistica. Ho solo avuto visione delle documentazioni in atti che diciamo - una perizia Iadevito e una perizia Salza/Benedetti - portano a conclusioni identiche, pur servendosi e seguendo metodologie diverse. È un dato di fatto acclarato, che è stato sempre cosi ritenuto, e come tale io l'ho preso, come dato di fatto. Dico questo però: che queste due perizie, pur avendo seguito metodologie diverse, portano a un'unica decisione. E questo mi sembra che sia significativo.  
A.B.: Non mi ha risposto, però.  
F.D.: Io, se vuole le dico, se il lavoro dovesse... non so dove vuole arrivare a dire, cioè.  
A.B.: No, io non voglio arrivare da nessuna parte. Se in Inghilterra…  
F.D.: La comparazione, io posso rispondere sulla comparazione fatta da me. Su quella che fanno gli altri…
A.B.: Non lo so, cioè su una comparazione fatta.  
F.D.: Ecco, la metodologia che uso io è diversa ancora da quella che viene... che è allegata agli atti. Se vuole sapere questo, non lo so.  
A.B.: E questo voglio sapere io.  
F.D.: Però è un discorso di metodo.  
P.M.: Come metodo.  
F.D.: Eh, esatto, appunto.  
A.B.: Un momento. Il metodo...  
F.D.: C'è un discorso di metodo.  
A.B.: Perché c'è il metodo...  
F.D.: Però io le dico se già due periti in atti fanno già due perizie distinte, con due diversi metodi, e questi due diversi metodi portano a univocità di conclusioni…  
P.M.: Di conclusioni.  
F.D.: Io può darsi che faccio la terza con un metodo diverso, ma arrivo anche forse alla stessa identica conclusione adesso, voglio dire.  
A.B.: Lei l'ha fatta?  
F.D.: Non l'ho fatta.  
P.M.: Nessuno l'ha incaricato.  
F.D.: Nessuno mi ha incaricato di farla, non l'ho mai...  
A.B.: Ma io, la domanda è un po' diversa. Volevo sapere se la metodica, o metodologia come la vuol chiamare - in medicina si chiama metodica, in…  
F.D.: Rende l'idea ugualmente.  
A.B.: Se la metodica adottata dagli Stati Uniti d'America o dagli anglosassoni, da Scotland Yard e, non so, dai francesi...  
P.M.: Dal K.G.B.  
A.B.: È diversa... Il K.G.B. non lo so, perché io sono lontano geneticamente, perché sono della Grecia, quindi sono… Ecco, se questo tipo di metodica adottata è una metodica diversa da quella adottata in Europa o in Italia.  
F.D.: No, io dico che la metodica non è che è diversa. Dico per mia scienza, per mia cultura, per i miei studi, per miei approfondimenti, quando si fanno questo tipo di analisi oltre a eseguire raffronti comparativi in posizioni simmetriche, si va in sovrapposizione per vedere le continuità di queste benedette microstrie. E per questo ci si serve di uno strumento apposito che si chiama microcomparatore, che serve appunto a fare in sovrapposizione la comparazione.  
A.B.: Oh!  
F.D.: Ciò però non toglie, cioè è l'effetto della foto che...  
A.B.: Certo. Ma la domanda è...  
F.D.: Cioè da questo strumento viene fuori un'unica foto - come si diceva ieri, e il P.M. sosteneva - che fa vedere due foto distinte, cioè assumono gli aspetti di due foto distinte, ma in effetti è un'unica foto. E nello stesso fotogramma impressionato vengono viste in modo simultaneo le immagini dei due reperti messi assieme, che vanno confrontati in sovrapposizione. Questo per far documentare meglio i punti e le caratteristiche morfologiche dei...  
A.B.: Ho capito, Dottore. L'ho capito perfettamente quello, dove vuole... Però io voglio arrivare, voglio andare un po' prima, un po' prima. È stata fatta o non è stata fatta, nel caso, questo tipo di indagine?  
F.D.: Ma io non ho la visione di tutti gli atti, Avvocato. Io ho visto alcune cose, poi nel merito non sono mai entrato, insomma.  
A.B.: Ecco, questa indagine ulteriore, mi scusi.  
F.D.: Per quanto riguarda le rigature mi sembra di sì, mi sembra di averla vista. Forse sulle impronte particolari...  
A.B.: Parli con me, guardi me.  
F.D.: Sì sì, non ho di questi problemi, Avvocato.  
P.M.: No, guardi dove lei crede, Dottore.  
