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giovedì 7 giugno 2012

Giovanni Autorino - Deposizione del 29 aprile 1994 - Prima parte

L'allora Ispettore Giovanni Autorino fu ascoltato il 27 aprile 1994 nel processo a Pietro Pacciani. Quelle che seguono sono le sue dichiarazioni.  

Presidente: Ci siamo tutti? Bene, scusate, eh. Possiamo cominciare, allora. Prego.  
P.M.: Presidente...  
Presidente: Chi abbiamo come teste?  
P.M.: ... il P.M. intende parlare del fatto relativo all'omicidio del 10 settembre '83 in Giogoli di Scandicci, ai danni dei due giovani tedeschi Meyer e Rusch. In quella occasione, dai sopralluoghi che abbiamo negli atti, vediamo che intervenne, ugualmente per motivi di coordinamento delle indagini di cui ci è stato già riferito ieri più volte, intervennero i due organi di Polizia: sia i Carabinieri che la Polizia Scientifica. Abbiamo ora indicato come teste l'ispettore Autorino della Scientifica che all'epoca ha redatto un verbale di sopralluogo e ha provveduto a fare alcune foto. Ovviamente si tratta di integrare i due sopralluoghi che sono già in atti, fatti sia dalla Scientifica, che dai Carabinieri. Lo stesso Ispettore, poi ci spiegherà in che termini e in che collaborazione.  
Presidente: Allora l'Ispettore era già stato sentito, vero?  
P.M.: È già stato sentito per un analogo intervento...  
Presidente: Per cui non importa...  
P.M.: …fatto anni prima.  
Presidente: ...ripetere né formula, né generalità. E quindi può rispondere alle domande.  
P.M.: Ugualmente faremo poi uso delle foto - che lo stesso Ispettore ha fatto all'epoca - per chiarire meglio la dinamica del fatto ed il sopralluogo. Ispettore, vuole spiegare alla Corte come e quando intervenne su questo fatto? Come fu avvertito, dopo quanto arrivò, se quando arrivò un'attività preliminare, o collaterale, di rilievi era già in corso o era già stata fatta? 
G.A.: Noi si giunse sul posto verso le 9 e mezza, le 21.30 di sera.  
P.M.: Ecco, di sera.  
G.A.: E poi, come si evincerà dagli stessi rilievi fotografici, vi sono lettere alfanumeriche - che dovranno poi indicare tutti i siti, e delle soluzioni di continuo sul furgone, e delle macchie ematiche - che sono, diciamo, quelle in dotazione ai nostri colleghi Carabinieri. Pertanto, noi abbiamo lasciato che loro finissero, poi ci fu chiesto di effettuare una ricerca di impronte.  
P.M.: Sempre la sera stessa?  
G.A.: Sempre, sempre contestualmente. Soltanto che, per non limitarci alla, diciamo, a una fredda ricerca, che poi fra l'altro risultò anche negativa perché trovammo, si, un frammento d'impronta, ma era strisciata e sovrapposta e pertanto non fu utile per eventuali confronti.  
P.M.: Poi ce ne parla dopo, quando la localizziamo.  
G.A.: Poi ne parleremo. Allora, così, per avere a corredo dei nostri atti qualche cosa, effettuammo delle foto e in più prendemmo degli appunti che poi abbiamo tradotti in verbale. 
P.M.: Quindi l'attività principale è quella, innanzitutto, di fotografare i luoghi.  
G.A.: SI.  
P.M.: E i reperti.  
G.A.: Grossomodo, e avere una documentazione dell'ambiente così come poi noi lo troviamo, ecco. Non era certamente nella sua situazione, diciamo, di asetticità post reato, ma sempre, già alterata, ecco…. 
P.M.: Comunque è un'attività integrativa di rilievo. Ecco, vogliamo parlarne un attimo?  
G.A.: Si.  
P.M.: Quando… Lei quando arrivò? Ha detto alle 21.30?  
G.A.: Sì, verso le 21.30.  
P.M.: Sa quanto tempo prima era stato scoperto, quanto...  
G.A.: Ma penso che fosse passato quasi un'ora, ecco.  
P.M.: Quasi un'ora.  
