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martedì 18 ottobre 2011

Ruggero Perugini - Deposizione del 13 giugno 1994 - Terza parte

Segue dalla seconda parte.

Presidente: Si va bene, andiamo avanti.
P.M.: Ecco, grazie, grazie.
Presidente: Prego.
P.M.: Prego dr Perugini, le chiediamo scusa…
R.P.: Io in realtà non stavo commentando stavo raccontando…
P.M.: Ho fatto una domanda: cosa c’era scritto nella lettera…
Presidente: Va bene, va bene…
P.M.: Non è un commento.
Presidente: Per favore, per favore.
R.P.: Stavo precisando anche che la lettera ci parve interessante per un dato sostanziale, perché pacciani disse: -anche quelle cartucce – c’era scritto: - anche quelle cartucce da caccia che stanno nella cartucciera – dice – io le raccoglievo nei boschi, così, le perdevano i cacciatori, le raccoglievo, così, le trovavo – ora, quella lettera ci parve importante ma noi quelle cartucce non le abbiamo mai trovate, quelle cartucce non le trovammo…
P.M.: Difatti date atto che c’è solo una cartucciera con alloggiamento per 25 cartucce.
R.P.: Esatto.
P.M.: Dice il verbale.
R.P.: Esatto, però le cartucce non le trovammo quindi probabilmente… no, non voglio far commenti ma immagino che…
P.M.: No, no non facciamo commenti…
R.P.: …la moglie le avrà buttate… non ho idea… insomma, ecco…
P.M.: Non facciamo commenti, non interessa.
R.P.: Quella perquisizione fu interessante… insomma quando si va a indagare un soggetto, per qualsiasi motivo, credo che un investigatore, credo, è prassi che l’investigatore cerchi di farsi un’idea del soggetto da investigare perché bisogna che ragioni un attimino con il suo cervello, perché se cerca qualcosa deve seguire le sue linee di pensiero non quelle di chi investiga. Nella circostanza trovammo quindi… la cosa ci… di questo prendemmo atto, non rilevava ai fini delle indagini sulla caccia però notammo altri oggetti…
P.M.: In fondo lo diceva il provvedimento “e altri oggetti pertinenti”…
R.P.: Esatto, e devo dire oltretutto nella circostanza sequestrammo un certo numero di documenti…
P.M.: Li vuole descrivere quelli che ritiene importanti per capire questo aspetto dell’indagine?
R.P.: Si, come ho detto, noi un’idea logica… se non troviamo queste armi che stiamo cercando nulla vieta di pensare che il Pacciani le abbia date in custodia a qualcun altro, che lui abbia degli amici che abbiano potuto prendere le armi… fra i vari documenti, i documenti che noi consultammo, poi più accuratamente dopo, c’erano i nomi di… annotati indirizzi, nomi… e fu in quella circostanza per l’appunto che noi trovammo una lettera piuttosto affettuosa scritta, mi sembra nel ’79, da…
P.M.: Può consultare il verbale se crede… Vedo che ha una buona memoria…
R.P.: Credo di non dimenticare molto di questa… Scritta nel ’79 da tale Faggi, che era un rappresentante di maioliche di Calenzano…
Presidente: Quello che abbiamo sentito…
P.M.: Esatto, esatto.
R.P.: Ecco, l’affettuosità del tono ci faceva… mi fece, ecco, pensare che ci fosse un rapporto di amicizia, non soltanto un rapporto di mera conoscenza e quindi quello fu un nome che noi tenemmo presente per lo sviluppo degli accertamenti successivi.
P.M.: Dr Perugini chiedo scusa, nel verbale voi parlate di una lettera recante timbro postale e una cartolina…
R.P.: Si, c’era…
P.M.: Sempre a firma… lo ricorda?
R.P.: Si, si me lo ricordo.
P.M.: Erano due le missive a firma Faggi.
R.P.: C’era questa cartolina in cui ricordo, diceva: Spero che ti sia piaciuta quella tuta che ti ho regalato…
P.M.: Questo lo diceva la cartolina…
R.P.: Che adesso, credo, se si prende e si legge il contenuto…
P.M.: Comunque lei dice le sequestrò perché era un contenuto di… che dimostrava amicizia fra i due, quantomeno conoscenza.
R.P.: Questa fu la sensazione che avemmo, ora c’è da dire che almeno quella che era stata l’attività di ricerca di possibili testimoni, persone che conoscevano il Pacciani, emergeva un quadro in cui tutti lo conoscevano e nessuno lo conosceva, ecco…
P.M.: Nessuno lo ammetteva?
