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venerdì 11 maggio 2012

Dino Salvini - Deposizione del 28 aprile 1994 - Quinta parte

Segue dalla quarta parte.

Presidente: Prego.  
A.B.: Grazie. Bevacqua, difesa. Senta, Maresciallo, questo luogo ove si è visto sostava questa macchia, è un luogo ben conosciute dai ragazzi, oppure no?  
D.S.: Mah, all'epoca... sì, ma penso anche ora. All'epoca era dai ragazzi, cosa intende per ragazzi?
A.B.: Coppiette, ragazzi, ha detto prima che c'erano...  
D.S.: Sì, sì. E' una zona abbastanza frequentata, un po' tutta quella zona.  
A.B.: Dai ragazzi?  
D.S.: Dai giovani.  
A.B.: Si appartano anche di giorno? Oppure...  
D.S.: No, no, di giorno raramente. Magari di giorno andavano dentro l'alveo della Marina che sono meno visibile. Lì, in pieno giorno, dalla campagna, a 60 metri dalla strada, passa molta gente; ci sono gli orti, appunto, come ho detto. 
A.B.: Ecco, per entrare in quella stradina da dove bisogna passare, perché mi pare che sia la periferia di Calenzano questa qui.  
D.S.: No, no. E' proprio fuori di Calenzano.  
A.B.: Fuori, lontano.  
D.S.: Sì, fuori la periferia, perché è oltre, rispetto al centro abitato di Calenzano, c'è il fiume La Marina, o il torrente. Oltre il torrente si trova questa zona, cioè questa strada che in quel luogo costeggia, praticamente, il torrente.  
A.B.: Quindi, cioè, per andarci, bisogna conoscere bene questi posti.  
D.S.: Ma non necessariamente.  
A.B.: Cioè, se vado io che non conosco Calenzano non ci arrivo.  
D.S.: Chiaramente, uno... bisogna andarci, bisogna andarci perché lì la strada viene, parte dalla zona cosiddetta "Del Molino" di Calenzano, chiamata "Del Molino", dal centro abitato periferico; va su, costeggia per parecchio il torrente La Marina, quindi forma quasi una "U"; torna indietro dall'altra parte e va alla zona della, cosiddetta della "Querce" di Prato.  
A.B.: Ecco, quindi bisogna che...  
D.S.: C'è un altro luogo per raggiungerlo, proprio quel luogo lì. In corrispondenza di questa stradina, che si inoltra dalla campagna, sul torrente La Marina c'è una passerella, una passerella di legno che si può percorrere a piedi. Oltre quella passerella c'è un'altra strada, quella davvero periferica di Calenzano, che viene verso centro, verso tutte le direzioni.  
A.B.: Ecco, quindi, però, siccome bisogna vedere la passerella, bisogna conoscere la strada, bisogna conoscere questa strada che circonda questa zona. Cioè, una persona che come me non conosco Calenzano, bisogna che ci vada una o più volte per passare sulla passerella, per girare... o no? No, perché sa, tutto è possibile. Ora, che tutti...  
D.S.: Dietro alla passerella, c'è anche un ristorante in quella zona, teniamoci presente...  
A.B.: Certamente, difatti il Pacciani era uno che andava sempre al ristorante lì, tutti i giorni. No, le volevo domandare...  
Presidente: Non facciamo commenti.  
A.B.: No, Presidente, mi scusi, perché...  
Presidente: Ecco.  
P.M.: Dove andava lì lo dimostreremo per testi, Presidente.  
A.B.: Certo, non c'è dubbio.  
Presidente: Silenzio.  
A.B.: Non c'è dubbio che lo dimostreremo. Io volevo domandarle, Maresciallo, questa strada, questa stradina, il luogo deve praticamente è accaduto questo fatto, era piuttosto lontano dal paese. O no?  
D.S.: Mah, in linea...  
A.B.: Lei mi ha detto che c'è una strada che è lunga, si va in su, si va in su, poi si gira, c'è una passerella e poi questa passerella congiunge una strada ad un'altra strada; quest'altra strada pare che sia piuttosto frequentata e si può arrivare anche a Calenzano, così ho capito..  