A.B.: Guardi dove le pare. No, siccome le domande...  
Presidente: Il teste può guardare quello che vuole, no?  
A.B.: Ha ragione. No, guarda lei, è giusto Presidente.  
Presidente: Doveva guardare noi, semmai.  
F.D.: Eh, guardo un po' tutti.  
A.B.: Certamente.  
Presidente: Guardi l'Avvocato, a noi non dispiace.  
A.B.: No, mi scusi Presidente. Lei deve capire, signor Presidente, che sono in una condizione particolare.
P.M.: Ma anche il teste.  
A.B.: Già il difensore è sempre...  
Presidente: Lei vuole gli occhi del consulente, noi glieli diamo.  
A.B.: No, io non voglio gli occhi di nessuno. Già gli occhi l'ho visto da parte di una signora che guardava tutto di dietro, quindi io gli occhi li conosco ormai. Lei sa, signor Presidente, vorrei che qualche volta qualcuno facesse il difensore: non è facile.  
Presidente: Lo so.  
P.M.: Noi lo sappiamo.  
A.B.: Non è assolutamente facile.  
Presidente: Ma lei lo sta facendo egregiamente.  
P.M.: Benissimo, benissimo.  
A.B.: Grazie Presidente, grazie.  
P.M.: Oggi meglio che gli altri giorni.  
Presidente: Io non intervengo mai o quasi mai.  
P.M.: ... più difficile.  
A.B.: Grazie Presidente. Allora scusi, Dottore, io voglio capire...  
F.D.: Certo, si sì.  
A.B.: ... un pochino per mia coscienza, la notte voglio dormire cercando di aver fatto il mio dovere. Questa metodica cui lei si riferisce, quella delle microstrie eccetera, quella metodica che viene adottata.  
F.D.: E' quella che si dovrebbe fare di norma.  
A.B.: Cioè di norma, di norma. Lei poi mi ricorda Bellini, la mia terra quindi: di norma. Allora questa, in questo tipo di metodica, è una metodica più moderna o no?  
F.D.: Ma da quando c'è il microscopio comparatore, che risale al 1902.  
A.B.: Galileo non l'aveva, ce l'abbiamo noi, no? Il microscopio comparatore.  
F.D.: Sì, il microscopio: cioè la Polizia Scientifica italiana, che nasce nel 1902, ha sempre adottato questo tipo di sperimentazione e di comparazione sovrapposta. In qualche comparazione di quelle foto ho visto che è stata adoperata una metodica diversa.  
P.M.: È stata adoprata quando...  
A.B.: Però non sempre, non sempre.  
F.D.: Ma si vede non hanno valutato...  
A.B.: Tanto che io ad occhio nudo, che non ho il microscopio - anche perché sono un po' leggermente/ eh? ho anch'io qualche problema - evidentemente ho visto, mi è sembrato di vedere qualche cosa che non tornava, mi scusi.  
F.D.: Cioè, ma il problema è questo. Lo si fa per evitare il discorso enigmistico, come si usa, "aguzzate la vista": le differenze da una parte, le differenze dall'altra. E allora per comodità anche di chi deve leggere il resoconto del perito, che non deve essere una cosa cosi astratta e prenderla per oro colato, quello che dice il perito. Ma deve essere reso alla portata di tutti, e quindi anche del "profano" cosiddetto, tra virgolette. La documentazione in sovrapposizione serve a questo: serve per far capire anche al "profano" la continuità di queste microfile. Perché sennò sarebbero che cosa, queste microfile? Sarebbero... E quindi per aiutare la vista, in simultanea, a vedere queste caratteristiche.  
A.B.: Perché, perché, mi scusi...  
F.D.: Perché altrimenti...  
A.B.: No no, perché lo sto...  
F.D.: Focalizzando, l'occhio focalizzando una cosa, poi deve lasciare quell'immagine e poi andare un'altra volta su quell'immagine. Allora, in questo passaggio si perde qualcosa. Allora ecco perché come metodica di scuola, di indirizzo, dal 1902 - io ho sempre studiato cosi - bisogna fare questo tipo di raffronto. Ora, se poi - io lo faccio - se gli altri non lo fanno...  
A.B.: Ecco. Ora lei...  
P.M.: Può darsi che non ce ne sia stato bisogno.  
F.D.: Appunto, perché era talmente evidente, non lo so, quindi...  
P.M.: Era talmente evidente che lo scrivono in perizia.  
A.B.: Ma io penso, poi, beato lei...  
F.D.: Ritengo, l'ho detto già in premessa...  