G.A.: Sì, perché io non ero di servizio e vennero a prendermi a casa e mi accompagnarono.  
P.M.: Vogliamo vedere questa sua attività di sopralluogo, cominciando proprio dal luogo.  
G.A.: Ecco, allora noi localizziamo subito il furgone.  
P.M.: Ecco, localizziamolo rispetto alla strada.  
G.A.: Ci troviamo in vai dei Giogoli.  
P.M.: Una strada asfaltata.  
G.A.: Una stradina asfaltata, un pochino stretta, perché mi sembra che sì o no ci possa passare un'autovettura. A 100 metri dal suo inizio fisico, sulla sinistra...  
P.M.: L'inizio fisico è su una strada principale.  
G.A.: Su una strada che io non ricordo come si chiama, per la verità.  
P.M.: Va bene, va bene.  
G.A.: Sulla sinistra si estende uno sterrato di forma...  
P.M.: Sulla sinistra di questa via piccola.  
G.A.: A 100 metri dal suo inizio.  
P.M.: Sulla sinistra rispetto a dove viene lei, ovviamente.
G.A.: Rispetto a come noi ci siamo arrivati, ecco. Si estende uno sterrato di forma rettangolare. 
P.M.: Ampio?  
G.A.: Poteva essere sui 30 metri, 40 metri.  
P.M.: In pendio, o...?  
G.A.: Era caratterizzato, diciamo, da dislivelli. Cioè il terreno...  
P.M.: Ma rispetto alla strada, più in pendio o parallelo?  
G.A.: Rispetto alla strada è leggermente più in basso.  
P.M.: Benissimo, benissimo.  
G.A.: Però, diciamo, dalla strada c'è un piccolo scivolo, diciamo, che consente a chi volesse accedervi anche con una autovettura...  
P.M.: Di entrare con un mezzo.  
G.A.: ... ci poteva benissimo accedere.  
P.M.: Bene.  
G.A.: Quest'area è delimitata a destra anteriormente e a sinistra da viti, ulivi; mentre sulla sinistra noi vediamo un piccolo muricciolo diroccato al quale è ridossato una siepe, nella cui parte mediana...  
P.M.: Il muricciolo divide la proprietà da qualche...  
G.A.: Divide quest'area da un campo, da un campo che è comunque sempre incolto.  
P.M.: Bene.  
G.A.: E vi sono vari alberi e cespugli. Il furgone noi lo localizziamo a 7 metri e qualcosa, se non vado errato, dal ciglio della strada di via di Giogoli.  
P.M.: Perfetto.  
G.A.: E ha la parte anteriore rivolta ad un passaggio, sicuramente un passaggio - formatosi a furia di… proprio che le persone accedevano dall'area al campo, o viceversa e ci ha la parte anteriore, questo furgone, rivolta a questo scivolo, a questo passaggio, mentre la parte posteriore è rivolta al ciglio di via dei Giogoli.
P.M.: Quindi quello che vede lei dalla strada è solo la parte posteriore del furgone, o è obliquo?  
G.A.: Sì, dalla strada si vede la parte posteriore e dà - cosi, a seconda di come uno poi si sposta - la visione che abbia come una diagonale verso, diciamo, il passaggio di cui sopra.  
P.M.: Bene. La parte opposta alla strada. La parte davanti è nella parte opposta. 
G.A.: La parte davanti è rivolta - lei tenga conto che si tratta di un'area di forma rettangolare - il lato dove si erge questo muricciolo diroccato e dove, nel cui centro poi troviamo questo passaggio, si trova sulla sinistra, pertanto ha questa leggera diagonale verso quella parte.  
P.M.: Benissimo, chiarissimo.  
G.A.: La cosa che abbiamo visto sono che gli sportelli, anche se poi nelle foto forse non corrisponde a questa mia descrizione, però gli sportelli erano aperti.  
P.M.: Gli sportelli?  
G.A.: Gli sportelli di cui era munito il furgone sono: i due della cabina di guida, più due sportelli apribili verso l'esterno...  
P.M.: Laterali.  
G.A.: ... laterali destro, laterale destro sempre rispetto al furgone, e questi erano aperti.  
P.M.: Sulla sinistra nessuno sportello.  