D.S.: Dunque, qualche centinaio di metri prima di arrivare a questa stradina, sulla via dei Prati c'è l'ultimo palazzo di una zona periferica di Calenzano, che si trova, che è ubicata oltre il torrente La Marina, rispetto a Calenzano.  
A.B.: Sì.  
D.S.: Un palazzone, intendo perché è più alto di altre villettine, non so se sono quattro piani, cinque piani, roba del genere; abitare è veramente abitato. Quella è l'ultima abitazione in quella zona lì.  
A.B.: Sì.  
D.S.: Oltre il torrente La Marina ci sono varie fabbrichette, qualche abitazione e poi si arriva... in linea d'aria siamo vicini al centro di Calenzano, in linea d'aria.  
A.B.: In linea d'aria. Ecco, però, dico, bisogna conoscerla bene anche di notte questa zona per muoversi bene, o ne? O ci sono delle indicazioni, delle frecce, dei semafori, qualche cosa? No.  
D.S.: Mah, bisogna conoscerla bene! Quella è una strada asfaltata insomma. Ho detto c'è un ristorante, ci sono molte abitazioni; chi ci abita avrà degli amici. Insomma, conoscerla bene… Sono strade, quelle, che in genere in campagna vengono percorse da tanta gente, insomma. Non è che sono...  
P.M.: Basta girare a destra e si trova, insomma.  
D.S.: Prego?  
P.M.: Basta girare a destra e si trova.  
A.B.: Ora si gira tutti a destra!  
Presidente: Va bene, va bene. Proseguiamo  
A.B.: Va bene. Senta, Presidente, io non so se posso entrare, posso entrare ora?  
P.M.: Il teste io ho finito, quindi, con questo teste qui.  
Presidente: No, piuttosto, scusate se mi inserisco io, ma credo che la domanda vada fatta a questo punto. Maresciallo, le risulta a lei che questa zona, oltre che da coppiette, cacciatori, eccetera, fosse anche frequentata da, diciamo così, da guardoni?  
D.S.: Voce di popolo: sì.  
Presidente: Voce di popolo. Spieghi meglio.  
D.S.: Discorsi che si sentono fare al bar, che si sentono fare, così, dalle persone: quello è guardone, quell'altro è guardone. I soliti discorsi che vengono fatti nei paesi dove dicono che in giro -ma non solo quella, ma anche altre zone - nel paese, insomma, dicevano che ogni tanto qualcuno che si appartava trovava qualcuno a osservare o notava e si allontanava. Insomma. Ecco, queste chiacchiere di paese, diciamo, spicciole. Niente, da parte mia, di accertato.  
Presidente: Va bene. Grazie. Prego. 
A.B.: Ecco - signor Presidente, chiedo scusa – la domanda che ha fatto lei...  
Presidente: Dopo, avvocato Colao le do la parola. Prego.  
A.B.: ... mi obbliga a farne un'altra. Voci di popolo di oggi o voci di popolo di ieri?  
D.S.: All'epoca.  
A.B.: Ah, all'epoca. Va bene.  
D.S.: Prima. Fino a quel giorno lì.  
A.B.: Grazie. Senta signor Presidente...Colao, prego.  
Presidente: Avvocato Colao, voleva ricollegarsi a questa osservazione?  
A.C.: Volevo fare una precisazione. Senta, lei, Maresciallo, può affermare che quel posto fosse noto ai cosiddetti guardoni, cioè a coloro i quali vanno a vedere le coppiette quando sono in intimità?  
D.S.: Ma, avvocato, questo mi sembra piuttosto logico perché il guardone va dove solitamente si appartano le coppiette.  
A.C.: Sì, dico...  
D.S.: Quindi, quella è una zona dove si appartavano le coppiette, come altre zone, quindi è presumibile che fosse frequentata da guardoni.  
A.C.: Grazie. E poi un’altra cosa ancora se mi è consentita. Lei, se non erro, ha precisato prima che il corpo della che il corpo della povera ragazza era pressoché in piedi sulla scarpata, pressoché in posizione...  
D.S.: Appoggiato a un argine, all'interno del fosso.  
P.M.: Vogliamo rimostrare la foto? L'abbiamo vista.  