A.B.: Beato lei, Pubblico Ministero, che sa tutto.  
P.M.: Lo scrivono in perizia chi l'ha fatto, ma io, ma io, povero me!  
A.B.: Sì, certo certo.  
F.D.: L'ho detto in premessa: se...  
P.M.: Credo di avere imparato in questo processo cos'è un percussore, quindi.  
F.D.: Cioè se due perizie, che già abbiamo in atti, usano due metodologie diverse e arrivano a un unico risultato, mi sembra che sia...  
P.M.: Vorrei dire e ricordare a tutti che le due ultime sono quelle comparative; ma ce ne sono altre tre o quattro antecedenti che, con metodi ancora diversi, comparano due omicidi, poi tre fra loro, poi quattro, poi cinque, poi sei. E quindi sono tutte perizie fatte da altre persone, e le ultime due sono quelle di cui parliamo.
A.B.: Senta, dopo questa digressione sempre brillante e puntuale del Pubblico Ministero...  
P.M.: Non distratto, solo quello.  
A.B.: Quindi cerca di allontanarmi dal tema.  
Presidente: Signori, stringiamo.  
A.B.: Certo Presidente, ho capito. Le volevo soltanto domandare una cosa. Vi sono alcune fotografie dove la distanza fra la parte percossa del bossolo e la parte dell'estrattore è diversa dalle altre; cioè c'è una lunghezza, una distanza più ampia e diversa.  
F.D.: Una distanza focale più di...  
A.B.: Focale più ampia. Ecco, questo mi ha dato...  
F.D.: E quindi, avvalorare quelle differenze che lei forse da "profano", mi scusi, tra virgolette, nota.  
A.B.: No no, sicuramente.  
F.D.: Questa diversità di profondità di campo forse a volte fa apparire al "profano" delle diversità, delle dimorfie.  
A.B.: Quindi sarebbe stata opportuna un'ulteriore indagine, oppure no? Perché io non sono tranquillo.  
F.D.: Non lo so.  
A.B.: Ora me lo dirà, spero, il mio consulente tecnico che verrà, di parte.  
F.D.: Appunto, non lo so.  
A.B.: Io ho dovuto fare un po' tutto da me, comunque.  
F.D.: No no, io cerco di giustificare le sue perplessità sulla base delle mie cognizioni. Altro non posso dire.
A.B.: Cioè una, mi scusi, una indagine, questa metodica ulteriore oltre quelle due che sono già state adottate...  
F.D.: Certo, con una metodica in sovrapposizione non avrebbe di questi problemi.  
A.B.: Non avremmo nessuno di questi problemi.  
F.D.: Cioè nel senso che questa sua perplessità non verrebbe nemmeno fuori.  
A.B.: Oh, ecco.  
F.D.: Perché si renderebbe conto come, un chiunque "profano", le cose come sono.  
A.B.: E allora le faccio una domanda un po' insinuante, ma gliela devo fare. Lei, se ha visto queste fotografie, ha avuto anche lei qualche perplessità sul punto? Perplessità soltanto.  
F.D.: No, no.  
A.B.: Vedendo queste fotografie.  
F.D.: Ma io, sa, per una questione di deontologia professionale io bado... 
A.B.: No, questo è un altro discorso.  
F.D.: Eh no, non entro nel merito a giudicare il lavoro che fanno gli altri.  
A.B.: Bene, lei non vuole rispondere. Grazie.  
F.D.: No, non si tratta di non voler rispondere.  
Presidente: Ma risponda.  
A.B.: Grazie.  
Presidente: Se vuole rispondere, risponda.  
F.D.: Non ho avuto perplessità. Posso aver avuto il discorso della metodologia, posso aver visto, dico io, forse avrei per avvalorare e documentare meglio e cogliere "icto oculi" in una sola simultaneità questa evidente identità, l'avrei fatto in quest'altro modo. Ma è un discorso mio, di metodo. Non... Ecco, la mia perplessità è data solo da questo...  
A.B.: Certo. Ma questo discorso di metodo evidentemente è venuto fuori dall'interno della...  
F.D.: Ma no, "pour parler", è un discorso accademico.  
A.B.: No, "pour parler", ma "pour veder" più che "parler". Dopo aver visto, no? Penso, no?  
F.D.: In quelle poche che ho visto, in effetti.  
A.B.: Benissimo, grazie. Non ho altre domande.  
P.M.: Dottore, mi scusi, per chiarire. Ma, non vorrei aver capito male io, ma tutto questo problema di cui lei ora ha cercato di dare contezza al difensore, è un problema che riguarda la documentazione fotografica di un lavoro.  