R.P.: Ma dicia… no, diciamo questo, che di amici in realtà intorno al Pacciani ce n’erano veramente pochi quindi la ricerca era focalizzata su due persone, questo Faggi fu la terza, su due persone in particolare, una era il postino, ex-postino di San Casciano, il Vanni e l’altro era un Maresciallo deceduto con cui sembra che lui avesse un rapporto di amicizia. Quindi due persone sostanzialmente e Faggi fu il terzo dal quale, almeno dagli scritti, ci parve di individuare un possibile terzo amico, ecco, una persona che quindi potesse essere colui al quale aveva consegnato, affidato, regalato armi precedentemente detenute. Va detto a questo punto che noi sapevamo, perché l’attività investigativa, quindi la ricerca di testimoni ci aveva fatto capire che il Pacciani deteneva almeno un altro fucile oltre a quello ad avancarica che era stato ceduto nel ’79, mi sembra, al cognato, Caminati Donato, e ancora permanevano dei dubbi sulla presenza, sull’esistenza di una pistola di cui un altro teste, tale Petroni Nello, ci aveva parlato, pistola che Petroni avrebbe notato sul banco da lavoro di un meccanico di Vicchio, un certo Paoli, che mi pare sia deceduto nell’81, e che gli è sta… secondo quanto diceva il Petroni…
A.B.: Io mi oppongo a queste…
P.M.: Petroni abbiamo versato…
A.B.: Ci sono… c’è tutti gli atti su Petro…
P.M.: Spiega come mai…
Presidente: Sabbiamo già tutte queste circostanze…
A.B.: Certo ed è inutile che ce le ripeta.
Presidente: No è inutile che lei interrompa.
P.M.: No, ci sta spiegando come mai avendo notizie di quella pistola la sta cercando.
Presidente: Signori ma aldilà dei divieti espressi ma il testimone ci deve pur spiegare questa linea di indagine perché tutto questo non è mica caduto dal cielo! Suvvia…
P.M.: Grazie Presidente.
Presidente: Domande sui fatti, non dall’imputato ma al di fuori naturalmente… c’è il 62 che è… che è un limite ovviamente ma al di fuori di quello… altrimenti che viene a fare il dr Perugini? Una passeggiata?
P.M.: Io volevo insistere sul fatto che viene a fare almeno per ora lo sto decidendo io non il difensore, glielo vorrei far dire.
Presidente: Bene, bene. Per favore andiamo avanti.
P.M.: Grazie, prego dottore per la seconda volta le chiediamo scusa.
R.P.: Io sto raccontando molto sinteticamente quello che era il ragionamento…
P.M.: Vada pure avanti su questa pistola di cui le aveva parlato il Petroni.
R.P.: Vorrei anche dire per precisare, in questo momento perché sia chiaro…
P.M.: Che pistola, scusi, ecco… Dopo questo ci spieghi che pistola… di quale pistola aveva parlato Petroni sennò…
R.P.: Aveva parlato di un revolver, mi pare, un revolver, ora nel famoso… famoso, famigerato processo del ’51 dell’esistenza di questa pistola si parlò, pistola che, almeno leggendo gli atti, che l’imputato disse di aver lasciato in un cespuglio e poi di non averla più trovata. Ora, noi avevamo tutti i motivi di ritenere che quella pistola del ’51 fosse la stessa pistola che il Paoli si era trovato, se se l’era trovata perché noi non abbiamo accertato… Petroni Nello ce lo aveva raccontato, non abbiamo avuto modo di verificare oltre… sul banchetto e di cui parlò al Petroni.
P.M.: Ci vuole ricordare cosa doveva fare il Paoli con questa pistola?
R.P.: Mha, si, la cosa è abbastanza ridicola sotto un profilo meccanico, il Paoli disse che il Pacciani gliel’aveva data… il Paoli disse al Petroni, che il Pacciani gliel’aveva data perché voleva che le camere del tamburo fossero dilatate per sparare colpi più potenti.
P.M.: Voi quindi avevate notizia di questa pistola, volevate vedere se nella perquisizione c’era qualche elemento utile per la verifica dell’esistenza, è questo il concetto?
R.P.: Esatto, questo è il concetto.
P.M.: Prego, prego.
R.P.: Soprattutto vorrei sottolineare, perché mi sembra che sia il caso di farlo, che nel 1990 e non solo nel 1990 ma per diverso tempo dopo, il Pacciani era uno dei tanti, delle tante persone che vennero nella nostra considerazione, vorrei chiarire che non era che noi fossimo col microscopio puntato sul Pacciani…
P.M.: In quel momento.
R.P.: Non in quel momento, ecco, quindi questi accertamenti seguivano una certa logica che era fra le altre cose di ordine preventivo perché il Pacciani si trovava già nel ’90… è stato arrestato nell’87, nel ’90 stava a tre anni… insomma, se ne poteva prevedere la scarcerazione, non sembrava che fosse il caso di lasciare nella disponibilità di una persona piuttosto impulsiva, quale ci era stata descritta, un fucile o una pistola…
P.M.: Questo anche come attività di futura prevenzione, dice lei?
R.P.: Questa era sostanzialmente…
P.M.: Repressione se c’era…
R.P.: Diciamo che il pensiero dominante era questo in realtà, il pensiero dominante era un dato di prevenzione perché avevamo due ragazzine, due ragazze, una moglie, delle datrici di lavoro, insomma un certo numero di persone le cui testimonianze avevano contribuito a far arrestare Pacciani e assicurarne la condanna e insomma non volevamo che… cioè avendo motivo di pensare che non nutrisse sentimenti angelici nei loro confronti non volevamo… volevamo fare il possibile per togliergli quantomeno di mezzo…
P.M.: Eventuali armi.
