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giovedì 26 aprile 2012

Mauro Maurri - Deposizione del 27 aprile 1994 - Terza parte

Segue dalla seconda parte. 

Il testo che segue contiene dettagli espliciti e raccapriccianti. Se ne sconsiglia la lettura a persone sensibili ed impressionabili.
Presidente: Domande?  
A.B.: Si.  
Presidente: Avvocato Bevacqua prego.  
A.B.: Grazie. Senta Professore lei ha visto questo scempio qui no? Senta, Professore, lei ha visto questo scempio qui, no?  
M.M.: L’ho visto, l’ho visto.  
A.B.: Non so se lo ha visto eccetera. Per fare quella escissione in quel modo, senza sanguinare, senza che ci si sporchi, cioè facendola in questo modo così perfetto, bisogna essere anche esperti di corpi vivi e di corpi morti, o no?  
P.M.: Facciamo le domande invece delle valutazioni. E' stato detto al P.M.  
A.F.: Le ha fatte fino adesso lei le valutazioni.  
A.B.: Senta io ho delle... Allora le posso leggere... Posso leggere quello che ha scritto il Professore, siccome ho la perizia.  
Presidente: Legga pure.  
A.B.: Io gliela leggo, poi lei mi dice se va bene o se non va bene. Lei ha detto questo, pagina 113: "E' stato il mezzo responsabile dell'asportazione della cute e dei peli a livello pubico e labiale attuato con ogni verosimiglianza con uno strumento tagliente a lama notevolmente affilata". Comincia lei così. "Che lo strumento in questione fosse notevolmente affilato emerge dal particolare dell'estrema nettezza dei margini di tutta la ferita". Va bene?  
M.M.: Si, sì.  
A.B.: Lei continua, non le posso leggere tutto, ma le leggo alcuni passi. Lei ha fatto la perizia con altre due persone, due suoi colleghi.  
M.M.:  
A.B.: E tutti sareste rimasti d'accordo nelle conclusioni finali. Il Giudice istruttore a suo tempo vi dette un incarico ben preciso ed in particolare di chiarire se colui che aveva fatto queste lesioni aveva una particolare abilità, e a pagina 115 della sua relazione - lei mi deve dire se conferma o non conferma - "Particolare abilità nell'uso del mezzo responsabile delle lesioni postmortali - quindi che siano postmortali non c'è dubbio - sulla de Nuccio. "Al quesito se l'escissione dell'ampio frammento pilocutaneo della regione pubica denoti particolari abilità nell'uso del mezzo adoperato, i periti ritengono di potere rispondere in maniera decisamente affermativa. Ciò per le caratteristiche presentate da una triplice - non è alleanza - serie di fattori inerenti il fatto, costituite dai fatti ambientali, dalle lacerazioni degli indumenti, dalla morfologia dell'escissione al livello del pube". Quindi sono triplici. Fattori inerenti, eccetera.  
M.M.: Ambiente, indumento e cadavere.  
A.B.: Esatto. E questi vengono così descritti da voi. Se si torna invece alla prima ipotesi più probabile che prende in considerazione, pagina 117: "Come scena del fatto, il campo immediatamente sottostante la strada - voi state chiarendo le modalità in cui si sarebbe verificato, nelle quali, di tempo e di luogo, dove si sarebbe verificata questa escissione - si deve allora pensare che colui che ha commesso il fatto si sia servito di una lampadina tascabile, più o meno potente, per ottenere l'illuminazione indispensabile. In tal caso è pensabile che per ottenere la luce senza essere visto e senza insospettire alcuno - va be', queste sono delle vostre deduzioni - egli ha poggiato la lampada per terra con la luce rivolta verso il cadavere. Non si può invece pensare che egli abbia tenuto in mano la lampada mentre praticava l'escissione perché un'operazione del genere, e così abilmente compiuta, non può essere realizzata con la sola mano che impugna il mezzo lesivo, ma ha bisogno quanto meno di entrambe le mani del responsabile". Conferma questa circostanza?  
M.M.: Sì.  
A.B.: E dice ancora: "Per di più in entrambe le ipotesi colui che ha praticato l'escissione doveva trovarsi in una posizione scomoda ed instabile".  
M.M.: Scomoda e... scusi?  
A.B.: Ed instabile "e cioè profondamente curvato in avanti od inginocchiato per terra, in modo da trovarsi il più vicino possibile alla regione pubica del cadavere. Riassumendo quanto concerne i fattori ambientali, questo è il primo, illuminazione scarsissima, necessità dell'ausilio di una fonte di illuminazione supplementare; scarsità di spazio e di tempo per agire; pericolo del sopraggiungere di persone o di macchine; posizione instabile e scomoda. Consideriamo il secondo ordine di fattori, cioè il modo in cui il responsabile ha dovuto agire per raggiungere lo scopo prefisso e cioè per denudare e successivamente escindere la cute del pube". A proposito di questo io le voglio domandare, lei ha visto quella foto, la 33, che ora non c'è...