F.D.: Certo.  
P.M.: Non il metodo di comparazione. Dico bene?  
F.D.: Perfetto.  
P.M.: Si tratta soltanto di documentare, nella perizia, fotograficamente…  
F.D.: Certo.  
P.M.: ... delle certezze che si sono avute nell'elaborazione. Quindi è esclusivamente una questione, se è cosi, di documentare nella perizia con foto ravvicinate anziché con foto distanti.  
F.D.: Certo.  
P.M.: Che non ha niente a che vedere col merito della perizia.  
F.D.: No. Certo, no, no.  
P.M.: Riguarda solo la ostensibilità a terzi che leggono di queste fotografie. Anziché far vedere una fotografia...  
A.B.: Gli faccia la domanda lei, - abbia pazienza - Non gli può fare la risposta. La domanda gliela faccia.
P.M.: Mi scusi, mi scusi.  
A.B.: Ha detto certe cose, mi scusi Pubblico Ministero.  
P.M.: No, io non la scuso, perché sto finendo.  
A.B.: Ah, lei sta finendo una risposta, non una domanda.  
P.M.: No, io ho chiesto: è vero che il problema è solo documentale e fotografico?  
F.D.: Sì, si, non è nel merito.  
P.M.: È vero che non è nel merito?  
F.D.: Mi sembra di averlo spiegato in maniera molto chiara.  
P.M.: Oh, a me basta così.  
Presidente: Pubblico Ministero, mi scusi, ha parlato di evidente identità - e questo su sollecitazione dell'avvocato Bevacqua.  
P.M.: Certo.  
Presidente: L'evidente identità attiene al merito.  
P.M.: Bene.  
Presidente: E quindi a cosa attiene? Lo dica in…  
P.M.: Alla identità...  
Presidente: Lo facciamo dire a lui.  
F.D.: No, si tratta, quando abbiamo parlato di identità...  
P.M.: Mi scusi, l'ha detto finora, Presidente.  
Presidente: L'avete sollecitato voi, questo giudizio.  
P.M.: No, io no.  
A.B.: L'avrò sollecitato io, Presidente, la difesa!  
P.M.: Si figuri...  
F.D.: ... l'identità fra le impronte di percussore, estrattore ed espulsione.  
P.M.: ... se dopo venti anni che sto a fare…  
Presidente: Signori volete stare zitti, eh?  
P.M.: Ben volentieri.  
Presidente: Allora, dica.  
F.D.: Quando mi sono riferito all'identità, parlavamo della cartuccia rinvenuta, che aveva le microstrie. E in questo caso la metodologia adoperata come documentazione è in sovrapposizione: non sorge problema. L'Avvocato mi faceva un altro problema, mi poneva il quesito sulle perizie pregresse. E io lì ho fatto un'esposizione in premessa, dicendo che io non ho avuto cognizione diretta, non ho esaminato nulla dei precedenti del "serial killer" ma ho visto gli atti, e sono a conoscenza di due perizie, che hanno adoperato due metodi diversi, e che sono arrivati a un'unica conclusione di identità - queste due perizie. Quanto al metodo, ho spiegato che non è una cosa che inficia il merito del lavoro, ma è la documentazione. Cioè noi, come Scuola di Polizia Scientifica italiana, usiamo la documentazione in sovrapposizione sfruttando lo strumento che abbiamo, che è un microscopio comparatore, proprio per meglio rendere edotto, documentare meglio il "profano" - tra virgolette – delle certezze, che per noi sono certezze. Quindi quei punti caratterizzanti che riscontriamo su queste superfici, che sono infinitesimali, di millesimi di millimetro insomma. Quindi è solo per questo.  
Presidente: Va bene.  
A.B.: Che non è stato però fatto. O no?  
F.D.: Io non ho la visione completa di tutto.  
A.B.: Dico, questo metodo non è stato fatto, non è stato adottato.  
F.D.: Per quanto riguarda le impronte di rigature delle ogive, mi sembra ci sia. 
A.B.: Va bene.  
F.D.: Mi sembra ci sia. Ora, su quelle delle impronte di percussione, mi sembra che sono state fatte delle foto accostate. Quindi le fronte di percussione, ci sono delle ottime micro e macrofotografie, però non sono in sovrapposizione; non so però se su tutte. Ecco qui non ho la visione globale del problema, perché non è mia...  
A.B.: Va bene, va bene. Quindi non sono state fatte.
Segue...

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