A.C.: Appoggiato a un argine.  
D.S.: Appoggiata proprio. Non era distesa orizzontalmente. Era...  
A.C.: Appoggiato.  
D.S.: ...appoggiato a un argine all'interno del fosso. 
A.C.: Allora mi ricordavo bene. Quindi è stato lì posto dall'autore, poi, della truculenta asportazione delle parti intime della ragazza?  
D.S.: Questo lo potrà dire meglio gli addetti alla Scientifica.  
A.C.: Un'altra cosa. Lei ha avuto modo di osservare bene la ragazza perché ha detto che, appena è arrivato sul posto, ha visto bene questa posizione della ragazza; non ha toccato niente ed è naturalmente andato a chiamare la Polizia Scientifica.  
D.S.: Ho notato lo scempio - che è stato visto anche qui - e quindi è quello che colpisce di più, al primo impatto con l'occhio e, quindi, mi è venuto di collegare, di ripensare a quello che era successo quattro mesi prima.  
A.C.: La corporatura della ragazza, secondo una stima che può fare un uomo come lei o come me, abituati cosi a girare tutti i giorni, era una corporatura esile, media o robusta?  
D.S.: Apparentemente, così a colpo d'occhio, era una corporatura perfetta.  
A.C.: Prego?  
D.S.: Perfetta. Cioè vale a dire, di una giovane, tipica di una giovane...  
A.C.: Ma io parlo della consistenza, cioè più o meno del corpo.  
D.S.: No, una corporatura giusta, diciamo. Né è troppo esile... né esile né, diciamo, adiposa.  
A.C.: Quindi, una persona di media forza, di media forza fisica, dico, la poteva trascinare con facilità, o no, in quel punto?  
D.S.: Eh, trascinare un uomo certo la trascina una donna in quel modo, perché è una donna, una ragazza. Non è che pesa un'enormità, insomma.  
A.C.: Grazie, non ho altre domande.  
Presidente: Allora, avvocato Bevacqua, prego.  
A.B.: Se, cortesemente...  
Presidente: Certo. Rimettiamo allora in linea la telecamera.  
A.B.: Maresciallo, io le mostro una cartina, reperibile in commercio, della provincia di Firenze - la mostro anche alla Corte - dove sono segnati, è segnata in alto a sinistra, se si vede, il luogo dove sarebbe accaduto questo fatto – il sopra, quello di sopra, cortesemente, vorrei che... il cerchio più piccolo, ecco - mi apre che sia lì, vicino a dove è successo il fatto; siccome non è indicata la località Le Bartoline o giù di lì, c'è una località, Travale. E' possibile che sia lì vicino Travale alla località Le Bartoline?  
D.S.: Ma questa, Avvocato, è una carta...  
A.B.: Non lo so. Ce lo dica lei, per cortesia.  
D.S.: ... è una carta provinciale. La zona è quella, però non è ben identificabile.  
A.B.: Se lei ce lo indica, ci fa una grande cortesia. Pressappoco dov'è, dove si trovava, dov'è la zona dov’è accaduto il fatto. Se lei cortesemente ce lo indica, perché io non la conosco.  
D.S.: Posso andare?  
A.B.: Sì, certo. Grazie. Se il Presidente ce lo consente.  
D.S.: Dunque, questa è la zona di Travalle, questo ritengo che sia la strada...  
Presidente: Qui bisogna però dargli il microfono. E' troppo poco dettagliata, Avvocato, dice.  
A.B.: Presidente, quella ho io. Però, dico, è quella la zona? Mi interessa che sia quella la zona.  
D.S.: La zona sì. La zona sicuramente è...  
A.B.: Oh, quindi siamo fuori...  
Presidente: No, è quella di Travalle, segnata su questa carta.  
A.B.: Giù di lì, insomma; da quelle parti.  
D.S.: Sì, la zona è quella... perlomeno circoscritta è quella, anche se vedo via di Macia, che via di Macia potrebbe rientrare, potrebbe rientrare in quel cerchio. Perché la via di Macia è l'altra strada, cioè, dopo che la strada forma la "U" e torna indietro, cioè va verso la zona La Querce di Prato, quella si chiama via di Macia; non più via dei Prati, ma via di Macia.  