P.M.: La rimettiamo subito.  
Presidente: Rimettiamola.  
A.B.: La foto 33 dimostra questo cadavere già vestito con questa ragazza che ha questa parte ormai...
M.M.: Scoperta e mutilata.  
A.B.: . . . scoperta e con dei pantaloni che pare siano stati trovati, che li vestiva questi pantaloni la ragazza, pantaloni e un paio di mutandine. Mi pare che sia stato detto che addirittura colui che ha commesso questo misfatto, avrebbe tagliato di netto, non solo i pantaloni e le mutandine ma anche la cinghia.  
M.M.: La cinghia, sissignore.  
A.B.: Quindi era uno strumento taglientissimo...  
M.M.: Sissignore.  
A.B.: ... ma adoperato così bene, se lei lo ricorda questo particolare, l'ha detto, perché adoperandolo con questi tre colpi netti, non ha neanche sfiorato la cute della povera figliola. E' vero questo?  
M.M.: E' vero.  
A.B.: Lo conferma?  
M.M.: Sì.  
A.B.: Oh! Allora si dice che “si imponeva per ovvie ragioni la massima rapidità, il minimo di rumore e di movimenti allo scopo di non attirare l'attenzione altrui”. Ora non vado avanti... Allora, si badi bene, "Il taglio dell'indumento è avvenuto con precisione tale da non provocare la benché minima lesione della cute al di fuori della zona escissa, il che significa precisione destrezza e sicurezza nel far sì che il filo della lama interessasse in questa fase gli indumenti, e solo essi. Ciò non può che significare - è la pagina 120 - un uso rapido efficiente e preciso del tagliente adoperato e quindi una manualità sicura e spe-ri-men-ta-ta". L'ha detto lei, l'ha scritto lei. Lo conferma?  
M.M.: Sì, sì.  
A.B.: Benissimo. “Colpiscono soprattutto, come si è già detto, l'assoluta nettezza dei margini l'abbiamo visto - per quasi tutta la circonferenza della lesione, e l'uniformità del piano muscolo-adiposo messo allo scoperto dall'asportazione dell'ampio frammento di cute e di muscoli".
M.M.: Qui non si vede tanto bene, nell'altra si vede meglio. Però non c'è dubbio.  
A.B.: Va bene quello che dice lei?  
M.M.: Sì, è un piano quasi perfetto.  
A.B.: Quindi come di persona veramente sperimentata in questo tipo di... non lo so.  
M.M.: No, in questo tipo di lesioni, no.  
A.B.: Professore, lei è un medico. Io non voglio dire che sia un medico, però è uno che sa fare molto bene questi lavori.  
M.M.: Diciamo che sa maneggiare molto bene questo strumento da punta e taglio che è stato adoperato. Non necessariamente per fare...  
A.B.: Ma che potrebbe essere uno strumento da punta e taglio molto efficiente, molto...
M.M.: Certo, deve essere stato certamente affilatissimo.  
A.B.: Il bisturi è affilato?  
M.M.: Certo che è affilato!  
P.M.: Il coltello se si affila è affilato!  
M.M.: Sissignore, certo  
P.M.: Bene, grazie.  
A.B.: Ma dopo che ha tagliato la cinghia non credo che sia molto affilato!  
M.M.: Ma anche il bisturi dopo aver tagliato la cinghia non è molto affilato!  
P.M.: Grazie, Professore, bisogna dirgliele noi, grazie.  
A.B.: Con la punta l'escissione dell'ampio lembo di cute... noi vogliamo cercare la verità, caro Pubblico Ministero...  
P.M.: Si, si…  
Presidente: Signori, scusate, non insistiamo…  
A.B.: Siamo d’accordo.  
Presidente: Anche perché vi ricordo che vedremo, purtroppo, altre foto di altri soggetti dove ci sono autentici sbrani. Addirittura in una sono in bella vista, purtroppo, le anse intestinali, quindi...  
P.M.: Quindi non abbiamo...  
A.B.: Ci stiamo occupando di questo...  
Presidente: Mi va bene tutto, però, capito? Non cominciamo, se no si ritorna con la storia del medico ginecologo, chi era, non ricordo più... È uno strumento da punta e taglio affilatissimo, che può essere qualunque cosa...  
A.B.: Tutto, certo!  
Presidente: Bene? Prego.  