G.A.: Sulla sinistra, no.  
P.M.: Dietro.  
G.A.: No. Abbiamo iniziato, diciamo, le procedure...  
P.M.: Sono sportelli laterali che scorrono l'uno sull'altro?  
G.A.: No, non sono quelli scorrevoli, ma sono apribili verso l'esterno.  
P.M.: Benissimo.  
G.A.: Abbiamo iniziato le procedure di sopralluogo e abbiamo rinvenuto - cioè abbiamo rinvenuto: più che altro l'avevano già rinvenuto, noi non abbiamo fatto altro che documentarlo -...  
P.M.: Si, sì.  
G.A.: ... un bossolo calibro 22 Long Rifle, marca Winchester con il fondello percosso, sul lato sinistro del furgone, tra il... diciamo, quasi nella parte mediana di questo furgone, e un albero che allora si ergeva - perché io ci sono passato tempo addietro e non l'ho visto più - a ridosso del muricciolo.  
P.M.: Bene.  
G.A.: Poi nella. . .  
P.M.: Scusi, questo bossolo è vicino allo sportello sinistro?  
G.A.: Allo sportello sinistro no, diciamo un pochino più verso la parte mediana, se non ricordo male; non vorrei dirle...  
P.M.: Benissimo.  
G.A.: Non vorrei dire delle...  
P.M.: Lo vediamo nelle foto. In corrispondenza di quel bossolo c'è qualche cosa di aperto, un finestrino un...?  
G.A.: No, perché il lato sinistro c'era forse, sicuramente, lo sportello anteriore, perché noi così l'abbiamo visto, però se era aperto perché era aperto, o perché l'hanno aperto, io non glielo so dire.  
P.M.: Non lo sappiamo. Invece di tutta la parte posteriore del furgone è finestrata, o no?  
G.A.: La parte posteriore del furgone...  
P.M.: Cioè, la parte laterale sinistra.  
G.A.: Laterale sinistra?  
P.M.: Sì.  
G.A.: Laterale sinistra ci ha due finestrini fissi, di cui uno opaco, per 3/4, e l'altro invece, diciamo, normale, ha un vetro normale.  
P.M.: Questi finestrini sono integri, o aperti, rotti?  
G.A.: I due finestrini presentano delle soluzioni di continuo. Uno che non so, non posso al momento dirgli le misure, perché non le ho memorizzate. Però entrambi presentano queste soluzioni. Un'altra soluzione...
P.M.: Sono fotografati, poi?  
G.A.: Sì, sono stati fotografati.  
P.M.: Lo vediamo dopo.  
G.A.: E sono stati indicati con le lettere, se non vado errato, “C”... eh, “D”, “E”.  
P.M.: Poi le guardiamo nei dettagli.  
G.A.: Mentre con la lettera “C” noi indicammo una soluzione di continuità sulla superficie metallica del furgone.  
P.M.: Sempre posteriore sinistro.  
G.A.: Sul terzo destro della fiancata sinistra.  
P.M.: Terzo destro della fiancata sinistra.  
G.A.: Le misure le potrà vederle dalle foto. 
 P.M.: Lo vediamo nelle foto, vada pure avanti. Ci sta dando un quadro più che completo.  
G.A.: Mentre sulla parte terminale della marmitta che fuoriusciva appena dal lato posteriore...  
P.M.: Sinistro.  
G.A.: No, posteriore... sinistro, sempre...  
P.M.: Del posteriore.  
G.A.: ... del posteriore, proprio in corrispondenza vi è una macchia, una gora, rappresa che apparentemente allora sembrò sostanza ematica, e penso che lo fosse, da dove sia fuoriuscito... poteva essere colato dall'interno, visto che i due cadaveri giacevano proprio uno, quasi in corrispondenza dell'angolo del cassone: dell'angolo posteriore sinistro, rispetto al furgone.  
P.M.: Perfetto.  
G.A.: Sulla fiancata destra, invece, sul secondo sportello, sul vetro del secondo sportello, vi è una soluzione. Questa dovrebbe distare 20 centimetri dalla base soltanto del quadrato del finestrino, e 20 centimetri dal bordo destro.  
P.M.: Bene.  