A.B.: Ho capito.  
D.S.: Mentre qui non è indicata la via dei Prati.  
A.B.: Ho capito. Quindi, insomma, siamo lì, in quella zona lì, che comunque... 
D.S.: La zona è quella.  
A.B.: ... una sorta di periferia di Calenzano.  
D.S.: Sì.  
A.B.: Siamo certamente in una periferia di Calenzano. Giusto? Addirittura fuori già dalla periferia. Siamo al di là.  
D.S.: Mah, devo premettere che questa mi sembra una carta non certo su scala perché vedo le distanze non mi tornano, così a occhio, delle varie località.  
A.B.: Ma guardi, io non l'ho fatta.  
D.S.: Delle varie località, ecco. Quindi è molto vagamente, è orientativa.  
A.B.: Chiameremo Toscanelli qua, ma è morto. Toscanelli era famoso...  
D.S.: La zona è quella, chiaramente, però così, approssimativa.  
P.M.: Chiamiamo De Agostini.  
A.B.: De Agostini è più giovane.  
D.S.: Penso che sia più spostata.  
A.B.: Va be', a me interessa che sia quella la zona nella quale gravitava questa, cioè c'era questa particolare località, Le Bartoline, va bene? Quella è la zona.
D.S.: Lì si vede la scritta Travalle. Travalle è riferita a una vecchia fattoria con delle abitazioni intorno, che è più distante del luogo in cui, dal luogo in cui venne trovata l'autovettura con i due cadaveri a Calenzano, rispetto alla scritta Calenzano. Cioè, Travalle risulta più lontano. 
A.B.: Va bene, allora più vicino qual è? Vicino a Macia?  
D.S.: Però qui trovo San Donato che è un'altra zona, cioè è un'altra appendice, quindi ecco, non è ben orientabile. Non si può indicare con esattezza...  
A.B.: Ma insomma pressappoco.  
D.S.: ... il luogo esatto su questa carta.  
A.B.: Va be', ma si può... è fra Travalle e San Donato, Fra Travalle e Macia?  
D.S.: Diciamo fra Travalle e La Querce, Donnini, lì - Donnini, sì, dico bene - Cioè tra Donnini e Pizzi di Monte. Quella dovrebbe essere la zona.  
A.B.: Insomma, fra Travalle...  
D.S.: Donnini e Pizzi di Monte.  
A.B.: Ecco, ce lo dice lei. 
Presidente: Scusate un attimo, scusate un attimo. Possiamo vedere le carte che sono nel fascicolo, che sono dettagliatissime?  
A.B.: Sì, ma questo non c’è, mi pare che non ci sono.  
P.M.: Non ci sarà quella, ma c'è Calenzano e il luogo esatto.  
Presidente: Va bene. Va benissimo la sua, Avvocato. L'Istituto Geografico Militare, mi sembra, no?  
A.B.: Ma non c’è, ma non ci arriviamo. Ma non c'è il luogo, signor Presidente. Non c'è Le Fontanine  
Presidente: Io non ce l'ho perché, le ha prese il Pubblico Ministero.  
A.B.: Va be', comunque è quella la zona. Chiedo scusa, signor Presidente, volevo ancora continuare, mi perdoni, se lei me lo consente.  
Presidente: Questa mi sembra una carta inidonea, assolutamente, allo scopo. Perché non solo non è dettagliata, ma è molto confusa anche, come punti di riferimento. Per cui, se vogliamo fare un discorso preciso, prendiamo le carte che abbiamo o fornitene voi altre. Ma questa mi sembra proprio, cioè indicativa, ma in maniera molto vaga.  
A.B.: Approssimativa, va be'; ma io questo volevo...  
Presidente: Eh no, Avvocato, noi non dobbiamo lavorare su basi approssimative.  
A.B.: Approssimative no!  
Presidente: Capito?  
A.B.: Allora io, signor Presidente...  
Presidente: Quando abbiamo, Pubblico Ministero, è lei che si è impossessato, scusi, delle carte del fascicolo del dibattimento. Abbiamo...  
P.M.: A dire il vero io ho solo una carta.  