A.B.: "L'escissione dell'ampio lembo di cute può essere avvenuta mediante una iniziale incisione circolare delle strutture tegumentarie, con la punta o con il filo taglientissimi, sì da delimitare la zona di cute e di peli che immediatamente dopo sarebbe stata scollata dai piani sottostanti". Lei parla di scollamento, quindi come di persona che sa, chiedo scusa, che sotto i peli c'è il tegumento, poi quello di Malpighe, non mi ricordo come si chiama, poi c'è il grasso e poi tutto il resto. O no?  
M.M.: Sì. Voglio dir questo: forse non so se è estremamente chiara quella frase, ma in pratica volevo dir questo, che per escindere una superficie di cute sottocutanea discretamente vasta come questa, è chiaro che si deve fare un'incisione preliminare torno torno con il coltello impugnato da una mano; questo non basta, perché per scollarla si deve poi agire di piatto con il filo e l'altra mano deve tirare su i tessuti molli che vogliamo siano scollati, appunto per facilitare l'opera del coltello.  
Presidente: Il quale coltello poi segue all'interno mano mano che si tira, penso...  
M.M.: Certo.  
Presidente: E' un movimento quasi naturale.  
M.M.: Sì, certo. Se io afferro i tessuti molli con una mano, con l'altra traccio la lesione iniziale e poi scollo.
A.B.: Esatto, va bene.  
Presidente: Comincia a tirare piano piano...  
A.B.: Lei poi ancora dice a pagina 122: "È' evidente che si deve essere trattato di persona estremamente abile e precisa nell'uso di quel tagliente - non sappiamo quale sia - proprio per la perizia e la precisione con cui l'escissione è stata attuata e per l'ovvia necessità di agire in fretta". E conclude, io leggo queste ultime parole sue, pagina 123, cioè che "l'azione indica l'intervento di una persona di abilità assolutamente eccezionale, e per quanto riguarda l'uso del tagliente - questo l'ha detto lei - i periti in base all'esame diretto dei reperti cadaverici e dall'accurata analisi delle relative fotografie, ritengono di dover espressamente insistere sul particolare, forse di decisiva importanza, dell'eccezionale abilità con cui fu agito per mettere a nudo la regione pubica del cadavere della ragazza ed ancor più per attuarvi le riscontrate mutilazioni". Firmato Maurri, firmato Bonelli, firmato...  
M.M.: Marello.  
A.B.: Marello. Conferma questa circostanza?  
M.M.: Sissignore.  
A.B.: Grazie, Professore, non ho altro.  
A.F.: Avvocato Fioravanti  
Presidente: Avvocato Fioravanti, prego.  
A.F.: Grazie. Professore, lei ha firmato anche dalla pagina 130 alla pagina 136 della stessa perizia insieme agli altri due professori periti, e nelle conclusioni rispondeva a un quesito sulle analogie di due degli ultimi, cioè dell'ultimo delitto del '74, di cui ha risposto ieri mattina, con questo; e io non vorrei leggere tutto perché sarebbe noioso, ma sulla conclusione delle analogie tra questi due e delle difformità - o disformità, come si dice qui - lei dice: "Vi sono inoltre da notare ulteriori analogie fra ambedue i casi, fra le quali l'uso di due tipi di armi, rispettivamente da fuoco a proiettile unico, e da punta e taglio. Inoltre in entrambi i casi venne adoperata una pistola dello stesso calibro 22 - questa è una delle analogie - . L'omicida infieriva sulla vittima di sesso femminile, dopo aver ucciso il ragazzo, colpendola ripetutamente con un'arma da punta e taglio su tutto il corpo, ed in particolare dopo la morte - entrambi - a livello della regione pubica; mentre nel caso di Scandicci l'omicida mutilava la vittima dopo la morte". Mutilava entrambi dopo la morte, l'infierimento veniva fatto.  
M.M.: Sì.  
A.F.: "La differenza invece - questa era l'analogia - saliente fra i due casi - ed è molto importante questo per la difesa - è costituita dalla particolare abilità nell'uso dell'arma - sono un po' ripetitivo del collega, avvocato Bevacqua –  
Presidente: Prego, prego.  
A.F.: “…dell'arma da taglio, che per la coppia del 1974 non appare evidente. Infatti sul corpo della ragazza sono rilevabili ferite inferte in direzioni molteplici, e mediante l'infissione dello strumento tagliente. Solo in due ferite lo strumento è stato usato quale arma da taglio, ferite localizzate al volto della vittima. Le abbiamo viste ieri queste.”  
M.M.: Li abbiamo visti ieri.  
A.F.: Altra differenza, che è molto più importante, è costituita dall'arma da punta e taglio che nel caso di Scandicci, come deducibile dalle lesioni inferte al collo del Foggi, presentava una costa. Non era la stessa arma, non era lo stesso tipo di arma, mentre quella...  
P.M.: Un attimo, facciamoglielo dire, non è scritto così, eh!  