G.A.: È caratterizzato da uno stacco di vetro, di frammenti vitrei, dall'interno. Questo presuppone...  
P.M.: Dall'interno verso l'esterno.  
G.A.: Dall'interno del furgone. Da ciò si deve inferire che questo stacco, viene, si produce, almeno per la nostra esperienza, quando viene attinto un vetro; dà l'impressione invece che fosse l'inverso, mentre invece lo stacco avviene al lato opposto, cioè laddove il proiettile fuoriesce.  
P.M.: Lo vediamo meglio nella foto.  
G.A.: La restante superficie invece è fessurizzata. Non è rotta, nel senso che si è staccata, è rimasta fessurizzata.  
P.M.: La vediamo nei dettagli.  
G.A.: Accanto, poi, c'è un altro finestrino, fisso, nel senso che non è che. . . che si può basculare ma verso l'esterno, ma di poco e infatti, all'atto del sopralluogo, noi lo troviamo basculato sul lato sinistro, sempre per chi osserva, verso l'esterno e anche questo presenta una soluzione, per cui il primo indicato da me era "A", questa è "B".  
P.M.: Bene. 
G.A.: Ci siamo portati...  
P.M.: Veniamo sempre sulla vettura nel suo complesso.  
G.A.: Sì. Poi ci siamo portati, abbiamo guardato, osservato all'interno dell'abitacolo della guida, dove sul sedile - che era un unico sedile, se non vado errato, ma mi sembra di si - poggiava un bossolo, un bossolo calibro 22 Long Rifle caratterizzato dal fondello percosso; per cui si trattava di un bossolo sparato, così si dice, almeno in gergo. Un altro bossolo invece lo troviamo...  
P.M.: In che punto era di questo sedile così ampio?  
G.A.: Si trovava quasi, diciamo, tra la metà e il terzo destro, stando però rivolti con le spalle proprio al sedile, propriamente detto. Ci siamo...  
P.M.: Va bene. L'ha fotografato.  
G.A.: È stato fotografato. Ci siamo, poi, introdotti proprio all'interno del posto dove giacevano i corpi e lì, fra...  
P.M.: I corpi che erano nella parte posteriore. 
 G.A.: ... che si trovavano nella parte posteriore. E si trovavano diciamo sulla metà anteriore, perché...
P.M.: Prima di parlarci dei corpi, la parte posteriore, nella struttura del furgone, com'è fatta? C'è un piano?
G.A.: Sì, c'è un piano metallico ondulato, se non ricordo male, e in più sopra c'erano delle materasse, o un lettino. Infatti i corpi erano semiavvolti da coperte.  
P.M.: Bene.  
G.A.: Giacevano sulla metà anteriore rispetto a chi osserva dai due sportelli laterali, e non più dal furgone, rispetto al furgone. Uno aveva, il ragazzo moro - io li indico così perché non ricordo i nomi - il ragazzo moro aveva la testa rivolta all'angolo anteriore sinistro del cabinato, cioè di quel posteriore, mentre il... ed era in posizione quasi bocconi, cioè, almeno per quello che si osservava, nella parte del tronco. Il giovane biondo, invece, poggiava in posizione supina, sempre nell'angolo posteriore sinistro…  
P.M.: Erano molto vicini?  
G.A.: Diciamo che formavano quasi un angolo, così, i corpi come se...  
P.M.: A forma di "V".  
G.A.: Eh, a forma di "V". E poggiava in posizione supina, e poggiava con la testa, con la regione occipitale, allo spigolo, proprio all'angolo che forma poi all'interno di questo cabinato; ed era flesso in avanti. Si notò che aveva degli imbrattamenti di sostanza ematica sul tronco, mentre l'altro - il ragazzo moro - aveva, si notava sempre dall'osservazione così, degli imbrattamenti sulla fronte. Tra un paio di scarpe, lì vicino, e alcune coperte e altri indumenti, abbiamo poi trovato un terzo bossolo. È vero che nel verbale si parla di quattro bossoli, appunto, sempre per riallacciarci all'originario discorso che abbiamo fatto, diciamo, quasi in collaborazione coi colleghi Carabinieri, il quarto bossolo fu repertato, trovato e repertato da loro. 

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