R.P.: Eventuali armi; e questo fu un dato che connotò la ricerca di quella prima perquisizione. Certo…
P.M.: Furono trovati dei documenti diceva, quelli del Faggi…
R.P.: Furono trovati dei documenti, io devo aver fatto una piccola sintesi di quanto… che sa, di attività ne abbiamo fatta un bel po’…
P.M.: E’ nel verbale di perquisizione a pagina 7…
A.B.: Io Presidente… magari legga i documenti che sono agli atti…
P.M.: Sono tutti agli atti quelli indicati a pagina 6 del verbale di perquisizione
A.B.: Va bene, li legga i documenti…
P.M.: Almeno quelli che interessano…
A.B.: Ha diritto di leggere, credo, i documenti da lui…
P.M.: Se li vuole leggere…
A.B.: Ma non le sintesi.
R.P.: Si, ecco…
P.M.: Per carità! Se vuol fare una sintesi la faccia pure…
R.P.: Io non ho problemi, ho qua una lista…
Presidente: lei ha fatto una sintesi dei documenti?
R.P.: Ho fatto una brevissima sintesi…
P.M.: Ci vuole spiegare quelli che per lei hanno rilevanza in questo processo?
R.P.: Si.
P.M.: E ci spiega perché? Perché li sequestrò innanzitutto.
R.P.: Beh, prima li sequestrai in quanto ci servivano a documentare questo aspetto, Pacciani cacciatore, che sospettavamo, avevamo molti motivi per ritenerlo…
P.M.: E aveste questa riprova indiretta…
R.P.: Questa riprova indiretta, poi forse vale anche la pena di dire che ci fu anche del materiale fotografico che attirò la nostra attenzione, materiale fotografico… una foto del Pacciani giovane con una machine pistol in mano e noi sapevamo già che lui aveva seguito un corso per artigliere a Cesano di Roma, quindi ecco, questo ci diceva che aveva una certa pratica di armi, il dato noi lo trovammo interessante, insomma…
P.M.: E sequestraste quella foto…
R.P.: Sequestrammo quella foto poi sequestrammo diverse altre cose, diverse altre cose e altre le acquisimmo ecco… altre le acquisimmo perché?
P.M.: Scusi eh dottore, dovrebbe però finire di parlare, prima, di quelle sequestrate in quella data, sono a pagina 6 del verbale di sequestro…
R.P.: Dovrei averne una copia.
P.M.: Si, prego.
R.P.: Vedo sequestrammo un blocco notes, una rubrica telefonica, il motivo del sequestro di questi oggetti è evidente: la ricerca di persone che potessero dirci qualcosa di più e su Pacciani ed eventualmente sulle sue armi. Ci fu quella lettera con posta di Faggi Giovanni, altri documenti, un’agenda della Banca Toscana con numeri telefonici… ah… ecco… vede, nella… trovammo alcune copie del settimanale Gente che presentavano dei fori…
P.M.: Ecco ci… “che presentavano dei fori” cosa… riusciste a capire qualcosa?
R.P.: No.
P.M.: Su questi fori… Lei ricorda com’erano questi fori? Cosa vuol dire che c’erano dei fori? Perché mi sembra descrivete anche sul “settimanale Quattroruote con dei fori”…
R.P.: Esatto… Bah…
P.M.: Insomma sequestrare Quattroruote… ecco…
R.P.: Dice: - Non ha nessuna rilevanza…-
P.M.: Fori, fori, perché vi… vi lasciarono… o com’erano questi fori? Insomma…
R.P.: Beh ci… noi non siamo periti balistici, cerchiamo di far fare questo mestiere agli altri però appunto non essendolo non potevamo escludere che si fosse…. fossero stati utilizzati dei giornali, delle riviste pressate insieme per fare delle prove di tiro, ecco…
P.M.: Ecco, i fori erano come di uno sparo o erano dei tagli?
R.P.: A mio avviso no, a mio avviso no, erano piuttosto equivoci come fori in verità, però… ripeto, io so fare, credo di saper fare il mio mestiere ma non conosco…
P.M.: Quindi sono ai corpi di reato lei non ha…
R.P.: Non ho memoria però lo prendemmo per ogni evenienza perché…
P.M.: Successivamente ci sono state delle evenienze o sono rimasti lì così?
R.P.: No sono rimasti lì così. Non rammento se li facemmo vedere ma credo di si a qualcuno della nostra Polizia scientifica ma insomma non…
P.M.: Per capire il motivo di questi fori…
R.P.: Per capire cosa fossero.
P.M.: Non erano ritagli? Non erano ritagliate queste…
R.P.: No, no, no non erano ritagliate.
P.M.: Bene.
R.P.: Erano soltanto deformi.
P.M.: Era questo che volevo sapere perché dal verbale di sequestro non si capiva.
R.P.: No, l’avremmo precisato.

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