Presidente: Abbiamo...  
P.M.: Nel fascicolo del dibattimento.  
Presidente: ... delle carte molto dettagliate, in una scala... 
 P.M.: Quelle che sono state messe...  
Presidente: 1:10.000, addirittura.  
P.M.: Allora, Presidente, per precisazione, sono nel fasicolo del P.M., e non in quello del dibattimento. Quindi non mi sono io...  
Presidente: Io non le avevo viste e...  
P.M.: Come non detto. Se ce le ho io, sono a disposizione.  
A.F.: Erano state depositate…  
A.B.: Siamo certi che quello è Calenzano, almeno su questa certezza, quello è Calenzano; poco più su c'è stato quello che c'è stato. La domanda che voglio fare al Maresciallo è questa: per tornare da quella zona e arrivare a Firenze, che strada deve fare una persona normale? O da Firenze per andare a Calenzano?  
D.S.: Firenze e tutte le altre direzioni possono essere raggiunte attraversando a piedi la passerella che le ho detto io sul ponte La Marina, quindi venendo in via delle Bartoline e da li quindi...  
A.B.: Io parlo di macchina.  
D.S.: Con l'autovettura, transitando sulla via dei Prati, oppure sulla via di Macia che con via dei Prati si congiungono dove formano la "U", è raggiungibile Prato, Firenze, qualsiasi altra località, perché...  
A.B.: Sì, in quanto tempo si raggiunge Firenze?  
D.S.: Dipende dall'orario e dal traffico.  
A.B.: Nottetempo.  
D.S.: Nottetempo, quando il traffico è scarso, Firenze si può raggiungere... quale zona di Firenze, però?
A.B.: Eh?  
D.S.: Quale zona di Firenze, però?  
A.B.: Appunto, mi dica Firenze...  
D.S.: Diciamo, la Piazza della Stazione a Firenze si può raggiungere, da Calenzano, quando non c'è traffico - quando non c'è traffico, ripeto - dai 10 ai 18 minuti, a seconda della velocità che uno tiene.  
A.B.: Certo.  
D.S.: Quando non c'è traffico. Col traffico si impiega anche un'ora e mezzo.  
A.B.: Ecco, per andare verso Siena, che strada si prende?  
D.S.: Non ci sono problemi: a Calenzano c'è il casello autostradale.  
A.B.: Per andare a Siena.  
D.S.: Per tutte le direzioni.  
A.B.: Ecco.  
D.S.: C'è l'autostrada del Sole.  
A.B.: Si può vedere dove stava in quell'occasione, in quel periodo, per cortesia, il signor Pacciani? È quella di sotto; fa una carrellata,  
A.F.: C’è un cerchio grande.  
A.B.: C'è un cerchio grande; no, sempre la solita, sempre la solita.  
A.F.: La solita cartina, un cerchio grande.  
A.B.: Ecco, faccia una carrellata, per cortesia. No, piano piano. Lentamente. Facciamo finta che stiamo percorrendo da lì per arrivare a Travalle, scendiamo a Calenzano; poi andiamo a Sesto o a Campi Bisenzio dove ci vuole; poi andiamo a Firenze; poi andiamo sulla destra, chiedo scusa, ancora scendiamo, facciamo questa strada, Impruneta, S. Casciano Val di Pesa, Montefiridolfi. Ecco, io volevo illustrare alla Corte che il signor Pacciani in quel periodo si trovava a lavorare a Montefiridolfi. E questo fatto accade esattamente dalla parte opposta della città e della zona e della provincia. Il Pubblico Ministero, probabilmente, mi dimostrerà che io ci andavo in questo luogo un po' ignoto, però vedremo.  
P.M.: Ho indicato già dei testi, lo vedremo a suo tempo, Avvocato.  
A.B.: Certamente. Grazie, non ho altre domande.  
Presidente: Va bene. Ognuno proverà quello che riuscirà a provare.  
P.M.: Che intende o vuole...  
Presidente: Altro?  
P.M.: Il P.M. non ha altre domande a questo teste.  
Presidente: Altre domande? Può andare, Maresciallo. Buongiorno.  
A.F.: Ancora no. A novembre…

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