A.F.: Lo sto chiedendo.  
P.M.: È allora… Facciamo la domnada!  
A.F.: Io vorrei che... non ho interrotto il Pubblico Ministero, vorrei non essere interrotto, se il Presidente lo consente.  
P.M.: Interrompo per dire di fare le domande, come sono stato giustamente interrotto io.  
A.F.: Io sto leggendo, quando ho finito di leggere, se il Presidente mi dice di smettere di leggere...
Presidente: Prosegua, prosegua, avvocato Fioravanti prosegua se no non finiamo più.  
A.F.: La domanda è implicita: l'arma...  
M.M.: Scusi, Avvocato, se la interrompo, mi dica quando finisce il testo della nostra relazione, e quando comincia la sua domanda.  
A.F.: Fra un rigo e mezzo.  
M.M.: No, no, me la legga. Ah, ecco, si.  
A.F.: Fra un rigo e mezzo, poi c'è un'altra cosa. "E' costituita dall'arma da punta e taglio che nel caso di Scandicci, come è deducibile dalle lesioni inferte al collo del Foggi, presentava una costa". Quindi le due armi bianche erano uguali o differenti?  
M.M.: Erano uguali, perché ieri abbiamo detto che l'arma di ieri aveva un filo e una costa; quella di oggi ha un filo e una costa.  
P.M.: Quindi non era la stessa arma lo stava aggiungendo lei quando l'ho interrotta lei, Avvocato. Era solo quello che volevo dire: che lei stava leggendo cose che non sono scritte.  
A.F.: Io stavo leggendo cose che non sono scritte? Presidente, mi consente di depositarlo al Pubblico Ministero, se non ce l'ha? È se non ce l’ha!  
P.M.: "Non era la stessa arma" non c'è scritto!  
A.B.: "Non era la stessa arma" non c'è scritto, però...  
P.M.: Ma lei gliel'ha detto due volte.
Presidente: Va bene via, non stiamo... Professore, deve dire qualche altra cosa su questo punto?  
M.M.: No. Se è chiara la risposta, non devo dire nient'altro.  
A.B.: Scusi, Presidente...  
P.M.: Ce la ripete la risposta?  
Presidente: Quello che è scritto è scritto.  
A.B.: Scusi, Presidente, abbia pazienza, il collega mi pare che abbia fatto una domanda ben precisa, cioè se le due armi fossero diverse. Lei ha detto che non erano diverse perché c'era la costa allora, va bene, e ci poteva essere la costa anche oggi. Perché, mi scusi, fino a quando ho letto io, lei ha detto che quello strumento che ha escisso il pube era sicuramente a punta e taglientissimo, ma non le abbiamo domandato - perché non lo sappiamo nessuno, né io, né lei, credo - se questo stesso strumento avesse anche la costola. Non lo sappiamo!  
M.M.: No. Però, se non mi ricordo male, l'avvocato Fioravanti mi ha letto delle caratteristiche morfologiche riferite sul cadavere dell'uomo, non della donna.  
A.F.: Di tutti e due. Di tutti e due.  
A.B.: Dell'uomo hanno una caratteristica particolare. Il problema è questo, scusi, Professore: se lo strumento che ha escisso il pube alla ragazza può essere o non può essere anche da punta semplice o da punta e taglio. Questo non lo sappiamo. Sappiamo per certo, credo, perché lei non l'ha detto, sappiamo per certo che gli strumenti o lo strumento che ha colpito quella ragazza di ieri, quella che abbiamo visto ieri, era da punta e taglio. Bene?  
M.M.: Certo.  
A.B.: Quindi mi pare che questa sia la risposta che lei ci può dare.  
M.M.: Sì.  
A.B.: Questo è quello che... AW. Fioravanti:: E io voglio aggiungere...  
A.B.: Un attimo e poi finisco e parli tu... Su questo punto volevo domandarle, e poi veramente mi cheto, non voglio sopravanzare su nessuno, scusami tanto...  
A.F.: Non ti preoccupare. Non ti preoccupare.  
A.B.: Ieri abbiamo fatto una domanda a proposito dell'idea di questo maniaco, chiunque esso sia.  
M.M.: Della idea?  
A.B.: Cioè questo comincia con quell'omicidio di ieri a punteggiare, a tratteggiare, a disegnare nella sua mente, comunque, con dei colpi ben precisi, la zona circostante...  
M.M.: A delimitare.  
A.B.: A delimitare. Grazie, Professore. Ecco, ricorda esattamente dove inizia questa delimitazione della zona? È pressoché uguale alla zona di inizio della escissione di questo...? Pressoché.  
M.M.: Direi di sì, perché siamo al limite superiore dei peli del pube, in tutti e due i casi.  
A.B.: Grazie, Professore.
Segue...

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